Diciottesimo Capitolo
Nota autore:
Chiedo scusa per gli errori però vi faccio una confessione io lavoro sette giorni su sette, quindi molto spesso gli errori che vedete sono dovuti più dalla stanchezza... Per questo vi chiedo scusa e di avere un pochino di pazienza con me. Grazie mille a chi segue questa storia nonostante io non sia proprio perfetta, sapere che nonostante tutto mi seguite mi spinge a dare sempre di più il meglio. Per ciò un grazie di cuore a tutti voi.
Quella sera appena tornai a casa scrissi subito la melodia che avevo suonato su uno spartito, ovviamente non per paura di dimenticarmela, ma volevo farla vedere a Vicenzo.
Persino io rimasi scioccata da quella melodia, non credevo fossi capace di suonare note cosi.... Movimentate, passionali.... Così vitali.
Scriverle però non era come suonarle ci impiegai un po' più di tempo, e dopo averlo ricontrollato mille volte, finalmente era finito. Guardai compiaciuta il foglio, e dando un occhiata veloce all'orologio. Cazzo erano le tre di notte. Senza accorgermene mi si era fatto tardissimo. Così spensi tutto ed andai a dormire.
*********
Quel pomeriggio, Lorenzo mi accompagnò al conservatorio. Con me avevo lo spartito che avevo composto, lo ricontrollavo e ricontrollavo ma nonostante fosse perfetto la paura prese lo stesso il sopravento. Sudavo freddo all'idea di farlo vedere al professore. E se mi diceva che faceva schifo?!? Sarei morta per la delusione. Per fortuna Lorenzo sapeva sempre come rinquorarmi, e guardandomi dolcemente mi disse :
-"Isa non c'è niente da aver paura. Questa melodia e spettacolare te lo posso garantire io. E se lo capito io che non ci capisco un tubo, sono certo che Vincenzo ne rimarrà sbalordito!"
Aveva ragione, male che va se non andava bene mi avrebbe aiutato lui a correggerlo. In fondo ero li per imparare.
Arrivata in classe feci subito vedere lo spartito al professore, spegandogli che era una media che avevo composto ieri sera sul momento. E siccome volevo fargliela vedere, la trascrissi su carta per lui. Vincenzo guardava il foglio un po' stranito e disse :
-"La melodia e spettacolare, però e molto complessa. Non penso che qualcuno riesca a suonarla a meno che non sia un extra terrestre, ci sono note troppo.... Impossibili diciamo!"
E normale che lui la pensava così, ieri non mi aveva sentito suonare, perciò era scettico così risposi :
-" Ok ora glie la suono. Lei tenga lo spartito tanto io lo già imparata a memoria. "
Lui mi guardò con occhi sgranati, come se avessi detto qualcosa di assurdo. Ma tanto ormai ci avevo fatto il callo, con il suo scetticismo. Si comportava come se era sempre la prima volta che gli dimostravo di coda ero in grado di fare.
Presi il mio violino, lo accordai. E chirdendo gli occhi iniziai a suonare. Senti chiaramente Vincenzo eslamare « e impossibile» ma io lo ignorai e continuai a suonare. A fine canzone riaprì gli occhi, e notai che poco ci mancava che tutta la scuola era riunita nella nostra classe per capire chi suonasse quella melodia. Ormai Vincenzo aveva la bocca che gli era cascata per terra, dopo qualche secondo si scosse per riprendersi e disse sbalordito:
-"Ti rendi conto che ciò che hai composto e qualcosa di impossibile?!?!"
-"E così brutta?" chiesi intimorita.
-"Al contrario tesoro, e spettacolare. Saresti disposta a vendere la melodia? Ovviamente tutti i diritti d'autore andranno a te"
Venderla? Scherzava spero. Non ero così brava. Lui però intendo il mio stupore specifico dicendomi:
-" Vedi Isa, come ti ho già detto la nostra classe e speciale. E non e la prima volta che i teatri si rivolgano a noi. Ultimamente il teatro San Carlo di Napoli cercava una melodia per uno spettacolo, che dovranno tenere il mese prossimo. Secondo me e la melodia che stavano cercando. Che dici? "
Ero scioccata io non me lo aspettavo che... Insomma io non l'avevo scritta per questo motivo. Volevo solo fargliela sentire. Stavo per rispondere quando una folla di ragazzi, dopo aver sentito che fui io ad inventare la melodia, mi massacrarono di domande del tipo « non ci posso credere» «dai accetta» o « davvero lhai composta tu?» Parlavano tutti in sieme e così forte che mi fecero venire il mal di testa. Per fortuna intervenne Smeralda in mio soccorso, cacciando un urlo disumano facendo tacere tutti quanti. Rivolse a tutti loro uno sguardo assassino, non fraintendetela lei e una ragazza adorabile, ma quando si arrabbiava era meglio stargli lontano. Scommetto che se fosse circondata da un braccio di lupi feroci, loro sarebbero scappati guaendo. Smeralda mise le braccia lungo i fianchi e disse in modo autoritario :
-"Allora ragazzi mettiamo il punto alla questione. Primo credeteci perché lei e fenomenale, e se fosse stato il contrario di certo non sarebbe stata mia amica. Secondo e ovvio che accetterà non perché lo dite voi ma perché lo dico io. E terzo SIETE FORSE SORDI?!?! E ovvio che la scritta lei. Ora tornate tutti immediatamente in classe se non volete che vi prenda tutti a calci nel culo."
Disse le ultime parole, indicando la porta. E la folla se né andò completamente terrorizzata. Sei fantastica Sam. La ringraziai con lo sguardo che lei contraccambiò con un sorriso. E dissi a Vicenzo :
-" Va bene facciamolo! "
***********
Tornata a casa, raccontai tutto a Lorenzo e la sua famiglia che iniziarono ad urlare dalla gioia. Maria ufirca esclamò :
-" lo sapevo.... Lo sapevo che il mio piccolo soldato sarebbe arrabbiato lontano!"
-"Soldato? Lei e la nostra bimba.... Sono orgoglioso di te!" disse il padre di Lorenzo con le lacrime agli occhi.
-"Allora dobbiamo festeggiare non pensate?" disse Lorenzo.
Adoravo tutti loro, dal profondo del cuore, avevo una famiglia fantastica ed anche se non lo ero di sangue, mi facevano sentire come se lo fossi. Piano piano stavo rinascendo, come una fenice rinasce dalle sue ceneri. Io stavo facendo lo stesso, abbracciai tutti loro con amore. Per nulla al mondo mi sarei separata da loro. Loro erano la mia spinta per andare avanti. Loro erano parte del mio cuore.
********
Quella stessa sera per festeggiare la mamma di Lorenzo, preparò un pasto con sette portate, diciamo che aveva un tantino esagerato, ma con quella donna pazza, cosa ti volevi aspettare? Ridevamo e scherzavamo, mi sentivo finalmente parte di una famiglia. Fin da bambina avevo voluto farne parte. Spesso osservavo le altre mamme nel parco con i loro figli. Vedevo l'amore che davano, la protezione, i sorrisi e mi chiedevo « perché loro si ed io no! Perché?!? Non posso avere anch'io un po' d'amore» e adesso eccomi qui, a fare parte di una famiglia, che spruzzava amore da tutti i lati. Non smetterò mai di ringraziarli perché loro mi anno salvata.
Lorenzo invece mi guardava con amore, con i suoi splendidi occhi verdi, che mi facevano perdere ogni volta nel suo sguardo. E pensai tra me e me « la mia vita sta prendendo una bellissima piega, amo tutti loro. Ma soprattutto amo il mio Lorenzo»
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro