Capitolo Trentottesimo
Nota autore :
Allora mi scuso in anticipo per gli errori ma in questi giorni non ho avuto tempo di scrivere, quindi non ho potuto correggerlo come si deve essendo sommersa dal lavoro.
Dopo di questo ci saranno gli ultimi due capitoli.
Un bacio e buona lettura.
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*Dal punto di vista di Lorenzo *
Ok sono un cretino. Veramente ho chiesto la sua mano?!?! Lei rimaneva a fissarmi li con due occhi sgranati. Sicuramente non sapeva che dire. E come darle torto, in fondo ci eravamo messi insieme da poco.... C'è solo ieri sera abbiamo finalmente chiarito. E tale è la mia felicità di riaverla di nuovo al mio fianco, che avevo paura di perderla di nuovo. Ecco perché le ho chiesto di sposarmi. Volevo stare con lei per sempre. Così afferrai il suo viso con delicatezza e le dissi :
-"So benissimo che ora non puoi, perché per il concerto mancano solo tre giorni. Però non dobbiamo sposarci subito. Dopo il concerto, se vorrai ovviamente.
Sono cosciente che ti ho fatto soffrire molto, e non mi merito una donna straordinaria come te. Però se mi dai questa possibilità ti prometto che ogni giorno della mia vita mi sveglio con il pensiero di renderti felice. Sarai la mia principessa, e non soffrirai mai più. Io e te saremo una famiglia. "
Il dado era stato lanciato, ora molti toccava solamente aspettare una sua risposta. Furono i minuti più lunghi della mia vita. Iniziai a sudare freddo per una sua possibile risposta negativa. Avevo paura, ma non mi pentivo della mia decisione, perché volevo passare il resto della mia vita con lei, non ero disposto a perderla una seconda volta. Non c'è l'avrei fatta né fisicamente né mentalmente. Isabella dopo un po' a guardarmi con stupore, scoppiò in lacrime. Inizialmente pensai subito al peggio. Ma quando fece un cenno con la testa per dire di si, buttandosi fra le mie braccia in preda a lacrime di gioia, il mio cuore si alleggerì.
Afferrai il suo viso, per osservarla meglio. I suoi grandi occhi color cioccolato. Bellissimi come sempre mi trasmettevano tutto il suo amore, non resistevo più dal desiderio di baciarla. E quando mi avvicinai al suo volto sentimmo un tonfo che ci fece trasalire entrambi. Appena mi voltai vidi che a terra c'era sia Deryl che Alfredo. Mentre mia madre, non curandosi di quei due poveretti che erano a terra, iniziò a saltellare e gridare di gioia.
-"Ma cos'è oggi... La giornata degli anemisti anonimi?!? C'è svengono tutti oggi?!?!" disse Isabella con ironia.
Io nel frattempo, stavo morendo dalle risate. Quel suo commento era proprio azzeccato. Anche se rimaneva l'unica a capire che avevano avuto quella reazione per la notizia del nostro matrimonio. Bhe.... Infondo non potevano fare nient’altro, anche perché non potevano dire niente sulla sua vita privata. Mamma invece, evitando i corpi per terra privi di sensi venne da noi in lacrime. Ed abbracciandoci ci disse in preda hai singhiozzi:
-"Finalmente.... Finalmente... Io... Io... Felice"
Nemmeno riusciva a parlare, tanto era la sua gioia. Così per farla calmare contraccambiai il suo abbraccio. E le dissi :
-"Su mamma non piangere. So che sei felice però...."
Non mi fece nemmeno finire, che staccandosi da noi iniziò a chiamare tutti i parenti, annunciando con entusiasmo le nostre nozze. Ovviamente il primo che chiamò fu mio padre e conoscendolo avrà pianto anche lui per la gioia, perché anche lui adorava Isabella. Ma come non si poteva volergli bene? È impossibile. In pochi minuti il mio telefono iniziò a squillare come un forsennato. Ed alla centesima chiamata quando risposi :
« Ehi cane bastardo auguri!»
Trattenni una risposta, Cesare era sempre il solito, ma almeno adesso eravamo amici. Anche perché finalmente pure lui trovò la sua metà.... Smeralda. Sinceramente all'inizio non mi sarei mai aspettato che la loro due potessero stare così bene insieme. Ma dopo che lei scoprì la doppia personalità di Cesare, Smeralda gli disse « che amava entrambi, e non voleva cancellare né l'una né l'altra.»
« Grazie bestia» risposi ridendo.
*********
*Isa*
Maria contattò praticamente mezza Italia, per annunciare le nostre nozze. Bhe... Infondo era una cosa che aspettava da anni se non da sempre. Quindi non dissi nulla. Perché anche lei aveva il diritto di sfogare la sua felicità. Donna pazza, ma dolce. Lo dicevo sempre.
All'inizio rimasi sorpresa dalla sua notizia. Ero così felice che non riuscivo a spiccicare una parola. Solo dio sa quanto lo amo. E dopo il concerto, avremmo celebrato questa unione dinanzi a lui. Non potevo essere più felice di così. Feci così tanta strada da quando ero piccola e mi resi conto del fantastico percorso che avevo intrapreso. Nonostante le mille difficoltà, ero riuscita sempre a rialzarmi in piedi. Ad andare avanti creandomi quando presente meraviglioso, ora posso affermare con certezza. Si anch'io posso essere felice.
*******
Quel pomeriggio, anche se euforica. Dovevo concentrato sul lavoro, perché il concerto era fra tre giorni quindi dovevo mettermi di impegno per suonare alla perfezione. Per quella sera, proposi di suonare la mia prima melodia « la Violinista Fantasma» perché tutto era partito grazie a quello spartito. Vincent ovviamente accettò anche perché anche a lui piaceva molto quella melodia. Infondo esprimeva sempre me stessa. Mi sedetti cinque minuti, perché dopo tre ore in piedi a suonare, ormai avevo i piedi tutti doloranti. A distrarmi dai miei pensieri fu Deryl che con un aria avvilita mi disse sforzando un sorriso :
-" Congratulazioni per le nozze."
A me non sembrava molto convinto. Ma sarà anche per il fatto che oggi si era sentito male. Io lo sempre detto. In questa compagnia lavorano tutti troppo. Ogni tanto gli serve una pausa altrimenti sarebbe svenuto di nuovo. Ma se lui non si curava della sua salute non potevo farci niente. In fondo non ero mica sua madre. Così gli risposi semplicemente con un grazie, per poi tornare a provare. C'era troppo lavoro da fare per perdere tempo in chiacchiere.
Quella sera dopo un duro lavoro, tornai finalmente a casa. Ad aspettarmi c'erano Lorenzo e Maria. Seduti a tavola con la cena pronta. Che dolci avevano aspettato a me per mangiare. Così mi sedetti a tavola con loro salutandoli con un dolce sorriso. Maria parlava veloce come un disco incantato, riprendendo sempre le stesse cose. Diceva « che era felice. Che era ora che facevamo il grande passo ecc.. Ecc.. ”
Mentre Lorenzo mi guardava con due occhi carichi d'amore. Anch'io ovviamente feci lo stesso. Passare il resto della mia vita con il ragazzo che amo fin da quando ero bambina?!?! Non potevo desiderare di più dalla vita.
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