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VI: note d'avorio

La mattina seguente Teresa si alzò molto presto. Erano ancora le sei del mattino e già sentiva lo stomaco brontolare. Effettivamente il giorno prima non aveva messo niente sotto i denti a parte un bicchiere di vino bianco.

Si alzò ancora leggermente intontita, aveva dormito con la vestaglia e questo l'aveva stropicciata tutta.

Andò verso il bagno e si fece una doccia fredda. Appena uscii mise un maglione di lana ed un paio di leggings scuri. Sistemò i capelli in una coda e uscì velocemente dalla stanza e si diresse verso la biblioteca nonché il suo "paradiso". Entrando notò che nulla era cambiato. La stanza era molto grande per cui in alcuni punti la luce solare non riusciva a penetrare e rimanevano piccoli angoli di ombra. Teresa aprii velocemente le due tende facendo entrare un po' di luce. Gli scaffali si illuminarono dando risalto ai molteplici e preziosi libri della stanza.

Ma non erano certo i libri che a Teresa interessavano. Si voltò verso la direzione opposta a gli scaffali intravedendo un lenzuolo blu scuro. Sorrise e si avvicinò lentamente. Dinanzi ad esso tolse la coperta e sfiorò i tasti d'avorio del suo amato pianoforte.

<< Mi sei mancato>> sussurrò appena. Si sedette nello sgabello e cominciò a sfiorare se non accarezzare la sua creatura.

Da quando non posava le sue mani su di lui, da quando non sentiva il dolce contatto con la liscia e fresca tastiera bianca.

In un attimo le sue dita cominciarono a muoversi come possedute da una volontà propria. Non sapeva nemmeno lei cosa stesse suonando, le sue dita fremevano, tremavano, bruciavano ad ogni tocco.

Si sentiva libera, libera di esprimere quello che aveva tenuto dentro di sé.

Il suo corpo vibrava e si muoveva quasi impazzito da spasmi improvvisi.

Passò infiniti minuti a suonare una melodia dopo l'altra non accorgendosi di avere persino un pubblico, infatti dietro uno scaffale della biblioteca Edmund la osservava immobile.
I movimenti quasi impazziti, ma al contempo armonici e pieni di significati nascosti la facevano sembrare più bella, più forte e più agguerrita di quanto potesse immaginare.

I capelli seguivano i movimenti di Teresa, come trascinati d quell'assurda malinconia, gli occhi chiusi nascondevano una vena di tristezza. 

Era finito quasi per caso lì. Si era svegliato per una telefonata di lavoro, finendo per rimanere sveglio per più di un'ora. Aveva deciso di scendere per prendere una tisana ed era stato attirato da una coinvolgente quanto struggente melodia.
Inconsciamente aveva cominciato a seguire la melodia fino ad arrivare in biblioteca, era entrato e la vista di Teresa mentre suonava con così tanta passione lo aveva incantato.

D'un tratto la melodia cessò ed entrambi aprirono gli occhi ritrovandosi i loro sguardi scrutarsi a vicenda. 

<< Cosa ci fai qui Edmund?>> chiese alzandosi quasi allarmata Teresa.

<< Ho sentito la musica ed ho semplicemente seguito la melodia fin qui. Sei davvero brava>> disse cercando di tranquillizzarla.

Lei ricoprì velocemente il piano e si allontanò da esso.

<< Grazie>> disse sbrigativa.

<< Cosa succede? Perché stai coprendo il piano?>> chiese avvicinandosi.

<< Non ho motivo di continuare a suonare>> disse sbrigativa.

<< Perché? Sei stata magnifica, sono rimasto letteralmente soggiogato dal tuo modo di suonare>> lei si voltò leggermente incredula. << Ma non hai notato come mi muovevo? Ogni qualvolta suono divento come posseduta. Faccio dei così strani movimenti>> disse sistemando alcune ciocche sfuggite alla coda.

<< Credo invece che ti diano un certo fascino. Vedi, sembrava tu ti fossi completamente fusa con il piano eravate diventati una cosa sola, e lasciati dire una cosa, un vero pianista non si giudica per i suoi movimenti, ma per il suo modo di trasmettere le emozioni tramite la sua esibizione, ed in questo sei straordinaria, è come se stessi vivendo io stesso quello che stavi provando tu>>

Lei sorrise timidamente, quasi sollevata da quelle parole. << Grazie, sei la seconda persona che apprezza il mio modo di suonare, la maggior parte delle volte mi dicono io sia una svampita>> disse ritornando indietro.

<< La seconda? E se posso permettermi chi è stata la prima?>> chiese sedendosi accanto a lei.

<< Greg>> rispose semplicemente toccando il piano delicatamente.

<< Greg? Non lo vedo proprio a dire cose del genere>>

<< Sembra strano ma mi ha detto parole molto simili alle tue. È stato lui a prendere questo piano e portarlo qui, era di mia nonna>> disse nostalgica.

<< Anche tua nonna è una pianista?>> chiese.

<< Si, lei era una famosa pianista, purtroppo è venuta a mancare quando avevo solo dieci anni, è stata lei ad insegnarmi a suonare>>

<< Se posso chiedere, come si chiamava tua nonna?>>

<< Da nubile Lucrezia Mannucci>>
Rispose ripuntando gli occhi su Edmund.

<< La famosa Lucrezia Mannucci era tua nonna?>> chiese quasi spalancando gli occhi sbigottito.

<< Si, proprio lei>> sorrise all'esagerata reazione di Edmund.

<< Questa si che è una bella coincidenza, mia nonna paterna da giovane era una grande amica di Lucrezia quando andava ancora al conservatorio>>

<< Davvero? Anche tua nonna è una pianista?>> chiese Teresa.

<< Era, ormai non suona più da anni, da quando è morto mio padre non ha più toccato il piano. Un vero peccato, lei era davvero meravigliosa quando lo faceva, stavo ore ad ascoltarla>> sospirò Edmund.

<< Mi dispiace per questo, ma Quindi solo tua nonna aveva questo dono?>> chiese incuriosita.

<< No di certo, fu proprio la prozia di mia nonna ad insegnarlo a lei, che poi lo tramandò ad Alaynda, la prima moglie di mio padre e successivamente per un periodo a me e mio fratello>>

<< Quindi anche tu e Nolan sapete suonare il piano>>

<< Non proprio, io so qualche brano semplice, Nolan ha rinunciato quasi subito e a parte qualche nota non sa proprio dove mettere mano>> disse Edmund sorridendo.

<< Capisco, beh credo non vi si possa dare una colpa, in fondo se non viene dal cuore non ci si può costringere ad imparare qualcosa che non piace>> disse alzando le spalle Teresa.

<< Ma come l'hanno presa i tuoi al vostro rifiuto?>> chiese curiosa.

<< Non bene, ma non parliamo di me, vorrei sentire qualcos'altro, che ne dici di suonare per me?>> chiese Edmund smorzando l'argomento.

<< Suonare?>> chiese quasi presa alla sprovvista.

<< Si, mi piacerebbe riascoltare quel brano di prima, se non sbaglio era un brano di Chopin>>

<< Si, beh ecco... non credo sia una buona idea>>

<< perché mai?>>

<< Non amo molto suonare quel brano in pubblico>>

<< Cos'ha che non va?>>

<< Niente ma, non è un brano che desidero ascoltino coloro che mi guardano, vedi quella musica mi fa totalmente perdere il controllo>> sussurrò l'ultima parte.

<< Non capisco ancora bene il perché, ma con quella musica in particolare non riesco a controllare i miei movimenti, tanto da perdermi e rimanere anche ore a suonare lo stesso pezzo ripetutamente>> disse quasi imbarazzata.

<< Se fosse necessario fermarti ti fermerò io stesso>>

<< Ma...>>

<< Niente ma, voglio ascoltare quel brano>> disse avvicinandosi e scoprendo lui stesso il piano.

Edmund abbasso leggermente il viso verso Teresa. << Non preoccuparti, non hai bisogno di trattenerti, lasciati andare e fammi vedere la tua miglior esibizione>> sorrise facendo arrossire leggermente il viso di Teresa.

Dopodiché si allontanò leggermente aspettando che lei si sedesse.

Teresa distolse lo sguardo e si concentro sul piano.

Lui non esisteva, doveva far finta che lui non fosse in quella stanza con lei.

Poco prima di poggiare le dita sul piano venne interrotta dall'apertura improvvisa della porta.

<< Teresa, Edmund vi stavo cercando>> sorrise un raggiante Nolan.

<< Nolan>> sospirò Edmund alzandosi e dirigendosi verso il fratello.

<< Buon giorno fratello, ieri ho chiesto a Teresa di pranzare insieme ma data la bella giornata perché non anticipiamo un po' i tempi e andiamo a fare una bella passeggiata? Vi va?>> chiese voltandosi verso Teresa, che ancora leggermente frastornata seppe solo annuire.

<< Benissimo, allora andiamo?>>

<< Credo che prima dovrei cambiarmi, vado su metto qualcosa e scendo>> disse Teresa coprendo velocemente il piano e correndo subito via, lasciando i due gemelli soli l'uno di fronte laltro.

<< Vedo che ti stai mettendo in gioco anche tu fratello>> sorrise Nolan.

<< Non mi sto affatto mettendo in gioco, stavamo semplicemente parlando>>

<< Ci vogliono i fatti fratello, non semplici parole>>

<< Te lo ripeto ancora una volta Nolan, in quanto a fascino non sono da meno di te e se avessi davvero intenzione di portarmi a letto Teresa lo avrei già fatto. Ti stai sbagliando se credi che io non possa competere con te. Io non voglio competere, credo sia una cosa letteralmente diversa non credi?>> lo sfidò Edmund allontanandosi dal fratello di scatto.

<< Come se tu abbia davvero la voglia di sbatterti una donna che non sia Eva, sappi che so che da quando se n'è andata non hai più iniziato un'altra relazione e questo perché hai completamente perso la testa per lei>>

<< Stai attento alle parole che utilizzi con me Nolan, sarò anche tuo fratello ma nessuno mi vieta di spaccarti il naso che ti ritrovi>> lo sorpassò Edmund quasi indifferente.

<< Ed un ultima cosa — si fermò prima di andar via — non è stata Eva l'ultima donna con cui ho fatto sesso, mettitelo bene in testa>> concluse andando via e lasciando Nolan stringere i denti.

Nel frattempo Teresa arrivata in stanza si era gettata di peso nel letto. La sua vicinanza con Edmund le aveva fatto girare la testa. Lui le aveva parlato col cuore, le aveva detto quello che pensava davvero senza giudicare il suo modo di suonare.

Aveva quasi dimenticato cosa fosse sentire degli apprezzamenti sul modo di suonare.

Sospirò pesantemente alzandosi e dirigendosi verso l'armadio, lo aprii e comincio a cercare qualcosa di comodo da mettere. La scelta cadde in un paio di jeans grigi a vita alta, ed una maglietta in cotone intrecciata nel collo, lasciante le spalle leggermente scoperte, di colore verde scuro. Indossò un paio di stivaletti scuri e sciolse i capelli ondulati.

Scese velocemente trovando Nolan all'entrata.

<< Eccoti, ora possiamo andare?>> sorrise il moro.

<< Edmund?>>

<< Ci raggiunge dopo>> disse prendendo il cappotto suo e di Teresa. Lei lo segui in silenzio, facendosi aiutare a metterlo.

Uscirono nel giardino dove vi era un'auto pronta per partire.

<< Dove hai intenzione di portarmi?>> chiese stranita la ragazza.

<< Tranquilla ti porto in un posto che ti piacerà di sicuro>> le fece l'occhiolino.

Lei deglutì leggermente diffidente.
Entrarono e Nolan mise subito a moto.

<< Allora come stai? Hai riposato bene stanotte?>> chiese Nolan.

<< Beh, si...>> sorrise distogliendo lo sguardo.
Effettivamente non si sentiva molto a suo agio con Nolan, il giorno prima c'era stata una situazione parecchio fraintendibile e quel bacio finale non aveva fatto altro che aggravare l'imbarazzo di Teresa.

<< Credo di doverti delle scuse, ieri c'è stata una situazione parecchio strana nella tua stanza, ed io non mi sono comportato nel migliore dei modi baciandoti all'improvviso, non vorrei che tu ti sia offesa>> si scusò Nolan.

Teresa rimase leggermente interdetta da quelle scuse, di certo non si aspettava che il famosissimo Don Giovanni Nolan Jules Crawford chiedesse scusa per un bacio sulla guancia.

<< No, non preoccuparti non mi sono offesa, in fondo sei mio cognato>> sorrise impacciata.

<< Si, infatti...>>sussurrò infastidito Nolan.

In fondo sapeva che ci sarebbe voluto tempo prima che Teresa accettasse il fatto che lui non l'avrebbe mai considerata sua cognata.

<< Propongo di cancellare quell'inconveniente e goderci questa giornata, che ne dici?>> smorzò Nolan.

<< Sono d'accordo>> rispose semplicemente Teresa, sperando di poter passare un sereno pomeriggio con quei due gemelli.

Angolo lettori:

Buongiorno miei cari lettori, ed ecco a voi il sesto capitolo del mio libro. Ora avete scoperto un'altra piccola sfaccettatura di questa misteriosa vedova, ne siete rimasti un po' sorpresi? Sappiate che il prossimo capitolo ci riserverà parecchie sorprese. Per ora voglio chiedervi se vi sta piacendo il mio libro è chi scegliereste tra i due gemelli, Il riservato e maturo Edmund o il solare playboy Nolan? Fatemi sapere nei commenti.
Grazie del vostro supporto e ci vediamo prossima settimana.

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