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IV: Blu


Il giorno dopo Nolan si alzò di buon ora e scese quasi subito a fare colazione. Come aveva constatato il giorno primo la tenuta non era cambiata molto, a parte per il personale.

Molti vecchi dipendenti erano entrati in pensione a detta di Sabine, tra cui George, il marito di Guadalupe nonché giardiniere, Marïa la sorella maggiore di Sabine, anch'essa una cameriera, ma anche Melissa, una giovane ventenne con cui quando era più giovane aveva avuto una relazione, si era prematuramente licenziata.

Quando arrivò in sala da pranzo vide Edmund comodamente seduto, intento a leggere un giornale. Nolan si sedette accanto a lui, continuando a guardarsi intorno. La sala era enorme, le pareti salmone facevano risaltare il grande lampadario in cristallo, il grande tavolo rotondo occupava quasi metà della stanza ed esattamente alla destra della sala vi era la cucina dove Guadalupe preparava il cibo.

<< Buon giorno>> si decise a parlare Edmund, continuando a tenere lo sguardo fisso sul giornale.
<< Giorno>> rispose freddamente Nolan.

I due non sapevano il perché di quel comportamento così freddo e scostante l'uno verso l'altro, ma sapevano di sembrare estremamente immaturi.

Edmund posò finalmente il giornale e si schiarì la voce<< Nolan stasera tornerà Teresa, nostra cognata, per cui dovremmo accoglierla nel migliore dei modi>> Nolan li rivolse un breve cenno, quasi impercettibile, tanto da doverlo dire a parole<< D'accordo>> sospirò esasperato.

Sabine interruppe la conversazione portando due enormi tazze di latte bollente, con due piattini di biscotti. << Ecco qui>> sorrise posandogli sul tavolo.

Edmund le rivolse un leggero sorriso per poi concentrarsi sulla sua colazione.

Nolan invece prese la tazza e si diresse verso la vetrata che dava al giardino, uscì e continuando a fissare l'orizzonte sorseggiò il suo latte.

Quando ebbero finito comparve Phine << Buon giorno, avete dormito bene?>> sorrise avvicinandosi ad Edmund e mandando un saluto anche a Nolan, troppo assorto nei suoi pensieri per prestarle attenzione.

<< Bene, grazie Phine>> rispose Edmund per entrambi. << Volevo chiederti una cosa, se possibile>> chiese Edmund tornando serio di colpo. Lei perse il sorriso e annui << Si, certamente>> << Non qui però, andiamo in salotto>> si alzò Edmund, lei sospirò e lo segui senza fiatare.

Quando arrivarono Edmund si sedette nel grande sofà di pelle, e accese quasi subito una sigaretta.
Phine aprì una finestra per fare entrare un po' di aria fresca nella speranza che non piovesse, date le enormi nuvole grigiastre.

<< Phine ti prego siediti, è un discorso abbastanza serio>> le indicò la poltrona accanto a lui. Phine si sedette e posò di nuovo i suoi occhi su quelli di Edmund, da cui non traspariva alcuna emozione.

<< Come avrai capito non desidero che la servitù o Nolan ascoltino questo discorso, anche perché troppo complicato>> sospirò.
<< Capisco signorino, la prego continui>>
<< Si tratta di Teresa>> disse senza mezzi termini.

<< La signora?>> Phine parse perplessa.

<< Si, mia cognata Teresa Rinaldi Crawford. Ho sentito molte voci positive su di lei ma solo in campo scolastico, non so nient'altro — Edmund fece una lunga pausa, come se avesse concluso il suo discorso — vorrei sapere qualcos'altro Phine>> concluse guardandola dritta negli occhi.

<< Diciamo che non so molto più di quello che sa anche lei, so che è una ragazza di origini italiane, abitava a Firenze>> rispose semplicemente Phine.

<< qual era la sua relazione con Greg, si amavano?>> << Beh questo non so dirvelo, sapete com'era vostro fratello, Il signor Greg non era di molte parole e a volte risultava davvero scorbutico e apatico, ma questo non sembrava dispiacere granché alla signora. Ammetto di non averli mai visti come una vera coppia, come marito e moglie. Erano molto distanti, si vedevano poche volte durante la giornata o la settimana, perché il padrone era quasi sempre a lavoro e la signora Teresa si chiudeva quasi sempre nella biblioteca stando ore ed ore, uscendo a volte solo per mangiare o per partecipare a qualche ricevimento dell'alta società>> spiegò Phine.

<< Come ti è sembrata?>>

Lei sorrise dolcemente<< È una brava ragazza, ci tratta davvero bene, non pretende niente, solo chiede gentilmente senza dare ordini a nessuno, anche se a volte risulta molto timida e riservata>> Edmund ascoltò attentamente Phine, come se la stesse esaminando la fissava con i suoi occhi di ghiaccio.

<< Beh, almeno so che non è una ricca viziata>> sorrise spegnendo il resto della sigaretta sul posacenere.

<< Signorino Edmund, so che questa non è una domanda pertinente, e che probabilmente non sono affari miei, ma credo di doverglielo chiedere — sospirò Phine stringendo le mani al petto preoccupata — perché lei è il signorino Nolan siete tornati così di fretta a Haimond Hall, so per certo che avete molto lavoro da fare ora che è morto il padrone>>

Edmund guardò per qualche secondo Phine, sapeva che quella donna era capace di capire se le stesse mentendo, aveva una specie di "super potere" come lo descriveva lei.

Pronto a prendere un'altra sigaretta si fermò di scatto sospirando stancamente. Non voleva coinvolgere Phine, non avrebbe approvato, come del resto non avrebbe potuto farlo anch'esso.

<< È una lunga storia Phine>> cercò di smorzare l'argomento. << Non ho fretta>> ribatte la donna convinta.
<< Io e Nolan abbiamo deciso di ingraziarcela per prenderci di nuovo la compagnia>> gettò di botto. Phine spalancò gli occhi incredula, quasi sconcertata dalla verità ammessa.

<< Signorino Edmund questa è una cosa del tutto scorretta, volete prendere in giro quella povera ragazza appena rimasta vedova?>> Sussurrò Phine, cominciando a tremare.

Phine era una donna abbastanza sensibile, per quanto avesse un carattere forte e vigoroso, non riusciva a tollerare le ingiustizie.

<< Ci ho riflettuto molto, e non credo affatto che sia del tutto sbagliato. Voglio solo avvicinarmi a lei, conoscerla, frequentarla e poi si deciderà il da farsi>> continuò Edmund.

<< Ma Signorino Edmund lei non è questo genere di persona, capace di avvicinarsi solo per scopi così futili>> << Allora non mi conosci affatto Phine, io sto facendo tutto questo per il bene della compagnia, dei Crawford e... di mio fratello>> concluse distogliendo lo sguardo.

Phine sospirò stancamente, sapeva che Edmund le stesse nascondendo qualcosa, ma per il momento sapeva di non poter fare molto per entrambi, ma era estremamente convinta che in qualsiasi situazione si fosse cacciato, sarebbe riuscito come sempre a cavarsela nel migliore dei modi. Si alzò e le diede una leggera pacca sulla spalla, sorrise tristemente e si voltò pronta ad andare via. << Siete davvero cambiati voi due, ma credo sia normale, siete diventati due adulti e per quanto mi sforzi di negarlo, ormai non avete più bisogno di qualcuno che vi indichi la strada, il mio compito si è finalmente concluso — fece una breve pausa, come se stesse pensando — spero solo che stiate facendo la scelta giusta>> concluse andando via.

Edmund osservò fino alla fine la piccola sagoma allontanarsi con passo incerto verso l'uscita.

L'aveva sicuramente delusa, lo sapeva molto bene, e questo gli dava un gran dispiacere, odiava ferire Phine.

Si scompigliò i capelli frustato. Doveva mettere fine a tutto? Oppure continuare?

Era così indeciso, non sapeva che fare, eppure fino al giorno prima di era convinto di star facendo la cosa giusta, ma in pochi minuti quello sguardo confidenziale della sua seconda madre aveva offuscato tutte le sue certezze.

***

Arrivò il tardo pomeriggio e Nolan si stava preparando per incontrare Teresa. Aveva deciso di vestire elegante, indossando una camicia bianca ed un paio di pantaloni blu scuro, intonati con le scarpe scure lucide. Si sistemò i gemelli alle estremità dei polsini e lisciò con le mani la chioma scura.

Quando fu pronto scese di sotto, incontrando anche il fratello, anch'esso vestito di tutto punto, con la sola differenza della giacca e di un cravattino intonato con l'abito, il tutto di un grigio perla.

I due si guardarono salutandosi solo con un piccolo cenno, e andarono in salotto, dove si misero comodamente seduti ad aspettare la cognata.

Alle 19:00 sentirono la porta principale aprirsi, Nolan si alzò velocemente dirigendosi, seguito da Edmund, verso l'entrata.

La servitù riunita era chinata in un leggero inchino verso un'esile figura al centro.

<< Buona sera signora, ha fatto buon viaggio?>> chiese cortesemente Phine, sorridendo alla donna, lei annui semplicemente, consegnandole il cappotto scuro.

<< Bene, come le avevo riferito sono arrivati i signori Edmund e Nolan Crawford, i fratelli minori del padrone>> disse indicandoci. Lei si voltò lasciando di sasso i due gemelli.

Entrambi rimasero abbagliati dall'evidente bellezza della donna.

Edmund stesso poté constatare l'estremo cambiamento nella donna, i capelli molto più lunghi e leggermente ondulati le ricadevano sotto i fianchi, il corpo era diventato minuto e asciutto, lasciando spazio anche a delle forme piuttosto evidenti, il viso spigliato ed elegante, labbra piccole ma estremamente delicate e definite, unico aspetto rimasto erano i profondissimi occhi blu, che sembravano due oceani su cui perdersi. Era totalmente diversa dalla foto che aveva ricavato dagli archivi.

Lei rivolse un impercettibile sorriso, e si girò completamente verso di loro.

<< Piacere di conoscervi, mi hanno parlato molto di voi. Io, come penso abbiate già capito, sono Teresa>>
La voce cristallina risuonò facendo deglutire a fatica i due.

Edmund anche se leggermente intontito riuscì ad avvicinarsi e rivolgerle un breve cenno.

<< Io sono Edmund, siamo davvero onorati di fare la tua conoscenza Teresa>>

<< Sono contenta di avere finalmente l'onore di conoscervi, Greg mi parlava spesso di voi due, naturalmente in bene>>
<< diciamo che non abbiamo avuto lo stesso onore>> ribatte con leggera stizza Edmund, ricevendo un'occhiataccia da Nolan.
<< Si, ne sono consapevole>> si limitò a rispondere distogliendo lo sguardo pensierosa.

<< Comunque, mi piacerebbe parlare con voi, ma il viaggio di ritorno mi ha sfinita magari avrò domani questo piacere>> disse dolcemente.

I due annuirono. << Ci dispiace essere piombati così all'improvviso, per cui non farti problemi, avremo comunque modo di parlare>> la rassicurò Edmund. Lei annui dolcemente per poi congedarsi dopo un breve cenno a entrambi.
Mentre lasciava la stanza, i due non le staccarono gli occhi di dosso fin quando non scomparve.

I due si guardano ancora scossi. << È davvero uno schianto>> disse Nolan. << Nolan!>> lo rimproverò Edmund. << Vorresti forse dire che non lo è?>> sorrise maliziosamente. Edmund alzò gli occhi al cielo spazientito. << Non ho motivo di rispondere>> << Beh non mi aspettavo il contrario, sappi solo che non lascerò perdere l'occasione che mi è stata data, spero non ti tirerai indietro fratello>> lo sfidò Nolan giungendo le braccia nel petto.

Edmund si irrigidì indurendo l'espressione. << Non pensare che sarà tanto facile, e sia ben chiaro Nolan, in quanto a fascino non sono da meno di te>> gli rivolse un ultimo sguardo di sfida per poi congedarsi anch'esso, lasciandosi dietro lo strafottente sorriso del fratello.

Angolo lettori:
Scusate per il ritardo nel pubblicare questo capitolo, mi rendo conto che siano passate ben due settimane, ma non ero pienamente soddisfatta e non riuscivo a completare un capitolo per lo meno decente. Scrivere le parti di due gemelli adulti non è molto semplice, comunque sto facendo del mio meglio e spero lo apprezziate, grazie del vostro sostegno, ci vediamo giovedì per il prossimo capitolo.

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