Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 8 - SERVO DEL MALE - terza parte


«Avanti, posizionate le cariche!» ordinò a due genieri, esperti nell'uso degli esplosivi. Il corridoio di roccia terminava con una pesante porta scolpita nella pietra, dove, a detta di molti, si celava la stanza principale del clan della Lacrima Cremisi. Il fatto di aver attaccato in pieno giorno avrebbe permesso loro di cogliere di sorpresa i vampiri, predatori notturni che durante il dì riposavano.

L'esplosione devastò l'ingresso, riducendo la solida pietra in mille detriti e alzando un gran polverone. I vampiri, presenti all'interno, furono balzati a terra o rimasero assordati dall'onda d'urto. Non fecero in tempo a riprendersi che si trovarono addosso gli abitanti di Tiluana, i quali, approfittando dell'effetto sorpresa, sferrarono l'assalto. 

Una mezza dozzina di non morti, nonostante la grande superiorità fisica, furono ridotti a brandelli dai determinati umani, che a colpi di paletti di legno trafiggevano i cuori nemici, sotto la guida del loro brillante stratega. I pochi superstiti riuscirono a scappare, compattando le fila con i propri compagni, richiamati dal frastuono della battaglia. 

Pherkad ne approfittò per chiamare all'ordine i propri uomini dispersi nella caverna, ma al posto di ricostituire le fila per una nuova ondata di attacchi, li fece ritirare all'interno del corridoio da cui erano venuti. I vampiri rimasero imbambolati ad osservare la precipitosa fuga degli umani: il rocambolesco attacco con cui li avevano colti alla sprovvista era già terminato.

"Quei vigliacchi stavano già ripiegando come conigli" pensarono all'unisono.

Molti di essi partirono all'inseguimento, decisi a non farsi sfuggire quel succulento banchetto. Si muovevano a velocità doppia rispetto ai comuni mortali e non ci avrebbero messo molto a raggiungerli, compiendo così la loro vendetta.

Qualcosa però sconvolse l'ambiente dove si svolgeva lo scontro.

Fu un'esplosione improvvisa che fece crollare il soffitto dell'enorme caverna, sommergendo sotto le macerie il primo gruppetto di inseguitori. 

Pherkad sorrise nel vedere i vampiri superstiti in preda al panico più totale, mentre la loro pelle veniva divorata dalle fiamme. 

Dal foro creatosi a causa della deflagrazione, il sole entrava maestoso con i suoi caldi raggi, inondando di luce una buona fetta della stanza e tutti i non morti che si trovavano nella zona d'azione del cono luminoso. I malcapitati vennero carbonizzati tra atroci urla disumane.

L'ingegnoso piano del cavaliere celeste era giunto al culmine.

Nelle ore precedenti all'attacco, gli abitanti erano riusciti ad arrivare fino a poche spanne dal soffitto della caverna, attraverso un largo pozzo naturale che si trovava nel terreno soprastante. Poi, avevano piazzato decine di chili d'esplosivo, grazie alle quali erano riusciti a ridurre in frantumi il soffitto della sala principale del covo, ottenendo così l'insperato vantaggio della luce diurna, la più potente arma che si potesse usare contro le creature della notte. 

In quel momento, il gruppo degli umani e quello dei non morti, era separato da uno spesso lembo di stanza, illuminato dal sole del meriggio che penetrava dal soffitto della caverna. I vampiri, tenuti a distanza, urlavano ed imprecavano contro i loro nemici, incapaci di superare lo spazio che li divideva, senza rimanere gravemente offesi.

Lo stratega dell'ordine dei Cavalieri Celesti però, aveva ancora altri assi da pescare nel suo mazzo.

Due uomini si fecero avanti trasportando un paio di grossi oggetti di forma ovale, celati da un pesante telo color kaki, all'interno della zona di luce.

«Procedete» disse Pherkad, mentre i suoi subordinati scoprivano i teli, rivelando i misteriosi marchingegni tenuti segreti. Una coppia di vampiri che camminava rasente alle pareti prese fuoco all'istante, spirando tra disumane grida di sofferenza. Si trattava di due specchi enormi, che manovrati con sapienza potevano riflettere i raggi solari in ogni direzione. 

Tra le fila nemiche scoppiò ancora una volta il panico, con i nosferatu che balzavano da ogni parte, nel futile tentativo di evitare i mortali riflessi. Non avevano via di scampo: se non trovavano un modo per reagire, presto sarebbero stati inceneriti come legna in un camino.

Lo stratega osservava compiaciuto lo scorrere degli eventi. La Grande Madre, a cui era devoto, ne guidava le azioni, concedendogli la forza per affrontare quelle terribili creature. Chiuse gli occhi e pronunciò una breve preghiera, omaggiando Lei e i Sei Angeli, che l'avevano accolto in giovane età tra i loro figli prediletti. 

Era questo il suo modo per ripagare la grazia ricevuta. 

Da quando era diventato un membro dei Cavalieri Celesti, aveva sempre perseguito il male in modo inflessibile, con ogni mezzo a sua disposizione. 

Guidare gli abitanti di Tiluana, contro il clan della Lacrima Cremisi, era solo una delle tante azioni eroiche che aveva compiuto nel corso della sua vita.

Uno dei due operatori cadde a terra, ferito alla spalla da una balestra. Un vampiro era riuscito, approfittando della confusione, a reagire, impugnando un'arma che gli permetteva di ingaggiare gli umani a distanza.

La sua testa si staccò dal corpo un istante dopo. 

Un rapidissimo anello metallico dai bordi taglienti lo aveva reciso all'altezza della gola e, sibilando, era ritornato tra le mani del suo padrone. Quel tipo di arma era chiamato Chakram e Pherkad ne era maestro nell'uso. 

Gli abitanti trassero in salvo il compagno ferito e lo sostituirono al controllo dello specchio ustore. Con il loro comandante pronto a sopprimere qualsiasi minaccia inattesa, la situazione volgeva nuovamente a loro favore.

«Avanti, la Dea è con noi! Nulla può sconfiggerci!» disse il cavaliere, esaltando il morale delle  truppe. Persino tra le fila di quella gente, composte per lo più da peccatori e bestemmiatori, cominciarono a percepirsi delle preghiere di ringraziamento, convinti di esser stati benedetti dalla Grande Madre.

Pherkad fu ancora più orgoglioso del suo lavoro: oltre alla salvezza materiale, i suoi uomini stavano guadagnando anche quella spirituale.

Fu proprio quando gli ultimi vampiri cominciarono a darsi alla fuga, che la situazione prese nuovamente una piega inaspettata.

Gli specchi cominciarono a surriscaldarsi improvvisamente, fin tanto che le parti del telaio di legno che li sostenevano presero fuoco, costringendo i manovratori ad allontanarsi.

«Non può essere!» disse, uno degli ingegneri che aveva progettato quelle macchine. «La sola luce del sole non può aver incendiato i supporti.»

Tra le file dei vampiri, si fece avanti un tizio avvolto in un mantello color cremisi. Il suo incedere era sicuro, tanto da fargli varcare il confine che portava dalla zona oscura a quella dove divampava la luce del giorno.

«Vi prego di ritirarvi» chiese senza nessuna inflessione, evitando di guardare direttamente negli occhi il leader del gruppo degli invasori.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro