Capitolo 6 - DAL TRAMONTO ALL'ALBA - finale
«Bastardi! Vi ucciderò tutti!»
Seth, con le lacrime agli occhi, cominciò a sparare all'impazzata contro qualsiasi cosa in movimento, mentre la giovane spaventata si rannicchiava piangendo sotto il tavolo, stringendo dalla disperazione la testa tra le mani. Biascicava qualche genere di preghiera, supplicando la Grande Madre di aver salva la vita.
Un vampiro zoppicante, con una profonda lacerazione a una gamba provocata dal foro di un proiettile, si avvicinò al cacciatore di taglie cercando di sferrargli un potente manrovescio con la sua mano artigliata. Sex Machine lo schivò abbassando il capo, mentre con la mano destra prese un appuntito paletto di legno celato nel gilet di pelle e lo conficcò dritto nel cuore del suo assaltatore. Il grottesco mostro indietreggiò un paio di passi, facendo appena in tempo a rendersi conto che per lui era sopraggiunta la fine. Il suo corpo si disintegrò in pochi istanti trasformandosi in un mucchietto di cenere.
Nel frattempo Alexandros si portò verso il centro della stanza, camminando con spavalderia per attirare su di sé le attenzioni dei vampiri. Due di essi cominciarono a gironzolargli attorno per intimidirlo, senza però turbare la calma serafica dello stregone. Il primo si gettò contro di lui con un balzo, ma prima che potesse lacerare la carne del malcapitato con gli artigli, venne colpito da un rapido e potente montante che lo scaraventò a qualche metro di distanza. Alexandros, come un fulmine, approfittò del momento di distrazione dei suoi avversari, scivolando vicino al secondo e colpendolo con una salva di pugni concatenati che lo spedirono al tappeto. Lo stregone, dopo la violenta reazione, emise un lungo respiro e assunse una posa con le braccia lungo i fianchi, apparentemente neutra. Nonostante la violenza dei colpi subiti, i due vampiri, dotati oltre che di forza e velocità anche di una resistenza sovrumana, si rialzarono pronti ad attaccare contemporaneamente il loro nemico, convinti che stavolta non si sarebbero lasciati prendere di sorpresa. A pochi centimetri dall'obbiettivo qualcosa li bloccò: i loro corpi presero fuoco all'improvviso e i due mostri dovettero bloccare ogni velleità, cercando di rotolarsi in terra per spegnere le fiamme che li avvolgevano. Il loro tentativo risultò vano, il fuoco magico li ridusse in polvere in pochi istanti.
«Bravo ragazzo, vedo che ci sai fare!» esclamò Sex machine, alle prese con un vampiro che cercava di sopraffarlo bloccandogli gli arti superiori. Per tutta risposta, il cacciatore di taglie sfoderò il suo cannone inguinale e aprì un foro di una dozzina di centimetri di diametro nel ventre del suo nemico, che si sbriciolò pochi istanti dopo.
«Proiettili d'argento!» esclamò, guardando Seth che, nonostante i numerosi colpi messi a segno con la sua pistola, non era riuscito a uccidere nessuno dei nemici. Dopo aver constatato che per il suo fratellino non c'era più nulla da fare e, colta l'inutilità della sua arma, decise che forse era meglio guadagnarsi una via di fuga per mettere in salvo la pellaccia.
«Aiutatemi!» gridò la giovane contadina rapita, che nel frattempo veniva incalzata da una rediviva Miss Pandemonio. Nonostante il cranio sfondato, da dove colava sangue misto a pezzetti di materia grigia, era viva e vegeta. Strisciava minacciosa verso l'inerme ragazza che, rifugiata sotto un tavolo, oltre a urlare, non sapeva abbozzare nessun altro tipo di resistenza.
La mano di Alexandros afferrò i lunghi capelli della vampira, costringendola ad alzarsi in piedi. Provò a dimenarsi emettendo acuti strilli disumani ma fu tutto inutile; l'incantesimo del palmo fiammeggiante, che aveva precedentemente colpito altri suoi compagni, avvolse anche lei, incenerendola dopo una manciata di secondi.
«Bravi! Molto bravi!»
Una voce sconosciuta, accompagnata dal suono di un ritmato battito di mani, colse lo stregone e il cacciatore di taglie di sorpresa. Oltre a loro, la ragazza e una mezza dozzina di vampiri superstiti, non era rimasto nessuno all'interno del Titty Twister. Chi era dunque stato a proferir parola?
"Non può esser che lui."
Alexandros, con i suoi poteri, aveva percepito una presenza malvagia, di tale potenza da mettergli i brividi. D'improvviso, dalle finestre e da ogni alto pertugio presente nel locale, una miriade di pipistrelli fecero il loro ingresso vorticando verso una precisa direzione. Come la piena di un fiume di pece, inondarono la grande stanza stridendo e spalancando le bocche, costellate da denti piccoli come lische pungenti. La loro irruenza fu tale, da costringere i pochi superstiti ad abbassarsi per evitare di essere travolti. Il flusso di quei predatori notturni si rapprese in un unico punto, dove si fusero in una grottesca figura antropomorfa. Avvolti da una leggera foschia incantata i contorni mutarono, fino ad assumere la forma di un essere umano agghindato di nobili vesti. La pelle era liscia e pallida, lunghe ciocche di capelli d'argento contornavano il suo volto dove due piccole pupille cerulee brillavano come pietre preziose.
«Vlad Lotaresku» disse lo stregone, unico tra gli umani a non essere particolarmente scosso.
«Quel nome» sorrise l'essere creato da quel turbine di malvagità, «erano secoli che non lo sentivo pronunciare, ora sono conosciuto come Lothor, il principe del clan della Lacrima Cremisi.»
Davanti al loro signore, i vampiri si inchinarono.
«Dunque Alexandros, Arcimago della Torre Scarlatta, finalmente ci incontriamo» disse, simulando una scarsa riverenza, quasi a mostrare rispetto nei confronti del suo ospite e del suo titolo.
«No, non essere sorpreso, mentre tu svolgevi ricerche su di me, io le facevo su di te» concluse, leggendo l'espressione attonita del giovane stregone.
«Un'unica cosa non ho compreso, a differenza del tuo amico cacciatore di taglie che si muove per denaro, cosa ti ha spinto a inseguirmi per mesi?»
«Cerco risposte» tagliò corto Alexandros, aggrottando le sopracciglia.
Lothor non riuscì a trattenere una leggera risata.
«Dunque tanta fatica solo per parlare con me? Ma non mi dire!»
Il principe dei vampiri percorse pensieroso il piccolo palco da dove dominava la stanza.
«E se io non avessi nulla da dirti?» domando ironico, poi schioccò le dita.
D'improvviso la porta e le finestre all'ingresso si infransero, sfondate da famelici vampiri che balzarono nella sala a dar manforte a quei pochi già presenti. Richiamati dal loro signore, circondarono il piccolo gruppetto dei tre umani sopravvissuti.
Qualcosa venne lanciato ai loro piedi, si trattava degli arti e della testa mozzata di Seth che evidentemente non era riuscito a portare a termine la sua fuga. La ragazza nel vedere i resti del suo ex rapitore urlò spaventata, cercando rifugio dietro la schiena di Alexandros.
«Ho l'occasione di sbarazzarmi di uno stupido cacciatore di vampiri, ma soprattutto di uno dei cinque arcimaghi della Torre Scarlatta! Oggi dev'essere la mia nottata fortunata!»
«Bastardo!» imprecò Sex Machine. «Ci hai teso una trappola!»
Il cacciatore era un uomo scafato, che numerose volte nella vita se l'era sempre cavata in situazioni disperate, che lo vedevano contrapposto a nosferatu e ad altri esseri partoriti dalle viscere dell'inferno. Questa volta però, le forze in campo erano troppo sproporzionate: quei mostri assetati di sangue erano ormai più di una trentina, pronti ad attaccare ad un minimo cenno del loro capo. Rassegnato, il cacciatore di taglie diede uno sguardo al suo compagno, convinto di leggere in lui la sua stessa espressione di sconforto. Alexandros se ne stava immobile, con il capo chino fissando un punto sul pavimento poco più avanti di lui, mentre la giovane contadina piagnucolava stringendosi al suo mantello. Vide che le labbra dello stregone si muovevano, pronunciando un'impercettibile cantilena. Dopo pochi istanti allargò le braccia, puntando i palmi avvolti da una calda energia cremisi in direzioni opposte. Due sfere di fuoco partirono in direzione dei vampiri che in quel momento li circondavano. Il boato riecheggiò nella stanza tanto forte da far tremare le pareti. Quando il fumo si dissolse, furono numerosi i cadaveri investiti dall'esplosione, lacerati e bruciati all'istante, mentre altrettanti erano stati scaraventati a terra dall'onda d'urto. Il tanfo di carne bruciata impregnò la stanza come una sottile patina di nebbia. I pochi vampiri rimasti in piedi indietreggiarono spaventati.
«Voglio solo farti qualche domanda, dici che lo trovi il tempo per rispondermi?» chiese Alexandros, avvolto da una sottile aura d'energia fiammeggiante.
«Complimenti, del resto non mi aspettavo niente di meno da un arcimago della torre. Credo che la nostra potrà essere una lunga e reciproca collaborazione.»
Nonostante avesse perso una grossa fetta del suo esercito, Lothor non sembrava per nulla intimorito.
«Forse non hai capito, io non ho nulla a che spartire con te, mi dirai ciò che voglio, altrimenti oggi porrò fine alla tua lunga carriera secolare da succhiasangue!»
«Ne sei certo stregone?»
All'improvviso Alexandros sentì qualcosa colpirlo sulla schiena. Una sensazione opprimente, come dei lunghi tentacoli che gli stringevano il petto, lo lasciarono senza fiato. Era come esser chiuso in una gabbia nella quale lo spazio vitale si stringeva sempre più. Sentiva il quaresh, lo spirito demoniaco fonte dei sui poteri che si dimenava come un animale in trappola, provocandogli dolori lancinanti e tremende convulsioni.
«Che cazzo gli hai fatto?» gridò il cacciatore di taglie in direzione della ragazza, che ritraeva la propria mano dalla schiena dello stregone.
Sex Machine non aveva mai visto nulla del genere: il volto di Alexandros si era fatto pallido e consunto, ricoperto di vasi sanguigni che gli scavavano la pelle, pulsando liquido antracite. I suoi occhi persero completamente la pupilla, diventando bianchi come tele irrorate da spruzzi di colore rosso provocati dall'esplosione dei capillari. Stava per muoversi in suo aiuto, ma due vampiri furono rapidi a immobilizzarlo.
Il ragazzo crollò a terra lacerato dagli spasmi. Un secondo prima di perdere completamente i sensi gli sembrò di vedere il volto della giovane contadina fissarlo con aria compiaciuta.
***
SPAZIO DELL'AUTORE
"Dal tramonto all'alba (From Dusk till Dawn) è un film del 1996 diretto da Robert Rodríguez, con George Clooney, Quentin Tarantino, Harvey Keitel e Juliette Lewis. È il frutto di una collaborazione tra Robert Kurtzman e Quentin Tarantino, che ai tempi de Le iene lavorarono ad una sceneggiatura scritta da Tarantino ai tempi del liceo mirante a unire il poliziesco all'horror." (fonte Wikipedia)
Allora, siccome sono su Wattpad e posso fare quel cazzo che mi pare ho voluto omaggiare un genere di cinema con uno stile di violenza che mi piace molto fondendo alcuni personaggi e luoghi di questo film con il mio racconto.
Necessitavo di un capitolo in cui Alexandros e Lothor si fossero conosciuti, magari accompagnati da un discreto bagno di sangue et voilà ecco il motivo di questo capitolo.
Io capisco che i puristi del fantasy storceranno il naso, ma concedetemi questa "licenza poetica". Anche nei dialoghi ho cercato lo stile tarantiniano, spero di aver omaggiato adeguatamente il maestro.
I quattro personaggi prestati dal cinema a questo capitolo hanno anche un volto:
Seth
Richard
Sex Machine
Miss Pandemonio (Santanico Pandemonium nel film)
Ora, passata questa fase di "libera espressione", il racconto torna su binari più classici (per quanto lo possa essere la mia storia)
Quindi non perdetevi il prossimo capitolo!
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