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Capitolo 23

Alessio's POV

Finito il mio turno sono diretto come un automa a casa, da quando è successo tutto questo putiferio tra me, Valeria e Sofia non ho neanche più voglia di camminare, per non dire altro.

Ormai usufruisco della mia auto addirittura per presentarmi sul posto di lavoro, cosa mai successa finora se non per ovvi motivi, come un minaccioso temporale che era pronto a scatenarsi sopra la mia testa.

Eppure anche in quel caso avrei riflettuto più volte prima di prendere la decisione definitiva, come se fosse una cosa di vitale importanza, e forse è proprio il troppo riflettere che mi ha fatto andare avanti per la mia Strada, senza mai cadere in nessuna buca che mi avesse intralciato il cammino.

Preferivo davvero fare una bella passeggiata a piedi e godermi il passaggio intorno come spesso succedeva, perdendomi a riflettere sulla mia vita ma non troppo, senza entrare nei particolari che mi avrebbero potuto provocare angoscia e rabbia, come le costrizioni imposte da mia madre non appena ho cominciato a ragionare con il mio cervello e non con il suo.

Sarebbe stato meglio, probabilmente, continuare ad essere una marionetta nelle sue mani, senza elaborare brutti pensieri che mi hanno dato alla testa, facendomi illudere con false speranze di poter essere felice.

No, la donna che mi ha dato alla luce non ha mai voluto la mia felicità, ma il mio meglio, ed è ben diverso.

Anziché permettermi di sbagliare lei è sempre stata alle mie calcagna, pronta a indirizzarmi ovunque lei volesse, facendomi crescere così un uomo senza anima, a cui non importa dei sentimenti belli che ti offre la vita, a cui interessa però solo il suo benessere economico.

No! Io non sono così, svegliati Alessio...

Eppure mi manca quando la mia mente, seppur manipolata, era più tranquilla, e si rilassava alla vista dell'alba sorgere al mattino presto, oppure quando la mia pelle si colorava di una leggera abbronzatura dovuta ai raggi del sole che irradiavano la città alle due e mezza del pomeriggio, come adesso.

A me di quei tempi manca solo l'apparente spensieratezza, inutile girarci intorno, di tutto il resto me ne sono sempre fottuto.

Fidanzata o meno, io ero pur sempre un uomo libero, ad un passo dal mollare quella vita da oppresso che mi causava solo forti mal di testa al solo pensare di stare ancora insieme ad una psicopatica, strano pure definirla così dopo tutto quello che è successo negli ultimi giorni, al suo cambiamento radicale.

E pensare che adesso questa ragazza diventerà la madre di mio figlio è una sconfitta che annienta lentamente e mi fa affermare di aver sempre sbagliato tutto.

Potrà pur essere la migliore madre di questo mondo, ma quello che ha potuto causare a me e alla mia psiche rimarrà impresso per l'eternità, nei meandri del mio cervello.

Prima di conoscere quella ragazzina dai capelli castani, dentro ero un guscio vuoto, non avevo ancora scoperto cosa fosse l'amore, quello che ti fa stare male per giorni e rimanere sveglio la notte.

E ora che l'ho conosciuto e ho inteso cosa voglia dire soffrire ed essere coscienti di non poter mai stare con la donna che si ama alla follia, avrei preferito non essere mai passato per quel vicolo stretto dove un cartello mi aveva indicato fosse La Strada per la Felicità, invece è stata solo la via del tormento.

Ora non ho più voglia di vivere, non di sopravvivere come ho sempre cercato di fare, la cosa è differente: non voglio neanche provare a calmare l'irrequietudine che mi logora dentro, dovuta dall'assenza di quell'angelo dagli occhi scuri e sinceri, perché me lo merito per come l'ho trattata, illusa come se tutto quello che avevamo pensato silenziosamente si potesse mai realizzare, in questa vita.

Come se noi, comuni mortali e pedine che ci spostiamo a piacimento di terzi, avessimo mai potuto fare ciò che ci diceva il cuore, e intima di fare tuttora, gridando nella speranza che venga ascoltato.

Ci sarebbe tanto piaciuto fregarcene, lasciare tutti con la bocca aperta mentre con vanto avremmo sfoggiato le mani intrecciate in una stretta forte e determinata, esclamando a gran voce che più nulla potrà dividerci.

No, questo non accadrà, quella ragazza non mi perdonerà mai, ed è giusto che soffra anch'io, per almeno un decimo del male che possa aver provocato all'amore della mia esistenza con quella rivelazione del tutto inaspettata, soprattutto a me stesso.

Sono passati solo pochi giorni da quando mi sono scavato la fossa da solo, chiedendo la mano a Sofia dopo la festa di compleanno a cui sono stato invitato per errore, come lo è stata la mia breve relazione con Valeria.

Un gioco del destino.

E adesso mi verrebbe voglia di dare pugni a destra e a manca, cercando vanamente di placare il fuoco che brucia dentro e causa più danno di una sigaretta accesa sfregata con ferocia sulla pelle, senza pietà.

So, d'altronde, che causerei nient'altro che guasti alla mia fedele macchina, deturpandola con un'illogica violenza, dovuta al mio risveglio interiore avvenuto troppo tardi.

Questo comune oggetto di uso quotidiano è rimasto l'unico ad accompagnarmi in religioso silenzio nelle mie irreali avventure, senza commentare tutti gli errori che sto commettendo e i peccati morali che tento di nascondere pure a me stesso.

Questi pensieri non dovrebbero essere elaborati dalla mente di uomo che sta per sposarsi e diventare padre, la figura che avrei sempre voluto fosse più presente durante la pubertà.

Ma io dovrò diventare il padre che mi sarebbe piaciuto avere e dimenticare tutto il resto, che passa in secondo piano perché da oggi non più importante come prima.

Di certo la mia auto non si rattrista se decida di non portarla con me, lasciandola parcheggiata in giardino, e non mi minaccia o tiene il broncio per non averle fatto fare parte della mia quotidianità per un solo giorno, anzi: la troverò sempre al solito posto pronta per servirmi qualora ne avessi bisogno.

Non ha neanche senso paragonarla ad una persona che conosco molto bene purtroppo, con cui presto dovrò condividere il mio tempo nel bene e nel male, finché morte non ci separi, come dirà il parroco.

Ma che ci posso fare, ripongo fiducia solo della mia Fiat Punto nera, non più nella gente che, gira e rigira, ti fa ritorcere contro tutto l'amore e l'affetto che gli hai donato, tornandotelo indietro come lame taglienti pronte a trafiggere la tua coscienza, in questo caso.

Sofia mi ha preso alla sprovvista, forse quasi avendo architettato tutto prima nei minimi particolari, in modo che non potessi più lasciarla, come ero intenzionato a fare e mancava giusto così dal riuscirci.

Ma non voglio pensare che sia arrivata a questo pur di tenermi accanto a sé, anche se in fondo i miei pensieri non posso reprimerli e mi dicono proprio sia andata così.

Avevo promesso a me stesso di non riaprire più questo intrinseco discorso, per non causarmi altro male, ma solo davanti a lei: ora siamo solo io e la mia compagna di viaggio che mi ascolta e capisce più di tutta la famiglia messa assieme.

Ad accompagnarci un sottofondo di musica straniera e un forte vento che spazza via le nuvole e fa risplendere il sole sulle vie Catania, come vorrei tanto facesse alla mia anima.

Quello che dico qui dentro rimane al sicuro da orecchi indiscreti, non una sola sillaba scapperà dal finestrino per giungere alla persona interpellata.

Stringo tra le mani il volante fino a vedere le nocche sbiancare a causa della circolazione del sangue insufficiente, e per questo formicolano leggermente facendomele sentire addirittura addormentate.

Stringo i denti e chiudo i pugni, battendo una mano avanti in un moto involontario, suonando il clacson per sbaglio, così come lo è stata tutta la mia vita.

Tutto un incredibile errore durato fin troppo e purtroppo destinato a continuare per sempre, per vedere la gioia sul volto del figlio che non mi aspettavo e che ci è voluto un po' per accettare.

L'unica volta che lei ha accidentalmente dimenticato di prendere la pillola è rimasta incinta, e poi mi auto imprimo di non pensare sia stato programmato...

È anche colpa mia però, non avrei dovuto unirmi a lei senza alcun sentimento, il bastardo sono io che pur di non sentire le sue lagne ci sono finito  a letto, è riuscita a trasportarmi e farmi cedere alla tentazione.

D'altronde sempre una bella ragazza rimane, anche se non posso dire lo stesso della sua testa e dei suoi attacchi di depressione che mi fanno sentire ogni giorno più in colpa e succube della coscienza che per fortuna possiedo, o forse no.

Mi sono messo la zappa sui piedi poco prima di conoscere Valeria, questo gesto ha portato i suoi frutti e quel puntino poco a poco cresce, e non voglio che da grande il bambino pensi che il padre l'abbia abbandonato perché ha preferito seguire un amore impossibile pieno di ostacoli.

Tanto sono a conoscenza che mia madre avrebbe comunque fatto l'impossibile per separarmi dalla diciassettenne di cui -secondo lei-, mi sono semplicemente invaghito e intestardito di possedere, in un modo tra l'altro che non ho quasi mai pensato, se solo mi ci fossi messo insieme infischiandomene del suo parere.

Magari nel frattempo mio figlio sarebbe nato, ma non avrei mai avuto l'onore di conoscere neanche il nome che sua madre avrebbe scelto da sola per lui.

Sofia, come minacciato fin da subito, non me l'avrebbe lasciato guardare nemmeno in fotografia a causa della mia scelta, e il pentimento dopo sarebbe stato inutile.

Avrei scelto l'amore, che forse non sempre porta alla vera felicità, e avrei potuto definitivamente cancellare dalla mia vita tutto ciò che non mi sarebbe più dovuto riguardare; secondo lei non sarei stato più il padre del bambino ma un perfetto sconosciuto che meglio tenere alla larga, come i delinquenti.

Io invece dovrò vivere per lui, sopportando il peso sulla coscienza di aver commesso i peggiori sbagli che possano esistere, ma almeno non ne avrò causati altri facendolo crescere da solo.

Non mi è bastato tutto questo, ho pure avuto il coraggio di illudere una giovane fanciulla a cui ho chiaramente fatto credere ricambiassi il suo amore sconfinato nei miei confronti, l'unica stata capace di smuovere sul serio qualcosa nel mio petto.

Il cuore, non appena l'ho conosciuta, ha cominciato a sciogliere il rivestimento di protezione di ghiaccio che aveva attorno e ha ripreso a battere forte come non l'ha mai fatto, e sono un idiota per aver creduto di dover abbassare finalmente le difese e vivere la mia vita come l'ho sempre desiderata, con un pizzico di normalità.

Il suo sguardo imbarazzato dritto nel mio, che ricambiava dopo aver sospirato per infondersi forza, perché ritenuta incapace anch'ella di amare qualcuno a tal punto da odiarlo e tentare di dimenticarlo, ingenuamente.

Il bellissimo colore roseo che si faceva spazio sulle sue guance e sul viso di carnagione chiara, era piuttosto un segnale evidente di imbarazzo, quando si propagava senza alcun preavviso e lei tentava di nasconderlo ruotando la testa oppure spezzando la magia dei nostri occhi puntati l'uno nell'altro.

Era abbastanza intimidita dall'effetto che avessi su di lei e per non poter controllare questa reazione involontaria al mio avvicinamento, sfiorando le nostre pelli in modo assolutamente innocuo e non malizioso.

Troppo per essere racchiuso tutto in una sola persona.

Queste nostre emozioni non avrebbero avuto mai fine se fossimo rimasti insieme.

Inutile anche ricordare come i nostri cuori battevano all'unisono quando congiungevamo le nostre labbra, facevamo scintille assieme, così come i corpi a pochi millimetri di distanza.

Ogni piccola o grande fiamma che sia, è costretta a spegnersi prima o poi, e la nostra si è dissolta prima del previsto.

Si è arrestata talmente presto che non ci ha permesso di goderci a pieno la nostra fin troppo breve relazione, senza poterla vivere con la spensieratezza che abbiamo sempre meritato.

Io in prima persona mi sono caricato di ansia, temendo d'essere visto da mia madre e dalla mia ormai lontana ipotesi che Sofia sarebbe diventata un'ex.

Tutte Speranze al vento che si sono volatizzare alla scoperta del suo stato gravido, dove giuro poi non averle creduto all'istante, incredulo di ciò che la vita mi aveva riservato.

È bastato farmi due rapidi calcoli per avere la conferma delle sue parole, purtroppo, poteva benissimo essere tutto vero e difatti è così, e devo accettarlo con il sorriso questo dono che Dio ha deciso fosse arrivato il momento di ricevere, anche se non dalla persona giusta.

Sono meravigliato di come la ragazza romana dai lunghi capelli castani sia riuscita a capirmi dentro, leggendo la mia anima assieme tutte le mie insicurezze ben mascherate dietro una maschera da ragazzo beffardo e allegro.

Mi stupisco per come sono riuscito a non farle capire nulla, mettendomela in seguito contro, come se l'avessi tradita e pugnalata alle spalle, ed è proprio ciò che mi sento di averle fatto.

Prima era impossibile capire da che pulpito provenissero le mie azioni non del tutto sicure al cento per cento, ma fin troppo trattenute senza approfondire mai neppure un bacio, tranne la sera della festa dove ho completamente perso il senno della ragione.

Ora è tutto inequivocabile, e seppur dentro ero tutto nero senza uno spiraglio di luce, lei ha fatto splendere il sole nella mia vita, per poi farmi ingrigire troppo presto, spingendomi indirettamente tra le braccia del nemico, quelle più sbagliate e dolorose, ma giuste per entrambi.

Ma sono stato capace di osare, come ho insegnato a lei, e per quel poco che l'ho vissuta posso affermare di non essere mai stato così bene con una persona, mi ha donato leggerezza e saggezza nelle scelte, non il suo corpo come tutte le altre possono aver fatto quando ero un po' più grande di Valeria.

Il sogno di avere una fidanzata che non appena mi si parasse davanti mi provocasse un sorriso sincero anziché angoscia è andato a puttane.

Che fosse felice o triste, imbronciata o seria, non appena poggiava leggiadra le mani sui fianchi o fortemente sulla fronte in segno di evidente esasperazione, per me era comunque bellissima e avrei voluto rimanesse mia in tutti i sensi.

Il destino, anche questa volta, ha deciso per noi, facendo separare i nostri percorsi perché aveva tutt'altro in mente di quello che c'eravamo prefissati: nulla di affrettato, volevamo solo stare bene ed essere in pace con il mondo intero, ma purtroppo non è andata in questo modo.

Arresto il motore di colpo, accorgendomi di essere già a casa: non ho fatto caso al tempo che sia trascorso chiuso dentro questo piccolo spazio della mia auto, sovraffollata solo dai pensieri.

Camminando lentamente e a passo d'uomo con la mia cara, vecchia e fedele compagna di vita, mi sentivo al sicuro e senza alcun problema, ma è il momento di ritornare con i piedi per terra.

Sarei voluto andare lontano, senza neanche più ritirarmi dai miei genitori, pronto a viaggiare verso una destinazione ignota, ma il mio buon senso mi ha portato qui perché è questo il mio posto, o quello che mi è stato imposto.

Aprendo lo sportello sono stato investito dall'aria calda di inizio settembre, ritornando alla cruda e terribile realtà, quella da vivere senza la ragazza che mi suscita ancora una marea di emozioni al solo pensiero.

Vorrei sentire un'ultima volta, come ho già detto l'altro giorno che ci siamo visti, il dolce sapore della sua bocca che si mischia al mio, muovendo le labbra insaziabilmente, non avendone mai abbastanza l'una dell'altro.

Le mie mani inizierebbero a vagare senza sosta sul suo viso, posizionate saldamente sotto il mento per tenerla ferma ed evitare che abbassi lo sguardo, intimorita dalla nostra vicinanza che secondo tutti è errata.

Manterrei questo contatto dei nostri occhi in eterno, senza dire una sola parola, basterebbe quello per capirci più del sentire frasi sdolcinate fatte.

Abilmente, lasciando da parte il pudore, scosterei i suoi capelli dalla schiena, mettendoglieli davanti in modo che si senta in qualche modo meno a disagio e più al sicuro dalla voglia di lei di un terribile predatore.

Le mie mani andrebbero a finire sotto la sua maglia, passate lentamente sotto il collo per poi scendere giù e accarezzare la linea dritta della colonna vertebrale, beandomi dei suoi ansimi e sospiri lussuriosi che potrebbero uscire dalle sue candide labbra al culmine del sopportabile, per poi essere catturati e racchiusi in un bacio che non avrebbe mai fine.

Cercherebbe di coprire il viso con i capelli, che secondo me porta lunghi per questo motivo, per non farsi notare da nessuno; ora non ne ha più bisogno, perché si nasconde da me dietro Matteo, è lui ormai la luce che irradia il suo cammino, io non esisto più,

I miei polpastrelli le provocherebbero mille formicoli se passati costantemente sulle braccia, se solo potessi, per rassicurarla che andrà tutto bene, anche se sappiamo entrambi si tratti di una bugia.

Nonostante ciò, Valeria, non si lascerebbe più nemmeno sfiorare con lo sguardo da qualcuno che non sia il suo primo amore.

Le cose sono andate diversamente, adesso appare pure felice di poter stare con il ragazzo che per primo ha avuto l'onore di far breccia nel suo cuore, io ormai non ne faccio più parte e non dovrebbe importarmi di ciò che fa o no, con quest'ultimo.

Siamo due persone distinte, collegate più da nulla, nemmeno da un fievole sentimento di amicizia, quello per cui abbiamo iniziato a frequentarci sempre di più fino ad arrivare ad un punto di non ritorno, la nostra fine.

Deluso da me stesso e con il morale a terra, cerco nelle tasche dei jeans le chiavi che occorrono per entrare a casa e buttarmi finalmente sul divano, stanco non solo fisicamente per tutte le ore stato seduto senza possibilità di muovermi, bensì psicologicamente.

Ogni volta che ripenso al manipolatore che si nasconde dietro la figura pulita e sincera di Matteo, che dichiara di volere solo il bene della mia amata, so che si nasconde ben altro, e io dovrò scoprirlo.

Non per interesse personale, ma per far rendere conto a Valeria di che razza di persona si sia messa accanto, uno sbruffone a cui piace allungare le mani addirittura con me davanti, sapendo che non potrei fermarlo perché sono fidanzato.

Impotente, ecco come mi sono sentito nell'assistere a quella scena disgustosa di lui che ha baciato avidamente le labbra succose e pure di quella ragazza ingenua alla festa, che non ha fatto nulla per ritrarsi, anzi, che ha iniziato lei il fatidico giochetto di seduzione, per vendetta.

Non avrei alcun apparente motivo per rimproverare quell'approfittatore, ma il mio cuore sì, e giuro che scoprirò chi si nasconde dietro quel nobile aspetto da ragazzo perfetto sempre pronto a rivolgere un seducente sorriso alla mia ex.

Ho paura possa ingannarla e farla soffrire ancor più del sottoscritto, e io lì non ci vedrei più: se solo si dovesse permettere di sfiorare la sua candita pelle senza il suo permesso non ci penserei due volte per affrontare la questione di petto e intimargli di smetterla con le buone o, se queste non dovessero funzionare, con le cattive.

Non dovrà minimamente osare farle fare ciò per cui non è pronta, se non se la sente di compiere determinati atti che sono sicuro avrebbe esitato pure con me, non lasciandosi andare così presto e così volgarmente come qualcuno mi sa pensa che lei farà.

Valeria non può sapere che io mi sarei comportato anche peggio di Matteo se avessi potuto, più avanti, ma che per non rovinare una una tale innocenza per i miei comodi voleri, non l'ho fatto.

Non le ho fatto perdere la verginità con un bugiardo come il sottoscritto, che non potrà amarla in seguito come le aveva promesso nel silenzio della notte, ho preferito evitare che la sua prima volta avvenisse in questo modo e che lei ne avesse un brutto ricordo.

Anche se, devo ammettere, il solo pensiero non mi ha sfiorato minimamente in quei pochi giorni che siamo stati insieme, forse soltanto l'ultima volta che l'ho vista, perché sapevo appunto se non ci sarebbe stata un'altra occasione.

Seppur la ami profondamente con tutto me stesso mi sarei fermato, per rispetto di questo sentimento che per me viene prima di ogni cosa, più importante di ogni tocco o sguardo: questi avvengono anche senza affetto, basta semplicemente volerlo o essere obbligati a rivolgere queste attenzioni a chi non si vuole.

Mi sono ripromesso di avere occhi solo per la madre di mio figlio d'ora in poi, ma non ho mai detto invece che i pensieri invece non possano essere rivolti Valeria, anche perché è inevitabile che non accada.

Dovrei perdere la memoria affinché questo non succeda, solo così riuscirei a eliminare ogni informazione o dettaglio che possa vagamente ricordarmela, pure incontrando gente per strada.

Quello che di lei mi ha colpito maggiormente è il fatto di avermi amato incondizionatamente senza nulla in cambio, non chiedendomi il perché dei miei atteggiamenti un po' contorti e ristretti improvvisamente.

Bastava un mio sorriso per renderla felice, e viceversa, ma io non mi sono voluto fermare a questo, l'ho abbracciata finché ho potuto, fin quando Dio ha deciso di stravolgere completamente la mia vita ricevendo un nuovo dono in cambio.

Perché? Chi gliel'ha mai chiesto?

L'ho stretta così forte da farle trattenere il respiro, e le sono stato così vicino da diventare io stesso il suo ossigeno, così come lei era diventata indispensabile nella mia vita.

O il bambino o Valeria, Alessio, ricordalo.

La mia coscienza mi ha impedito di spingermi oltre, avevo una ragazza d'altronde e non mi sembrava giusto tradirla e pugnalarla alle spalle, finché lei non ha fatto così con me spiazzandomi con quella notizia.

Con quella diciassettenne ci sarei andato calmo, non costringendola ad altri approcci che lei non avesse voluto; la differenza di età c'è anche se non molta ma io l'ho subito sentita tra noi.

Di lei mi ha colpito la sua spensieratezza, il non avere alcun problema di cuore, finché non sono entrato io a rovinare la sua quotidiana serenità distruggendo forse tutte le sue aspettative.

Ora non è più il momento di pensarci, è acqua passata, un vecchio capitolo che rimane pur sempre della nostra vita.

Entro in casa gettando con prepotenza le chiavi sul tavolo, il che provoca un forte rumore di cui non mi curo, passando davanti il piano di cottura.

Mi è passata pure la voglia di cucinare, mi scoccio a compiere anche questo gesto che ho sempre adorato fare non appena tornato da lavoro.

Sarebbe inutile dato il mio mancato appetito, ho fame sì, ma solo di rivedere una persona, e questa è una fame non placabile con i metodi classici.

Non posso continuare a dire che per me non esista più, il mio spirito è turbato, io lo sono, perché la mente mi sommerge di suoi ricordi passati anche solo a guardare la pentola e la passata di pomodoro che tengo in mano.

Quando quel giorno abbiamo cucinato insieme la mia specialità in eccellenza, pasta alla norma, e lei per poco non carbonizzava tutte le melanzane perché dimenticate in padella per troppo tempo, mentre io cercavo di alleviare il dolore della sua scottatura dovuta a un momento di distrazione.

Un po' maldestra, è vero, ma era unica nel suo genere, ho sempre apprezzato la buona volontà e la voglia di dimostrarsi capace e addirittura esperta, anche se in realtà non lo era poi così tanto.

Posso ben affermare, però, che lo è con i dolci, quel giorno che abbiamo cucinato quella squisita ciambella ammetto di essermi fatto prendere per la gola, lì ho capito di amare sul serio quella ragazza che avevo di fronte, tanto attenta nei suoi gesti mentre io la fissavo immobile, incantato da una fantastica visione.

Ha sempre fatto tutto con amore, anche quando mi lanciava un'occhiata ammonitoria e scocciata, non lo era sul serio, non poteva tenermi il broncio per troppo tempo perché altrimenti mi sarei avvinghiato a lei, sovrastandola di parecchi centimetri e le avrei fatto rilassare i muscoli facciali a modo mio.

Un bel po' di baci stampati sulle guance, in modo scherzoso, sarebbero bastati per tranquillizzarla e non far corrugare più la fronte e aggrottare le sopracciglia.

Riposo gli oggetti che tengo tra le mani con la stessa accuratezza con cui gli ho presi, essendo stato travolto da una tristezza improvvisa colmabile solo dalla sua presenza, cosa che non avverrà mai dunque, posso mettermi l'anima in pace.

Prendo delle fette di pancarrè imbottendole con quello che trovo in frigorifero, per poi portarmele dietro con sotto un piatto per non sporcare.

In realtà non me ne sarebbe importato granché se avesse dovuto pulire mia madre, il fatto è che delle faccende domestiche se ne occupa Graziella, la signora che gestisce tutta la pulizia della casa.

Non vorrei farle trovare lavoro in più se non è necessario, adesso voglio solo dormire e non pensare più a nulla se mi è concesso, dato che i miei genitori sono di turno in ospedale e non sarò affatto disturbato.

Accendo la televisione con l'intento di distrarmi, magari spero in questo modo di riuscire a mandar giù anche un solo boccone del mio pranzo ma non ci riesco, è più forte di me: lo stomaco è completamente chiuso, cosa assai insolita che non era mai accaduta.

Ho capito cosa devo fare, tentare nuovamente il tutto per tutto per recuperare almeno la sua amicizia, insanamente mi basterebbe questo purché Valeria rimanga al mio fianco, anche se non nel modo che vorrei.

Afferro il cellulare che giace abbandonato su una poltrona, e osservo con stupore il paragone che mi è venuto in mente: in questo momento quella ragazza dai capelli bruni somiglia a quell'aggeggio, cercata e usata nel momento in cui ne ho bisogno...

Ma non è per niente così, io necessito di ammirare il suo incredibile sorriso e la sua bellezza innocente e giovane ogni singolo secondo della mia vita, non ogni tanto quando mi ricordo di provare ancora qualcosa che mai muterà dentro il cuore.

Devo poterla vedere pure di sfuggita, anche se dovesse iniziare a blaterare le peggiori cose contro il mio comportamento da fallito e vile traditore, da patetico bugiardo il quale sono stato, non lo nego.

Ma ho bisogno assolutamente di incontrare i suoi occhi e farmi ripetere nuovamente che non mi ama più, sperando che questa volta il cervello dia ascolto alle sue parole e provi a dimenticarla, perché non ne vuole sapere di farlo.

Non mi metterò l'anima in pace nemmeno se me lo gridasse all'infinito che ama un altro, sta mentendo; è soltanto una menzogna scandalosa e pietosa per uscire da quelle labbra così veritiere e caste, per questo non le credo affatto.

È un modo tutto suo per cercare di non pensarmi, come io farò lo stesso dicendo di voler sposare Sofia.

So che mi tormenterei sempre e avrei il rimorso quando sarò in solitudine se però non ritento ad avere una possibilità per vederla ancora, anche se so mi dirà le stesse cose dell'altra sera senza permettermi più di sussurrare una sola sillaba, mi sovrasterebbe con le sue accuse.

Ripenso a ciò che ha risposto alla mia proposta del diventare amanti, saltatami in mente non so neanch'io in che modo, tutto dettato dalla paura di non poter più inspirare il suo profumo di vaniglia e carezzare le sue guance rosse dall'imbarazzo.

È stata l'unica opzione valida e leggermente sensata che ho pensato, anche se sia da persone ipocrite e approfittatici e mi abbia fatto passare per uno che pensa solo al sesso.

Come potrei guardare mio figlio in faccia e dirgli che amo solo la sua mamma?

Alle spalle della mia fidanzata sembrerei pronto a tradirla spudoratamente ma non senza rimorso, quello ce l'ho pure ora per aver solo pensato ad una assurdità del genere.

Per me deve esistere solo Sofia, ma non so né come, né perché, le mie dita pigiano sullo schermo del cellulare d'impulso.

Non riesco a controllare e a frenare la marea di frasi illusorie scritte non con la ragione e, soprattutto, in un momento destabilizzante, cupo, per poi inviare tutto a Valeria, senza pensarci una seconda volta.

<<Hai un'ora di tempo prima
di pentirtene per sempre, vieni da me, altrimenti sarò già via, ti aspetto. Ti amo, non dimenticarlo mai.>>

Fisso incredulo quelle poche righe venute fuori direttamente dal mio cuore, non ho avuto abbastanza lucidità per fermarmi prima che fosse troppo tardi, ora non si torna più indietro.

Non posso continuare a dire che la desidero, anche se è la verità, altrimenti un ceffone da capogiro non me lo toglierebbe proprio nessuno, però posso provare a chiarire i nostri sentimenti.

Con serenità esporremo le constatazioni riflettute in questo tempo in cui siamo stati lontani, chiarendo ogni perplessità che ancora aleggia in testa perché ancora crediamo di poter fare qualcosa per ritornare i Valeria e Alessio di una settimana fa, contenti per esserci conosciuti in un modo davvero insolito e bizzarro.

Sì, mi era capitato di intrattenere qualche piacevole conversazione con qualche ragazza ma, appunto come lei all'inizio, per avere soltanto qualche informazione, non mi era mai venuto in mente di chiedere il numero di telefono al primo incontro specialmente, solo dopo aver parlato una mezzoretta.

Ho agito di impulso, così come è avvenuto tutto il resto, senza essere meditato e per questo forse è andato tutto a farsi fottere.

Questo conferma che lei è speciale, diversa dalle altre, mi ha colpito davvero nel profondo solo con il suono della sua voce, dall'accento differente dal mio che la rende irresistibile, avendo subito catturato il mio interesse.

Vedere quel viso senza un filo di trucco ma più bello di quello di molte che conosco che invece ne usano a tonnellate, mi ha spronato a gettarmi a capofitto in questa impresa.

Forse perché è proprio l'opposto di Sofia, non le piace apparire e io avevo bisogno di una come lei che non mi facesse più ricordare delle ragazze che ho frequentato in passato.

Nulla di eclatante, qualche avventura quando ero più ragazzino e andavo ancora in discoteca per rimorchiare, ma tutto questo svanì a ventuno anni, con la conoscenza della mia futura moglie.

Da lì tutta una scalata verso l'età adulta, non mi sono più permesso di frequentare certi luoghi, perché alla fine avevo una stabilità emotiva, un po' altalenante dopo il primo anno ma c'era.

E poi, l'arrivo della bella ragazza straniera e spaesata che subito ha fatto battere il cuore all'impazzata: ci siamo conquistati in quello stesso istante che le nostre dita si sono sfiorate, mentre mi porgeva quel foglietto con su scritto la cosa più preziosa da cui ha avuto inizio tutto.

Smettila, Alessio...

Devo inculcare bene nel mio cervello che non avrò altre chance per riaverla, almeno non fin quando sono deciso a voler sposare un'altra.

Dato che la mia decisione è proprio questa non le dirò più nulla, potrà vivere con Matteo come meglio crede, e io non dovrò mai pensarli insieme, altrimenti la loro immagine che prende forma davanti gli occhi mi disturberebbe altamente.

Tengo stretto nella mano destra il cellulare, adagiandolo sopra il petto quando mi sdraio comodamente sul divano, cercando di far cambiare direzione ai miei pensieri.

Osservo lo schermo della televisione acceso su un programma di cucina, e questo mi ricorda che non ho neppure iniziato a mangiare il mio sandwich, ma lo stomaco del tutto in subbuglio per quest'ansia dovuta al gesto che potrebbe costarmi caro, non mi consente nemmeno di dormire.

Il mio sguardo totalmente assente e vitreo passa da un apparecchio all'altro, sperando vivamente di ricevere ben presto una sua risposta che però non accenna ad arrivare.

Impaziente controllo le notifiche, sperando almeno che mi scriva un insulto, basterebbe qualsiasi cosa per farmi tranquillizzare e rendere meno irrequieto.

Il cuore comincia a martellarmi nel petto, impaziente, maledetto me che non le ho scritto su whatsapp, almeno mi sarei accorto se l'avesse letto, invece così mi tocca aspettare che si faccia l'orario per avere una conferma.

Non sapendo in che modo ammazzare il tempo fisso il soffitto, sperando forse che venga oltrepassato da una stella cadente, sarebbe l'unica maniera per esprimere il mio desiderio che tutto si risolva per il meglio, senza far soffrire nessuno.

Ma so che non accadrà, in ogni caso qualcuno dovrà penare, e se non saremo io e Valeria perché non possiamo stare assieme lo faranno Sofia e mio figlio, due contro due.

Dopo un secolo di ripensamenti decido che l'unico modo capace di alleviare i miei nervi tesi è fare una doccia rilassante, sperando sempre che qualcuno non irrompa prepotente nei miei pensieri, rovinando anche questo momento.

Mi levo in piedi a fatica, sentendo i muscoli indolenziti sotto i vestiti a causa della posizione immobile in cui sono rimasto per non so quanto minuti.

Mi dirigo al piano superiore mettendomi sotto il getto d'acqua fredda, che per un attimo riesce a scacciare via ogni tipo di riflessione fuori luogo.

Adesso siamo solo io e me stesso, lavo via e raffreddo il calore che emana la mia pelle quando una certa persona piomba nella mia testa.

È pazzesco come quegli occhi color cioccolato incastrati nei miei riescano a provocarmi uno strano effetto di divertimento solo a saperla arrabbiata.

Non è perché mi piaccia vederla amareggiata e delusa, però quella visione da piccola diavoletta irata che punta il dito contro le mie labbra, perché più in alto non vuole arrivare, è provocante da impazzire.

Vederla intrepida e insicura mentre fissa il mio corpo avanti al suo, inghiottendo la saliva in totale imbarazzo per i forse poco dicibili pensieri che le offuscano la mente ancora se non lo vuole ammettere.

Tenta invano di ostacolare ogni nostro avanzamento di azioni con il solo pensiero, perché sa perfettamente che i nostri corpi quando sono vicini non posso essere gestiti dalla ragione ma solo dagli impulsi che provengono dal cuore.

I gesti, quei famosi gesti come il passare languidamente ma con un pizzico di finta innocenza la lingua sulle sue labbra, era come se mi dicesse vieni e prendimi se ci riesci, come se non fossi capace di farlo sul serio.

Io non ci avrei messo davvero un battito di ciglia dal scaraventarla da qualche parte e avvinghiarmi a lei per esplorare la sua bocca, senza farle biascicare una sola parola di dissenso.

So quanto anche lei bramasse questo trattamento astuto e violento, come facendo intendere sia voluto solo dal sottoscritto ma non da lei, troppo ingenua per chiederlo apertamente o anche solo sussurrarlo a bassa voce al mio orecchio.

Faceva finta di non aspettarselo assolutamente, di essere colta di sorpresa, mentre in silenzio assaporava e si godeva la sensazione dei miei baci, e io risucchiavo tutti i sospiri di piacere e i mugolii che le scappavano.

Tremante posava le mani sul mio petto, non essendo sicura di dove poter spingersi dato che il suo carattere chiuso e impacciato prendeva subito il sopravvento.

Finché la sua unica preoccupazione era quella è andato tutto meravigliosamente, ma appena ha scoperto l'orribile verità che si celava dietro il mio atteggiamento un po' contorto e taciturno, non ha esitato a fare un passo indietro.

Nonostante sapesse che allontanarsi da me le avrebbe procurato dolore non ci ha pensato due volte, e quando meno me lo sarei aspettato, specialmente da una come lei, si è buttata tra le braccia di quell'infame, credendo sia stata l'unica sua salvezza per riportare la sua vita indietro a tanti mesi fa, quando andava dietro a lui senza essere degnata di uno sguardo.

Ma lei si era accontentata così, forse sono stato io a offrile troppo.

Ora stanno insieme, infinitamente felici, e questo può farmi riflettere sul perché non mi abbia risposto al messaggio, magari ha davvero già dimenticato cosa abbiamo passato noi due.

Ma io non potrò mai scordare o mettere in secondo piano ciò che ho vissuto, e nemmeno ciò che è in grado di farmi provare ancora, gelosia al solo pensiero che il suo nuovo fidanzato possa sfiorarla anche solo con lo sguardo, passandolo in modo malizioso su tutta la sua figura.

Maledizione, quello smidollato non ha il diritto di fare pensieri poco casti su Valeria, come non ce l'ho nemmeno io e nessun altro.

Quando la gente la incontra per strada deve abbassare subito gli occhi, non saprebbero cogliere l'essenza fatta di saggezza e bellezza del suo animo, oltre al suo magnifico aspetto.

Non siamo degni neppure di rivolgerle la parola noi comuni esseri umani, che pecchiamo anche solo pronunciando il suo nome in modo roco, cosa che fa trasparire tutt'altro dell'innocenza che avvolge la sua anima.

Alla nobiltà e al suo pudore non posso che farle un inchino, perché poche ai giorni nostri sono rimaste uguali a quando sono nate, senza farsi travolgere dai piaceri carnali della vita, l'unica cosa che ci è rimasta per svagarci e non pensare ai problemi di tutti i giorni.

Un divertimento che adesso sto pagando a caro prezzo, perché è stato quest'ultimo l'inizio dei miei problemi che ha messo la parola fine alla mia vita.

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Spazio autrice
Buonaseraaaa❤️ finalmente eccomi qui! 🎉 sono ritornata per la vostra felicità 😂 o forse no? Beh, che dire, ricontrollare e riscrivere questo capitolo è stato un parto, credetemi 😆 ho impiegato due giorni appunto per "revisionarlo" soltanto, aggiungendo e modificando! A dopo le scuse sul perché sono sparita ma adesso parliamo del capitolo... a voi i commenti❣️e le stelline 🌟 se vi fa piacere! Scrivere dal punto di vista di Alessio non è stato semplice, lo ammetto, però mi è piaciuto davvero molto 😎 nella prima parte vediamo un Alessio un po' depresso, poi verso mega malinconico che ripensa a tutti i suoi errori, e alla fine un po' "hot" con pensieri un po' torbidi su Valeria 🙆🏻 che ne dite? Vi piace? Spero che non mi abbiate abbandonata durante questi due mesi e mezzo di assenza, ma no ho potuto davvero con la scuola, credetemi! Mi sta distruggendo e non ne posso davvero più 😭 ma alla fine questa assenza è stata ricompensata dai buoni voti che ho preso, e adesso è arrivato il momento di fare felici voi, almeno spero 😅 spero che abbiate passato un buon Natale, con i vostri cari e gli amici più fidati! Vi auguro ancora buone feste e un felice 2019, l'anno in cui tutto forse nella mia vita prendere una svolta, a causa degli ultimi eventi familiari e personali che mi sono capitati... vi chiedo con me di esprimere alcuni vostri buoni propositi per il prossimo anno, i miei sono:
-Passare l'anno scolastico come sempre.
-abbracciare e conoscere una persona il cui affetto mi è stato negato per tutta la vita.
-andare a lavorare in estate all'estero con questa persona.
-scrivere, scrivere e ancora scrivere! Senza fermarmi.
E ovviamente le parole chiave saranno Felicità, Speranza e Amore, per rimanere in tema con le mie storie ❤️ non so se avete sentito al telegiornale, ma la mia città, Catania, in questi giorni festivi è stata scossa da forti terremoti, che hanno portato alla distruzione di alcune case e quindi alcune persone sono rimaste senza nulla, proprio per Natale... per fortuna non si contano morti, ma di certo feriti e alcuni saranno morti dentro, per aver perso tutto. Per fortuna io sto bene, solo un forte spavento, ma è meglio se rimanga sempre vigile e in allerta. Nulla, grazie per essere ancora qui, vi voglio bene! Non so quando uscirà il prossimo capitolo, spero il prima possibile 😘 a presto!
~Sabrina~

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