Capitolo 19
Valeria's POV
Con il cuore a mille che batte prepotente fino a propagarsi alle tempie, trasformandosi in un terribile mal di testa, provo ad ascoltare ciò che mi viene detto ma senza risultato.
Non voglio sentire nulla da questa specie di mostro più di lui, dall'artefice da cui ha avuto inizio il nostro inferno.
È riuscita ad accaparrarselo sfruttando il bellissimo dono di concepire un figlio, a detta di Alessio intrappolandolo.
Perché Dio ha acconsentito, allora?
Non doveva permettere un simile gesto, un ricatto, non doveva far andare le cose in questa maniera.
È stata pur sempre messa la vita di un innocente in mezzo e non è affatto giusto, per questo non ho pace, né mi spiego perché l'Altissimo abbia deciso di farmi soffrire togliendomi l'unica gioia capace di riempire la mia esistenza di sorrisi spontanei e veri, come il sentimento d'amore che nutro per lui.
Lei ha distrutto tutti i miei sogni di rimanere accanto all'unico ragazzo che mi ha accettata per come sono, piena di difetti e insicurezze.
<<O forse sono stata io ad aver mandato in frantumi i loro piani felici di creare una bella famiglia...>> rifletto socchiudendo gli occhi.
Malgrado tutte le cattiverie che ho appena riversato contro questa ragazza, anche questo è vero, sono stata io a presentarmi all'improvviso e scombussolare le loro vite.
Ho accolto timidamente e un po' impacciata la possibilità che quel bastardo del suo fidanzato mi ha offerto su un piatto di argento per innamorarmi di nuovo, e questa volta sul serio.
Non ci sarebbero state complicazioni, non avrei dovuto soffrire come è successo in passato, era stata una sua promessa silenziosa, non espressa, ma pur sempre mi aveva dato la sua parola d'onore, di uomo.
Era bastato intrecciare i nostri sguardi per capirlo, oppure per cascare in questa trappola che ha teso con il solo scopo di prendermi in giro e beffarsi alle mie spalle, magari raccontandolo ai suoi amici.
Rosico se penso come si sarà pavoneggiato, dicendo a degli sconosciuti dei fatti estremamente privati e personali, vantandosi di come sia riuscito ad intrattenere due relazioni parallele al contempo, senza farci accorgere l'una dell'altra.
<<E non l'avresti neppure saputo se non avessi visto quella fotografia su quel dannato social che ti ha aperto gli occhi e la mente, serrando il cuore>> commenta acida la mia coscienza, tirando un sospiro pesante.
È assolutamente vero, non me ne sarei accorta molto presto probabilmente, non posso darle torto.
Oramai a prevalere è la ragione, anziché l'organo che non batte più per lui, ma solo per Matteo.
E un motivo ci sarà sul perché abbia cambiato idea drasticamente sulle questioni d'amore e d'affetto, il primo non esiste o, perlomeno, non più per la sottoscritta.
Mi arrangerò con quest'ultimo, provando a mutarlo per renderlo più profondo, intenso, e sono sicura ci riuscirò.
Lo conosco già meglio rispetto Alessio che rimane tuttora uno sconosciuto a cui però ho affidato la mia sanità mentale e i miei sentimenti, errando di brutto.
La figura alta e slanciata di Sofia si avvicina maggiormente fino a ritrovarsi di fronte la ruba fidanzati, come lei stessa sono sicura mi definisca.
Ed ha assolutamente ragione, solo che non sapevo nulla della sua esistenza fino qualche giorno fa, quel vigliacco non l'aveva mica scritto in faccia che era impegnato.
Anzi, è stato proprio lui ad attaccare bottone con ogni scusa improponibile, non potevo mai lontanamente immaginare lo facesse pur avendo già una ragazza incinta che lo aspettava a casa a braccia aperte.
Facendomi ombra con il suo corpo poggia le mani sui fianchi, tramortita e addolorata della mia presenza per la strana espressione irata che le si forma in volto.
Appare essere stanca di questa giornata non ancora giunta al termine, non pensa allora come stia io dopo la partenza dell'unica persona voglia rimanga al mio fianco, nel bene o nel male.
L'abbandono del ragazzo dai capelli scuri e la carnagione abbronzata non è stata indifferente e ne sono contenta da un lato, non voglio rischiare di metterlo da qualche parte della mia mente, dimenticandolo totalmente.
Ma la cosa non finisce mica qui, ho subito un'altra grave perdita qualche, la più dolorosa in assoluto che si trova dietro questa porta, forse.
Le ferite all'anima e al cuore non si sono rimarginate, e non lo faranno mai purtroppo.
Nel mio sangue scorre solo amore verso colui che mi ha trattata come una principessa, facendomi scendere dal piedistallo troppo in fretta e sbarrando gli occhi incredula di cosa abbia combinato tra un sorriso falso all'altro che mi rivolgeva, indirizzando lo stesso affetto alla madre di suo figlio.
Ma che ne vuole sapere lei, è così bella e perfetta con una vita da favola che l'attende a breve, non soffrirà per nessuno oltre Alessio, che sono sicura cambierà se vuole tenersela stretta.
Basta solo osservare poco distante dall'orizzonte per vedere tutti loro sogni contenti, con lei e il mio amato come protagonisti indiscussi che si abbracciano teneramente, fissando l'ecografia del bambino che tra qualche mese verrà alla luce.
Ma non me ne importa nulla, devo mantenere la mia parola e il giorno delle nozze andrò in Chiesa, congratulandomi e facendogli i miei più sinceri auguri.
Che possano tranquillamente andare entrambi al diavolo o da qualche bravo psicologo per una terapia di coppia, sono da ricoverare entrambi se ciò che sostiene il suo futuro marito sia vero.
Un figlio in cambio di un matrimonio insomma, di una sicurezza economica e una vita stabile, ottima scelta.
Ha saputo giocare le sue carte astutamente ma io non sono da meno, perché riuscirò a scordarmi di loro, anche se ci vorrà una vita intera piena di sacrifici del mio spirito.
Quando starò con il mio bel brunetto sarà difficile chiamarlo tesoro, oppure vita mia, ma non c'è nulla che non riesca a portare a compimento con tanta buona forza di volontà.
Non saranno di certo questi due cretini più folli di me ad impedirlo con la sola loro presenza che dimenticherò, tra l'altro, appena ammirerò il sorriso più bello del mondo e sarò avvolta da un abbraccio travolgente.
Il suo.
Sento il suo odore nell'aria pizzicarmi le narici, solo perché vorrei tanto non fosse mai salito su quel dannato aereo, ritornando nella mia cara e vecchia Roma.
Quella città è il luogo in cui i miei sentimenti verso di lui hanno avuto inizio e dove sono pure rimasti, sepolti lì da qualche parte.
Adesso devo solo scavare a fondo, con le mani e rovinando pure le unghie purché li faccia rinsavire, so che è la cosa migliore.
Mi levo in piedi sentendomi impacciata e fuori luogo più che mai, sono stata una stupida a presentarmi da Alessio affidandomi ad uno squallido messaggio colmo di tristezza.
La bionda incrocia le braccia al petto, davvero spazientita, battendo un piede al suolo energicamente in attesa di una risposta che non potrò mai darle, non le ho prestato minimamente attenzione e non so di che parla seppur sia abbastanza evidente.
<<Io... vado>> annuncio seria non facendomi intimidire dalla sua ira, ma quando provo a fare un passo in avanti mi strattona per la spalla ed io mi pento del mio gesto lavativo.
Cosa non capisce? Non voglio più vederla, per me è invisibile, non esiste più...
Non ricambio la sua mossa azzardata solo per lo stato in cui si trova, non solo gravida ma anche depressa a quanto pare, per un po' di mascara sciolto che le è rimasto nella coda dell'occhio, conseguenza sicuramente dei pianti che si sarà fatta.
Ma non ha motivo per far uscire le lacrime, ha ottenuto ciò che desiderava, Alessio è tutto suo e se lo può tenere, ho fatto un passo indietro e adesso mi ritiro autonomamente da questa lotta, stavolta per sempre.
<<Che stavi facendo? Uno sciopero sotto casa del mio ragazzo?>> richiede tagliente marcando bene l'aggettivo possessivo.
Sputa dritto in faccia molto chiaramente la sua rabbia e frustrazione del tutto giustificabile, vedermi di sicuro non le può aver suscitato piacere, non sa quanto questo sentimento è ricambiato pure da parte mia...
<<Cosa? No>> biascico risoluta non volendo rimanere un minuto di più, dal suo punto di vista potrebbe sembrare come dice, ma non sa che è stato il suo bel fidanzato a chiedermi un'ultima chance di chiarire tra noi, e secondo lui saremmo pure dovuti rimanere amici, che assurdità.
Taccio perché non voglio irradiare e creare altro caos, né tra di loro né con me, ma sembra non le basti la mia risposta molto concisa, vuole sapere.
Ma cosa di preciso?
Spero solo non mi faccia perdere la pazienza perché ci sta riuscendo con lo sguardo in cagnesco che mi rivolge, non stacca gli occhi dalla mia figura insicura e pronta per la fuga.
Sarebbe meglio allontanarci ma nessuna delle due muove più piede, talmente occupate a lanciarci insulti in mente fissando l'altra con odio e rancore.
Raddrizzo la schiena, fiera, non avendo nulla da preoccuparmi perché sono dalla parte del giusto per una volta che si tratta di amore, dove non prevale nessuna legge.
<<Allora spiegami, dolce e ingenua Valeria...>> comincia, gesticolando in aria dando inizio ad un sorrisetto sicuro.
Sussulto per come mi ha definita sarcasticamente, almeno sta contenendo le parole insieme la collera, non me lo aspettavo.
Siamo un fuoco, i nostri occhi si scagliano fiamme bollenti e brucianti, per difesa suppongo, non sappiamo cosa ci attende ancora.
Potrebbe vederci chiunque e dividerci se dovesse saltarmi addosso afferrandomi per i capelli, perché mi sembra che la sua idea sia proprio questa.
<<... cosa cazzo ci fai fuori casa di Alessio?>> Conclude spigliata aggrottando le sopracciglia, innervosita più di me.
Ah no, questo non doveva dirlo, non ha il diritto di trattarmi come una pezzente che non vale nulla.
Se è la guerra ciò che vuole è questo ciò che avrà, soltanto a parole perché non può essere toccata, anche se io sarei la prima a non voler alzare le mani, non sono mai arrivata con nessuno a questo punto e non ci tengo iniziare adesso.
È tutto completamente nuovo, questo nodo alla gola che non mi fa rispondere come vorrei, mi sono sempre trattenuta pure con le offese ma non in questo istante.
Un senso di colpa mi logora l'anima, ma non servirà per fermarmi, o ora o mai più, sto facendo la cosa giusta per tutti, anche se non lo apprezzerà di sicuro.
Magari più avanti capirà tutti gli errori che ha commesso e mi ringrazierà, se Alessio la tiene all'oscuro di tutto qualcuno dovrà pensarci a fare venire a galla la dura e aspra verità che custodisce gelosamente.
Potrebbe anche mollare il suo ragazzo dopo la mia dichiarazione e ne avrebbe tutte le ragioni, ma non è questo il mio intento, non me lo riprenderei comunque, oramai i fatti stanno così.
Lui deve penare, come sto facendo io, sarei felice se si lasciassero ma il bambino che tiene in grembo questa ragazza non ha colpe, non può crescere senza una figura maschile accanto.
E se fosse tutto vero, lei non avrebbe nessun diritto di separarlo dal figlio solo perché non si sposano e non stanno insieme, non ha senso.
Mi concentro sulla sua figura dapprima eretta, fiera, che sta andando via, frantumando la maschera di indifferenza che forse ha sempre portato, magari è stata sua l'idea di regalarne una uguale al mio ex nell'ultimo periodo.
Solo che lui la sfrutta di persona, poi tramite lo schermo di un cellulare cambia radicalmente scrivendo le migliori frasi per farsi perdonare da qualcosa di inconcepibile per chiunque.
Un'amante, ecco chi sarei diventata se fossi cascata nella sua trappola...
<<Io niente...>> Mi avvicino con cautela, schioccando la lingua al palato e portando indietro la testa, con un risolino sicuro di chi la sa lunga.
Sembrando pure una ragazza crudele per la mia presa in giro in un momento di massima importanza come questo, proseguo e, con fare lento, la circondo intrappolandola in un piccolo spazio da cui non scapperà prima che abbia finito di sputare il risentimento che tengo dentro.
Osservandola bene noto che si irrigidisce, adesso non ha più il coltello dalla parte del manico e aspetta di ascoltare ciò che di brutto ho da dire, perché sa non sia una sciocchezza, non stavolta.
Teme davvero che il suo uomo si sia comportato in un modo indisciplinato, compiendo un gesto che neppure i ragazzini delle scuole medie.
<<Perché non lo chiedi al tuo futuro marito?>> Acquisto un po' di voce che per la prima volta suona accattivante, come lo è adesso il mio cuore.
Sono impassibile, senza emozioni, né di paura né di divertimento.
Sono consapevole che sto distruggendo una famiglia già non compatta di suo ancor prima che si formi e sia al completo.
Ma io non ne posso più, è giunto il momento di liberarmi dai fantasmi del passato e dalle sensazioni di tormento che mi hanno accompagnata fin qui.
La sfido guardandola negli occhi, non voglio risultare più perfida del dovuto, ma necessito che lei venga a conoscenza di tutto, magari mi lasceranno in pace in questa maniera, sbrigandosela per conto loro.
<<Cosa ha combinato?>> Si allarma, piena di vergogna da farmi tenerezza.
Forse ha ragione la mia coscienza, è lui quello sbagliato che sta facendo soffrire entrambe, è il centro dei nostri universi, tanto diversi quanto simili.
Lo abbiamo amato alla follia ma io ho già fatto marcia indietro prendendo la mia decisione, ora spetta a lei, e sarà ancora più difficile dover scegliere per due persone.
Se continua a rimanerci insieme nonostante sappia possa continuare ad importunarmi che faccia pure, sono problemi suoi, se non è gelosa lei figuriamoci io.
<<Ma come, non ti ha detto niente?>> chiedo innocente facendomi avvolgere da un senso di serenità assolutamente fuori luogo che disarma, facendomi tornare la stessa Valeria di sempre.
Non riesco a reggere questo giochetto ulteriormente, dirò cruda e netta come si è atteggiato verso di me, senza nascondere i particolari.
<<Lui...>> Indico la porta alle mie spalle, con voce stridula.
<<Fa il doppio gioco con entrambe, sta con te però manda dei messaggi a me...>> Quasi non le piango dinanzi per la difficoltà di ammettere prima di tutto a me stessa di essere state solo marionette nelle sue mani, raggirate a suo piacimento.
Quelle grandi e calde mani che più volte hanno stretto i miei fianchi con una presa ferrea, carica di vigore, avvolgendo la vita e attirandomi a sé senza che potessi obiettare.
E non avrei fatto nulla per divincolarmi dal suo avvolgimento, specialmente se poi accarezzava dolcemente e in modo così diverso e naturale i miei capelli, e le guance rosee.
Il modo in cui fissava languido le mie labbra mentre leccava le sue pronto per avvinghiarle, passando lo sguardo sprezzante da quest'ultime alle mie iridi color cioccolato.
Ogni volta che gonfiava il petto di orgoglioso a vedermi, perché mi sentiva sua, ed io dovevo alzare il capo per incastrare i suoi occhi ingannatori e attraenti peggio di Lucifero.
Avevo un diavolo per fidanzato, solo che quell'essere non sarebbe arrivato a tanto...
Meno male che è già concluso il nostro rapporto e mai più dovrò parlargli, non ho scusanti.
Sofia abbassa la cresta facendo uscire i suoi veri sentimenti, la preoccupazione che le si legge in viso non l'ha mai mostrata, allora anche lei è umana ed è ancora in tempo per salvarsi, come me.
<<Te lo dovevi tenere più stretto, magari sequestragli pure il cellulare, sai com'è.>> Scrollo le spalle gesticolando con le mani e continuando la mia passeggiata intorno a lei.
È indifesa e mi fa pena solo perché è incinta, oppure perché i miei sentimenti negativi non sono più su di lei ma indirizzati al vero responsabile di questo scempio.
<<Si tradisce pure con il pensiero, tienilo bene a mente>> sussurro allontanandomi e piantandola in asso, lasciandola rimuginare sui miei consigli, ma non prima di averle detto un'ultima cosa, la più importante.
<<Riferiscigli che con me ha chiuso, ho sempre odiato la poligamia e lui ha scelto di sposare te, non è così? Che siate felici, dal profondo del mio cuore.>> Cammino all'indietro allargando le braccia.
L'ultima cosa che noto prima di voltarmi è il suo senso di smarrimento, sembra essere caduta dalle nuvole.
<<Cosa? Quale messaggio?>> urla, per farsi sentire.
Mi fermo di scatto e le rispondo, non degnandola del mio sguardo.
<<Chiediglielo, semplice... portagli i miei saluti e dirgli che non lo voglio più vedere, addio.>> Agito una mano riprendendo il passo, ma una cosa che mi torna in mente e che proprio non riesco a reprimere mi costringe a muovere le labbra, sentendo per l'ultima volta frasi poco carine inveite contro qualcuno.
<<Prima di uscire di casa guardati allo specchio, hai il trucco sbavato e i capelli rovinati, ad Alessio non piaceresti.>>
Tiro un sospiro di sollievo ed esco da questo spazio riservato solo ai piccioncini, mi sento rinata e molto più forte di prima.
Quel ragazzo, seppur fantastico per il modo in cui ha recitato, non è reale, al contrario di Matteo che sarà l'unico ad avere il consenso di comparirmi in sogno.
Nessuno mi toglierà più il sorriso e quando saremo di nuovo insieme nulla impedirà di essere felici.
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Sofia's POV
<<Sofia Messina non è succube di nessuno caro Matteo e mai lo sarà, stanne certo>> mi ripeto in mente per imprimerlo una buona volta e non dimenticarlo mai più.
Sono stata mollata anche da lui, adesso non mi rimane più nulla da perdere, neppure la mia famiglia che ho il sospetto non mi abbia mai voluta bene.
A quest'ora non mi avrebbero costretta a sposarmi con un uomo solo per togliersi i debiti.
Ma adesso il mio obiettivo è simile al loro e mi faccio schifo per questo, ma non posso evitarlo, ho bisogno dei suoi soldi per scappare lontano da tutti quelli che mi assillano da quando sono nata.
Non ne posso davvero più di questa situazione, e non trovo altra soluzione se non prenderlo in giro, ma dopo sparirò dalla sua vista e potrà fare ciò che gli pare, non mi metterò in mezzo.
Magari gli scriverò tramite una lettera che la storia del bambino era una finzione, addossandomi tutta la colpa dell'inganno, senza procedere a quell'assurdo piano che aveva riflettuto e meditato Cinzia, non ce n'è bisogno.
La verità è sempre meglio e anch'io non appena usciremo dalla chiesa con l'anello al dito e un certificato di matrimonio tra le mani la dirò sempre, sarà una mia priorità.
Non è ancora tutto perduto, ho ancora una Speranza seppur sia lontana dai miei sogni di poter stare con quell'approfittatore di ragazze deboli emotivamente, che stanno passando come me i momenti più bui e critici della loro vita.
D'altronde, ha fatto lo stesso con mia sorella e Valeria, presentandosi come un'ancora di salvezza, l'ultima spiaggia su cui poter approdare al sicuro dagli squali che ti assalgono.
I fantasmi del passato svanivano quando stavamo insieme, in sincronia con i nostri corpi e sospiri di piacere, giacenti su un letto; bastava questo per rasserenarci.
Ma evidentemente per lui è troppo poco e ha deciso di trovare divertimento altrove, che si scelga le migliori prede da catturare e infatuare a modo suo.
Una strana stretta al ventre mi ferma a metà delle scale, è la gelosia che provo nei suoi confronti che si è presentata prepotente tutta in una volta, senza avvisarmi.
La vista si annebbia e la mente ricorda ancora il forte rumore della porta che gli ho sbattuto in faccia con un violento scossone, guardandolo per l'ultima volta.
Mi accascio a terra, piangendo in silenzio e coprendo il viso con le mani, ma non posso incolparlo di nulla anche se ci stia provando, me la sono cercata.
Sapevo a cosa sarei andata in contro, ma capricciosamente ho continuato ad intraprendere questa insana relazione fatta solo di sesso per lui.
E anche per me sarebbe dovuto essere lo stesso, solo che ho dimenticato troppe volte di chiudere i miei sentimenti dentro al mio piccolo e fragile cuore, e sono riusciti a fuggire e prendere il sopravvento.
Non riuscirò mai più ad innamorarmi, non voglio più che accada, niente potrà ridurmi di nuovo così, come la cenere delle fotografie che ha buttato dalla finestra, libere di andare dove le porta il vento.
Non esistono ragazzi che ci tengano a te, l'unico sembra essere rimasto Alessio ma non solo l'ho perso per sempre già tempo fa, non fa altro che pensare a Valeria pure adesso che mi ha proposto di convolare a nozze, e poi non lo amo purtroppo.
Mi detesto per questo, perché sarebbe davvero quello giusto per me, ma in ogni caso non potrei starci se tutto è stato basato su una menzogna.
Appena saprà che il bambino non esiste non vorrà più vedermi, quindi mi aspetta almeno far passare la cerimonia se voglio mettere mano su quei maledetti soldi che mi serviranno per rinascere.
Se mi chiede il divorzio dopo non importa, anzi, mi farebbe solo un piacere, perché vivremo più felici entrambi non fingendoci innamorati.
Mi aggrappo al sostenitore di ferro al mio fianco, scendendo le poche scale che mi separano per uscire definitivamente da questo incubo.
Come un razzo sfreccio davanti la Hall senza neppure salutare, da vera maleducata, ma non voglio farmi vedere conciata in questo stato da nessuno.
E continuo a piangere, senza sosta, è inevitabile, sono solo una stupida per essermi fatta manipolare in questa maniera, e nonostante sia sicura provi qualcosa per il ragazzo che ho appena lasciato su due piedi, devo stargli lontana.
Ma tanto ci pensa lui, tornerà a Roma e poi si metterà di nuovo con Valeria, stavolta facendo soffrire sia Francesca che me, ma io mi celerò dietro l'indifferenza e la maschera da brava sorella consolatrice, come sempre.
E chi dice che non soffrirò più di lei?
In ogni caso devo tenerlo ben riservato in una piccola parte del mio cuore, perché l'altra deve tentare di aprirsi per Alessio.
Non sarà facile baciarlo di nuovo dato che in mente visualizzerò un'altra persona, vogliosa delle sue mani esperte su tutto il corpo.
È riuscito a farmi girare la testa e dichiarare apertamente cosa volevo mi facesse, è una vergogna, il mio fidanzato non avrebbe mai fatto una cosa del genere, perché conosce cosa sia il rispetto.
Anche se con lui era tutto monotono, anche un gesto così bello e intimo, il momento della coppia in assoluto, era privo di sentimento o qualsiasi trasporto che non fosse carnale ma emotivo.
Ma va bene anche così, non posso desiderare altro.
Entro in auto guardando il mio riflesso affranto allo specchietto, ho gli occhi arrossati e il mascara colato quasi lungo le guance.
Prendo una salvietta pulendo velocemente il viso e le braccia, mi sento troppo sporca di lui.
Schiaccio l'acceleratore partendo a tutta velocità, infischiandomene dei cartelli stradali, e questo mi fa sentire viva.
Riuscirò a dimenticare Matteo, lo lascerò alle mie spalle come sto facendo adesso, lui è il primo ragazzo che ho amato e temuto di perdere per davvero.
Certo, ci sono stata male e ho sofferto per Alessio quando le cose non andavano bene, perché con lui avevo quella stabilità che è sempre mancata dai componenti della mia famiglia.
Una volta ho pure tentato il suicidio, ma nessuno sa il vero motivo del mio gesto, e mai vorranno crederci se glielo dovessi raccontare.
I miei genitori hanno fatto ricadere la colpa su di lui dato che in quel periodo mi aveva lasciata, ma in realtà ammetto solo ora che è accaduto per loro, perché ero stanca di sentire le sfuriate di papà contro la mia povera anima oppressa.
<<Devi riprendertelo, fare pace...>> mi ripeteva fino alla nausea, ma il mio corpo non si è fermato solo ad un piccolo senso di vomito.
Sono arrivata davvero a pensare a quel folle gesto, solo per disperazione, mamma seppur essendo una vittima psicologica del capofamiglia poteva benissimo prendere le mie difese, anche solo un po', io lo avrei apprezzato.
Invece nulla, dalla sua bocca non usciva una parola, c'era il silenzio tombale che avrei voluto sentire anche al mio funerale, senza lacrime.
Perché non ne hanno mai versata una per me, mi sembrava corretto che non dovessero iniziare alla mia morte.
Purtroppo sono stata fermata proprio dal mio fidanzato, è assurdo ma ne ho combinate tante ed è solo grazie a lui se sono ancora qui.
Diventa davvero un ragazzo d'oro quando è davvero innamorato, quando ci tiene a qualcuno, ma non è il mio caso perché la vita non mi ha riservato l'amore ma solo il lusso.
Vivrò e sarò trattata come una regina finché non deciderò di mettere fine a questi ricatti psicologici da parte di quel mostro di mio padre, dichiarando che era tutta una presa in giro per avere i suoi quattrini a bizzeffe.
Tutto questo ha avuto inizio il giorno del mio stramaledetto compleanno, quando ho fatto la sua conoscenza, non lo vorrò mai più festeggiare adesso, per me sarà uno come gli altri.
Ho solo Cinzia dalla mia parte ma ancora per poco, quando scoprirà come siamo messi economicamente e che mio padre vorrà soldi da loro, mi chiuderà tutte le porte in faccia, tagliando i ponti per non avergliene accennato niente.
Il giorno del matrimonio sarò la più bella, ma non agli occhi del compagno che mi sono scelta che, come dice il matrimonio, dovrò tenermi finché morte non ci separi.
Se non avrò la sua attenzione il giorno che deve essere il più importante della nostra vita non l'avrò mai.
Penserà al suo amore perduto ed io al mio, desiderando entrambi finisca alla svelta questa farsa, ma nessuno se ne deve accorgere.
Butto il fazzoletto sporco e sono sicura di sembrare un cadavere da quanto sono pallida, almeno Alessio avrà compassione quando indirizzerà il suo sguardo a me.
Prima però devo sfogarmi e piangere tutte le lacrime in un posto tranquillo, magari facendo pranzo dato l'ora che si è fatta.
Mi dirigo ad un bar con l'intenzione di ordinare qualcosa da mangiare, sperando di riuscirlo a mandare giù nonostante la gola chiusa mi sarà di impedimento.
Mi siedo in fondo alla sala, in un piccolo tavolino rotondo con in mano una pizzetta giusto per non svenire per strada per mancanza di calorie per il mio corpo stremato e addolorato.
Quando do un morso facendo filare la mozzarella, un ragazzo mi si piomba davanti, e già dalla sua camminata spavalda capisco cosa spera di trovare.
Indosso gli occhiali da sole che tenevo tra i capelli, così non si soffermerà a guardare le mie iridi contornate di rosso, magari chiedendomi il motivo di tanta afflizione e pena.
Ci sono certi impiccioni in giro che non si fanno i fatti loro... meglio togliere ogni occasione di poter essere importunati.
<<Hey bellezza>> saluta, prendendo posto come se niente fosse e squadrandomi.
Sbuffando allontano il cibo degnandolo della poca attenzione che mi rimane, oggi non vorrei più vedere nessun essere del mio sesso opposto oppure potrei commettere un maschilicidio.
E lui sarebbe la prima vittima sfortunata che non c'entra nulla con questa storia.
Tanto, chi ci va di mezzo sono sempre i buoni, ed io non dovrò esserlo e proverò ancora a nasconderlo come ho fatto per tutti questi anni.
<<Tutta sola?>> ammicca con un sorrisetto, abbandonandosi allo schienale della sedia.
Incredula poso il pezzo di tavola calda su un tovagliolo, scrutando attentamente i suoi atteggiamenti.
Non so se ridere o piangere per il modo in cui si renderà ridicolo a breve, non capisco cosa ci faccia qui un bel figurino come lui, alto, capelli castani poco riccioluti e sguardo penetrante.
Questo approccio preistorico non mi sembra per niente adatto ad uno che veste bene, sembra uno importante e non dovrebbe abbassarsi a questo livello.
Incrocio le braccia al petto non scoppiando a ridere, almeno è riuscito a tirarmi su il morale, un punto a suo favore.
<<Bellezza? E pensa se mi avessi vista con un po' di make-up, saresti svenuto ammaliato.>> Lo sfotto elogiandomi fintamente, almeno mi ha strappato un sorriso.
Forse è semplicemente il cibo ad accrescere gli ormoni della felicità, oppure è avvenuto perché Matteo è già un lontano ricordo...
Non saprei dirlo con certezza e non voglio indagare oltre, l'importante è il risultato, non come ci sono arrivata.
<<Oh, sicuramente, non ne dubito>> ribatte deciso sfoggiando la sua carta migliore, l'accondiscendenza.
Ho capito i tipi come lui, ti danno ragione per arrivare dove vogliono loro, davvero astuto e deciso il mio nuovo conoscente.
<<Scusi, il conto della signorina lo dia a me, ci penso io.>> Alza la voce rivolgendosi al ragazzo dietro il bancone che annuisce prontamente.
Cosa? Perché l'ha fatto?
Non mi ha dato modo di replicare perché poggia l'indice sulle mie labbra, facendomi tacere, ed io stupida glielo consento.
Questo gesto imprevisto mi coglie di sorpresa e riesce pure a zittirmi, pazzesco.
<<Shh, posso permettermi di pagare un pezzo di tavola calda ad una così bella fanciulla>> afferma solidale ma non capisco se mi prenda per i fondelli.
<<Mi credi una morte di fame? No grazie, non ce n'è bisogno.>> Nego con il capo, infastidita, togliendo il contatto fisico che lui ha cercato e ottenuto.
Il polpastrello abbandona l'onda morbida del mio labbro superiore che comincia a formicolare per averlo impresso con troppa forza.
Abbasso lo sguardo continuando a mangiare, facendo finta non ci sia, era troppo bello per essere vero, è bastato un passo falso per far ritornare il mio cattivo umore.
Mi ha ridato spensieratezza per due minuti, devo ammettere sul serio un record.
<<Questa si chiama galanteria dalle mie parti>> spiega, respirando rumorosamente e poggiando i gomiti sul piano, sostenendo il mento con le mani e osservandomi con insistenza.
Che vuole ancora?
<<Non mi sembra dato che non ti sei nemmeno presentato>> constato duramente con un sorriso tirato.
Mah, i maschi fanno di tutto appena vedono una vittima indifesa pronta per essere agguantata.
I miei pensieri vanno a finire su Matteo, perché lui si è comportato esattamente allo stesso modo, approfittandosi della mia debolezza in momenti davvero critici.
Ma io non l'ho respinto come sto facendo ora, lui è diverso, in tutto.
Scaccio subito via questo ricordo, focalizzandomi alla persona a me di fronte che ribatte cinica.
<<Chi ti ha detto che voglia farlo?>> Scrolla le spalle con indifferenza ed io mi do solo due spiegazioni.
O è cretino sul serio oppure finge che non gli importi, in questa maniera la mia curiosità di conoscerlo dovrebbe aumentare a livelli altissimi, sì, nella sua immaginazione però.
<<Allora nemmeno io mi presenterò>> asserisco convinta, non seguendo più il filo logico di questa chiacchierata.
Allora perché è venuto a sedersi proprio qui, con tutti i posti liberi che ci sono?
Sembra il fratello gemello del ragazzo che ho piantato poco fa, forse me l'ha mandato lui stesso per vendicarsi, sarebbe un'ipotesi da tenere in considerazione.
<<Ma io sa già chi sei, Sofia>> borbotta sicuro abbassando lo sguardo e passando una mano tra i capelli.
Sbarro gli occhi leggermente impaurita, seguendo ogni suo movimento, non capisco come possa sapere addirittura il mio nome, io non l'ho mai visto prima d'oggi.
<<Non può essere, io non ti conosco>> sbotto innervosita allontanando la sedia dal tavolo.
Lo fisso con circospezione, cercando di capire dove possa avermi avvistata e conosciuta senza che io mi accorgessi di nulla.
<<Io sì, mi hanno parlato di te...>> sussurra mettendomi irrequietudine.
In testa mi frullano mille domande che non so da quale cominciare, non comprendo il motivo per cui debbano avergli detto della mia esistenza.
<<Chi?>> mormoro con un filo di voce, non tenendo a freno l'agitazione e la mente che mi suggerisce di scappare, non si sa mai che intenzioni dovesse avere.
Ma siamo in un luogo affollato, non può fare nulla finché rimaniamo qui dentro.
Ed io non temo niente perché non ho fatto nulla di illegale o proibito, mi sono solo innamorata dell'uomo sbagliato concedendo tutta me stessa, ma non mi sembra voglia rimproverarmi di questo.
Tanto non accadrà più, glielo posso assicurare che non mi macchierò più di quel peccato.
Ma questi occhi languidi lanciano strane frecciatine, non penso proprio sia un poliziotto in incognito con questa faccia da prendere a schiaffi, è solo uno sbruffone che si sta divertendo a vedermi in bilico tra il pendere dalle sue labbra in attesa di una risposta sensata, e lo scappare per non averlo più tra i piedi.
<<Allora?>> continuo spazientita, volendo sapere il nome di questa persona, anche se mi sa tanto mi pentirò per averglielo chiesto...
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Spazio autrice
Buon pomeriggio tesori!! 💘 in questo capitolo spero di aver reso l'idea di Sofia, la sua sofferenza e come si sente bloccata e incastrata in questa situazione senza via d'uscita... 🤦🏻♀️
Mi fa tenerezza, non so voi 😟
Comunque, Valeria sta facendo uscire allo scoperto il suo vero carattere, vi piace questa nuova versione? Spero di sì! Commentate e votate se vi fa piacere 😘 a presto!
~Sabrina~ ❤️
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