Capitolo 16
Valeria's POV
<<Vale, svegliati.>> Vengo percorsa da Marco con forza, destandomi dallo stato di soprappensiero -quasi dormiveglia- in cui mi trovavo.
Eppure per pochi minuti sono riuscita a non pensare a nulla che mi arrecasse dolore e sofferenza, avevo smaterializzato la scena di Matteo diretto verso non so dove con me alle costole.
Non nego di sentirmi ancora in colpa per questo, non mi ero mai permessa di seguire una persona, quindi ci sono solo due motivazioni: il primo è che sono gelosa, anche se avrei continuato se lo fossi stata di più ma per fortuna mi sono fermata in tempo, il secondo è che questa sensazione di perderlo per sempre mi attanaglia lo stomaco da giorni.
O per un motivo o per un altro ci saremmo allontanati, anche senza scusa della partenza; non posso dargli ciò che desidera a livello carnale così come lui non può offrirmi amore incondizionato senza nulla in cambio.
Siamo una sorta di ruota, se non fa il mio fidanzato il primo passo io non posso fare il seguente e rimarremo bloccati dalle paure per l'eternità, non ci muoveremo di un misero centimetro.
Forse sono io che devo dare il via, sarebbe bastato un mio acconsentimento stamattina per cambiare le nostri sorti radicalmente.
Magari sarebbe pure rimasto, tutto è dipeso da me, come sempre.
Troppi sensi di colpa divorano la mia anima, mandandola allo sfinimento, non reggo più nulla, nemmeno parlare di Matteo.
Soffrirei soltanto e non è quello che mi serve dopo quello che è successo con l'unico ragazzo che è riuscito a catturarmi con uno sguardo quel maledetto giorno sull'autobus.
Se non l'avessi mai incontrato non avrei tutta questa paura di dichiarare i miei mezzi sentimenti verso un altro, se solo non fossero fermamente ancorati al passato.
Inutile negarlo, proverò sempre qualcosa per il cugino di Giulia, non soltanto odio e disprezzo per il suo atteggiamento bugiardo e meschino.
Lo so che ho sbagliato io, le avrei dovuto dare retta quel giorno che mi ha raccontato una leggera bugia per oscurare un'immensa e cruda verità.
Lui è peggio di un dongiovanni, almeno Matteo è sempre stato libero di frequentare chi volesse senza intoppi come quella sconvolgente notizia di Sofia della sua gravidanza
Sicuramente tutto calcolato, non ho dubbi, ma è comunque qualcosa che non doveva nascondermi, bastava che me ne parlasse e mi dicesse tutta la verità, anche se avrebbe portato i fatti dal suo lato.
Meglio saperlo da lui che scoprirlo per caso, gli avrei creduto oppure mi sarei costretta a farlo per continuare la nostra relazione appena sbocciata.
Ma lui da futuro padre ha fatto una scelta ed io non gliene faccio un colpa, solo che serbo rancore per non avermi fatto venire a conoscenza di questa ragazza quando stavamo insieme, tutto qui.
Lei gli darà un figlio, un suo futuro erede, è giusto che rimanga con lei.
Io per il momento avrei soltanto potuto offrigli il mio cuore, niente se messo a confronto con un bambino; ha valutato le due parti scegliendo chi offrisse di più, ricordandomi per certi versi Matteo.
Sebbene lui non avrebbe avuto rimorso nel lasciare una donna incinta, forse sarebbe stato meglio somigliargli al cento per cento.
Mi maledico mentalmente per questi odiosi pensieri verso una creatura che non c'entra nulla con noi, ha solo la sfortuna di essere capitata al momento sbagliato alla persona errata.
<<Marco, che c'è!>> Sbuffo infastidita girandomi su un fianco, non voglio mi veda in questo modo.
Nella mia testa frullano ancora questi dubbi, come se non fossi del tutto convinta di lasciar andare anche lui.
<<È pronto il pranzo, mamma ha detto di chiamarti...>> Cerca in qualche modo di dare la colpa alla donna che mi ha messa al mondo e dovrebbe conoscermi meglio di chiunque altro.
Sa che quando sto male è meglio lasciarmi perdere, scivolare nel mondo degli incubi perché ogni volta che chiudo occhio è anche peggio della realtà.
Poteva benissimo farsi gli affari suoi e lasciarmi riposare in pace, era tutto ciò che chiedevo.
<<Dille che non ho fame, non mi disturbate più.>> Chiudo gli occhi fingendo di essermi nuovamente addormentata, magari riesco ad ingannarlo in questo modo.
In silenzio lascia la stanza avvolta nella penombra ed io rimango solo con me stessa e la coscienza più stordita di prima.
Forse sto sbagliando a fare così, ma non trovo altra soluzione se non punire me stessa relegandomi in camera mia.
Sono stata troppo impegnata a vedere un altro, credendo fosse l'amore della mia vita, non accorgendomi che Matteo ha fatto di tutto pur di inseguirmi, mentre io progressivamente mi sono allontanata fino ad arrivare ad un punto di non ritorno, come questo.
Bastano giusto un paio di minuti di solitudine prima che arrivi mia madre che, come una furia, entra senza chiedermi il permesso.
<<Valeria, cos'è questa storia che non vuoi mangiare? Ti ho portato il pranzo qui se proprio non vuoi scendere a vedere Matteo>> prorompe aggressiva lanciandomi un'occhiata loquace.
Non l'avevo mai vista così furiosa e preoccupata allo stesso tempo, dato che deposita il piatto dinanzi a me.
Come fa ad aver capito tutto?
In fin dei conti non ci vuole un genio, è abbastanza intuibile, così come il mio rifiuto pure al cibo a causa dello stomaco chiuso.
A fatica appoggio la schiena alla testiera del letto e provo ad aprir bocca, ma lei mi precede.
<<Perché ti comporti in questo modo?>> sbotta prendendo posto su una sedia, sorreggendosi distrattamente il mento con le mani.
Gli occhi sinceramente stanchi di questa situazione in cui ho catapultato pure lei, mi rendono l'artefice dell'enorme dispiacere che le sto procurando.
Incertezze futili che pesano sulle sue spalle, che non è a conoscenza di tutta la verità; quello che posso aver provato per quel ragazzo che subito mi ha catturata con i suoi gesti così carichi di affetto lo sappiamo solo io e lui.
Alessio mi ha ricordato e fatto dimenticare tutto e tutti con un solo sguardo, per non parlare delle sue strette attorno al mio corpo, mentre le nostre labbra si avvinghiavano senza sosta.
Tutto un lontano ricordo che tale deve rimanere e seppur stupendo anche impossibile, come la nostra quasi relazione che stava per sorgere.
Non è stato destino, è giusto che rimanga dall'altra parte per bene della sua nuova famiglia.
<<Mamma, cosa vuoi che ti dica? Sai come sono andate le cose...>> blatero con le lacrime che minacciano di scendere.
Stamattina stavo per perdere ciò che di più prezioso posseggo, solo per uno stupido coinvolgimento fisico ed emotivo.
Con una persona che sì, scatena in me delle emozioni, ma non sono ancora ben chiare, vorrei fosse indispensabile come Alessio lo è stato dal primo giorno che i nostri occhi si sono incrociati.
Le nostre menti, seppur inconsciamente, si sono subito giurate amore eterno, così come le anime; o forse dovrei dire soltanto la mia, lui non ne soffre quanto me.
<<So che hai litigato con Matteo, tesoro... ma quel povero ragazzo sta per partire, almeno vai a salutarlo.>> Mi invita rassegnata conoscendo già la mia risposta.
<<Non posso...>> mormoro, giocherellando con la forchetta e creando un vuoto al centro del piatto, riproponendo lo stesso esattamente lo stesso disegno del mio cuore in questo momento.
<<Non posso>> ripeto cacciando dentro le lacrime, promettendo a me stessa di trattenerle.
<<Come posso rendere mia figlia la ragazza serena che era un tempo?>> domanda mortificata muovendo il capo.
Non mi sento tranquilla e in pace con me stessa da due anni a questa parte, da quando con l'entrare dell'adolescenza sono sorti questi problemi di cuore che, mischiati a mille insicurezze, mi hanno resa più fragile di quanto già non fossi.
<<Vorrei rimanere sola, solo questo.>> Forzo un sorriso guardandola negli occhi che non somigliano affatto ai miei.
Anche se non sembra quello sguardo potrebbe raccontare centinaia di storie; è stata ostacolata dai suoi genitori ma alla fine ha sposato il suo grande amore, nessuno ha potuto ostacolare due persone alla ricerca della propria felicità.
Solo io sembra non ci riuscirò mai, anche se in cuor mio ho ancora un'ultima Speranza.
<<Va bene, però promettimi che finirai il tuo pranzo>> ammonisce seria baciandomi sulla fronte, non sa quanto necessitavo di questo suo gesto.
Annuisco in risposta prendendo due fusilli e masticandoli più lentamente del solito.
Il palato è in fibrillo a contatto con il buon sapore, anche se la mia gola brucia per mandar tutto ciò, perché con essi anche tutta questa storia che sta definitivamente per essere chiusa.
Rimango inchiodata a letto aspettando di vedere mia madre uscire e subito dopo Alice barca la porta e fa il suo ingresso più sconsolata che mai.
Lei sì che capisce almeno un decimo del mio stato stordito e sconsolato.
<<Vieni qui.>> Mi avvicina stringendomi in un abbraccio che nei futuri mesi mi mancherà senz'altro.
Adesso che sa quali sono i miei sentimenti verso suo fratello avrei voluto dividere con lei solo le gioie e le chiacchiere, seguito da qualche frase maliziosa giusto per tenere in vita il mio racconto, anziché confidarle solo i miei dolori dovuti alla confusione che mi balena in testa.
Se non avessi conosciuto Alessio tutto questo non sarebbe accaduto, oggi mi troverei tra le braccia di colui che fugge da me.
<<Ma non avresti mai saputo cosa significasse sul serio amare e soffrire per ciò che non si può avere.>> borbotta la mia mente, con fare innocuo.
Meglio evitare qualsiasi rapporto fin dal principio, piuttosto che rimanerne stravolti successivamente.
<<Matteo è un cretino se ti sta facendo soffrire così>> riflette e non sopprimo una risata, non una di quelle belle e spensierate.
La mia è un misto tra amarezza e delusioni dovuti a tutte le illusioni che sono stata costretta a subire, aggrappandomi solo a quest'ultime nel vano tentativo di stare bene con qualcuno.
L'unica persona in grado di riuscirci starà pensando ad organizzare il suo matrimonio invece di avere il mio nome a fior di labbra, come io ho sempre il suo.
Ce l'ho stampato in fronte, pare sia per questo che tento di non farmi vedere da Matteo, come se potesse leggerlo immediatamente anche a distanza di mezzo chilometro.
<<No, la cretina sono io, lui vuole semplicemente di più ed io non riesco ad accontentarlo, non me la sento>> ammetto sincera abbassando lo sguardo.
Nessuna la pensa come me, ossia di aspettare così tanto tempo per esserne sicura.
Chiunque si sarebbe lasciata andare alle morbidi labbra che più volte sono state sulla mia pelle, vogliose di esplorare tutto il corpo, con le mani possenti avvolte intorno la mia figura esile.
Tutte tranne la sottoscritta...
<<Uhm, capisco cosa intendi...>> Alice mi distoglie dai miei strani pensieri, non so più la mente da dove prenda queste constatazioni.
Così contorte eppure veritiere; una metà vorrebbe essere tentata con i suoi modi bruschi, senza avere una via d'uscita, in questo modo non potrei avere più ripensamenti.
Ed io non voglio averli.
L'altra metà, probabilmente la più ragionevole, è decisa a rimanere ferma sui miei stessi passi, solo per non tradire chi realmente riesce a farmi battere il cuore non solo con la presenza ma con un veloce ripensamento di un ricordo passato.
Ma se adesso sono a pezzi, distrutta, vuol dire che Matteo non mi è indifferente, affatto.
Penso ancora che un giorno potrei finalmente ragionare soltanto con la testa invece del cuore, convincendomi che sia quello adatto.
Se fossi rimasta nella città in cui sono cresciuta sarei indubbiamente entusiasta per il nuovo comportamento del ragazzo dai capelli scuri, noto l'impegno che ci mette per non farmi fretta, ma sono comunque riuscita a portarlo al limite della sopportazione.
Sono io quella sbagliata, non lui.
<<Matteo è fatto così...>> Scrolla le spalle giustificandomi ma io la blocco con un gesto della mano.
Era fatto così, grazie a me è cambiato, anche se non so se in peggio o in meglio...
<<Lo so, però non può finire in questo modo per colpa mia, io lo voglio>> replico dopo un paio di secondi, pensando bene a ciò che dico.
<<Va e parlaci>> suggerisce saggiamente, le avrei pure dato ascolto se solo non riuscissi nemmeno a mettere piede giù dal letto per quello che ho tentato di fare stamattina, pedinarlo di nascosto.
Un qualcosa che supera davvero ogni confine di gelosia, emozione che non dovrei provare se i miei sentimenti appartengono esclusivamente ad Alessio.
Ma io devo togliermelo dalla testa, anzi, l'unico modo per superare definitivamente questa lunga storia è partecipare al suo matrimonio, applaudendo non appena il parroco li dichiarerà marito e moglie finché morte non li separi.
E sarà quello che farò, ho chiuso con i miei problemi.
<<Tanto ci rivedremo ancora, il tempo servirà per schiarirmi meglio le idee.>> Abbozzo un sorriso più onesta che mai, non deve stare in pensiero per me durante il viaggio.
Come io prometto che non avrò più niente a che fare con quell'essere bugiardo e meschino neanche lei deve più preoccuparsi che mi succeda qualcosa di brutto.
Stando lontana da entrambi sarò al sicuro.
<<Mi mancherai un casino>> confessa abbracciandomi di nuovo prima di chiudersi la porta alle spalle.
Dai miei occhi non è uscita una sola lacrima, ho deciso che non ne verserò più nessuno, né per gioia né tanto meno per dolore.
Abbandono il pranzo sul comodino e con mani tremanti sollevò la maniglia della porta finestra uscendo in balcone.
Un brivido lungo la schiena mi coglie alla sprovvista, solo per aver visto il mio ex fidanzato andare via per sempre, anche se questo tocca a me deciderlo
Gli rivolgo un'ultima occhiata malinconica prima di ritornare dentro, non voglio mi scorga.
Lo stomaco si stringe in una morsa, addolorandomi, infatti poggio il piatto ancora pieno sul lavandino non avendo intenzione di toccare più cibo.
Il tragitto fino la cucina, percorso lentamente, è un momento di profonda riflessione dovuta al silenzio che echeggia nella casa.
Matteo col suo modo aggressivo e schietto mi ha fatta sentire desiderata, perché me l'ha chiaramente dimostrato in qualunque momento; anche se lo trovò esagerato dato che stiamo ufficialmente insieme da un paio di giorni, non una vita intera.
Mi incupisco subito, ricordando che siamo durati pressoché quarantotto ore, ho superato ogni mio record per così poco tempo.
Lui poi, che in due giorni vuole già farmi sua è troppo, deve conquistare la mia fiducia; perché il mio cuore gli appartiene già da due lunghi anni, seppur nell'ultimo periodo accigliato e confuso quanto me.
Ma non è in questo modo che vanno le cose, troppo velocemente.
Eppure Alessio nonostante lo conoscessi da una settimana è come se stessimo insieme da anni, quel traditore si lascia amare immediatamente, appena ti scruta con i suoi smeraldi così luminosi, facendoti credere la più bella al mondo.
Solo che da oggi saranno rivolti solo alla ragazza che ama per davvero, non ad un'avventuriera come me, d'altronde non sono mai stata nessuno.
Trasalisco a causa del cellulare che mi riporta alla realtà, e noto che mi trovo già nella mia camera.
Mi adagio cauta sul letto e un capogiro seguito dal battito cardiaco accelerato fa sì che cominci a sudare freddo.
Uno strano senso di angoscia e curiosità si fa spazio dentro la mia anima, volendo sapere cosa riporta il messaggio che è appena arrivato.
Ma non sono certa di voler sapere anche solo chi sia il destinatario, ma devi farmi forza e coraggio
Allungo il braccio verso il comodino leggendo in mente, perché a voce tremerei troppo, incredula.
<<Hai un'ora di tempo prima di pentirtene per sempre, vieni da me, altrimenti sarò già via, ti aspetto. Ti amo, non dimenticarlo mai.>>
Questo era ciò che mi serviva per avere la grinta necessaria per osare.
So cosa fare adesso.
Con una velocità che non credevo possibile esco di casa, non prima di aver indossato una giacca leggera e aver preso una borsa con dentro le chiavi.
Scendo frettolosamente gli scalini del pianerottolo fissando con un occhio il cellulare, indecisa su come comportarmi.
Se non rotolo oggi giù rompendomi qualche arto non succederà più, per fortuna le scarpe basse mi permettono di andare dove voglio senza stancarmi troppo.
Arrivo alla fermata più vicina casa mia dopo una corsa a perdifiato, non perdendo ulteriore tempo a controllare dove porta; purtroppo non passa minimamente vicino l'aeroporto.
Disperata porto i capelli ancora sciolti all'indietro, legandoli stretti per non darmi ulteriore fastidio.
<<Con questo non puoi arrivarci mai>> risponde una signora di mezza età che ho fermato in mezzo alla strada per avere qualche indicazione.
<<Devi scendere in piazza, poi ti prendi il quattrocentotrentanove che ti lascia vicino alla stazione e lì...>> spiega come se la stessi a sentire, la mia testa è da tutt'altra parte ma nessuno pare rendersene conto, nemmeno il mio sguardo perso nel vuoto ne è un chiaro segnale.
Il tempo scorre inesorabilmente ed io comincio a correre senza una meta, di certo non aspetta me per proseguire e non rallenta neppure.
Solo il mio cuore sembra pompare più sangue ad un ritmo frenetico, lui sì che non perde un solo secondo.
Un dolore al basso ventre e al fianco destro mi costringe ad arrestare la mia corsa, per fortuna direi.
Un lampo di genio mi fa riflettere e senza esitazione cerco il numero di Giulia tra i contatti, lei è la mia ultima Speranza prima di perdere quello che da quest'oggi voglio diventi la mia unica ragione di vita.
E lo diventerà, nel bene o nel male, devo accettarlo come un tempo che ero pazza di lui.
<<Scusami già da ora ma ti devo chiedere un grosso favore...>> parlo a raffica non appena prende la telefonata, sono esaurita.
<<Hey amica, dimmi.>> Il suo tono risulta un po' sconvolto, ma è normale se non sa cosa devo andare a fare con pochissimo tempo a mia disposizione.
<<Avrei bisogno di un passaggio urgente.>> Affannata cerco di riprendere fiato, sono completamente distrutta, più emotivamente che fisicamente però.
Respiro profondamente e continuo, sperando non si infastidisca per quello che sto per dirle, d'altronde lascio intendere che suo cugino non lo vorrò più vedere neanche in fotografia.
<<Il mio fidanzato sta per partire ed io da codarda non l'ho nemmeno salutato, ma ho capito di aver sbagliato...>> Non mi lascia completare che le nostre voci si sovrastano.
<<Rimandiamo a dopo le spiegazioni, sto arrivando, dove sei di preciso?>> indaga ed io non riesco ad esprimere la gioia immensa che provo nell'avere amiche che ci tengono alla mia felicità.
Il mio capo si muove intorno freneticamente, in cerca della via esatta per comunicargliela.
<<Resta ferma, a tra poco>> impone autoritaria ricordandomi a tratti quel bellissimo e bugiardo ragazzo che si ritrova come cugino.
Un essere spregevole e ingannevole che occuperà sempre un posto speciale seppur lugubre del mio cuore.
Non sarò mai grata a qualcuno come in questo giorno, in meno di dieci minuti un auto si ferma rivelandosi proprio la mia amica, insieme Valentina.
<<Ci sei anche tu?>> Perplessa, dopo averla notata, salgo in macchina chiudendo forte lo sportello e partendo immediatamente con il cuore in gola.
Rischio che mi venga un infarto non potendo bene i respirare con regolarità, però mi faccio forza stringendo i pugni, un ultimo sforzo per dare l'addio momentaneo al mio ex ragazzo.
<<Eravamo con i nostri fidanzati a farci un giro, ma niente di che.>> Gesticola la mora posizionandosi in modo tale da salutarmi con un bacio sulla guancia.
<<Oh, scusatemi per avervi interrotti.>> Mortificata mi abbasso sul sedile, come se volessi sparire dalla loro vista.
Potevo chiamare qualcun altro invece di loro due.
E chi, Alessio?
Scaccio via questa assurda opzione, eppure mi sarebbe piaciuto che mi vedesse in questo preciso istante rincorrere il ragazzo che voglio stia al mio fianco, per sempre.
Non come lui per una sola settimana, e nemmeno.
Anche se probabilmente si sarebbe voltato dall'altra parte senza scalfirsi più di tanto, non avrebbe provato il senso di vuoto dovuta all'omissione seguita poi da tante bugie.
Non prova ciò che sento io, la sua è solo una piccola cotta che presto gli passerà, non appena avrà la sua famiglia intorno.
Tutte illusioni sono le sue, che continuerà a fare per il resto dei suoi giorni, come se potesse farmi cambiare idea, ma non succederà.
<<Non fa nulla, la tua questione è più importante, dove siamo dirette?>> Boccheggio prima di dichiarare il luogo dove saluterò Matteo se mi sarà concesso; temo possa non arrivare puntuale.
<<All'aeroporto>> annuncio osservando i loro occhi sbarrati, così in poche parole spero di poter esprimere tutto il mio rancore che gli ho gettato contro mentre adesso ho già dimenticato tutto.
<<Faremo tutto il possibile.>> Annuiscono dandomi un'ultima Speranza, posso farcela.
Durante il tragitto spero di trovare il coraggio per non tremare come una foglia una volta raggiunta la destinazione, non vorrei non essere incapace di raggiungerlo con le mie gambe.
Devo essere del tutto indipendente, pure dal senso di colpa che logora la mia anima.
È giusto ciò che faccio?
La bionda lancia uno sguardo di intesa ad entrambe e, mettendo le mani al volante, sfreccia per la strada costringendomi ad apportare le giuste precauzioni, tagliandomi in due grazie alla cintura di sicurezza.
Questo stretto contatto mi fa trattenere il respiro, mentre rapita dal panorama fisso dinanzi a me; non desidero altro di sostituire questo senso di adrenalina dentro con un suo caloroso e godurioso abbraccio.
L'unica cosa in grado di calmarmi in questo momento.
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Spazio autrice
Heyla! Come state dolcetti? 🎂
Lasciate una stellina ⭐️ e un commentino❣️mi fareste felice. 🤗 Che ne dite di questo capitolo?
Abbiamo rivoluzionato tutto, Valeria era decisa a rimanere chiusa nella sua camera ed invece un messaggio le ha fatto cambiare idea! 🙈 Secondo voi riuscirà a salutare Matteo oppure no?
Menomale che ha trovato il passaggio di Giulia. 😆
Nel prossimo capitolo ci sarà una sorpresa inaspettata, non ci credereste mai e poi mai! (Intendo sempre nella storia eh!) ricordate tutti i dettagli di questo capitolo mi raccomando 🌸
Penso proprio che aggiornerò una volta alla settimana perché non ho proprio tempo, mi dispiace farvi aspettare così tanto ma è quello che riesco a fare! 💘
Spero lo apprezziate comunque il mio impegno, alla prossima! 💖
~Sabrina~ ❤️
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