Capitolo 9
Valeria's POV
Lentamente avvicina il suo viso al mio e il cuore cessa di battere insieme al respiro che si mozza...
Le dita impresse sul mio fianco mi confondono, facendomi volere qualcosa che invece non dovrei desiderare.
Neppure pensare.
Il suo alito si condensa insieme la brezza marina e al mio, e quando meno me lo sarei aspettato avvicina la bocca alla mia mano lasciando un morso al muffin.
Indietreggio perché pensavo stesse per accadere qualcos'altro ma lui non è intenzionato a mollare la presa, mi tiene saldamente incollata a lui.
<<Almeno un pezzo l'ho assaggiato>> commenta tranquillamente con le labbra ancora vicine alle mie dita, talmente tanto da sentirne il calore che emanano.
Un formicolio si propaga sui miei arti superiori e un cipiglio si forma sul mio viso quando mi rendo conto del suo sguardo con un pizzico di malizia.
È come se avesse fatto un doppio senso, dicendo di aver assaporato una piccola parte del mio corpo ma insaziabile ne vorrebbe ancora.
E dei piccoli baci lasciati sui polpastrelli ne sono l'assoluta conferma.
<<Eh?>> borbotto confusa, divincolandomi completamente dalla sua presa.
<<Il muffin, intendo>> specifica calmo, facendo rasserenare pure me.
Per un attimo ho pensato a chissà cosa allarmandomi inutilmente, sono sempre la solita.
Dove ho la testa?
Sicuramente negli ultimi minuti non da Matteo, il suo nome non ha sfiorato neanche leggermente la mia mente prendendone possesso.
E per una volta che succede ne sono a dir poco stupita...
<<Vedi che ce n'è ancora, era uno scherzo>> balbetto girandomi, consapevole che le ragazze abbiano assistito a tutta la vergognosa scena.
Arrossisco proseguendo per la mia Strada convinta che non sia successo nulla, solo un disguido.
Alessio è così, molto diretto e affettuoso, quel gesto lo avrebbe potuto fare anche con sua cugina, per lui è una cosa normale a differenza mia.
<<Davvero?>> Mi volto a guardarlo e fisso le sue iridi che si illuminano, devono piacergli molto i dolci per scaturirgli una simile reazione.
Eppure fisicamente direi abbia un'alimentazione eccezionale, priva di sgarri dato le sue eccellenti prestazioni.
Una corporatura come la sua è da fare invidia ,oppure semplicemente ammirare da lontano sbavando di tanto in tanto, come fanno le fan con i loro attori o cantanti preferiti.
Rido per l'assurdità che mi è appena frullata per la testa e aggiungo una piccola frase sarcastica dettata dalla verità:
<<Ti avrei mai potuto lasciare morto di fame?>>
Lui mi guarda scuotendo il capo e dando voce alle sue dolci parole.
<<Lo sapevo, sei troppo buona per fare una cosa simile>> afferma, accelerando il passo per starmi accanto.
<<Però questo te lo sei meritata!>> Muove le mani dopo aver strizzato i capelli, per gettarmi l'acqua addosso.
<<Ma no dai!>> Mi allontano con sguardo furioso, lo lascio per davvero morto di fame questa volta e non voglio sentire scuse.
Giulia ci osserva con occhi quasi sgranati, forse sorpresa per la nostra complicità.
E a essere sincera io sono più sbalordita di lei...
<<Questa volta do ragione a mio cugino>> mormora dopo aver serrato le labbra ancora sotto shock.
Si ricompone subito non mostrando il suo stupore, ma io l'ho già visto e posso comprenderne a pieno il motivo.
Questa sensazione che sento dentro non mi è familiare, è del tutto estranea.
Mi danno conferma i brividi sparsi per le gambe quasi non riuscendo più a reggermi in piedi, sarà solo un po' di stanchezza.
E per il respiro trattenuto che altra scusa mi inventerò?
Nulla, solo che quando sono sotto pressione e agitata capita.
Mi succedeva pure alla vista di Matteo, specialmente nel cuore della notte quando mi trovavo a casa sua e per sbaglio lo vedevo sbaciucchiarsi con qualche ragazza sul divano.
Trattenevo l'aria per non farmi scorgere nel silenzio, ma tanto una volta finito in camera sua i miei respiri sarebbero stati coperti dai suoi ansimi e da quelli della sua pretendente di tutto.
Mi rattristo solo a pensare quanto abbia sofferto in questi due anni, eppure sento che lo amo ancora e sarei disposta a soffrire pur di trovare la Strada per la Felicità.
<<È stato uno scherzo alquanto crudele>> asserisce Valentina, ridendo come se non fosse successo nulla.
Beata lei, io ho ancora il cuore che batte all'impazzata...
Le lancio un'occhiata scettica e mi dirigo sotto l'ombrellone prendendo posto sul mio telo.
<<Io sto già bruciando.>> Scrollo le spalle giustificando il mio gesto.
Affondo col sedere sulla sabbia, sporcando le mani per sistemarmi meglio.
<<Sei peggio di un vampiro.>> Mi deride il ragazzo afferrando il tessuto di cotone e stendendolo al sole.
Sono incantata dalla sua figura illuminata dai raggi del sole, i quali lo rendono una visione quasi sovrannaturale.
Il viso e il petto imperlati dalle gocce d'acqua lo rendono accecante ai miei occhi.
Trasalisco quando si posa pesantemente a terra seguito da un suono gutturale della gola, risvegliandomi dallo stato di torpore in cui mi trovavo.
<<Non ti posso proprio guardare>> commento sarcastica porgendogli il muffin.
Cerco di prendere tutti i miei stati emotivi alla leggera, affermando a me stessa non siano nulla di che.
<<È un'offesa bella e buona la tua>> biascica amareggiato mostrandomi di proposito il cibo masticato parlando a bocca piena.
Gli do ragione specialmente perché non è per niente vero, anche se in questo momento potrebbe sembrare un animale per il suo atteggiamento volutamente maleducato so che in fondo non lo è.
<<Anche che tu mi faccia vedere pure cosa hai mangiato ieri a pranzo è un dispetto bello e buono>> replico infastidita dai suoi modi girandomi dall'altra parte.
Frugo in borsa pigliando la bottiglietta d'acqua ghiacciata bevendo a più non posso, sto morendo di caldo e trovo sollievo solo in questo.
<<Beh, scusa se mangio con foga ma una certa ragazza qui presente voleva farmi rimanere morto di fame>> ripete le mie stesse parole scoppiando in una risata dando un colpetto sul mio braccio.
La sua iniziativa giocosa fa scappare un po' d'acqua dalle mie labbra bagnandomi i pantaloncini.
<<Alessio!>> Lo rimprovero passando il braccio sulla bocca tentando di asciugarmi.
<<Non fa niente, almeno ti rinfreschi.>> Strizza l'occhiolino facendomi arrabbiare maggiormente.
Si comporta come se ci fossimo solo noi due in tutta la spiaggia, quando a distanza di mezzo metro ci sono Giulia e Valentina che ci guardano esterrefatte, la prima di più.
<<Posso?>> Indica la bottiglietta, volendo che gliela cedi.
<<Ah, pure?>> Non trattengo la domanda scoppiando in un risolino.
Ha fegato il biondino, spavaldo ma non eccessivamente.
<<Se non ti schifi...>> borbotto passandogliela attendendo l'afferri.
<<Veramente è al contrario, se tu non ti schifi di me.>> Puntualizza ma io nego prontamente con la testa.
<<No no, fai pure>> dico sincera.
Poggia le labbra intorno al collo del recipiente sollevandolo di poco ed io fisso ogni suo movimento.
Una volta dissetato me la porge ed io la caccio in borsa, iniziando a preparami.
<<Sei asciutto, possiamo andare.>> Gli lancio un'occhiata veloce addosso levandomi in piedi.
<<Ma non è vero, il costume è ancora tutto bagnato>> protesta ed io roteo gli occhi.
Per contraddirmi è unico!
Nessuno l'ha mai fatto, forse perché io non ho mai trovato il coraggio necessario per tenere testa a nessuno e ho sempre lasciato correre.
<<Per quello servirebbe un phon, altrimenti possiamo rimanere qui fino a stanotte>> ammetto con le mani sui fianchi, spazientita.
<<Beh, non sarebbe una cattiva idea>> ammicca con un sorrisetto e il mio viso si cosparge di un lieve rossore per la sua affermazione fuori dagli schemi.
<<Sì, ti piacerebbe!>> Lo mando a quel paese a modo mio, sempre garbata, ma la mia esclamazione dice tutto.
<<Sono d'accordo con Valeria, meglio andare.>> Prende parola la cugina aggregandosi alla sottoscritta con uno strano sguardo.
È mica gelosa della mia amicizia verso Alessio? Per quale motivo?
Forse non ha capito che siamo semplici amici, non ho intenzione di privarla del suo affetto, da un lato è comprensibile il suo disappunto verso di me.
Ha solo paura che possa rubarglielo, sono sicura che li leghi un legame molto profondo, quasi fraterno.
Presa la nostra roba la mettiamo in auto diretti finalmente a casa, sono esausta seppur non abbia fatto nulla.
Ma le intense sensazioni che ho provato valgono più di qualunque stanchezza fisica, mi hanno stravolta.
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Mi distraggo ammirando dal finestrino il panorama quando la suoneria di un cellulare rompe il silenzio.
<<Che fai non rispondi?>> Mi rivolgo ad Alessio dato che è il suo telefono a squillare.
Il ragazzo si sporge avanti con ancora le mani al volante leggendo il nome dallo schermo illuminato per poi lasciar perdere.
<<Non è nessuno di importante.>> Motiva la sua scelta tranquillizzandomi accennando un sorriso.
Sento che questa sua improvvisa chiusura non gli appartiene, per quanto lo conosca da poco.
Forse non gli va semplicemente di rispondere, non deve esserci un perché ben preciso.
<<E poi un guidatore non dovrebbe stare al telefono, me l'hai detto tu!>> ricorda saggiamente le mie parole.
<<Sì è vero, hai ragione.>> Meravigliandomi della sua capacità di ascolto delle mie prediche passate ritorno con la testa tra le nuvole, accostata al finestrino aperto.
Ma qualcosa disturba ancora la quiete.
<<Bhe, per una volta fai un'eccezione e rispondi, sarà importante.>> Lo incito schietta.
<<No, è solo mia madre, ormai stiamo tornando a casa, non c'è bisogno di risponderle>> biascica guardando lo specchietto, forse per avere l'appoggio di Giulia.
So che i genitori sono insistenti, questa è una caratteristica che li accomuna tutti, ma stavolta poteva essere una questione importante data l'insistenza.
Non riesco a scorgere il nome sul cellulare perché è troppo lontano, non so se menta.
Perché mai dovrebbe farlo?
Anche se fosse non importa, non mi riguarda la sua vita privata e familiare.
Riconosciuta la strada di casa accosta dove mi ha presa all'inizio, alla fermata, non gli ho ancora dato la via esatta.
<<Va bene ragazze, io sono arrivata>> dico timidamente girandomi per salutarle con un bacio sulla guancia.
<<Possiamo scambiare i nostri numeri di telefono per tenerci in contatto.>> Propone Valentina spigliata, prima che esca dall'auto.
<<Cercatemi su Facebook, mi chiamo Valeria Mirabella, ve lo mando lì.>> Rifletto impacciata sentendo una strana ondata di calore dovuta alle iridi di Alessi puntate su di me.
Ricambio il suo sguardo girandomi dalla parte del guidatore e borbotta una scusa prima di aprire lo sportello.
<<Devo proprio andare.>> Metto un piede fuori nervosamente dimenticando pure di salutare il ragazzo che non aspetta altro da un po'.
<<Aspetta.>> Mi prende la mano riportandomi dentro schioccando un rumoroso bacio sulla guancia per poi sussurrare qualcosa all'orecchio.
<<Dopo ti cerco anch'io su Facebook>> asserisce autoritario mollando la presa ed io come scottata ritiro il braccio portandolo al petto.
Senza dire più una parola aspetto finché, una volta lontani, diventano un puntino minuscolo.
Appoggio i palmi sul muretto in pietra che conosco oramai alla perfezione rimanendoci qualche istante, il tempo di metabolizzare.
Il sole picchia forte nonostante siano le sei e trenta di sera, e sono costretta a incamminarmi subito a casa.
Cerco di trovare un'annotazione plausibile al suo comportamento colmo di inquietudine e preoccupazione ma con scarsi risultati.
Non mi capacito del suo cambio di stato d'animo, quando l'ho conosciuto non sembrava bipolare.
E nemmeno ora, dovrà essergli accaduto qualcosa di importante, non ci sono altre spiegazioni.
Scendo la ripida discesa tornando miracolosamente a casa, dove non dovrò pensare più a nessun problema.
Almeno non a quelli di Catania insieme ai suoi concittadini, se Alessio me ne vorrà parlare sarò sempre disponibile, adesso basta avere questo comportamento drammatico che non ne ho motivo.
<<Menomale, hai fatto presto.>> Si complimenta mamma sollevata ed io getto la borsa sul tavolo uscendo le mie cose.
La mia prima tappa dopo aver messo a caricare il cellulare nella mia stanza è il bagno.
Sotto il getto dell'acqua tiepida mette strofino la cute con i polpastrelli riaffiorano in mente alcune scene, a cui di certo il mio cervello non è rimasto indifferente.
Per questo non voglio mai fare lo shampoo, so che ogni volta è un momento nostalgico perché pieno di ricordi che tornano in mente.
Questa volta non dovrebbero essere di alcuna importanza dato che appartengono al ragazzo dai suoi stessi occhi verdi, eppure creano un vuoto nel mio petto.
I suoi gesti così naturali eppure calcolati nel minimo dettaglio, come quelli di un film.
Le battute di stamattina, il buffo sul naso prima di entrare in acqua, per non parlare del suo insolito addossamento.
Le sue labbra così morbide e piacevoli sulle mie dita, leccando ogni singola briciola di quel delizioso muffin, senza timore.
Tutto questo non può essere una coincidenza, non ci credo.
Con più perplessità di prima avvolgo l'accappatoio attorno al corpo cominciando a pettinare i miei capelli pieni di nodi dalle radici alle punte.
<<Ecco perché ho sempre voluto avere i capelli lisci>> bofonchio ad alta voce indossando degli abiti comodi e scendendo così a cenare.
Non appena papà mi avvista chiede subito con tono tranquillo dove sia stata dato che mamma gli ha riferito che sono uscita.
<<A fare una passeggiata per conoscere meglio il quartiere.>> Guardo i miei fratelli che non aprono bocca per fortuna.
<<Bene, mi fa piacere ti stia ambientando.>> È entusiasta, conosce il mio carattere molto chiuso ma da oggi non sarò più così.
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Alessio's POV
Riporto a casa le ragazze e dopo vado dai miei genitori, vivo ancora con loro anche se potrei affittarmi una casa per conto mio, ma non avrebbe senso dato che è come se già vivessi da solo.
I lavori di mamma e papà li tengono occupati a qualsiasi ora del giorno o della notte, non ci incrociamo quasi mai.
Andrò via quando sentirò la necessità di avere una famiglia mia, fino ad allora metto da parte i miei risparmi, non ho fretta.
Riguardando il cellulare e le chiamate perse ricordo che a telefonarmi poco fa non era mia madre bensì Sofia; non so che volesse e sinceramente non mi importa più di tanto.
Parcheggio sotto casa prendendo le chiavi ed entrando.
Contro ogni mia aspettativa trovo
mia madre che cammina avanti e indietro mentre parla al telefono.
Per una volta che non è in ospedale è sempre incollata a quell'aggeggio, come se fosse il suo ossigeno.
Chiusa la telefonata mi guarda truce e con passo arrabbiato mi raggiunge, incazzata nera.
<<Sofia si è rivolta a me per sfogarsi e mi ha raccontato che non hai risposto alle sue chiamate, come mai? L'hai fatta preoccupare.>> Mi rimprovera non molto severa, pensavo di peggio.
<<Stavo guidando, non potevo.>> Scrollo le spalle sviando il suo sguardo accusatorio perché proprio non merito mi venga rivolto.
Io non ho fatto nulla, è stata lei ad insistere tanto con questa faccenda e una volta arrivato allo stremo ho accettato.
<<Ah sì? E da quando non rispondi al telefono mentre guidi?>> indaga poggiando una mano sul fianco in attesa di una mia risposta che di solito non arriva.
Ma non stavolta.
Sono stanco di essere trattato come un bambino non potendo mai fare nulla di quello che dice la mia testa, dando retta solo alla sua.
<<Da oggi>> incalzo tirando fuori la parte peggiore di me, non ho paura di dire cose a sproposito.
È pur sempre mia madre ma non decide lei la mia vita privata.
Non può obbligarmi anche a rispondere al telefono, non può fare anche questo.
<<Ma è la tua fidanzata! Dovevi risponderle!>> ricorda lacerando una parte del mio cuore.
Parte che sento non essermi mai appartenuta per davvero, così come i sentimenti verso quella ragazza.
L'ho solo illusa, sono un idiota, ma rimedierò una volta per tutte uscendomene da questa soffocante situazione.
<<È la mia fidanzata solo per volere tuo! Io non la amo e non l'amerò mai! Lo vuoi capire?>> sbotto a voce alta ammettendo tutto ciò che non ho mai avuto il coraggio di dirle esplicitamente.
Ho tentato con le buone e non è servito a niente, basta essere succube, devo reagire.
<<Ti auguro un giorno allora di trovare la forza che ti serve senza farti mettere in un livello inferiore rispetto gli altri, devi dire ciò che pensi, sempre.>>
Tornano in mente le parole che ho detto a Valeria ieri al bar, trovandole perfette pure per me.
Non mi importa se potrei ferirle entrambe, meglio ora che dopo quando poi sarà anche peggio.
<<Ma lei ti ama! È una splendida ragazza, bella e intelligente, la donna perfetta per te... è anche di ottima famiglia.>> Precisa esasperata andando a parare sempre lì, mira sempre il fatto che sia benestante ed è una cosa che non sopporto.
<<Certo, perché a te importa solo dei soldi!>> urlo ormai fuori di me.
La sua mano si muove velocemente rimanendo ferma a mezz'aria, stava per darmi un ceffone ma io non gliel'ho permesso, non questa volta.
I suoi occhi scuri si iniettano di disgusto e addirittura vergogna verso un figlio tanto diverso da lei caratterialmente.
<<Non ti permettere mai più, sono tua madre, ricordalo.>> Digrigna i denti furiosa scostando il polso dalla mia presa.
<<E io sono tuo figlio, sono maggiorenne e sono in grado di prendere le mie decisioni da solo.>> Abbasso il tono andando nella mia stanza, per oggi non voglio più vederla.
Non può decidere la mia vita, non può.
È stata lei ad obbligarmi a stare con Sofia solo perché i suoi genitori sono molto agiati e svolgono la loro stessa professione.
Io ho provato a lasciarla ma non ce l'ho fatta, ha cominciato ad autolesionarsi e una volta ha tentato il suicidio e così sono dovuto tornare con lei.
Mia madre irrompe nella camera senza bussare avvisandomi che domani mattina presto partirà in un'altra città per fare dei convegni di lavoro, dei corsi avanzati.
Come risposta faccio solo un cenno con la testa.
Tiro un sospiro di sollievo dopo questa notizia, mi dispiace dirlo anche se è mia madre ma è meglio se prende aria, magari tornerà più rilassata.
Afferrando il cellulare cerco Valeria su Facebook sorridendo alla vista della sua foto profilo, così semplice e seria, la caratterizza a pieno.
Quella ragazza mi trasmette due sensazioni: Felicità e Libertà.
Con lei mi sento libero e sono felice.
L'opposto di Sofia, quest'ultima mi trasmette solo angoscia e tristezza, con lei non mi sento me stesso, con la ragazza conosciuta ieri invece sì.
La mia ormai ex fidanzata ha sempre preteso che fossi perfetto in ogni occasione, vestito come si deve comportandomi da riccone viziato come lei.
Con Valeria sarebbe tutto diverso...
E senza un valido motivo i miei pensieri ricadono sulla ragazza dai capelli bruni che oggi mi ha fatto passare un pomeriggio indimenticabile.
Era da troppo che non mi sentivo così spensierato e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto, dovrebbe succedere più spesso.
<<Buonanotte, ci vediamo domani, forse.>> Invio incerto emettendo un sospiro.
Mi piacerebbe ma per il momento che sono confuso forse non è il caso, potrei comportarmi scorbutico per colpa della mia agitazione interna per il fatto di aver appena lasciato Sofia dopo non so quanto tempo che non aspettavo altro.
Finalmente l'incubo è terminato.
Ricevuta la sua immediata risposta posso dormire serenamente, spero solamente di riuscirci dopo tutto quello che è successo.
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È mezz'ora che mi giro e rigiro nel letto ma la mia mente non la smette un attimo di elaborare pensieri.
Ho capito, se prima non mi sfogo con qualcuno non prenderò mai sonno, ho bisogno di essere consigliato ma nel modo giusto.
Di chi mi posso fidare oltre di Giulia?
Lei è come una sorella per me, siamo cresciuti insieme d'altronde, mi conosce meglio di mia madre.
Per fortuna risponde nonostante l'orario insolito e le racconto tutto per filo e per segno.
Ho bisogno di sapere cosa ne pensa una donna di questa situazione, se è il caso di lasciarla davvero Sofia, e quello che dichiara è una conferma.
<<Mollala, punto, non c'è più niente da fare con voi, siete incompatibili, diversi.>> Sbadiglia assonnata, ma non per questo non trova anche lei le energie per rimproverarmi.
<<Ho visto come la guardavi, ti sembro scema? Perché non provi ad invitarla a cena qualche volta e vi conoscete meglio?>> Propone risultando ridicola alle mie orecchie.
<<Cosa dici? Non hai capito nulla...>> Sospiro frustrato uscendo fuori in balcone.
Ho i nervi a fior di pelle e non avendo il vizio del fumo non so come smaltire questo stress accumulato per tutto il giorno.
Proprio per questo dico che è meglio se sto alla larga da Valeria, non vorrei mostrarmi per ciò che non sono, ci tengo alla nostra amicizia.
<<Io voglio stare solo, okay? Basta parlare di amore e amore, si sta benissimo pure da soli, l'importante è che non ci sia nessuno a stressarti...>>
<<Ed hai perfettamente ragione! Fatti la tua vita lontano da tutti, con chi vuoi tu.>> Mi interrompe fracassando la mia testa per gli urli di gioia.
<<Eh lo farò cara Giulia, lo farò...>> Lascio la frase in sospeso riflettendo seriamente alla sua proposta.
Cambiare aria anch'io non potrebbe farmi che bene.
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Valeria's POV
Ho finito da un bel pezzo di cenare e ora mi trovo stesa sul divano insieme i miei fratelli a vedere un film per bambini.
Dopo la buonanotte di Alessio su Facebook anziché per messaggio normale non sono più entrata nel primo social.
Attacco la connessione dati trovando due nuove notifiche che per una volta nella vita non sono richieste dei giochi da parte di parenti che non vedo da secoli.
Inviato il mio numero ad entrambe decidiamo di creare un gruppo su whatsapp cominciando a chiacchierare del più e del meno per conoscerci.
Il volume alto del televisore mi fa da sottofondo e mi accompagna fino in camera mia.
Davvero distrutta vado a dormire, dopo aver accettato la loro richiesta di uscita che ho fatto coincidere con l'ora e il posto della stessa di Giorgia con le sue amiche.
Almeno non mi annoierò da sola,
alle sedici ci ritroveremo tutte alla piazzetta vicino casa mia.
So che definirle amiche è una parola grossa ma sento di potermi fidare e chissà, magari lo diventeremo sul serio.
Lascio da parte Alice, adesso sono troppo stanca pure per inviarle un semplice messaggio.
Poggio la testa sul cuscino con il sorriso stampato sulle labbra.
Per una volta la mia testa non riflette andando a parare su Matteo.
<<Ha fatto proprio bene Alessio a presentarsi ieri sull'autobus, adesso non mi sento più sola.>>
Questo è il pensiero con cui riesco a prendere sonno.
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Spazio autrice
Bonjour! Come state? In questo capitolo capiamo chi è veramente Sofia, e perché la madre di Alessio ci tenga così tanto che sia la ragazza di suo figlio, perché ha i soldi!! 🙄 Come farà Alessio a lasciarla? Beh, ancora non lo so neanche io, però qualcosa mi verrà in mente! E cosa deciderà di fare, accetterà il consiglio della cugina di partire? 🤔 Grazie per le 300 letture e passa, buona Domenica, Baci 🤗 Se il capitolo vi è piaciuto commentate e lasciate una piccola stellina ⭐️ che non costa niente!
~ Sabry13❤️
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