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Capitolo 67 ✔️

Valeria's POV

Lui mi lascia qui da sola, di fronte la camera dove poco fa se ne stava abbracciato a un'altra. È un ipocrita, è solo un bastardo traditore. Si approfitta della sua fidanzata che non le ha detto di conoscermi, sta prendendo in giro anche lei oltre me. Non saprà che lui è uscito per aspettare di stare tra le mie braccia, sarà nel mondo dei sogni ignara di tutto. Non sono meschina come lui, non lo posso fare. Anche se quella donna non fa parte della lista dei miei amici, io non riesco a fare un torto alla creatura che porta in grembo, che non ha colpa se è stata concepita dal ragazzo di cui sono innamorata.

Emh, ero, non sono... devo ancora abituarmi a usare un altro tempo verbale. Stacco le mie mani dalla superficie fredda del muro e mi metto eretta, stringendo al mio petto il cellulare, cullandolo come avrei bisogno che facesse lui. Mi dirigo da Matteo, vorrei solo dormire e non svegliarmi più fino a domani mattina, quando ritorneremo tutti alla nostre vecchie vite. Lui a guidare autobus, io e Alice separate ma pronte a iniziare il quarto anno di scuola. Con Matteo sto pensando di intraprendere una relazione a distanza, insomma, è l'unica scelta che abbiamo.

Non sarà semplice ma ce la possiamo fare, se lo vogliamo davvero. Lui pare molto convinto, chi deve ancora scegliere sono io, come sempre mi riduco all'ultimo secondo. Tocco la mia guancia, strofinando forte le palpebre dopo aver tolto gli occhiali. Sento ancora il suo sguardo penetrante bruciarmi addosso, scottarmi la pelle pallida, mi dà fastidio. Devo toglierlo perché ottura i miei pensieri, non sono libera di concentrarmi sul mio fidanzato che sto per rivedere.

Con passo risoluto avanzo fino la porta della camera che è stata testimone delle nostre velate avventure, che si sono arrestate a causa della mia insicurezza. Tiro in avanti la porta e la visione che vedo mi strappa un sorriso. Matteo si è rivestito, è a pancia sotto e sicuramente si è addormentato, distrutto per tutto quello che ha fatto. Le mie labbra si piegano all'insù e gli mando un bacino al volo, è troppo tenero in questa posizione. È sprofondando in un sonno profondo perché l'ho fatto aspettare fin troppo, occupata com'ero a riflettere sulla mia vita.

Come posso non dargli una possibilità? So che lui avrebbe voluto continuare e fare un altro passo, ma ha capito che non me la sentivo e non mi vuole costringere. Zitto zitto ha rimesso pantaloncini e maglietta e mi ha attesa, appisolandosi prima del mio ritorno. Fa nulla se non gli ho potuto lasciare il bacio della buonanotte, ho perso il conto di tutti quelli che ci siamo già dati. Lentamente avanzo verso di lui, sdraiandomi al suo fianco. Ha un braccio sotto al cuscino e l'altro disteso verso il mio lato, ancora vuoto.

Lentamente lo scosto e mi ci metto io, alzando in alto i capelli in modo che non gli arrivino in faccia, potrebbero infastidirlo. Poso gli occhiali sulla testiera del letto in rilievo, utilizzandola come comodo e sicuro appoggio. Mi distendo su un fianco, non guardando in faccia neanche il moro, altrimenti i pensieri ritornano a galla e non riuscirei a prendere sonno. Già mi verrà parecchio difficile, perché appena chiudo gli occhi l'immagine di Alessio mi si para davanti, ma la cancello immediatamente quando il suo forte braccio mi cinge il busto e mi attacca a lui.

Vengo trascinata come se fossi una piuma, scivolo sul materasso senza alcuna fatica. Mi attacca la schiena al suo petto, e mille brividi si iraniano lungo la spina dorsale. Respiro affannosamente quando le dita della sua mano giocano sulla mia maglietta, carezzando e picchiettando la superficie liscia.

<<Mi sei mancata>> biascica, con voce impastata dal sonno. Sicuramente era in dormiveglia, perché ho fatto più piano possibile per non svegliarlo. Ho camminato sulle punte dei piedi, ma non c'è stato modo di passare inosservata. Ha un udito da falco, dorme con un occhio sempre semiaperto e vigile, non c'è modo per sfuggirgli. Il romano comincia a passare la mano sotto, a diretto contatto con la pelle. Mi irrigidisco un po' per la sorpresa, ma mi rilasso quasi subito. Mi piace questa carezza.

<<Dove sei stata?>> chiede con un ghigno malizioso, lo percepisco dal suo tono di voce.

<<Secondo te?>> Rido, lasciando che le sue dita facciano dei movimenti circolari ovunque.

<<Non sai quanto diventano logorroici i padri gelosi>> ammetto sicura, è proprio la verità.

Ha fatto mille domande e per questo mi sono trattenuta parecchio. Beh, non è solo questo il motivo, ma non posso di certo dirglielo, andrebbe lì sotto a cercare chi mi ha ingiustamente intrappolata con il suo sguardo. Li immagino già discutere a quattrocchi, ma non voglio che nessuno si faccia male. Rabbrividisco ma non di piacere, di paura al pensiero che quei due possano discutere alzando le mani. Da Matteo posso aspettarmelo, da Alessio penso pure, oramai mi stupisce ogni giorno di più.

<<Stavo dormendo.>> Imita la mia voce, alleggerendo la tensione nell'aria. No guarda, meglio dirgli che stavo tra le braccia di un ragazzo, sarebbe venuto fin qui a piedi per riportarmi a casa, tirandomi da un orecchio. Non conosce mio padre, ma non ha nulla di diverso dai comportamenti che ha lui verso Alice, dovrebbe comprenderlo in pieno. Le mie riflessioni vengono bruscamente interrotte da un suo gesto.

Sussulto quando afferra un seno, iniziando a torturarlo piacevolmente. Stavolta mi piace di più, forse perché mi sento meno in colpa dopo aver preso la decisione che mi ha riportata sulla retta via. Non lo vedrò più quello, dunque posso comportarmi come voglio. Istintivamente mi giro, mettendomi a pancia all'aria. In un moto veloce si mette sopra di me, di peso. Mi si morza il fiato, ma non per perché è pesante, ma perché è più bello del principe dei miei sogni. Non lo merito.

Inizia a sorreggersi un po' con le mani, flettendo le braccia ai lati della mia testa. Non so come riesca a rimanere in equilibrio, fermo, io sarei caduta come un elefante sopra un albero. Non ho molta grazia, sono un po' imbranata ma faccio del mio meglio per non sembrarlo. Almeno ora, spero che la goffaggine mi abbandoni. Lo sguardo di sfida che vedo nelle iridi di Matteo mi fa riflettere che forse vuole un secondo round, e perché non accontentarlo?

Il mio basso ventre si contrae piacevolmente quando il suo petto aderisce al mio, come tutto il resto. Si alza, non soddisfatto della mia posizione, e come ho fatto io poco fa si prende di coraggio. Con un sorriso promiscuo stampato in volto, poggia i palmi sulle mie ginocchia coperte, divaricando lentamente le gambe per mettersi in mezzo. Tremo ma annuisco convinta, sono completamente assuefatta dal suo fascino. Non è necessario che lui le richiuda, lo faccio da sola di mia volontà. Mi fissa languido, passando il pollice sulle labbra.

<<Sei un'abile bugiarda>> mormora, con il fiato corto per lo sforzo di resistenza a non esplodere e strapparmi i vestiti di dosso. Non sa che anch'io sono tentata dal farlo. Immersa nelle mie riflessioni, non afferro la sua constatazione, cosa intenderà? Ha scoperto ciò che è successo con Alessio? No, a quest'ora non sarebbe così tranquillo. Spremo le meningi ma non mi viene in mente nulla che possa affermare la sua tesi. Scuoto il capo e non ci penso più, libero la mente dalle convinzioni stupide e bigotte.

La sua bocca va alla ricerca della mia, lasciando come marchio dentro me la sua saliva che sa ancora di cioccolato e fragole. Certo, lui non ha mangiato la torta a differenza mia. Le sue labbra finiscono giù, sul collo, poi sotto la maglia alzata. Imprevedibilmente, prende un capezzolo tra i denti, iniziando a giocarci con la lingua. La ruota attorno e chiude i denti, piano, facendomi gemere e contorcere sotto il suo tocco.

No, adesso la situazione si complica, divento irrequieta. Dei versi di apprezzamento sfuggono dalle labbra, e lui non smette un attimo di fare ciò che mi fa stare bene. Ringrazio l'oscurità che non gli permette di avere una visuale nitida del mio corpo. Ci vediamo con gli occhi del cuore, bastano questi. Cambia strumento di tortura, facendo la stessa cosa con il capezzolo sinistro, questo mi dà più sensazioni, forse perché si accavalla al battito del mio cuore lì vicino.

Interrompe per ammirare il mio viso sicuramente contorto in strane smorfie, di colore bordeaux ma questa volta non visibile. Lo tiro a me per i capelli, sentendo in basso come è forte il suo desiderio di possedermi. Il mio è uguale, sta crescendo proporzionato al suo e questa cosa mi preoccupa un po'. Il mio fidanzato afferra i miei fianchi e mi alza, alla sua altezza. Incrocio le gambe attorno il bacino e mi sento volare in alto. Matteo si alza, non separando il contatto delle nostre labbra. Mi avvicina alla porta finestra e mi sbatte contro di essa, scostando la tenda che adesso ci copre.

Mi mette giù e ritorno a essere bassa, gli arrivo alla spalla. Mi gira dolcemente e mette la testa nell'incavo del mio collo, da dietro. Le muscolose braccia mi cingono la vita, e il suo membro picchietta contro la schiena, ma non in modo prepotente. Restiamo incantanti dal vedere la piscina illuminata: le luci esterne le abbiamo lasciate accese, c'è un'aria magica, fiabesca. Lui sospira rumorosamente, facendomi trasalire perché sovrappensiero.

<<Mi impegnerò affinché un giorno vivremo in una casa bella come questa>> commenta, scostandomi i capelli per baciare il lobo dell'orecchio. Questo mi fa andare letteralmente fuori di testa, mi solletica ma allo stesso tempo è piacevolissimo. Mi volto e gli prendo il viso tra le mani, correggendolo su un piccolo ma grande dettaglio.

<<Ci impegneremo, entrambi>> specifico, perché non ho intenzione di fare la casalinga. Per carità, non c'è nulla di male, anche mamma lo è, ma io ambisco a lavorare e avere la mia indipendenza. Non riuscirei a stare sempre in casa, ho bisogno di svagare e conoscere gente nuova. Anche se sono timida, mi piace avere rapporti con le persone, in un ambiente poi familiare come la scuola. Però in altre vesti è meglio, non da studentessa.

Devo sbloccare del tutto le mie paure, perché io non sono così, chiusa, dentro ho un carattere solare e socievole, e con quest'uomo sta piano piano salendo a galla, lo ringrazierò sempre. Faccio scontrare i nostri nasi, ora sì che lo vedo bene dato che non ho gli occhiali. Gioco con lui, a rincorrerci. Gli sfuggo dalle mani e mi siedo ai piedi del letto, rimettendomi al mio posto. Poggio la testa al capezzale e Matteo mi fissa languido, vicino la finestra. Posso solo immaginare l'espressione compiaciuta che gli dipinge il volto.

La sue labbra saranno piegate in un ghigno astuto, le sopracciglia arcuate delineeranno maggiormente i tratti già marcati. Forse il suo labbro è stretto dalla presa dei suoi denti, che poco fa hanno circondato quella piccola parte sensibile di me che disconoscevo come fonte di piacere. Il suo dosso è coperto dalla maglietta, ma io so già cosa si nasconde sotto. Il suo cuore palpita a ritmo con il mio, ne sono certa. Con nonchalance prendo il cellulare, attaccandolo agli occhi, per vedere che ore sono. Il telefono segna le due e diciassette, non so come facciamo ancora ad avere energia a quest'ora.

Con aria fintamente ingenua, lo poso sulla pancia, mettendo le mani intrecciate sopra. Sono distesa supina, eretta, con i piedi che puntano lateralmente verso la porta. Chiudo gli occhi, come la bella addormentata che aspetta il principe per il suo risveglio. Rido dentro di me, mi piace farlo impazzire, vederlo confuso con il viso corrucciato e contorto. Lui si avvicina, lo percepisco dai movimenti dell'aria, dal suo profumo che arriva dritto alla mie narici, risvegliando tutti i miei sensi e mettendoli in allarme.

Posiziono le braccia lungo i fianchi scoprendomi, alla sua portata. L'aggeggio lo abbandono di fianco, aspetto solo un suo millesimo agguato, impaziente. Soffoco la sublime ansia con un respiro liberatorio, abbassando completamente lo sterno, risucchiando tutto, anche la mia anima. Non capisco più niente e mi vortica piacevolmente la testa quando lui si sdraia a pancia sotto, davanti e opposto a me. Le sue gambe si intrecciano alle mie e velocemente mi capovolge, muovendole.

Sussulto stranita, non capendo come faccia a ritrovarmi sotto di lui. La sua erezione preme contro le natiche, e io mi faccio piccola piccola nel mio spazio, sprofondando il viso tra le lenzuola. Ansimo in modo spasmodico, surreale. Sento qualcosa colare giù, che bagna leggermente il tessuto delle mie mutandine. Qualcosa che viene da dentro di me, dal fiore mai violato o toccato. Mi allarmo ma poi capisco che sia normale, dovrebbe esserlo. E non mi ha ancora toccata proprio lì, in quel punto che necessita delle sue attenzioni...

Non oso immaginare cosa ancora dovrò provare, cosa mi aspetta. Lo ammetto, sono pazza di lui, fisicamente c'è una chimica che è spaventosa. Mai ero arrivata a questo punto e ogni volta voglio andare sempre un passo avanti, perché non mi sazio più. Il ragazzo stringe violentemente il mio sedere, ma il dolore si muta subito in sensazioni di formicolio strepitose, appaganti, incoscienti come noi.

<<Da questa prospettiva sei ancora più bella.>> Mi delizia con i suoi complimenti, come sempre. La sua è una lusinga ingannevole, che trae un doppio senso per niente velato ma piuttosto evidente.

I denti finiscono sul mio collo, all'attaccatura dei miei capelli. Le mani vagano irruente su di me, alzando la t-shirt e sfilandola. Trattengo il respiro quando quel poco di stoffa che mi copriva il busto, giace adesso sull'altro lato del letto, irraggiungibile perché sono bloccata sotto il suo peso. I polpastrelli si muovono sulla schiena, inizia a fare dei massaggi che però mostrano tutt'altro che professionalità. I capelli coprono il viso, e se mai dovesse girarmi li userei anche per nascondere i seni.

Le dita picchiettano sulle scapole, tracciando una linea sulle braccia che distende ai lati. Colgo l'occasione per afferrare le lenzuola e stringerle, anche con la bocca, per soffocare i miei piccoli versi incontrollati che nel silenzio si odono perfettamente. Raggiunge le mie mani e le stringe alle sue, inarcandosi in avanti fino a farmi sentire la protuberanza che duole a stare dentro i boxer, suppongo. È una lenta agonia per me, figuriamoci per lui che non è abituato a non avere tutto subito.

Ora capisco un po' il suo punto di vista, il perché sia andato con tutte. Adesso che conosco in parte le sensazioni che si provano, non vorrei più farne a meno, perché sto bene. Libera la mente da tutti i pensieri, non mi sento più stressata, non ho dolori da nessuna parte, ho solo un desiderio irrequieto di proseguire. Il moro mi gira, stanco di non vedere il mio volto estasiato dal piacere. Mi vergogno subito, coprendo il viso con le mie mani libere. Sono nuda, sotto il suo sguardo attento.

<<Non essere timida, non ti vergognare di me>> borbotta, scostando le mani che coprivano la mia visuale. Non sa che mi vergogno pure della mia ombra, non potrebbe mai comprendermi. Abbiamo due caratteri completamente diversi.

Il riccio fa ricadere i suoi capelli sulla mia fronte, solleticandola e strappandomi una piccola risatina. Le nostre labbra si uniscono ancora una volta, i respiri si fondono, i nostri pensieri pure. La sua bocca vorace si struscia sulla mia pelle. La lingua fa dei cerchi attorno i seni piccoli, per poi continuare in una striscia di mezzo, soffermandosi sull'ombelico. Alza impercettibilmente lo sguardo e prima che possa dire qualcosa, il suo naso va in basso, toccando quel punto coperto dai leggings.

Fremo, le mie gambe tremano e non riescono a mantenere le ginocchia alzate. Sento il cuore pulsare fino a là sotto, eppure nella mia testa mi dico che ancora questo non è niente, lui si sta trattenendo. Inarco la schiena e quasi mi alzo, non sapendo come comportarmi. Vorrei fermare questo momento, metterlo in pausa e avere del tempo per riflettere, ma purtroppo non è fattibile. È questo ciò che voglio per la mia prima volta? Sono tentata dal rispondere sì, ma non trovo neanche la forza di aprir bocca.

Matteo comincia a passare due dita sotto l'elastico dei leggings, abbassandoli lentamente fino a sfilarli: anch'essi raggiungono la mia amata canottiera, e non possono più nascondermi. Ogni centimetro verso di lui, è un battito in meno per me. Passa le mani sulle cosce lisce, stringendole attorno il suo membro ancora coperto dai pantaloni, per fortuna forse.
Mi dimeno sotto di lui, non riesco a star ferma.

<<E ancora non ho fatto niente...>> commenta, con ghigno perfido che mi fa trasalire. Ha ragione. Si avvicina al mio orecchio, per sussurrarmi qualcosa che stranamente mi tranquillizza.

<<Non ti preoccupare, non ho dimenticato le tue parole, farò il bravo.>> Con un bacio cattura un mio verso di piacere, e continua sensualmente a scontrare le nostre labbra, mentre il medio si fa spazio sotto. Sussulto quando penetra le mutandine e va più in basso, cercando un punto che lui conosce sicuramente meglio di me. Gli getto le braccia al collo, tirandogli i capelli ogni volta che comincia a entrare nella mia stretta fessura.

È una sensazione stranissima, indolore per adesso. Fa dei lenti movimenti in senso, come dire, verticale, abituandomi a ciò. Poi, inizia a fare sul serio. Con foga comincia sia a muovere, che a entrare e uscire un dito. Due cose che si sovrappongono in modo sublime, mandandomi in escandescenza. Sono su un altro pianeta, ho abbandonato la Terra. Continua a baciarmi, aiutandomi a placare la mia ansia ormai svanita nel nulla. Diventa una dolce culla, una carezza meravigliosa.

Non pensavo che due dita potessero provocare tutto ciò. Annuisco, in risposta alla sua domanda non espressa, voglio che continui. Perfidamente decide di arrestarsi, proprio sul più bello. Stavo iniziando ad apprezzare quell'insistente formicolio, che si stava mutando in piccole contrazioni piacevoli, ma lui la smette, per ripicca forse. Scuoto il capo confusa, ha deciso tutto lui. Prima mi tenta, poi mi lascia a metà. Che subdola, questo è il karma Valeria. Ho fatto così con lui tantissime volte, ora capisco come possa essersi sentito, incompleto.

Mi ha lasciato una brutta sensazione di vuoto ma non posso biasimare la sua piccola vendetta. Il ragazzo, in segno di pace, mi porge la mano e mi rimette in piedi. Mi siedo, non mantenendo bene l'equilibrio a causa dello scombussolamento generale per ciò che è appena accaduto. Con un braccio copro il mio petto, e lui sorride sghembo. Si alza, andando a prendere i leggings. Dolcemente mi riveste, la trovo veramente un'azione ammirevole, tenera, come è in fondo quest'uomo travestito da leone.

Sorrido come un ebete tutto il tempo, lasciando che le sue mani scivolino sulla mia pelle che brucia sotto il suo tocco. Lo fa senza malizia, non pensavo avesse un lato così sensibile, mi colpisce sempre di più. Se mi aspetta non ho dubbi che ci tiene veramente, sono in buone mani. Mi ha ormai vista anche senza vesti, ho pochi segreti ancora da rivelargli, ma non gli farò mai sapere ciò che credo ancora di provare per Alessio. A costo di perdere la parola, non lo direi neanche sotto tortura. Sarebbe una soddisfazione per lui e una sconfitta per la sottoscritta.

Lo terrò per me, lo porterò fino alla tomba se sarò costretta, ma spero non ce ne sia bisogno. Vorrei che questa infatuazione passi in fretta, avrò molte distrazioni che sono certa potranno aiutarmi, una di queste è il ragazzo che mi tratta come una principessa. Come si può non amarlo? I miei occhi devono illuminarsi solo quando fisso lui, non quando penso ad Alessio, che si bagnano di lacrime. È sbagliato, ho promesso che non avrei più pianto né per lui, né per nessun altro. Manterrò la mia parola. Il mio cavaliere passa la canottiera e io mi volto per indossarla, in imbarazzo. Lo so che mi ha già vista senza e anche molto bene, però non riesco a essere completamente a mio agio.

<<Con lui lo saresti stata.>> Sfotte perfida la mia coscienza. No, no, assolutamente no! Che orribile bugiarda che è, non se ne sta mai zitta. Ho avuto pace solo per poco tempo, da recente è ritornata a tormentarmi, più sfacciata di prima. Sarei stata sulle spine con chiunque, anche con solo uno specchio davanti, non faccio eccezioni. La discussione è conclusa.

<<Vieni.>> Stringe le mie dita, conducendomi all'altezza del cuscino. Ora siamo veramente pronti per dormire, almeno spero. Non ne posso più, sono esausta. Le mie palpebre si stanno incollando, così come le labbra che non hanno più voglia di fare conversazione, ma chiedono solo riposo.

Ci mettiamo come eravamo prima, abbracciati e avvinghiati in modo intimo. Metto la mano sinistra sotto al cuscino e lascio che mi abbracci da dietro. Strofina il naso contro i capelli, annusando l'odore dello lacca ormai andata via e sostituita dal cloro della piscina. Non so con che coraggio trovo la forza di fare una battuta, sono curiosa di vedere la sua reazione.

<<Non ti conviene starmi così vicino, ho il sonno movimentato e potrebbe arrivarti qualche calcio>> lo avviso, con voce spezzata per la stanchezza, <<magari ti ritrovi giù dal letto>> concludo. Rido a malapena, attizzando le orecchie per sentire la sua amorevole risposta.

<<Correrò il rischio, a costo di alzarmi tutto rotto domani mattina.>> Se non è questa una dichiarazione d'amore, non so cosa lo sia. Mi giro verso di lui, facendo incrociare le nostre pupille. Le sue si staranno dilatando, presumo, le mie non saprei. Ho già gli occhi scuri, con il buio non lo vedrebbe comunque, e menomale.

<<Come sei coraggioso.>> Lo derido, e lui mi afferra il mento portandomi verso le sue labbra. Ci uniamo in un passionale bacio, una danza che unisce anche i nostri cuori che esplodono dalla gioia. Matteo mi invita a dormire, altrimenti non risponde di lui se continuo a stuzzicarlo. Mi volto e gli do le spalle, chiudendo finalmente gli occhi.

<<Io invece ho un altro problema, che scoprirai domani mattina>> sussurra sfacciato, quando ormai ero a metà dell'opera, tra sogno e realtà. Non capisco cosa intenda, magari ci rifletto domani che è meglio. Prima di sprofondare penso solo a una cosa: Alessio mi starà aspettando, e io forse ho cambiato idea sulla mia decisione. Spero tra poco di avere le idee più chiare, su tutto.

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Spazio autrice
Ciao a tutti pasticcini 🎂 e buon Lunedì! Vi piace questo soprannome?
Spero di sì! 😂 Allora, come vi sembra il capitolo? Se vi va lasciate una stellina ⭐️ un commento❣️per supportarmi e perché no anche SOPPORTARMI 😆
Allora, in questo capitolo abbiamo visto solo il punto di vista di Valeria, e abbiamo visto, come scritto nelle ultime righe, che ha tutte le intenzioni del mondo di andare a chiarire con Alessio!! Vi piace? Credo sarete felici per questa giusta decisone...
Secondo voi di che parleranno? Cosa succederà tra i due? Non perdetevi il prossimo aggiornamento 🤗
(La me del passato)
Ci tengo a ringraziarvi tutti, vi ADORO 😍 siamo a 10 mila letture e #94 in classifica, non ci ero mai arrivata!! Grazie infinite ❤️ il prossimo aggiornamento sarà speciale, non perdetevelo
Bye bye 👋🏻
~Sabrina~ ❤️

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