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Capitolo 17

Valeria's POV

Mi sveglio di soprassalto ritrovandomi distesa sul mio letto, aggrovigliata tra il leggero lenzuolo che ne ricopre la superficie.

Stranita scuoto il capo e metto a fuoco la mia stanza ormai nella penombra, il sole sta per andar via anche lui, assieme la mia testa che ha solo un chiodo fisso.

Gli oggetti riposti ordinatamente sulla scrivania e i vari mobili, mi fanno ancor più ricordare che altrettanta pulizia non c'è nella mia mente, dato il sogno confuso che ho appena fatto; la doccia è stata vana siccome adesso sono tutta sudata con i vestiti appiccicati al corpo, come lo sono sempre quegli splendidi smeraldi.

Mi rendo conto che sono caduta tra le braccia di Morfeo in un sonno molto tormentato oserei definire, basta soltanto guardarmi addosso per come sono ridotta.

Tutto questo spiacevole inconveniente è accaduto dopo che mi sono buttata pesantemente sul morbido materasso che è riuscito bene a tentarmi, con la Speranza di dimenticare ciò che ho attentamente ascoltato pendendo dalle labbra di Giulia.

Il fatto che Alessio sia un donnaiolo non mi ha scossa più di tanto, il problema è che comprendo solo ora che ci abbia quasi spudoratamente provato ad ogni minuto di questi due giorni che ho avuto modo di fare la sua conoscenza.

Appunto, conoscenza, e lui già pensava a chissà cosa... sbagliando pure di grosso.

Certo, le sue attenzioni mi lusingano ma non per questo mi affido completamente alle sue mani esperte.

Ha commesso un grave errore per avermi creduta come le altre, ed io ho fatto lo stesso pensandolo diversamente da Matteo quando in realtà è identico.

<<Non proprio uguale, almeno lui ti ha trattata bene e avete riso, insieme>> sottolinea bene il mio subconscio che non ha tutti i torti.

Matteo a stento mi salutava perché costretto, solo da ubriaco ha parlato dicendo qualcosa di troppo per i miei gusti, ed io ho girato i tacchi e sono corsa via, seppur con immenso dolore e con le lacrime già fluenti sulle guance.

Ma adesso è tutt'altra storia, mentre riflettevo su una possibile soluzione a questo caos che ho combinato con la troppa disponibilità mostrata, sono scivolata in un mondo parallelo, tanto brutto quanto veritiero probabilmente.

Mi dispiace solo per avergli fatto recepire qualcosa che magari non esiste e non avverrà mai...

Distrutta più moralmente che fisicamente, sono comunque crollata e il protagonista delle scene che ho vissuto era quel ragazzo, come sempre.

Ho talmente rimuginato tutto il pomeriggio fino ad addormentarmi con il suo pensiero in testa, è pazzesco, sono riuscita però a fare un incubo al contrario di ciò che pensavo sarebbe successo.

Questa rivelazione ha istigato la mia fantasia, dando vita ai miei timori del tutto fondati e prevedibili: ovviamente ho visto che era in compagnia di un'altra donna perché adesso ho questa paura, sicuramente costante, che come quel ragazzo dalla pelle abbronzata si presenti ogni giorno con una tipa diversa.

E a me darebbe un po' fastidio, anche se non ho nessun diritto per consigliargli qualcosa, l'importante è che mi stia ad una distanza debita d'ora in poi che conosco la verità.

Ancora incredula che fosse tutta una finzione, alzo il busto e scendo a cenare, non appena mi rendo conto dell'orario.

Dopo neanche due o tre bocconi allontano il piatto, lo stomaco mi si è completamente chiuso a ripensare all'inganno a cui mi ha sottoposta quell'affascinante ma tanto, tanto crudele angelo dai capelli chiari e sempre perfettamente in ordine.

Le sopracciglia, non troppo folte, sui cui ho tanto desiderato passare un dito per definirle meglio e dare loro una forma arcuata, per ammirare quell'espressione corrucciata che assume quando non ha il controllo della situazione, forse quando prendono il sopravvento i sentimenti.

È strano ma mi diverte tanto vederlo spaesato, prendendo il mio posto per qualche minuto.

Quegli occhi, quasi fossero uno specchio in cui però non riesco a vedermi, perché il mio futuro non è con lui.

Che stupida che sono, certo che non lo è, cosa mi passa per la testa...

Sorreggo il mento con la mano fissando il vuoto, solo che nella mia mente circolano dei torbidi pensieri e continuo a perdermi in essi contro la mia volontà.

Visualizzo quelle labbra così perfette nella loro forma, che si piegano leggermente da un lato per dare vita ad un sorriso del tutto ingannevole che poi muta in seducente, malizioso come le sue richieste di contatti fisici.

Oppure quelle mani, così grandi e robuste che racchiudono le mie, più magre ed esili.

A sentire la predica di mia madre perché non ho quasi toccato cibo, mi desto dal mio stato di limbo ritornando in camera mia contro il suo disappunto.

Può stare tranquilla, non morirò di fame, sono più sicura che si possano lasciare le penne di crepacuore piuttosto, quel rischio è più elevato anche nel mio caso ma lei non lo sa.

Facendomi coraggio afferro il cellulare che giace sul comodino mentre sta ricaricando la batteria, e indecisa scrivo su una chat whatsapp.

<<Hey, quanto tempo che non ci sentiamo... come stai amica mia? Scusa per l'altro giorno ma avevo da fare e ho dimenticato a chiamarti, spero tu non ce l'abbia ancora con me per la partenza, non potevo rimanere lì e lo sai. I miei genitori non mi avrebbero mai lasciata vivere a casa tua nonostante conoscano i tuoi.>>

È un messaggio molto sintetico rispetto quello che avrei da dirle, ma per il momento lascio da parte i nostri litigi avvenuti la scorsa settimana, quando non mi ha più parlato perché troppo adirata con me.

Non voleva che io partissi, ha proposto pure questa folle idea di rimanere da lei. Se solo ripenso al giorno in cui gliel'ho detto, quando è avvenuta la nostra prima lite piuttosto pesante.

Ci siamo incontrate al parco giochi vicino casa sua, il luogo che ci piaceva tanto e che definivamo il nostro.

Su quella panchina dove prendevamo sempre posto c'erano scritti i nostri nomi seguiti dalla data esatta in cui la conobbi; li ha incisi proprio Alice, io non avrei mai fatto una cosa del genere, non è da me.

Quella mattina ero davvero giù di corda, abbattuta, non volevo lasciare la mia unica vera amica, solo per questo ero contraria a cambiare città.

<<Tranquilla, io ci sarò sempre, qualsiasi cosa tu abbia bisogno chiamami o mandami semplicemente un messaggio.>> Triste abbassai la testa, rispondendo a tutte le sue esitazioni con un sorriso malinconico.

Io ci sarò sempre per lei, ovunque mi trovi, la considero una sorella maggiore dato che è più grande di me di quasi un anno.

<<Ma devi per forza andare?>> richiese, tentando inutilmente di plagiarmi e convincere a rimanere.

<<Alice, non posso abbandonare la mia famiglia>> affermai tassativa, senza rendermi conto di aver appena pronunciato una frase che brucia, il cui dolore me lo porto ancora dietro.

<<Però puoi abbandonare me.>> Incrociò le braccia al petto, indispettita.

Si irrigidì appena provai ad abbracciarla e se ne andò lasciandomi nella mia solitudine anche lei, insieme al fratello di cui ero ciecamente innamorata.

È una ragazza testarda che forse non ha ancora digerito del tutto il rifiuto categorico al suo invito, o forse solo parzialmente dato che ha tentato di mettersi in contatto con me, seppur tramite Matteo.

Bastava scegliere una persona diversa da cui farmi chiamare che forse avrei fatto subito pace, ma per una volta ho dato retta alla mia testa.

Avrò sbagliato sicuramente ad aver tenuto il broncio finora, è la prima vera cazzata che ho combinato nella mia vita; adesso sto tentando in tutti i modi di rimediare, il tempo è servito ad entrambe per far passare la rabbia che abbiamo nutrito verso questa drastica decisione nell'abbandonare per sempre Roma.

Ritorno in me quando il bip del cellulare mi avvisa dell'arrivo di un nuovo messaggio, fortunatamente della mia amica.

Immetto la password sbloccando lo schermo e leggendo velocemente le righe di scuse che mi ha inviato, facendomi quasi uscire qualche lacrima dagli occhi.

<<Valeria, mi manchi tanto. Scusami per il comportamento infantile che ho dimostrato... potrai mai perdonarmi per non essere venuta in stazione a salutarti? Ha provato a convincermi pure Matteo, ti voleva salutare anche lui ma io non gli ho dato retta...>>

L'ultima frase mi lascia abbastanza perplessa, sembrerebbe che ci tenga a me, anche se sono sicura l'abbia fatto dato le circostanze.

Quella chiamata improvvisa mi ritorna in mente, ricollegando e facendomi credere che sia avvenuto per sua spontanea volontà.

No, non ci posso credere...

Eppure questi gesti parlano chiari, non trovo altra motivazione plausibile se non che abbia un cuore pure lui, che si sia dispiaciuto per la mia assenza e me l'abbia fatto capire in questo modo.

Un sorriso da ebete mi si forma in viso al solo pensiero, credendo che allora per tutti c'è speranza di cambiare, ma questo non vuol dire che abbia modificato anche i suoi gusti in fatto di ragazze.

Adesso so per certo che è stato lui a cercarmi, a voler parlare con me, e questo mi basta; cocciuta come sono gli ho quasi chiuso il telefono in faccia, mantenendo lucida la ragione per tutti i mesi in cui ho sofferto a vederlo avvinghiato ad altre.

La chiamata riattaccata senza un motivo apparente è stata una grande rivincita personale, per tutte quelle volte che avrei voluto sapere come stesse e lui avrebbe fatto alla stessa maniera per non sentirmi.

Ora ce l'ho io il coltello dalla parte del manico, non mi farò più del male facendomelo infliggere da certi ragazzi che non valgono la pena.

I miei pensieri vanno a finire proprio sulla figura alta e possente di Alessio, avendo creduto alle sue false spoglie e per poco non sono caduta nel suo tranello.

Sarebbe stata una piacevole scivolata, attutita dal suo corpo e dalla presa forte e determinata con cui mi avrebbe sostenuta, non lasciandomi fare del male fisico.

Ma emotivo sì purtroppo, perché a stare così affiancata a lui, con i respiri affannati di entrambi a pochi millimetri di distanza sarebbe stata una vera tortura.

Una prova a cui forse non avrei retto, nemmeno con la mia assidua e costante tenacia e forza mentale.

Alzo il busto che via via era andato, quasi sdraiato sul pavimento, ricordandomi che Alice aspetta ancora una risposta.

Mordo l'interno della guancia riflettendo bene, e con mani tremanti, -quasi addormentate data la posizione scomoda in cui giaccio sul pavimento- le invio una parte del mio cuore.

<<Certo che ti perdono, perché mai dovrei avercela con te? Anche tu mi manchi, non sai quanto... e ti dico la verità, non vedo l'ora che arrivi Natale così potrò rivederti.>>

Sono davvero intenzionata ad approfittare di quella ventina di giorni di vacanze per andarla a trovare, ma mi rattristo alla sola idea che mancano ancora quattro mesi pieni.

Ma con la scuola, i compiti, e i vari impegni, il tempo scorrerà veloce, non avrò neanche un minuto libero per pensare a questi due ragazzi che, in un modo o nell'altro, hanno lasciato un segno indelebile nella mia anima.

Non visualizzo la sua risposta soltanto perché arriva la notifica di un nuovo messaggio, da parte di quel ragazzo che è sempre tra i piedi nel mio subconscio.

Che diamine mi ha fatto?

Il cuore mi batte all'impazzata come se avessi appena finito di correre una maratona, -curioso di cosa possa avermi scritto- ma ascoltando ogni mio buon proposito lo evito.

Non lo visualizzo, infischiandomene delle conseguenze che possono addirittura ripercuotersi sul nostro strano rapporto di amicizia, magari allontanandoci o mettendo in bilico quello che abbiamo costruito in soli due giorni, contenti e fiduciosi.

Il sogno che ho appena fatto mi è di cattivo presagio, devo stargli alla larga ma con discrezione per non farglielo captare, altrimenti mi reputerà matta per dare retta ad uno stupido incubo.

Da quando l'ho conosciuto la mia vita è cambiata, in peggio, perché è lui la causa della confusione che c'è nella mia testa.

Il mio sentimento verso il fratello di Alice, grazie o per colpa sua sembra affievolito, sono pure riuscita a distaccarmi da quegli affetti che mi legano al passato.

Sono una nuova me e ne vado fiera, ora, e di certo Alessio ha svolto un ruolo fondamentale affinché ci riuscissi.

Gli sarò grata a vita per avermi spronata ad osare, solo che non riesco con chi voglio e ne ho bisogno.

Magicamente sento che il mio stomaco comincia a tuonare, ma non di semplice fame, ma di voglia di proseguire e vedere come va a finire la nostra amicizia.

Questa sensazione mi terrorizza, bloccando il normale scorrimento delle mie riflessioni se solo ripenso a ciò che provo quando sto in sua compagnia, eclatante.

Schiena tremante e gambe deboli non appena mi indirizza un'occhiata furtiva, non mi sembrano una giusta conseguenza ad un così comune gesto che avviene con chiunque.

Se poi aggiunge benzina sul fuoco e inizia a fissarmi insistentemente con quegli occhi che riescono pure a leggermi l'anima, allora lo fa di proposito rivoluzionando le carte in tavola.

Le sue intenzioni sono così chiare e cristalline se viste da un'altra prospettiva, così come le mie, ma io mi ostino a metterle da parte nascondendole entrambe per imbarazzo.

Vergogna di provare amore, una parola scandalosa e sanguinante per i miei timpani.

Ma questo non è amore, non solo in quarantotto ore che lo frequento, neanche se fosse un colpo di fulmine, non ci credo a queste cose.

È solo simpatia reciproca e scambio di occhiate astute, le quali abbiamo frainteso ambedue.

Non so come comportarmi quando delicatamente accarezza il mio viso, sembra voglia andare avanti ma qualcosa lo blocca, forse la stessa mia paura dato che non voglio succeda nulla tra noi.

Non riesco a fidarmi del tutto dopo le sofferenze che ho patito con quell'altro mascalzone dagli occhi del suo stesso medesimo colore, così uguali quanto diversi.

E poi, perché mai un ragazzo ormai adulto dovrebbe guardare me?

C'è anche questo ostacolo che devo superare, che con Matteo non esiste dato che è un ventenne.

Poggio le mani a terra dandomi una spinta per sollevarmi e mi metto a letto, meditando le mie future mosse che non dovranno in alcun modo risultare azzardate.

Io credo nel destino, e se tra me e quell'angelo biondo nascerà qualcosa, vuol dire che era già stato scritto e deciso da qualcuno più potente di noi.

E se è giusto così nessuno potrà arrestare quella potenza, nemmeno volendolo.

Tolgo gli occhiali posandoli sul comodino e appoggio forte la testa sul cuscino, cercando di reprimere le mie constatazioni surreali che non accadranno mai.

Ho sempre immaginato il mio futuro, magari tra dieci anni avrò una famiglia tutta mia, con dei figli e un marito che sappia amare ancor più che i miei pregi i miei difetti.

Sono quelli che caratterizzano una persona, perché ci rendono davvero unici.

Prima di avere un figlio, però, bisogna essere sicuri: un bambino ha bisogno di due genitori che si amano per poter crescere sereno, proprio come i miei.

Io sono stata fortunata, al giorno d'oggi molte coppie divorziano, e chi ci va di mezzo sono il frutto dell'amore incondizionato che credevano di provare l'uno per l'altra.

Quei poveri bambini che vivono per un certo numero di giorni con un genitore e poi con l'altro, non possono mai instaurarne un bel rapporto con nessuno dei due, perché c'è sempre chi parla male dell'altro e a tenera età non si hanno la capacità di scegliere con la propria testa ciò che è più corretto.

I miei stanno insieme da diciannove anni e si sono sposati dopo tre di fidanzamento, quando io avevo solo dodici mesi vita, e tuttora si amano più del primo giorno.

Con questi bei pensieri riesco a prendere sonno, subito dopo aver deciso di comportarmi freddamente nei confronti del ragazzo che domani mi ha invitata.

Adesso più che mai mi sembra solo ed esclusivamente una scusa quella di preparare un dolce, ma io fingerò che sia tutto come prima, vediamo se il suo atteggiamento è realmente cambiato o è rimasta la sua indole da conquistatore incallito e passionale.

Forse più un rubacuori, perché senza rendermene conto si sta impossessando anche del mio, insinuandosi nei più oscuri meandri della mia mente, costringendomi contro la mia volontà a pensarlo giorno e notte, senza un attimo di tregua.

E se già puntando gli occhi addosso riesce a mandarmi a fuoco le guance non oso immaginare cosa succederebbe se accorciasse ogni distanza.

Non ne uscirei viva probabilmente, non emotivamente.

..............................

Il rumore della serranda e la luce che mi colpisce dritta in viso mi sveglia, anche se in modo un po' traumatico.

Mamma è entrata di tutta fretta nella mia camera chiamando il mio nome affinché mi svegli.

Sbuffo arrabbiata, non sono neanche le sette e mezza e lei mi fa alzare a quest'ora?

Seppur mi percuota non ho la minima intenzione di mettere piede giù dal letto, ricordando che oggi è il fatidico giorno della verità ed io sono stressata più che mai.

<<Dai, lo sai che la Domenica è l'unica mattina libera che ha tuo padre, oggi andremo al centro commerciale e pranzeremo fuori, ti va?>> annuncia, invogliandomi.

Borbotto di tutta la risposta, decidendo di alzarmi soltanto quando rivela che andremo a fare colazione al bar e posso prendere tutto ciò che voglio.

La scelta si fa ardua dunque, così contratto e le dico già da ora che voglio due croissant con la crema di nocciole, uno dei miei dolci preferiti, altrimenti rimango chiusa qui dentro.

In effetti avrei preferito l'ultima ipotesi ma lei accetta senza esitare lasciandomi un bacio sulla guancia.

<<Però dimmi, perché mi hai svegliata così presto se hai detto che usciremo alle nove?>> asserisco un po' arrabbiata, potevo dormire una mezz'ora in più.

Riposare mi aiuta a tenere la testa lontana da tutti i problemi e dalle mille perplessità che vi circolano dentro.

Neanche ci penso a mandare il messaggio del buongiorno a quel don giovanni, ce l'ho ancora con lui per quel sogno dove mi ha lasciata completamente da parte.

A me basta semplicemente avere solo la sua amicizia, ma temo che se incontri qualcuna allora mi metta nel dimenticatoio, per questo provo questa specie di gelosia.

Credo non sia nulla di anormale, è pura preoccupazione verso un amico che voglio rimanga tale negli anni, senza voltarmi le spalle.

Perché se ci dovesse provare sono più sicura che lo allontanerò, non fa assolutamente per me, e con questo rifiuto ho paura di perderlo, del tutto.

Ma non succederà, saprò tenerlo vicino ma ad una debita distanza di sicurezza, basterà solo un po' di impegno.

Ma quale impegno, mi ci vorrà una tonnellata di forza di volontà anche solo per non pensarlo...

Mi impunto a non crederlo importante chissà quanto, ma in realtà mi ha catturata con il solo sguardo del primo giorno.

Ma lo devo scordare, devo dimenticare il modo di come mi fissa e osserva le mie forme ogni qualvolta ne ha la possibilità, senza sensi di colpa che ho poi dopo io.

È solo un modo per studiarci meglio, anch'io faccio lo stesso ma non ho alcun secondo fine e mai dovrà sorgere nella mia testa questo dubbio.

Siamo due persone abbastanza adulte per poterci comportare come tali, senza bisticciare come bambini e nasconderci dai nostri veri sentimenti che, se esistono e vanno oltre l'affetto, basta parlarne per chiarire qualsiasi disguido in futuro.

Nonostante sia tentata dal baciarlo devo stare ferma sui miei passi e reprimere le mie strane voglie.

<<Ma tanto ti svegli sempre presto, e poi non ci arrivi, sei troppo lenta.>> Si giustifica mamma scrollando le spalle, vedendo il mio disappunto.

L'espressione imbronciata che avrò assunto non deve essere piacevole, mi è venuta spontanea per le sue prese in giro quotidiane riguardanti la mia velocità.

<<Ma oggi no, stavo ancora dormendo, e poi non sono lenta, sono diversamente veloce>> ribatto levandomi in piedi e con passo lento mi dirigo alla porta, facendolo di proposito.

<<Dato che ho tutto questo tempo a disposizione farò con calma>> squittisco.

Lei mi accompagna in silenzio fino a che non raggiungo il bagno, dove mi chiudo dentro.

Faccio un bello shampoo rilassante e ad ogni goccia che scende impetuosa sulla mia pelle un sussulto esce dalle mie labbra, ritornando con i miei pensieri su quel ragazzo.

Chissà cosa starà facendo...

Che idiota, è al lavoro, cosa voglia stia combinando, si guadagna da vivere.

L'incertezza che forse, invece, gli sia poco importante dato che non mi ha ancora cercata per sapere come sto mi attanaglia lo stomaco.

Con i gesti è bravo a farmi sentire apprezzata, anche troppo, ma non ha avuto il pensiero di scrivermi qualcosa.

<<Forse perché ieri sera hai ignorato il suo messaggio e lui sta facendo lo stesso gioco con te.>>

Probabilmente perché ferito nell'orgoglio di una mia mancata risposta si sta comportando alla stessa maniera.

Sono stata una stupida, e se non volesse più parlarmi ora?

Non mi perdonerei mai di averlo perso per un simile errore che può capitare a chiunque.

Con questi dilemmi esco dalla doccia e in accappatoio scelgo il mio outfit di oggi, accorgendomi dalla finestra che il cielo è coperto da qualche nuvola, strano.

Sembra esattamente il mio umore, poco soleggiato perché pentito della sciocchezza che ho commesso.

Sentendomi in colpa per averlo potuto offendere indosso dei jeans, una maglia a maniche corte nera e le scarpe dello stesso colore.

Guardandomi allo specchio non vedo la solita Valeria perché un colorito più accentuato si espande sulle guance appena nomino quel ragazzo.

Scuoto la testa per le mie constatazioni fuori luogo e pettino i capelli bagnati, asciugandoli successivamente con il phon, altrimenti non ci sarei mai arrivata ad essere pronta in tempo.

Mi spruzzo un po' di profumo e sposto i capelli da un lato, scoprendo la parte di collo dove il mio amico ha indugiato con le sue dita.

Riaffiorano leggermente quelle stesse sensazioni non appena svolgo lo stesso percorso con le mie, quasi ne percepisco il suo calore.

Rido come una bambina, mi sto facendo il solletico da sola ma non la smetto se questo serve per sentirlo più vicino.

Non mi va di tenere nascosta questa parte di pelle, è come se reprimessi questo ricordo che c'è dietro.

Intreccio i capelli in una treccia ben stretta, tanto tra qualche ora non ci sarà più, rovinata completamente dal vento.

O forse da qualcun altro...

Basta Valeria, che scioccanti supposizioni ti vengono in mente, stavolta non dovrai neanche farti sfiorare da quell'abile ingannatore.

Prendo la borsa lasciata sulla sedia e vado alla ricerca disperata del burrocacao, questo è il massimo del trucco che mi concedo solamente perché ho le labbra un po' screpolate.

Fisso esitante il cellulare essendo veramente tentata dal mandargli un messaggio ma lo allontano subito cacciandolo in tasca, prima che me ne possa pentire.

Non saprei che dire, non ho scuse per il mio comportamento troppo accusatorio, non posso puntargli il dito contro perché non ne ho motivo.

Prendo tutto ciò che mi serve per stare un'intera giornata fuori e scendo le scale trovandomi mamma di fronte; veste così giovanile con la sua t-shirt e i jeans stretti come i miei, che se ci mettessimo spalla a spalla sembreremmo addirittura sorelle, non dimostra affatto i suoi quarant'anni.

Per fortuna questa volta sono in anticipo e mi tocca aspettare gli altri, e glielo sottolineo pure alla donna al mio fianco.

<<Vedi? In perfetto orario>> ammicco grintosa vedendo arrivare papà seguito dai piccoli.

Insieme usciamo tutti di casa e dopo aver chiuso la porta alle nostre spalle, scendiamo le due rampe di scale che ci separano da una giornata memorabile.

Visti da lontano potremmo sembrare una famiglia impeccabile, ma non lo siamo, non esiste la perfezione, abbiamo anche noi i momenti di difficoltà, tra liti e quant'altro, ma basta che ci sia l'amore di supera ogni avversità.

Mi siedo nei sedili anteriori e dopo un lungo respiro decido di scrivergli per prima, non posso più tornare indietro.

Donnaiolo o meno, lasciando da parte qualunque calunnia o malinteso, faccio ciò che mi dice l'istinto, o forse è ciò che vuole il cuore mascherandolo però ai miei occhi.

Adesso l'ansia mi divora mentre attendo pazientemente di ricevere anche un semplice va bene, basta che mettiamo fine a questo silenzio tra noi.

Non lo tollero oltre, mi manca la sua voce ma tramite un sms riesco a udirla in mente, mi accontento davvero di poco.

...............................

Alessio's POV

La solita routine mattutina è ricominciata, mi sono alzato molto presto e anche se contro voglia ho raggiunto il lavoro.

In un anno che svolgo questo mestiere mai era capitato di non volermi presentare, di essere così pigro, solo perché sarei più contento rimanere a casa se questa giornata dovesse essere la stessa di ieri, con Valeria.

Ma quale, forse non la rivedrò mai più, se non si fa sentire è perché vuole allontanarsi senza dirmelo, per paura probabilmente.

Creda la possa costringere ad essere mia amica, facendola venire per forza più tardi per preparare uno stupido dolce che potrei benissimo comprare in una pasticceria.

È solo una scusa per averla vicina, per stare insieme e studiarne meglio l'atteggiamento impacciato quanto audace in certi momenti, a sorpresa.

È una ragazza dalle mille risorse, tutta da scoprire...

Vedrò se lo fa di proposito a comportarsi in maniera provocante in risposta alle mie avances non approvate dalla razionalità, se anche a lei una strana sensazione le manda in fibrillazione il corpo quando siamo a poca distanza.

Il mio ogni volta sembra invaso da una scarica elettrica incontrollabile, come le azioni del tutto imprevedibili.

Un fulmine impetuoso si abbatte sulla mia coscienza però, facendomi fermare sempre in tempo, prima che succeda l'irreparabile sfregamento delle nostre labbra, cosa che più errata non potrebbe accadere.

Se avviene tutto nella testa è un conto, ma che i miei desideri oscuri vengano a galla diventando realtà è la fine, perché non voglio prendermi gioco di un'innocente solo per i miei problemi personali causati da Sofia.

Per colpa sua non voglio neppure legarmi sentimentalmente a nessuna, specialmente con una minorenne che ha ancora tanto da capire della vita.

Deve farsi le sue esperienze e crescere grazie ad esse, ma non sarò di certo io a spezzarle il cuore senza alcun motivo, per il mio capriccio ostinato a volerla avere sempre al fianco.

Una carica di passione ingestibile mi spinge verso lei, non accontentandosi mai, e non sono proprio sicuro che riuscirò a mantenere del tutto questa promessa fatta a me stesso di non fare nessuna mossa avventata, ma devo capire se per lei la questione è uguale.

Non potrò sfiorarle nemmeno certi punti più sensibili del suo viso, come le labbra succose il quale sapore lo sento già in bocca, come se avessi preso i lembi tra i denti succhiandoli avidamente, fino a farla esplodere e mugolare parole confuse, dettate dal momento.

Questi incresciosi pensieri mi accompagnano per qualche ora, mentre faccio il solito giro di corsa con il mio mezzo, fin quando le mie riflessioni non vengono interrotte dall'arrivo di un messaggio.

Lascio perdere credendo sia la mia quasi ex fidanzata, ma solo successivamente si accende il lume della speranza e con grande gioia noto che mi sbaglio.

Aspetto di accostare l'autobus e far salire la gente prima di fiondarmi su quel piccolo aggeggio il cui schermo si è illuminato, rivelandosi Valeria, quella Valeria che è sempre sulla mia bocca, pronta a parlare di lei in qualsiasi momento.

Istintivamente sorrido, grato alla vita di questa opportunità che mi è stata concessa per riparare qualsiasi danno abbia commesso senza volerlo.

<<Hey, scusa per ieri sera ma non ho potuto rispondere... ci vediamo oggi da te alle diciassette?>>

Le rispondo positivamente senza rifletterci, impaziente che arrivi quell'ora.

I polpastrelli hanno schiacciato velocemente tutte le lettere, digitando quelle esatte per farmi perdonare, spero.

Incrocio le dita dopo aver buttato fuori l'aria dai polmoni, decidendo che devo scoprire cosa prova realmente per me, per sapere anch'io come devo approcciarmi.

Anche se sono certo la manterrò comunque lontana dai miei casini, non deve mischiarsi nella mia vita per non avere tutti questi problemi.

Mia madre le renderebbe la vita impossibile appena verrà a conoscenza anche solo di questa amicizia, figuriamoci se la presento in altro modo.

Se solo sapesse che è stata in casa nostra... andrebbe su tutte le furie, lo stesso Sofia che adesso irrompe presentandosi prepotente nella mia testa, dettando legge pure lì, in un luogo che non le appartiene.

La lascio a rimuginare nella sua rabbia, la immagino già con le ginocchia appoggiate al petto, seduta per terra a tremare nervosamente stringendo i pugni e i denti, una visione dovuta soltanto ai sensi di colpa che invece non dovrei avere.

Ma non riuscirà a rovinare questa giornata con la sola forza del pensiero, non questa volta.

Assorto nel mio mondo spento e privo di spensieratezza, non mi rendo conto che la gente sprona affinché riparta, gridando per risvegliare questo conducente sonnambulo dallo stato intorpidito in cui si trova.

Quando penso a Valeria, invece, vengo avvolto dalla pace più assoluta, e quando ce l'ho davanti i miei ormoni si risvegliano pensando tutt'altro di ciò che ho appena dichiarato a fatica.

Vorrei solo baciarla fino a risucchiare la sua essenza, solo per semplice impulso; magari dopo mi passerà questa voglia ed esigenza che sento, e non avrò più lo sfizio, adesso so solo che è ciò che bramo da quando la conosco.

E non me lo toglierò dalla mente finché non avrò provato l'ebrezza del movimento in sincrono delle nostre labbra roventi.

Riprendo il giro proseguendo verso la mia Strada, con il lato del labbro alzato in un sorriso malizioso e un sopracciglio arcuato, per le mie affabili intenzioni.

Sì, come no...

Questo pomeriggio sarà unico e ci metto la mano sul fuoco, così come sono certo che quella ragazzina mi ha invaghito oltre ogni dire.

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Spazio autrice
Good morning e buon Giovedì! 😜 Come state? Piaciuto il capitolo?
Come vi sembrano i nostri protagonisti? Un po' confusi? 😬
Non sanno ancora cosa vogliono. 😅 Prossimo aggiornamento Domenica 🤗 Spero che la storia vi stia appassionando sempre di più perché ho già un paio di capitoli pronti che non aspettano altro che essere letti da voi!😁
A presto! Baci baci😘
~Sabry13❤️

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