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Capitolo 18

Non riesco ancora a credere che questa conversazione sia avvenuta veramente. Mia madre vuole che mi sposi. Con uno sconosciuto. So che lei è formidabile a rendermi la vita impossibile, ma questo non me lo sarei mai aspettata. Preferisce sapermi infelice, con un estraneo ricco, piuttosto che felice, ma con un marito povero. Ha cercato fin da piccola di inculcarmi l'amore per il denaro e per i titoli altisonanti, ma con me non c'è mai riuscita, a differenza di Genoveffa. Mia sorella ha sempre amato le cose costose e vistose, mentre io le cose semplici. Siamo l'una l'opposto dell'altra, come il sole e la luna.

Vengo sempre ricordata come 'la sorella di Genoveffa', la sorella bruttina, quella che viene sempre dimenticata. Siamo state presentate entrambe in società e, mentre io facevo da tappezzeria, Genoveffa danzava e flirtava con tutti. Non mi è mai piaciuto andare ai balli, nessuno mi chiedeva mai di ballare, perché tutti erano abbagliati da mia sorella. Così io restavo seduta e osservavo le persone intorno a me. Anche se sono la sorella maggiore, sono sempre stata eclissata da Genoveffa.

Invece stasera, questo ragazzo (o uomo?) verrà a conoscere me. Non potrò nascondermi dietro a mia sorella. In qualche modo, però, dovrò farlo desistere dal corteggiarmi, ma allo stesso tempo, non dovrò farmi scoprire da mia madre. Mi aspetta una serata difficile.

La prima decisione da prendere è l'abito. Come ci si veste per un appuntamento al buio, al quale non vuoi andare, perché sei già fidanzata, ma tua madre non lo sa e non lo deve sapere?

Mi avvicino all'armadio e apro le ante. Non posso indossare il mio abito preferito, perché così sembrerebbe che io tenga a questa serata, ma non posso metterne neanche uno troppo brutto o mia madre me la farebbe pagare. In fondo all'armadio trovo un abito giallo che non ho mai messo. L'avevo comprato insieme a mia madre e sembrava abbastanza contenta, anche se a me non piaceva (forse è per questo motivo che me l'ha voluto comprare a tutti i costi?). Sì, penso che mamma sarà soddisfatta.

Sara viene ad aiutarmi a mettere il vestito e si offre di acconciarmi i capelli, ma io scelgo di lasciare sciolte le mie onde rosse. Mi infilo le scarpe e mi guardo un'ultima volta allo specchio. Sono pronta, che inizi lo spettacolo!

Esco dalla mia stanza e scendo le scale, diretta alla sala da pranzo. Man mano che mi avvicino, sento mia madre e mia sorella parlare con un uomo e ridere con aria civettuola. Mi fermo sulla soglia e vedo un uomo che mi dà le spalle.

Conoscendo mia madre e sapendo quanto poco si interessi di me, pensando al fidanzato scelto da lei, me l'ero immaginato più grande (o più vecchio) di me, bassino e bruttino. Insomma, un uomo insignificante.

Ma, quando lui si gira, resto a bocca aperta (metaforicamente, perché non sarebbe né elegante né educato). È alto, biondo, riccioluto, affascinante, carismatico e con un sorriso da far girare la testa. Il principe azzurro dei miei sogni.

Si avvicina, mi prende la mano e me la bacia.

<Incantato> mi dice, sorridendo e tenendo ancora la mia mano nella sua.

Io sono senza parole, non riesco a parlare.

<Anastasia, ti presento il Conte Enrico Leanti La Rosa> dice mia madre.

<Solo Enrico> dice lui.

Io, non riuscendo ancora a parlare, mi limito a un goffo inchino.

Lui, galante, tenendomi ancora la mano, mi accompagna al tavolo e scosta la sedia, che risistema appena mi siedo. Aiuta anche mia madre e mia sorella e poi va a sedersi di fronte a me, sorridendomi. Io arrossisco immediatamente e distolgo lo sguardo.

Viene servita la cena e si inizia anche a fare conversazione. Mia madre chiede al conte delle sue proprietà e della famiglia.

Genoveffa, seduta accanto ad Enrico, ci prova spudoratamente con lui, ben sapendo che è qui per me. Gli tocca il braccio, ride, flirta, fa la civetta. Sono gelosa, ma poi vedo che lui non le presta molta attenzione. Le risponde per educazione, ma guarda solo me. Non mi toglie gli occhi di dosso. Questo mi fa sentire in imbarazzo, ma anche lusingata. Perché è così colpito da una ragazza insignificante come me?

Durante la cena, non parlo molto. Un po' per l'imbarazzo, un po' perché parlano solo mia madre e mia sorella. Genoveffa fa di tutto per attirare l'attenzione su di sé e mia madre vuole sapere tutto sui possedimenti di Enrico. Sono imbarazzanti. Forse non dovrò fare poi molta fatica per farlo desistere dal corteggiarmi. Ci pensa già la mia famiglia per me.

<Anastasia, mi farebbe il piacere di mostrarmi i vostri bei giardini?> mi chiede Enrico, sorridendomi.

<Certo, ne sarebbe felicissima. Non è vero?> dice mia madre, sfidandomi a dire il contrario.

<Non preferiresti che ti accompagnassi io?> dice Genoveffa, sbattendo ripetutamente e lentamente le lunghe ciglia.

Lui non le risponde neanche e continua ad aspettare la mia risposta. Io deglutisco ed annuisco.

Faccio per alzarmi dalla sedia, quando lui si precipita a scostarla da sotto il tavolo. Mi porge la sua mano, che io prendo, e mi aiuta ad alzarmi. Mi prende a braccetto e insieme usciamo dalla casa, mentre sento mia madre, felice di essere riuscita a combinare un matrimonio vantaggioso, e Genoveffa, che piagnucola perché non è riuscita ad attirare l'attenzione del conte su di sé.

L'aria è fresca e il sole è tramontato da poco. Ancora a braccetto, passeggiamo nel giardino.

<Spero di non averla offesa chiedendole di fare una passeggiata. Ho pensato che sarebbe stato meno imbarazzante se fossimo stati soli.>

<Non sono offesa. Adoro stare in giardino. Piace anche a lei?> dico, cercando di fare conversazione.

<Mi dia pure del tu. Non bado molto alle formalità> dice, guardandomi negli occhi e sorridendomi.

<Va bene. Anche a te piace passeggiare in giardino?>

<Sì, mi piace molto. Purtroppo non posso farlo quanto vorrei. Il mio titolo comporta delle responsabilità e degli impegni.>

Dopo un attimo di silenzio mi chiede: <Posso farti una domanda personale?>

Io deglutisco ed annuisco. Che altro posso fare? Non posso certo dirgli di no.

<Come mai una ragazza bella come te, non è ancora fidanzata?>

Io avvampo. Pensa che io sia bella?

<Beh, non sono poi così bella. Genoveffa lo è sicuramente di più> dico, imbarazzata.

<Non metto in dubbio che tua sorella lo sia> dice. Ecco, un altro affascinato da mia sorella. <Ma> continua lui, <ne è consapevole e questo la rende troppo sicura di sé. Tu, invece, sei bella, ma non sai di esserlo. Forse non te l'hanno detto molto spesso, ma lo sei.>

Arrossisco all'istante e mi copro la faccia con le mani.

<Non coprirti> mi dice, prendendomi e scostandomi delicatamente le mani. <Sei ancora più bella quando arrossisci.>

Distolgo gli occhi dai suoi, imbarazzata e incrocio altri due occhi che mi guardano. Daniel!

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Ciao a tutti!! Vi è piaciuto questo capitolo? Cosa ne pensate del Conte Enrico? Fatemelo sapere lasciando stelline e commenti (spolliciate un po', dai :)).

Continuate a seguirmi per sapere cosa succederà. Come la prenderà Daniel? Anastasia sceglierà di continuare a stare con lui o preferirà il conte Enrico? Cosa succederà? Le risposte, nelle prossime puntate XD

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