Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

UNA POSSIBILITA'

E chi se lo immaginava che Gray sarebbe stato in una camera tutta rosa? Ebbene sì. Stava seduto sulla sedia vicino alla scrivania in legno verniciata di rosa della grande camera rosa di Juvia. Quando lei gli aveva proposto di pranzare a casa sua, Gray era si sentì un po' in ansia al dover conoscere i suoi genitori, ma poteva rivelarsi un'esperienza vantaggiosa per la loro relazione. Si era chiesto di che colore fosse la sua camera e si era immaginato il colore del mare, peluche a delfini e magari anche un cd con i canti delle balene. Del tutto fuori strada. Pareti rosa confetto, un armadio ad angolo bianco al lato sinistro della camera, in fondo. Un letto a baldacchino dalle coperte rosa con le tende bianche, uguale per le fodere dei tre cuscini. Sorpa alla scrivania, attaccato al muro con sue chiodi, c'era una bacheca in sughero dove teneva appese almeno una quindicina di foto dove il 90% era con le ragazze, poi alcune anche con i ragazzi durante la vacanza al mare e due con Gray. Si guardò intorno e vide comò vicino al letto una piccola radio con sopra un cd: il canto delle balene. Almeno su quello aveva avuto ragione. Si sentì suonare il campanello e Juvia uscì dal bagno con un accappatoio avvolto al corpo e i capelli bagnati che cadevano dietro la schiena.

-Dovrebbero essere loro-
Disse Juvia andando alla porta.

Gray si alzò dalla sedia e si guardò verso l'enorme specchio della camera. Respirò dal naso e ispirò dalla bocca per almeno tre volte. Sentì la porta aprirsi e degli schiamazzi lungo il corridoio. Gray uscì dalla camera e andò verso la sala dalle mura verdi dove figlia e genitori stavano parlando allegramente, poi arrivò il suo momento.

-Mamma, papà. Vorrei presentarvi il mio ragazzo. Gray-
Juvia sorrise al giovane e quella tese la mano verso la madre, una donna alta dai lineamenti e le forme uguali a quelli della figlia ma con i capelli albini.

-Ma che bel ragazzo!-
La donna strinse la mano di Gray e la scosse.

-Benvenuto a casa nostra, Gray. Io sono Veronica-
E' un piacere conoscerla, Signora Lockser-
-Solo Veronica. Mi fai sentire vecchia altrimenti-
Gray rise e accordò, poi spostò la mano verso il padre e quello fece un grugnito.

Il ragazzo sentì dei brividi lungo la schiena e capì anche, grazie allo guardo tagliente dell'uomo, che non gli stava simpatico.

"Proprio quello che volevo"
Pensò sarcastico Gray.

-Signor Lockser...-
-Signor Lockser un corno. Senti un po', che intenzioni hai con mia figlia?-
Juvia si schiaffeggiò una mano sulla fronte e sospirò rumorosamente.

-Papà...-
-Sto parlando con il moccioso-
-Marcus! Potresti essere più educato con gli ospiti di nostra figlia?-
Intervenne Veronica, ma non le diede ascolto.

-L'ho già fatto una volta e me ne sono pentito-
Gray vide con la coda dell'occhio Juvia corrugare le sopracciglia e mordersi l'interno della guancia.

Nonostante il nomignolo fastidioso, cercava di capire come si sentisse suo padre e per fargli capire che non era come l'ex di Juvia, gli tese nuovamente la mano con uno sguardo serio e deciso.

-Signor Lockser. Il mio nome è Gray Fullbuster. Abito a in Corso Fiore, a Magnolia, a casa Dragneel e no, non ho nulla contro sua figlia. Se mai sua figlia dovesse tornare a casa in lacrime per colpa mia, è libero di venire a trovarmi per spaccarmi le ossa-
Juvia sorrise e scorse sua madre guardare prima lei e poi Gray con un sorrisetto compiaciuto, come se fosse una fangirl davanti alla sua serie tv preferita.

Era ufficiale, a sua madre piaceva molto Gray e la loro relazione.
Marcus squadrò nuovamente il ragazzo e gli strinse la mano così forte da fargli trattenere una smorfia di dolore.

-Allora benvenuto a casa Lockser, Fullbuster. fai un passo falso e te ne pentirai-
-L'ho già fatto una volta, non intendo farlo ancora-
-Lo spero bene. Juvia, non restare con un asciugamano addosso davanti ad un uomo-
Marcus prese la maggior parte delle borse della spesa e le portò in cucina.

-Il solito irascibile e bigotto-
Veronica fece l'occhiolino a sua figlia e quella arrossì.

-Mamma...-
-Su, tesoro. Mica sono tarda come tuo padre, eh. Tornate pure in camera, vi chiamo quando è pronto-
-N... non si deve disturbare-
Disse Gray anche lui rosso per l'essere stati scoperti.

-Quale disturbo? Questa è un'opportunità per conoscerci meglio, no?-
Veronica prese le ultime borse e andò in cucina.

Juvia e Gray si allontanarono dalla sala andando nella stanza di lei, dove restò sorpresa di vedere il letto fatto. Una cosa gentile da parte di Gray. Quando lei gli chiese di girarsi perché doveva cambiarsi, lui lo trovò ingiusto. Una vera tortura. Già lo era guardarla con un'asciugamano intorno al corpo nudo e bagnato, figuriamoci girarsi consapevoli di avere un corpo fantastico dietro di se.
Nonostante questo, fece come disse e si sedette sula sedia della scrivania, ma quando inclinò la testa da un lato per appoggiare la testa al palmo della mano, un sorrisetto beffardo gli apparve sul volto e ringraziò colui che inventò gli specchi.

~○~○~○~○~

-Ma dovete proprio starmi dietro?-
-Non è colpa nostra se, sfortunatamente, andiamo nella stessa direzione-
-Natsu, Zeref, basta bisticciare come dei bambini!-
Alle parole della bionda i due si ammutolirono.
Per non farla arrabbiare si limitarono a lanciarsi occhiatacce dicendosi le peggio parole nella mente mentre Happy miagolava tra le braccia di Natsu.

Wendy guardò dalla finestra nuova i tre arrivare e subito andò in laboratorio di pasticceria.

-Sono qui!-
-Perfetto! Zera?-
-Lo sai che spaccherà ancora il vetro dopo questa, vero?-
Domandò Zera mentre si dileguava verso lo spogliatoio.

Mavis stava per ribattere, ma anche lei non ne era tanto certa di cosa avrebbe potuto fare Zeref.
Infondo era per questo che aveva chiamato Natsu, no?
Wendy ed Aries accolsero i tre sorridendo e Zeref, con tono annoiato, borbottò un buongiorno.
Mavis entrò in sala con al seguito Zera ed Elfman. Quest'ultimo aveva un sorriso a Zeref inquietante, come se gli stesse nascondendo qualcosa visto le mani dietro alla schiena. Anche Mavis sorrideva e persino Zera, solo che il suo era più un sorriso accennato. Più si guardava in torno e più capiva che c'era qualcosa di diverso, il problema era che quel qualcosa era per loro bella e Zeref doveva essere il soggetto della questione. Quando c'era il suo nome e momento felice nella stessa frase, non era mai bello per lui.
Si voltò verso Natsu, ma si vedeva che era confuso quanto lui, mentre Lucy sembrava sapere esattamente cosa avessero in mente il suo capo e combriccola.

-Zeref, oggi è un giorno speciale-
Iniziò a parlare Mavis.

Zeref cercò di capire, ma non riusciva ad arrivarci.

-Un giorno speciale? -
Mavis restò sorpresa nel vederlo confuso, ma poi qualcosa attraversò la mente di Zeref e inarcò le sopracciglia, facendo capire a Mavis che ci era arrivato... forse.

-No, non ci credo...-
Mavis sorrise di più.

-Tanti auguri, Zeref!-
Dissero tutti all'unisono, tranne Natsu, che sembrò essere caduto dal pero.

Elfman mise sul tavolo una torta con tanto di candeline a forma del numero 27. La torta era al cioccolato con intorno la glassa alla panna e la scritta: Buon compleanno Zeref.

-Questa non me l'aspettavo-
Commentò Zeref non sapendo come reagire, poi Zera gli diede un pacco regalo e quello, titubante, lo prese in mano per esaminarlo e capire cosa contenesse.

-Questo è un regalo da parte di tutti noi della pasticceria delle fate. Spero ti piaccia, ci abbiamo messo molta cura-

Zeref non disse nulla e si limitò ad aprire il pacco.

Quando tirò fuori il contenuto restò senza parole, ma non per la bellezza del regalo.

-Che-cosa-cazzo-è!-
Non poteva crederci.

Gli avevano fatto una maglietta con il corpo di Darth Fener e la sua faccia presa dalla foto della festa di halloween con scritto a fumetto la frase: Passa al lato oscuro, abbiamo i biscotti.

-E' una mia idea-
Disse Mavis beccandosi un'occhiataccia da Zeref.

-Chissà perché non ne sono sorpreso-
-Quella maglietta è da veri uomini!-
Natsu non riuscì più a trattenere delle risate e prima di far cadere Happy lo diede subito a Lucy per poi appoggiarsi sul tavolo per reggersi in piedi.

-Mettila mente lavori, mi raccomando-
-Le vuoi prendere, fratellino?-
-Io la trovo bellissima! Dovresti metterla sul serio-
Continuò Lucy sincera e anche Aries e Wendy furono della stessa opinione, pure Happy miagolò.

Zeref guardò ancora la sua maglietta e si alzò dalla sedia.

-Vado in bagno-
-Per buttarla nel cesso?-
Domandò Zera e Zeref fece spuntare un sorrisetto sul volto.

-Mi leggi nel pensiero? A parte gli scherzi, devo pisciare-
Quando sparì nel corridoio seguì un silenzio.

Natsu si riprese e fece un grosso respiro.

-Comunque non sapevo fosse il suo compleanno-
-Ma se me l'hai detto tu-
Disse Mavis sconcertata e Natsu ci pensò sù.

-Vero, ma ti ricordi quanto ci ho messo a ricordarlo?-
-Due settimane-
Rispose Wendy.

-Comunque, secondo me quella maglietta farà una brutta fine-
Disse la sua Zera.

Natsu fece segno di fare silenzio e comunicò che sarebbe andato a spiarlo in bagno, prima che Zeref si pulisca chissà dove con il regalo. Quando si avvicinò alla porta del bagno appoggiò la mano sulla maniglia, ma si fermò. Staccò la mano dalla maniglia e appoggiò l'orecchio alla porta. Per un momento sembrò confuso e si chiedeva il perché, poi però pensò alle parole di Mavis e, nonostante sembrava difficile da credere, lo fece. Si addolcì e tornò indietro dagli altri.

-Sta davvero pisciando e no, non si pulirà con quella. L'ha messa via-
Poco dopo arrivò Zeref e Mavis gli diede il coltello per tagliare la torta.

-Devi tagliarla tu-
-Sicura? lo sai che sono una frana-
Mavis ci pensò su.

-Tentiamo-
-E sia-
Appena Zeref fece una fetta stranamente decente, per poco Mavis non si mise a piangere, persino Zera.

-Ci sei riuscito!-
Esclamò Mavis e Zeref si girò verso di lei con un sorriso sulle labbra.

-Ce l'ho fatta!-
-Ma che avete?-
Chiese Lucy confusa e Wendy le spiegò le sue disavventure con io cibo, riuscendo così a capire tutte quelle emozioni.

Zera passò il piatto a Zeref e lui sollevò la fetta per metterla dentro, cosa che non successe.
La fetta cadde sul bordo del tavolo rompendosi a metà, sporcando così sia il tavolo che il pavimento di cioccolato e panna. Dopo una sonora imprecazione da parte di Zeref, Mavis gli mise una mano sulla spalla e scosse il capo.

-Sarà per la prossima-
-Meglio se ci pensate voi, va-
Alla fine fu Elfman a fare le fette e tutti mangiarono.

Per fare quella festicciola, Mavis aveva posticipato l'apertura alle dieci e ormai erano arrivate. Lucy e Natsu salutarono tutti augurando un buon lavoro e se ne andarono in giro per il paese. Natsu aveva programmato per Lucy una giornata solo per loro due e la serata era inclusa, grazie anche a Gajeel che aveva chiesto a Levy se fosse rimasta con lui per quella sera. Ovviamente aveva accettato. Prima di tutto lasciarono andare Happy in centro dove c'erano Lily e Charle ad aspettarlo, poi ripresero a camminare per le vie. Arrivarono le dodici e Natsu ricevette un messaggio da parte di Gray dicendo che sarebbe rimasto da Juvia a mangiare. Sperò per lui che almeno l'incontro con i suoi genitori sia non sia come quello avvenuto tra lui e il padre di Lucy.

-Sei pensieroso?-
Chiese Lucy senza staccare gli occhi dall'enorme schermo del cinema.

Natsu la guardò e fece spallucce.

-Niente di che-
-Sicuro?-
-Forse...-
Lucy distolse gli occhi dallo schermo e gli prese la mano.

-Lo sai che a me puoi dire tutto, vero?-
Natsu le sorrise e decise di parlarle di quello che era successo dalla pasticceria delle fate.

Lucy ascoltò senza interromperlo e quando finì non riuscì a non guardarlo senza sorridergli.

-Capisci, Lu? non so più a cosa credere-
-Forse... dovresti provare a dargli una possibilità-
Natsu stette zitto per pensare e poi scosse i capo.

-Non ci riesco, ha fatto soffrire troppe persone-
-Hai ragione e sia che posso capirti appieno, ma tutti la meritano-

-E tu lo hai fatto con tuo padre?-
Lucy non rispose subito.

-Ok... allora facciamo così. Tu prova a dare una possibilità a Zeref e io andò a trovare mio padre per provare a chiarire-
-Ma non voglio mica obbligarti-
Lucy gli sorrise e mise anche l'altra mano sulla sua sua.

-Non voglio provare disprezzo per lui per tutta la vita. Devo almeno tentare, no?-
Natsu annuì e le sorrise.

-Va bene, farò altrettanto-

~○~○~○~○~

Le ore passarono fino ad arrivare alla chiusura della pasticceria delle fate. Romeo era passato a prendere Wendy per accompagnarla a casa mentre un altro ragazzo che pareva a Zeref avere qualche neurone bruciato, era venuto per Aries come faceva quasi tutti i giorni. Aries glielo aveva presentato con il nome di Loki almeno tre settimane prima. Elfman tornò a casa appena finito di pulire la sua cucina e poi toccò a Zera e Mavis.

-Hey, Zeref. potresti accompagnare Mavis? io devo fare delle commissioni-
Chiese Zera mentre si vestiva del suo cappotto.

-Se proprio devo...-
-Grazie mille! a dopo-
-A dopo, Zera. Sta attenta-
Le disse Mavis prima di vederla scomparire tra le vie di Magnolia.

Zeref e Mavis camminavano ormai da almeno cinque minuti e nessuno dei due aveva spiccato parola. Solitamente Mavis parlava, ma questa volta si sentiva in imbarazzo. Avevano ancora tre minuti a piedi, non poteva starsene così fino all'arrivo.

-Allora... carina la festicciola?-
Zeref accennò un sorriso e, finalmente, la guardò.

-Se non fosse stato per la maglietta sarebbe stata migliore-
-Così mi offendi-
Zeref si mise a ridere e guardò i suoi piedi.

-Mi è piaciuta-
Confessò in fine e Mavis, sorridendo, gli prese un braccio per poi appoggiarsi a lui, lasciandolo sbigottito.

-Che cosa...-
-Sh! Zitto e cammina-
Fece come disse fino ad arrivare davanti casa di Mavis, ma lei non sembrò voler rientrare subito.

-Ti va di stenderti sul prato come quella volta?-
-Quando ero ubriaco? Perché no-
Mavis si tolse le scarpe e andò sull''erba bagnata dalla rugiada facendole venire i brividi in tutto il corpo.

Zeref la seguì, ma senza togliersi le scarpe, e si sdraiarono sotto le stelle con il sottofondo del canto dei grilli.

-Grazie mille, Mavis-
-Non è stato niente di che-
-Ti sbagli-
Mavis si girò per guardarlo mentre lui teneva gli occhi sul cielo.

-Da quando mio padre è morto... non sono mai riuscito a fare una festa, e tanto meno dopo essermene andato da casa-
-Zeref...-
Il ragazzo si girò verso di lei incontrando i suoi occhi verdi.

-Perché lo hai fatto? Ti ho creato un sacco di problemi e da quello che ho capito tu e Natsu siete amici da tanto. Sicuramente saprai tutto di me-
-E allora? -

Domandò Mavis seria e lui si alzò il busto con il gomito per guardarla meglio.

-Allora? Non mi trovi un mostro?-
-No-
-Vomitava tutte le sere fino a neanche un mese fa solo per la mia presenza-
-Non ha importanza-
Insistette Mavis, ma anche lui non era da meno.

-Ho fatto passare le pene dell'inferno sia a lui che a nostra madre!-
-Questo è successo sette anni fa, Zeref! Le persone cambiano-
-Chi ti dice che non sono ancora quello di prima? Come fai a dirlo?-
Mavis si mise seduta e lo guardò negli occhi.

Tutte le volte che lei lo scrutava in quel modo gli faceva sembrare che stesse cercando di conosce la sua anima, quello che è realmente.

-Perché stai cercando di farmi allontanare da me?-
Chiese Mavis con espressione ferita.

Zeref sgranò gli occhi. Non se n'era reso conto, ma era proprio quello che stava facendo, ma neanche lui sapeva esattamente il perché.

-Forse perché non voglio ferirti come ho fatto con loro-
-Non stai ferendo nessuno, Zeref-
Mavis si avvicinò e gli posò la mano destra sulla guancia, accarezzandola con i pollici.

-Datti una possibilità-
Zeref posò la mano su quella di lei che stava sulla sua guancia e la avvolse.

-Perché ci tieni così tanto a me? Ci conosciamo da solo un mese e mezzo e non mi sono presentato nei migliori dei modi-
-Questo è bastato per farmi provare qualcosa per te-
Zeref restò sorpreso a quella rivelazione.

Davanti a lui c'era una persona che non stava provando ribrezzo o odio nei suoi confronti, ma affetto. Un affetto vero, nostalgico e caldo. Zeref le mise una mano sul suo viso senza smettere di guardarla negli occhi e senza togliere la mano dalla sua. Si avvicinò di più a lei fino a far toccare le loro labbra in un bacio tenero e senza malizia. Mavis gli mise una mano dietro il collo estinguendo la timidezza dal bacio, una mossa che diede il coraggio a Zeref di spostare le mani sui suoi fianchi per farla avvicinare di più a lui, obbligandola a intrecciare le sue gambe intorno alla vita di Zeref. Dovettero staccarsi per riprendere fiato ed entrambi sentendo subito la nostalgia di quelle labbra.

-Peccato sia un luogo pubblico-
Disse Zeref facendo arrossire Mavis.

-Ti offrirei un caffè a casa mia, ma...-

-Ma tra poco arriverà Zera-
Mavis annuì e Zeref accennò un sorriso prima di alzarsi e aiutarla.

Si avvicinarono al portone di casa e Mavis lo ringraziò per averla accompagnata.

-Grazie a te per la festa. Ci vediamo domani-
Mavis annuì e si girò per andarsene appena lo vide fare altrettanto, ma prima che potesse aprire la porta venne girata e Zeref le diede un bacio, lultimo della serata.

-Buonanotte, Mavis-
Le disse Zeref e lei sorrise con le gotte tutte rosse e gli occhi lucidi per le emozioni appena vissute.

-Buonanotte anche a te, Zeref-
Allontanarsi da quella casa fu difficile per lui, ma doveva tornare a casa visto che Gray non aveva un paio di chiavi.

Quanto odiava le convivenze, però non poteva lamentarsi visto che si era insidiato da Natsu di forza e di sua spontanea volontà.
Erano dieci minuti ormai che stava camminando e ad un tratto provò la sensazione di essere seguito. Si fermò sotto la luce di un lampione in centro Magnolia e si guardò intorno.

-Chi sei?-
Una risata si fece largo tra le vie buie e una persona dai capelli mori uscì allo scoperto.

-Mard Geer-
-Dragneel, da quanto tempo-

-Che vuoi?-
Chiese schietto Zeref e quello accennò un sorriso privo di sincerità.

-Amico, sei arrabbiato perché siamo scappati quella volta?-
-Non voglio più aver nulla a che fare con voi. Adesso, se non ti dispiace, devo andare a casa-
-Casa?-
Mard Geer si mise a ridere e si avvicinò di più al ragazzo.

-Quale casa? Quella di tuo fratello? Ma se neanche ti vuole-

-Non sono affari tuoi-
Ringhiò Zeref facendo allargare il sorrisetto a Mard Geer.

-Hai ragione, ma credo che per sta sera dovrai cambiare i tuoi piani-

~○~○~○~○~

Gray arrivò a davanti al citofono di casa, stanco ed emotivamente provato per le troppe domande del padre di Juvia. Avevano parlato così tanto che per poco non rischiava di rimanere anche per cena, ma Juvia era riuscita a liberarsene dicendo che sarebbero usciti fuori, dedicando così del tempo per loro due in un fast food. Più passava il tempo e più si rendeva conto di dover trovare un lavoro. I soldi in eredità dei suoi genitori stavano finendo tra una spesa e l'altra nel tentativo di aiutare Natsu, che anche lui non era messo affatto bene con il lavoro.
Suonò il campanello, ma nessuno rispose. Suonò ancora.

-Ma dove cavolo è finito?-
Si domandò Gray seccato.

Guardò l'orologio e gli pareva strano che Zeref non fosse a casa, dato che tornava sempre alle otto e ora erano le nove e mezza. Anche se gli seccava, compose il numero di Natsu e aspettò che rispondesse. Lo fece al quarto squillo.

-Spero sia importante-
Iniziò Natsu e Gray capì di aver interrotto qualcosa.

-Beh, lo è. Sai dov'è Zeref?-
-A casa, no?-
-Se ci fosse non ti avrei chiamato-
Gray sentì Natsu parlare con Lucy, costretto ad attendere per qualche secondo.

-Se non ricordo male ho il numero di Zeref tra le chiamate ricevute. Aspetta che ti richiamo-
-Ok-
Gray attaccò e si sedette sul muretto di casa.

Si guardò in torno e il silenzio gli fece venire i brividi. Dopo due minuti il telefono squillò r vide il numero di Natsu.

-Allora?-
Domandò Gray speranzoso, ma l'amico non sembrò contribuire al suo desiderio.

-Gray... non risponde-

*ANGOLO AUTRICE*

E dopo un mese ci sono riuscita! YEEEE! Sucate il ritardo, non riuscivo più a scrivere nulla per gli impegni e il blocco dello scrittore, che poi avevo tutta la trama del capitolo in mente. Comunque, finalmente la Zervis è Cannon anche qui! YEEEE! Ma sapete che io sono stronza e quindi rovino tutto con Zeref che scompare. Sicuramente avrete capito che Mard Geer non l'ha portato per farsi una birretta tra vecchi amici, quindi attendete. So benissimo cosa scrivere da qui in poi, quindi se ci metto tanto è perché mi sento fiacca e depressa da non riuscire neanche a prendere una penna in mano. Va bene gente, vado a Nerdare prima di dormire :D Notte a tutti!







Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro