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SPECIALE GALE

9 anni prima. In un orfanotrofio nel mese di novembre, vi era una piccola bambina dagli occhi color nocciola e dai capelli turchini e bizzarri. Questa bambina porta il nome di Levy Mcgarden.

Era isolata da tutti, ma non perché era lei a volerlo, ma erano gli altri bambini a non volerla perché considerata diversa da loro.

-Hei riccio! Non è ora che te ne vada in letargo?-
Disse una bambina dai capelli biondi e mossi facendo ridere i compagni, ma la turchina non rispose e continuò a leggere il suo libro.

-Guarda che sto parlando con te!-
-Eh? Con me? Scusami ma non ho tempo per ascoltarti-
Disse la turchina senza neanche alzare la testa.

La bionda prese il libro dalle mani di Levy e lei tentò di riprenderselo

-Lascialo!-
-Perché dovrei, riccio?-
-Perché se non la smetti te la dovrai vedere con me!-
Un bambino altro con i capelli corti e corvini e gli occhi rossi, si mise dietro alla bionda mostrando uno sguardo spaventoso.

-Tsk... e va bene, ma stammi lontano!-
Disse la bambina ridando il libro a Levy per poi allontanarsi con gli altri compagni.

-Ecco... Grazie-
Lo ringraziò la turchina mostrando un sorriso imbarazzato ma quello non disse nulla e se ne andò.

Quel bambino era Gajeel Redfox. Come Levy anche lui era isolato da tutti, ma divertente da lei, anche le suore e gli adulti lo evitavano per via dei suoi occhi rossi e lo sguardo da teppista facendo di lui un elemento da evitare.

Ma questo a Levy non importò. Era curiosa di conoscere quel bambino e si giurò di farlo il giorno seguente.

Il giorno dopo...

-Ciao! Ti ricordi di me?-
Chiese la turchina sorridendo al corvino.

-... No...-
-Come no... Ieri mi hai aiutata!-
Il corvino ci pensò su e dopo un po gli venne in mente il suo volto.

-A già, sei la bambina del libro. Che vuoi?-
-Beh... Volevo ringraziarti a dovere. Ieri non mi hai sentito-
-Ti sbagli, ieri ti ho sentita ma non me ne fregava nulla, e non c'è bisogno di ringraziarmi-
Disse lui ritornando a farsi gli affari suoi.

-Oh... Ma non hai nessuno con cui stare?-
-Non sono affari tuoi-

-che scorbutico!-
Pensò la turchina gonfiando le guance e appena Gajeel la vide gli scappò una risata

-Adesso ridi?-
-Come posso non ridere! Sembri uno scoiattolo con le noci in bocca-
-Non prendermi in giro!-
Disse Levy rossa per la rabbia.

-Che scoiattolo rabbioso!-
-Smettila e rispondi alla mia domanda!-
-È un ordine?-
-!-
-Ma guarda te questa... Okay, se vuoi tanto saperlo io non ho nessuno, contenta?-
Levy non sembrò molto stupita, ma non per il suo comportamento, ma per gli sguardi che tutti gli lanciavano contro senza un motivo e un po lo capiva, in fondo anche lei era evitata da tutti.

-Quindi sei come me...-
-Anche tu non hai nessuno?-
La turchina abbassò lo sguardo e scosse la testa

-Mi considerano diversa...-
-Non ascoltare questi idioti, tanto prima o poi te ne andrai da qui-
Aveva ragione, e Levy lo sapeva molto bene, ma lei non aveva un carattere forte e questo la metteva in difficoltà quando veniva presa di mira.

-Lo so, ma non è facile...-
-Mmm... Ti manca la forza di rispondere, devi tirarla fuori dal tuo carattere-
-La forza di rispondere?-
-Esatto! Quando quell'oca ti da fastidio, tu non devi stare zitta e subire, se no loro continueranno-
-E come posso fare? Insomma... Loro sono in tanti mentre io sono sola-
Il corvino si alzò in piedi e mise una mano sulla spalla della ragazza.

-Nel mondo sarà sempre così. Tutti cercheranno di metterti i piedi in testa, ma tu dovrai essere più forte di loro-
Detto questo, diede le spalle a Levy e si incamminò per andare altrove.

-Aspetta!-
Disse la turchina fermandolo.

-Che c'è ancora?-
-Ecco... Grazie!-
-Ti ho già detto di non ringraziarli-
Borbottò il ragazzo per poi uecire dal campo visivo della turchina.

La ragazzina se ne andò in camera sua e si butto sul letto pensando alla conversazione avvenuta con quel ragazzino.

"nonostante quello sguardo inquietante è un bravo ragazzo... Però non so ancora il suo nome"
Pensò Levy guardando il soffitto.

"Ho deciso! Domani gli parlerò ancora"
E così fece per davvero.

-Ancora tu?-
-Che simpatico!-
Disse lei facendo il broncio.

-Ieri non mi sono neanche presentata, mi chiamo Levy Mcgarden!-
- Nana è meglio, o scoiattolo, anzi! Gamberetto suona bene-
La prese in giro lui ricevendo un pugno sulla spalla dalla turchina.

-Gamberetto lo dici a qualcun alto!-
-Non vedo altri gamberetti in giro-
-Ma guarda chi abbiamo qui! Il riccio con il teppista-

-di nuovo lei...-
Pensò Levy intomirta dalla figura della bionda, che la guardava dalla testa ai piedi come se fosse una nullità.

-Che c'è riccio, il gatto ti ha mangiato la lingua?-
-S-smettila!-
Disse Levy con voce tremolante.

Le risate provenienti dagli altri bambini le tolsero tutto il coraggio per rispondere sentendosi come se fosse schiacciata da migliaia di sassi, ma il ragazzo si mise in mezzo mostrando la schiena alla turchina.

-Che vuoi ancora?!-
-Senti mocciosa, mi hai rotto! Sei solo brava a prendere di mira la gente e a stuzzicarla con la tua voce starnazzante da oca solo quando sei circondata da altre persone, ma riusciresti a fare la stessa cosa se fossi da sola? No, non credo proprio. Allora smettila di fare la stupida e cresci! Andiamo, Levy- Gajeel superò la bionda, con tanto di spallata, e quella non parlò per l'umiliazione appena subita.

Levy seguì il ragazzo e lo ringraziò per averla difesa, facebdo sbuffare il corvino dagli occhi rossi.

-Tanto prima o poi glie le avrei dette comunque, con o senza di te-
Disse Gajeel facendo diventare un po triste la turchina.

-Io vado a dormire-
"Di già?"
Chiese la turchina sorpresa, infondo era pomeriggio.

-. Ciao-
-Ciao...-
La turchina si giro per andarsene nella sua camera, ma venne fermata dalla voce del ragazzi che la chiamò con il suo nuovo nomignolo.

-Gamberetto!-
-Eh? Ancora con questo gamb...-
-Gajeel...-
La interruppe lui senza guardarla

-Il mio nome è Gajeel...-
Sul viso di Levy apparve un sorriso. Finalmente gli aveva detto il suo nome e lei ne era felice.

Anche nei giorni seguenti, Levy andava sempre da lui. Parlavano del più e del meno e mano a mano ognuno riusci a scoprire qualcosa dell'altro.

-Avevi un fratello?-
Chiese la turchina

-, ma è un argomento che non voglio toccare-
-Oddio, mi dispiace!-
Disse la turchina coprendosi la bocca con la mano.

-Aspetta... Guarda che non è morto, se è quello che hai pensato. Comunque ho detto avevo perché non lo considero più come tale-
-Oh... Okay, allora non ti chiederò nulla se non ne vuoi parlare...-

"chissà com'è suo fratello..."
Si chiese la turchina immaginandosi uno simile a lui.

-Beh... Forse parlarne mi farà bene... In fondo mi stai attaccata come una cozza da un mese-
-N-non è vero!-
Disse la turchina arrossendo.

-Sei rossa-
-Fa caldo!-
-Siamo a dicembre-
-Ma qui fa caldo! Dai, racconta!-
Gajeel si buttò in dietro appoggiandosi alla parete con la schiena e pensò al suo passato.

-Quando io non avevo neanche un anno, i miei si separarono e mia madre andò con un altro facendo un altro figlio. Restavo più con mio padre che con mia madre, quindi non vedevo spesso il mio fratellastro e la cosa mi andava più che bene. Gli anni passarono, finché un giorno mio padre vece un viaggio con dei suoi vecchi amici di scuola, ma non andò bene...-
Gajeel si fermò per un attimo e Levy gli mise una mano sul braccio

-Gajeel...-
-Restai orfano di padre per uno stupido incidente... Ma non solo io, anche mio fratello-
-Stai dicendo che tra gli amici di tuo padre c'era anche suo padre?-
-Esatto. Quindi mia madre fu costretta a badare sia a me che a mio fratello, ma dopo un anno ci lasciò anche lei per un tumore a tutti e due i polmoni. Lui mi accusò per la morte di nostra madre e io lo aggredì, distruggendo così il nostro legame. Poi fu adottato da amici di suo padre e da lì non lo vidi più-
Appena Gajeel finì di raccontare il suo passato, Levy si alzò in piedi (sì, erano seduti) e sbatté un piede contro il pavimento.

-Ma che cavolo gli è passato per il cervello?! Accusarti cosí per la morte di tua madre!-
-No Levy... Aveva ragione... È colpa mia e delle mie bravate se non è riuscita a curarsi-
-Che cosa facevi?-
-Rubavo e menavo la gente-
Levy rimase sorpresa dalle sue parole, non si sarebbe mai immaginata una cosa del genere.

-Perché lo facevi...?-
-Perché volevo aiutarla a pagare le spese mediche e per farlo rubavo qualcosa di prezioso o andavo da qualcuno che sembrava avere i soldi e lo aggredivo, solo che poi finiva che doveva essere mia madre a pagare per le mie bravate e così non restarono più soldi... Mi sento un idiota! Ho rovinato la vita a mia madre e al mio fratellastro! E adesso non ho più nessuno-
Disse Gajeel coprendosi il volto con le mani finché Levy non lo abbracciò lasciando sorpreso il corvino.

-idiota! Ci sono io con te, no? E poi sono sicura che tua madre non ti avrà mai accusato per la sua malattia. Gajeel, anche se lo facevi nel modo sbagliato, hai cercati solo di fare del tuo meglio per aiutare tua madre e lei questo lo sapeva. Sono sicura che se ti vedesse adesso ne rimarrebbe fiera-
Disse Levy sorridendo e Gajeel ricambiò l'abbraccio facendo scendere calde lacrime mischiate con la tristezza, per il ricordo di quei momenti bui, e la felicità di avere qualcuno accanto dopo tanto tempo.

Arrivò il 23 di Dicembre, era una giornata in bianco e tutto l'istituto non vedeva l'ora per l'arrivo del giorno seguente.

-Okay ragazzi, quest'anno ognuno di voi sceglierà un oggetto e voi dovrete regalarlo a chi volete. Adesso uno alla volta verrete chiamati e prenderete l'oggetto che vorreste regalare-
Tutti furono chiamati a scegliere cosa prendere per poi essere impacchettato e messo sotto l'albero.

Le suore dissero ai ragazzi di andarsene a dormire e così fecero, tranne uno.

-Psss! Levy! Sei sveglia?-
Disse Gajeel entrando nel dormitorio femminile per svegliare la turchina.

-Per colpa tua adesso lo sono... Ma che ci fai qui? Lo sai che è proibito ai maschi di entrare-
-Lo so, ma ho bisogno di te, adesso!-
La turchina fu costretta a cambiarsi e a uscire dall'istituto con la neve che cadeva dal cielo.

-Tu sei impazzito! Cosa ci stiamo facendo qui fermi al freddo con la neve?-
-Adesso lo vedrai-
Disse Gajeel rovistando nella sua giacca per poi prendere un piccolo pacchettino.

-Buon Natale!-
Il corvino diede il pacchetto a Levy, che sembrava assistere a una gara di ping pong passando lo sguardo da lui al misterioso oggetto.

-Per me?... Davvero?-
-No, è per il barbone che sta passando adesso. Certo che è per te, gamberetto!-
-Ma dobbiamo aspettare a domani!-
-È già domani... E poi chi te l'ha detto che quello l'ho preso dalla scatola?-
Levy diventò leggermente rossa e aprì il pacchetto ritrovandosi una fascia arancione per i capelli.

-Gajeel... È bellissima!-
Disse lei sorridendo per poi saltargli addosso per abbracciarlo.

-Sicura?-
-Certo! Me la metti tu?-
Chiese la turchina e Gajeel prese la fascia per poi mettergliela in testa.

Il viso della ragazza sembrava più raggiante e angelico, cosa che Gajeel notò molto bene.

-Come mi sta?-
-Sei bellissima...-
-G-grazie-
Disse lei arrossendo.

"ma che dico così all'improvviso?!"
Pensò Gajeel dandosi dello stupido.

-Gajeel, ti ringrazio-
-Ma l'ho fatto con piacere-
-Non solo per il regalo, ma anche per essere il mio primo amico-
Gajeel non potette più resistere e a bracciò la turchina che quella subito ricambiò.

"no, sono io che ti dovrei ringraziare, Levy"

Il 24 arrivò e tutti diedero il proprio regalo. Levy regalò a Gajeel dei guanti in cuoio nero mentre lui un gambero in mignatura.

-Ah...ah...ah-
-Sapevo ti sarebbe piaciuto-
Disse Gajeel ridendo beccandosi un pungo sulla spalla.

I giorni passarono e il loro legame diventata sempre più forte, fino a quando non arrivò il 5 di aprile il giorno in cui Levy venne a sapere dell'immediata adozione.

Da quel giorno, Gajeel non si avvicinò più a Levy e non le parlò più.
La turchina ci restò malissimo e trascorse gli ultimi giorni come quando ancora non aveva conosciuto il ragazzo.

-Levy-chan, è un piacere conoscerti. Io sono Layla e lui è mio marito Gude. Vorremmo adottati, va bene?-
La donna dai lunghi capelli dorati le sorrise e Levy fece lo stesso cercando di farne uno abbastanza credibile.

-, mi piacerebbe molto vivere con voi-
La turchina andò a preparare le sue cose e iniziò ad andare verso la sua nuova famiglia, ma mancava qualcosa, o meglio, qualcuno.

Lei sapeva benissimo che non poteva andarsene prima di vederlo e appena riuscì a scrutare quegli occhi rossi e quei capelli corvini che tanto gli piacevano, gli andò in contro tenendo lo sguardo basso, ma appena lo rialzò per vederlo in faccia, per lei fu come un macigno cadergli addosso.
Nessuna emozione nei suoi occhi.
Quello sguardo era lo stesso con il quale guardava chiunque prima ancora che loro si conoscessero.
La turchina indietreggiò senza smettere di guardarlo facendo scendere delle lacrima lungo il viso e, senza dire una parola, se ne andò voltandogli le spalle.
Gajeel andò nel dormitorio maschile e restò appoggiato alla parete continuando a pensare a Levy con le lacrime agli occhi.

-Sono un'idiota!-
Sbottò dando un pugno contro la parete.

-Perché devo sempre rovinare tutto e far soffrire la gente che più mi sta a cuore?-
Sapeva di aver fatto la più grande cagata della sua vita, da quando aveva perso in suoi, e non riuscì a perdonarselo, tanto che se ne andò dall'orfanotrofio senza dire nulla a nessuno.

Voleva solo vederla e scusarsi con lei, voleva rivedere quel sorriso che tanto gli dava felicità e quel viso così puro e angelico che tanto amava.
L'unico problema è che non sapeva dove fosse andata.
Si ritrovò a vagare per i paesi fino ad arrivare a Magnolia e incontrare tre giovani ragazzi che gli avrebbero ridato il sorriso, ma lasciando sempre quel piccolo spazio nel suo cuore ancora da riempire e l'unica persona che poteva farlo era lei.
Non sapeva quando sarebbe riuscito a incontrarla, ma lui non si lasciò perdere d'animo e con l'aiuto dei suoi nuovi amici, riuscì a passare qualsiasi ostacolo gli si presentasse davanti.
Gajeel conobbe i ragazzi al primo anno dell medie e restarono insieme fino ad arrivare alle superiori. Ormai erano come fratelli.
Al primo giorno di scuola delle superiori, Gajeel vide una ragazza minuta con i capelli sbarazzini color turchino tenuti con una fascia arancione.
Quella fascia, quei capelli e quel viso, Gajeel riconobbe ogni cosa e finalmente il suo desiderio si esaudì. Finalmente, dopo quattro anni, era riuscito a rivederla.
Voleva correre da lei per abbracciarla e scusarsi, ma qualcosa lo bloccò. Aveva paura farla soffrire di nuovo.
Capitarono nella stessa classe, e appena Gajeel si presentò la turchina lo guardò per tutto il tempo cercando di capire dove avesse già sentito quel nome, ma non riuscì a ricordare.
Con il passare del tempo, i ragazzi riuscirono a socializzare con i compagni e Gajeel notò degli interessi da parte dei suoi amici verso delle ragazze della classe e lui non fu da meno, ma finirono con il prendere in giro le ragazze e viceversa.
Levy seniva nostalgia quando veniva presa in giro da Gajeel chiamandola gamberetto, ma ancora non riusciva a capire chi glie lo diceva e col passare del tempo quella sensazione scomparve.
Dopo ben tre anni di superiori, finalmente Gajeel riuscì a dichiararsi senza essere respinto, ma ancora non si sentiva completo. Lei doveva ricordare il passato e lo fece quando andò a salvarlo a casa Heartfilia, la famiglia che la portò via da lui in quel giorno di Aprile.
Levy ricordò ogni cosa. Quegli occhi rossi, i capelli corvini e quello sguardo privo di emozione.
Invece adesso il suo sguardo non era più vuoto, ma era pieno di sentimenti, soprattutto amore per lei.
La turchina lo perdonò dandogli un bacio trasmettendogli tutto l'amore che provava per lui, e finalmente quello spazio vuoto si riempì.

*ANGOLO AUTRICE*
Mmmm... Il finale è stato complicato, anche perché sapevate già da prima com'era andata tra loro due, ma va bene! Non sapevo come fare il finale e l'ho fatto così!
Spero che come speciale vi sia piaciuto e nel corso della storia poi rivedremo alcuni personaggi come la bambina stronzetta!
Beh... Alla prossima XD vi voglio bene❤

ps: Spero vi abbia migliorato sta giornata di me***





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