GIORNO DOPO GIORNO, ANNO DOPO ANNO
Zeref varcò per ultimo la soglia della casa ad Hargeon con lo sguardo assente. Erano passati due giorni da quando aveva incontrato i suoi ex amici e ancora non era riuscito a riprendersi da come lo avevano trattato. Sembrava solo ieri che insieme a loro progettava di rendere il paese un posto migliore. Natsu prese la mano del fratello e lui si sforzò di sorridere.
-Hai visto la camera?-
Gli chiese Zeref.
-Voglio vederla con te. Andiamo?-
Zeref annuì e, prendendo la sua valigia, andò con Natsu nel corridoio e girò a destra.
Aprì la porta ed entrarono. Non era né grande né piccola, ma per un bambino come Natsu andava più che bene, che sorrideva felice nel vedere le pareti rosse. Il letto e l'armadio erano già stati disposti dentro la camera insieme a un quadro vicino al posto per una futura scrivania, vicino all'armadio, dove ritraevano lui e Zeref abbracciati durante il periodo natalizio.
-Papà ha azzeccato i tuoi gusti-
Commentò Zeref con un mezzo sorriso.
Natsu si avvicinò al fratello e gli prese nuovamente la mano.
-Andiamo a vedere la tua?-
Chiese Natsu entusiasta, ma Zeref non lo era altrettanto.
Non volendo far preoccupare inutilmente suo fratello, accettò e insieme andarono verso la parte opposta del corridoio. Quando Zeref la aprì non riuscì neanche ad entrare dentro quella camera. A malapena guardò le pareti grigio scuro e il letto a una piazza e mezza di color crema. Si sforzò di essere curioso agli occhi di Natsu, che stava guardando ogni angolo della sua camera, come se fosse la sua. L'unica cosa bella di tutta quella storia era l'enorme libreria in legno chiaro con sopra i suoi 320 libri e qualche fumetto, dove uno di quelli non lo aveva mai visto e stava fuori dalla fila. Zeref prese in mano il libro rilegato in argento e lesse il titolo: A Fairy Tail story.
Non lo aveva mia sentito nominare. Guardò chi fosse l'autore e restò sorpreso di vedere che l'autrice era una ragazza della sua età, ma ciò che ancor più lo sorprese era che quel libro non era recente, ma era di cinque anni prima.
-Ti interessa?-
Zeref si voltò e vide suo padre Igneel allo stipite della porta.
-Lo hai preso tu?-
Chiese Zeref ignorando la domanda del padre.
Igneel accennò un sorriso e annuì.
-Me l'ha regalato un vecchio tempo fa, l'ho sempre tenuto con me e ho pensato che forse ti potrebbe interessare, visto i tuoi gusti-
-Se cerchi di farti perdonare con un libri, ti sbagli-
Zeref superò suo padre e lasciò il libro sul comodino della sala per poi uscire, superando anche sua madre che gli stava per chiedere aiuto con uno scatolone.
Natsu uscì sul balcone e vide suo fratello andare via. Lo chiamò due volte e alla seconda si girò. Accennò un sorriso, come se gli stesse dicendo di non preoccuparsi, e in fine continuò per la sua strada, lontano da quella casa.
Passarono altri due giorni e Zeref stava rientrando dalla sua nuova scuola. Come primo giorno era stato uno schifo, questo perché in troppi gli avevano fatto domande per curiosità e lui non voleva avere gente intorno. Era più che sicuro che se avesse raccontato chi era in passato avrebbero pensato di essergli amico solo per convenienza. Era arrivato a casa per primo e nessuno era a casa, quindi andò in camera sua e buttò lo zaino in un'angolo della camera. Quello che stavano studiando a scuola era roba che già aveva fatto, ed era anche più semplificata, quindi prese dalla libreria un fumetto splatter e si mise a leggerlo. Dopo una ventina di minuti sentì qualcuno entrare in casa e dei passi veloci si avvicinarono sempre di più. Sentì bussare alla porta e senza attendere il suo permesso essa si aprì, mostrando la faccia di Natsu che sorrideva. Al contrario di Zeref, si supponeva che il primo giorno di scuola del fratellino era andato meglio del suo.
Zerf chiuse il fumetto quasi finito e lo mise sul comodino vicino al letto.
-Com'è andata la giornata, piccola peste?-
-Ho fatto amicizia con tutti-
Natsu mise lo zaino vicino a quello di Zeref e si mise sul letto accanto al fratello maggiore.
Quando sentì che aveva fatto amicizia si preoccupò.
-Tu... hai detto di noi? che eravamo nobili?-
-Sì, perché?-
Zeref sospirò e accarezzò la testa rosa del fratellino.
Qualcun'altro bussò alla porta, ma visto che non era chiusa i due ragazzi videro loro madre entusiasta nel voler sapere come fosse andata la giornata a Zeref.
-Ciao, tesoro. Com'è andata oggi?-
Zeref non rispose e fece spallucce, facendo capire alla donna che non era andata come sperava, ma anche se il suo sorriso vacillò per qualche istante, subito tornò come prima.
-Natsu ha fatto molte amicizie, sono sicura che si troverà bene-
-Me l'ha detto...-
-Zeref, va tutto bene?-
Domandò Rose sedendosi vicino a Zeref e quello chiese cortesemente a Natsu di uscire, promettendogli che dopo avrebbero giocato insieme.
Natsu uscì chiudendosi la porta alle spalle e Zeref parlò subito a sua madre dei pensieri negativi che aveva sui nuovi compagni di Natsu, lasciandola senza parole.
-Zeref... sono solo bambini-
-Bambini o meno non mi fido. Non voglio che venga trattato a pesci in faccia com'è successo a me-
-Loro non erano dei veri amici per te, ed è stata una fortuna che te ne sia reso conto adesso-
-Dici così solo per farmi sentire meglio-
Rose stette zitta per qualche secondo, ma prima che potesse dire qualcosa Zeref la anticipò.
-A me piaceva la mia vita... e voi me l'avete tolta-
-Zeref, noi... lo abbiamo fatto per voi-
-Non dire stronzate!-
Rose sobbalzò per l'alzata di voce restando sbigottita da quel comportamento.
Zeref non gli aveva mai parlato così, e tanto meno non aveva mai alzato la voce in quel modo.
Rose si alzò dal letto con gli occhi umidi e si allontanò dalla camera di suo figlio.
~○~○~○~○~○~
Passarono tre anni da quando si erano trasferiti ad Hargeon e Zeref stava andando a prendere Natsu a scuola. Non era la prima volta che lo faceva, capitava che sua madre non poteva perché il doppio turno di lavoro. Stava aspettando suo fratello davanti al cancello della scuola insieme a tanti altri genitori e come al solito si sentiva osservato. Sapeva benissimo che il suo cognome era alla bocca di tutti i pettegolezzi e la cosa non gli piaceva affatto, soprattutto se si trattava dei genitori dei compagni di Natsu. La campanella la sentì suonare dopo cinque minuti e tutti i bambini uscirono da scuola, classe per classe, fino ad arrivare a quella di Natsu. Come sempre lo attendeva con un sorriso tirato, ma questa volta gli morì. Natsu arrivò con la testa bassa e le mani in tasca, facendo intuire al giovane fratellino che qualcosa non andava, e sicuramente era qualcosa di grosso. Poteva anche prendere un voto negativo, poteva fare una scazzottata con qualche bambino e mettersi nei guai, poteva anche stare male che tanto continuava a restare il solito bambino sorridente, ma non questa volta.
-Natsu...-
Appena Zeref si chinò per mettergli una mano sulla spalla, quello alzò la testa mostrando il viso sconvolto e gli occhi lucidi.
Senza dire una parola lo portò via dalla folla e andarono a sedersi su una panchina vicino ad un piccolo parco per cani, dove scoppiò a piangere con la faccia nascosta sulla divisa di scuola del fratello maggiore. Appena si fu calmato, Zeref lo incitò a raccontare l'accaduto e quello si pulì il naso con il dorso della mano.
-Stavamo parlando delle scuole medie-
Iniziò Natsu tra i singhiozzi.
-E molti miei compagni erano insistenti nel chiedermi dove sarei andato tra un'anno, allora mi sono chiesto il perché tale insistenza...-
Zeref mano a mano capiva dove stava per arrivare, facendogli crescere della rabbia nel petto.
-E allora ho pensato... hai tuoi vecchi amici e quello che hanno fatto, così ho chiesto perché erano così curiosi, dicendomi che volevano starmi accanto, ma poi uno di loro ha detto che era un consiglio dei suoi genitori... Non mi ci volle molto fare due più due quando i miei compagni hanno guardato storto il mio compagno, ma non proprio per quello che ha detto...-
-Ma perché lo ha detto... vero?-
Natsu guardò Zeref e annuì.
-Anche loro lo stavano facendo apposta a stare con me... così chiesi una conferma... se loro erano miei amici per convenienza. All'inizio stavano negando tutto, ma quando ho detto che tanto non avevamo più alcun tipo di potere che denaro, loro... erano delusi. E non hanno più parlato con me. Mi hanno fatto sentire inesistente-
Zeref non volle sentire più nient'altro, quindi lo abbracciò più forte che poteva per fargli capire che non servivano dei bambini idioti con i loro genitori di merda per essere felici, ma bastava lui.
-Io ho dimenticato i miei vecchi amici, anche se a fatica. Sono sicuro che anche tu farai altrettanto e ne troverai di migliori, e nel caso ci sono io-
-Semmai nel caso ci saranno i miei amici, ma so che tu ci sarai sempre, no?-
Zeref si staccò dall'abbraccio e gli sorrise trasmettendogli più affetto possibile.
-Sempre. Però ricorda una cosa, non dire più a nessuno che eri nobile. Okay?-
Natsu annuì con vigore e si passò nuovamente il dorso della mano sotto il naso.
-Bene, mangiamo un gelato?-
Propose Zeref facendo tornare il sorriso a Natsu, quel sorriso che tanto piaceva a Zeref. Ma lo sarebbe stato ancora per poco.
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Era settembre del'anno successivo e stava arrivando l'inverno. Natsu stava facendo il suo ultimo anno di elementari mentre Zeref aveva iniziato l'università, entrando grazie al 100 su 100 agli esami delle superiori. Igneel aveva appena chiuso una chiamata di diversi minuti e finalmente si mise al tavolo con la sua famiglia.
-Rose, ho una notizia-
La moglie notò subito che si trattava qualcosa di bello, quindi sorrise a sua volta.
-Erano i ragazzi, vero?-
-Esatto. Ci hanno proposto di fare una vacanza tutti insieme, almeno una settimana in montagna-
-Una vacanza?-
Rose sembrò entusiasta della notizia, ma poi sospirò e scosse il capo.
-Scusa, tesoro, ma voglio restare con i miei figli-
-Ho 20 anni, posso badare benissimo a mio fratello-
Sbuffò Zeref.
-Lo so, ma hai l'università a cui pensare. Non voglio darti questo impegno, quindi, Igneel, se vuoi andare vai da solo. Sono sicura che tra voi maschi vi divertirete di più-
-Ci sarà anche Grandine, sai?-
Rose, confusa, guardò suo marito.
-Aspetta, a chi lascia la piccola?-
-Da una sua amica, così ho capito-
-Beh, io resto comunque a casa-
Igneel mise il broncio e poi sbuffò.
-Come vuoi, non sai cosa ti perdi-
Per Zeref quella notizia non poteva che essere una gioia.
Finalmente suo padre se ne andava per un po' da casa e non doveva essere costretto a guardarlo o mangiare con lui. Da quando si erano trasferiti non era riuscito a perdonarlo, anche se Igneel cercava di ristabilire un contatto con il figlio.
Arrivò il giorno della partenza e Igneel salutò tutti, ma dedicò più attenzione a Zeref che gli diede un piccolo pensierino, ovvero un segnalibro con sopra una frase: "L'infelicità di uno è l'infelicità di tutti. La rabbia di uno è la rabbia di tutti. Le lacrime di uno solo sono le lacrime di tutti"
Zeref guardò il padre, stanco delle sue genialate per farsi perdonare.
-Se cerchi ancora di rimediare...-
-Quello che c'è scritto è vero. Me lo disse un vecchio tempo fa, quando avevo più o meno la tua età. Quando tornerò da questa vacanza mi piacerebbe raccontarti una storia, così che tu capisca ciò che ho fatto-
Zeref si mise le mani al petto e fece spallucce.
-A me non frega niente delle tue scuse e delle storielle-
E rientrò in casa, lasciando solo Rose e Natsu con Igneel.
Natsu guardò suo fratello andarsene mentre stava al fianco della madre. Era triste perché il suo amato fratello non sorrideva più come gli anni passati. Era triste per la rottura di un forte legame tra padre e figlio ed era triste perché non sapeva cosa fare se non sorridergli, cercando di trasmettergli più felicità e amore possibile, come faceva Zeref con lui.
Natsu sentì una mano pesante sulla testa e quando si girò vide suo padre con un sorriso pieno di speranza.
-Vedrai che cambierà idea quando tornerò, Natsu. Non devi preoccuparti-
Natsu si morse il labbro inferiore e abbracciò Igneel, venendo così avvolto da un grosso abbraccio paterno, forse il più bello che avesse mai ricevuto.
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Campanello suonò per due volte, in attesa che qualcuno andasse ad aprire e quello fu Zeref, anche se con svogliatezza.
-Chi è?-
Chiese Zeref prima di aprire.
-Polizia-
Rispose una voce maschile dall'altra parte della porta.
Zeref guardò dallo spiglioncino e vide che c'erano due poliziotti ad attendere che lui aprisse. Rose arrivò alla porta preoccupata quando sentì che era la polizia mentre Natsu stava in corridoio a sbirciare, curioso di capire cosa ci facessero lì i poliziotti.
-Signora Dragneel, siamo qui per darvi una brutta notizia. Si tratta di suo marito...-
Rose e Zeref si scambiarono un'occhiata allarmata e la donna si mise una mano davanti alla bocca con gli occhi sgranati.
-Cosa... cos'è successo a mio marito?-
Natsu arrivò in sala e guardò da lontano quei due poliziotti che pronunciarono la frase che meno si sarebbe aspettato di sentire.
-È morto in un incidente stradale insieme al resto della compagnia. Anche loro non ce l'hanno fatta-
Rose fece dei passi indietro mentre scuoteva la testa.
-No... Non è vero... no...-
-Le nostre condoglianze...-
Lo sguardo dei poliziotti si puntò dietro Zeref e Rose, facendoli voltare e vedere Natsu bloccato sul posto con gli occhi spalancati, scioccato.
-Tesoro...-
Cercò di parlare Rose, ma venne stoppata da un singhiozzo.
Stava per cadere a terra quando Zeref la prese al volo, venendo poi aiutato dai poliziotti che la adagiarono sul divano. Era svenuta. Zeref si girò nuovamente verso Natsu, ma lui non c'era più. Chiese hai poliziotti dove fosse il corpo di suo padre e loro risposero che era all'ospedale di Shirotsume, una città di montagna. Li ringraziò per la briga di essere venuti ad avvisarli e quelli se ne andarono. Andò in camera di Natsu per vedere se fosse lì, infatti lo trovò sul letto a fissare una foto con tutta la famiglia.
-Zeref...-
Natsu si girò verso il fratello maggiore che stava fermo allo stipite della porta.
-Papà non tornerà... vero?-
Un dolore lancinante al petto fece fare una smorfia a Zeref, che scosse la testa alla domanda di Natsu.
-Capisco...-
E quella fu l'ultima parola che Natsu disse, fino all'arrivo del funerale avvenuto tre giorni dopo.
Zeref si guardò intorno e vide solo facce nuove che facevano le condoglianze a sua madre. Si avvicinò alla tomba del padre ignorando gli sguardi degli altri e quello di suo fratello minore, che stava sotto un albero lì vicino. Zeref strinse i pugni e lesse più volte il nome di suo padre sulla lapide.
-Allora... sei contento?-
Domandò Natsu a suo padre, ottenendo ovviamente il silenzio.
Zeref si mise a ridere, ma era una risata amara e piena di rabbia.
-Ma certo, prima rovini la nostra vita pensando cosa sia giusto per noi e dopo che fai? muori?-
Zeref si mise una mano alla faccia e sospirò, cercando di mantenere il controllo.
-Poteva essere una vita perfetta! Avevo dei progetti ed eravamo felici! Non ti perdonerò mai per questo!-
Aveva alzato la voce, facendosi sentire dalla maggior parte delle persone lì presenti.
Rose scoppiò nuovamente a piangere mentre una donna dai capelli di un castano scuro e gli occhi rossi l'abbracciava. Natsu si allontanò dall'albero e andò da Zeref. Sentiva di dover fare qualcosa per lui, almeno fargli sparire quella rabbia per suo padre e fargli tornare il sorriso.
Natsu gli toccò il braccio e Zeref si voltò verso di lui, vedendo così tanta rabbia colmava nel suo sguardo da farlo sussultare, ma poi si ricompose e fece un sorriso sforzato.
-Non incolparlo, lui voleva solo...-
Neanche finì di parlare che sentì una pressione così forte sul suo petto da farlo volare a terra.
Sconvolto e confuso, guardò Zeref che teneva ancora la mano tesa.
-Smettila di sorridere! Non c'è niente per cui farlo!-
-Zeref, che cosa ti prende?!-
Rose corse subito da Natsu e lo aiutò ad alzarsi, ma lui era perso nello sguardo di Zeref per pensare ad alzarsi.
-E tu sta zitta! E' anche colpa tua! Non perdonerò mai nessuno di voi!-
Zeref se ne andò dal cimitero lasciando madre e fratello senza parole.
Stava camminando sul marciapiede con la testa bassa quando Zeref si sentì chiamare. Si fermò e guardò avanti a se, riconoscendo quel viso che tanto gli mancava e quei capelli argenti ormai lunghi.
-Acnologia...-
Quello allargò le braccia e Zeref lo abbracciò.
-Mi dispiace per quello che è successo, Zeref-
-Sono cose che capitano. Perché sei qui?-
Chiese staccandosi dall'abbraccio e Acnologia gli fece un sorriso triste.
-Ho saputo della notizia, sono venuto il prima possibile per vedere come stavate, ma soprattutto per te-
Zeref non poteva credere di essere così speciale per il suo vecchio insegnante, e questo lo fece sorridere.
-Davvero lo hai fatto soprattutto per me?-
-Vedi, Zeref... per me sei come il figlio che non ho mai avuto. Sei speciale e ho sofferto molto quando ve ne siete andati-
Quello che Acnologia disse fece crescere ulteriore rabbia in Zeref nei confronti dei suoi genitori.
-Non li posso perdonare per avermi tolto quello che avevo... -
-Ma loro sono la tua famiglia, Zeref-
-Non importa chi sino, io non voglio più aver nulla a che fare con loro-
Acnologia si mise una mano sotto il mento per pensare, poi guardò di sottocchio Zefef.
-Facciamo così. Lascia passare del tempo e poi vieni da me, se proprio non vuoi restare con loro-
Quell'idea a Zeref non gli dispiaceva affatto, all'ora i due si diedero la mano e il ragazzo annuì sicuro.
Acnologia gli diede il suo numero prima di sparire e Zeref lo lesse più volte prima di metterselo in tasca. Lo avrebbe letto ancora solo quando si sarebbe sentito pronto ad andare via.
~○~○~○~○~○~
Passarono alcuni mesi e il comportamento di Zeref mano a mano diventava sempre più aggressivo, soprattutto nei confronti di Natsu.
-Levati, moccioso!-
Urlò Zeref calciando Natsu, facendolo cadere a terra.
-Zeref, smettila di trattarlo così!-
Esclamò Rose arrabbiata, ma lui se ne fregò dei suoi rimproveri e prese il suo giubbotto in pelle per uscire fuori insieme alla sua compagnia.
Natsu si rialzò in piedi e se ne andò in camera sua. Si alzò la maglietta e vide del rossore sul petto, vicino ad un livido abbastanza recente fatto sempre da Zeref. Si sentì improvvisamente salire il vomito e subito corse in bagno a vomitare, tenendosi ben saldo per non scivolare.
Rose, preoccupata per lui, si inginocchiò e gli spostò dei capelli dal viso.
-Mi dispiace, Natsu. E' tutta colpa mia-
Si colpevolizzò lei e Natsu la guardò con la coda dell'occhio mentre si puliva la bocca.
-Mamma, non dirlo neanche. Non hai nessuna colpa-
-Ma...-
-Niente ma, non voglio più sentirti dire una cosa del genere-
Rose lo abbracciò e gli accarezzò la testa, facendo chiudere gli occhi a Natsu e sentirsi per un momento amato almeno da sua madre.
Non voleva più vederla soffrire per colpa di Zeref, promettendosi che avrebbe fatto qualunque cosa per allontanarlo dalla loro vita.
Zeref rideva con la sua compagnia per le strade di Hargeon mentre reggeva in mano quella che doveva essere la sua quarta birra. Affogare i problemi nell'alcol era una delle cose che più preferiva, soprattutto se in compagnia.
-Lo hai picchiato ancora? Certo che quel moccioso fa di tutto per farti incazzare-
-E sai la cosa più divertente, Mard ? è che ha iniziato a fare pugilato, ma è talmente debole che non riesce neanche a muovermi-
Rise Zeref finendo la sua birra per poi buttare la lattina a terra.
-Chissà che bello avere un sacco da pugilato personale-
Zeref fece un sorrisetto e si girò verso l'amico dai capelli biondi.
-Forse posso farvi divertire un po', Jackal-
-Che hai mente, Zeref?-
Chiese Mard Geer e il giovane si fermò, mantenendo quel sorriso che poteva sembrare normale, ma dentro era cattivo.
Zeref prese un borsone e lo aprì, mettendosi dentro i suoi vestiti e la biancheria. Aveva comprato anche tre libri, quindi li mise insieme agli indumenti e prima di chiudere guardò in libreria se c'era qualcosa da prendere, scorgendo il libro che Igneel gli aveva regalato. Lo tirò fuori dalla libreria e lo guardò. Non lo aveva mai sfogliato e non si ricordava neanche di aver letto la trama.
-Dragon slayer? gilda di maghi? beh, sarebbe un peccato non leggerlo, sembra anche interessante-
Detto questo lo mise in borsa, notando che non ci stava più nulla.
Chiuse la borsa e uscì dalla camera. La guardò per un'ultima volta e si chiuse la porta di spalle. Guardò la porta della camera di Natsu prima di voltare per la sala, dove stava sua madre impegnata a stirare dei vestiti. Quando alzò lo sguardo su Zeref vide lui vide le occhiaie sotto quel paio di occhi scuri, facendolo pensare a quando fosse stanca. Almeno poteva rilassarsi se lui se ne sarebbe andato, questo era quello a cui pensava.
-Zeref, dove vai con quel borsone?-
Chiese Rose confusa mentre Zeref si metteva le scarpe e prendeva il suo giubbotto leggero.
-Me ne vado. Non voglio più avere a che fare con questa..." famiglia"-
Quell'ultima parola la messe tra le virgole, come se per lui fosse tutto tranne che una famiglia.
Rose restò a bocca aperta.
-Ma che stai dicendo? non puoi andartene così!-
Rose mise giù il ferro da stiro e andò incontro a Zeref, ma quegli occhi scuri che tanto somigliavano hai suoi, le fecero raggelare il sangue da tanta freddezza.
-Ebbene lo sto facendo, madre-
Chiuse la porta di casa e scese le scale, trovandosi fuori dal cancelletto i suoi due amici: Jackal e Mard Geer.
Era il terzo calcio che riceveva, eppure continuava a rialzarsi nonostante la paura. Natsu guardava suo fratello compiaciuto dal basso, pieno di lividi e sangue uscirgli dai gomiti e dalle ginocchia. I suoi due amici si misero davanti a Natsu, anche loro stravolti per le botte ricevute dai due amici di Zeref.
-Non toccatelo!-
Gridò il bambino dai capelli turchini, quello che doveva essere il più grande dei tre.
-Voi due giocate con i miei amici, io ho da dare il mio addio a Natsu-
-A... addio?-
Balbettò Natsu mentre si copriva una ferita sul braccio destro con una mano.
Mard Geer e Jacak presero i due amici di Natsu e li levarono dai piedi, così che Zeref avanzasse verso il fratellino.
-Certo, sparirò dalla tua vita e da quella di nostra madre. Contento?-
Gli stava per dare un'altro calcio quando una fitta di dolore al fianco facendolo cadere a terra.
Infuriato, guardò un quarto ragazzino che si mise davanti a Natsu.
-Non mi ricordavo che ce ne fossero di più. Beh, vorrà dire che le prenderai pure tu-
-Provaci, stronzo! ghihi!-
Lo aveva sfidato il bambino dalle iridi rosse.
-No, aspetta!-
Urlò Natsu, ma era così affaticato che non riuscì a impedire a Zeref e hai suoi amici di divertirsi anche con l'altro bambino.
Quando ebbero finito, i tre guardarono soddisfatti quei bambini in ginocchio pieni di lividi e ferite. Natsu si mise a piangere e guardò con odio suo fratello maggiore.
-Non farti mai più vedere! Sparisci dalla nostra vita!-
-Tranquillo, fratellino, ti auguro gioia e amore nel corso della tua vita-
Mard Geer e Jackal risero e con Zeref se ne andarono.
Ormai erano ai confini di Hargeon e Zeref aveva tirato fuori dalla tasca della giacca il foglietto con sopra il numero di Acnologia. Compose il numero e al terzo squillo rispose.
-Me ne sono andato-
~○~○~○~○~
Erano passati quasi sette anni da quando Zeref se n'era andato di casa. Da allora non aveva fatto altro che commettere crimini come il furto e aiutava Acnologia con i suoi affari, anche se non ne conosceva del tutto i suoi scopi. Ma a lui questo non importava. Stava camminando per i corridoio della villa di Acnologia quando sentì il campanello suonare. Andò ad aprire e un uomo massiccio lo spostò in modo brusco.
-Dov'è il capo?-
Domandò a Zeref e quello lo guardò storto.
-Si può sapere chi sei? forse potrei anche risponderti-
L'uomo lo prese per il colletto e lo attirò a se.
-Non fare giochetti con me, capito? Chiamamelo e digli che Deliora è tornato e vuole assolutamente un suo consenso-
Zeref non smise di guardarlo storto, ma si allontanò per andare nell'ufficio di Acnologia, trovandolo indaffarato a contare dei soldi.
Quando si accorse di Zeref fece un sorriso e posò sul tavolo le banconote.
-Dragneel, hai bisogno di me?-
-Un certo Deliora è tornato e dice di volere un tuo consenso, ma non so in cosa-
Il sorriso di Acnologia svanì, facendo apparire un ghigno.
-Finalmente. Fallo venire qui-
Zeref tornò indietro e accompagnò Deliora al suo ufficio, chiudendosi poi la porta alle spalle per lasciare la giusta privacy, ma lui era comunque curioso.
Si appoggiò alla porta e provò a sentire quello che si stavano dicendo. Sentì qualcosa che riguardava la prigione, poi capì che era Deliora ad esserci stato per colpa di un bambino e una poliziotta. Disse che voleva vendicarsi su di lui e sulla sua famiglia, e magari anche sui suoi amici. Zeref corrugò la fronte quando gli sembrò che avesse detto la parola "uccidere", ma la cosa che più lo spiazzò fu quello che disse dopo Acnologia.
-Tranquillo, Deliora. Ho scoperto che i genitori di quel bambino sono amici dei Dragneel, e sai che finché non finisco un lavoro non sono contento-
Zeref sentì Deliora ridere e poi sbattere i pugni sulla scrivania.
"Di che lavoro sta parlando?"
Pensò Zeref allarmato, poi pensò all'incidente.
Non poteva essere, non Acnologia. Ricordava benissimo che la causa era stata involontaria, quindi non poteva essere a quello che stava pensando. Ma poi gli arrivò la conferma.
-E allora facciamo fuori anche quei due insieme al figlio, poi possiamo anche far capitare un "incidente" al piccolo Dragneel-
Sconvolto, si allontanò dalla porta e camminò verso camera sua.
Si chiuse la porta alle spalle e scivolò sul pavimento mentre piano piano realizzava cosa era accaduto realmente sette anni prima.
Suo padre e i suoi amici erano stati ucciso da Acnologia.
Zeref voleva fare solo una cosa in quel momento, ovvero andarsene. Prese il suo vecchio borsone dall'armadio e mise via tutte le sue cose, ma vista la foga fece cadere a terra un libro che stava sulla sua piccola libreria: A Fairy Tail story.
Zeref lo raccolse e qualcosa cadde a terra. Lo raccolse e vide che era una foto dove ritraeva lui che teneva in braccio Natsu, quando ancora aveva pochi giorni. Restò a fissarla per qualche secondo, poi girò la foto e lesse quelle sei parole:
Al mio più grande orgoglio.
Papà
Zeref si mise una mano davanti alla bocca e fece dei respiri affannati, ma qualcuno bussò e sentì una voce femminile chiamarlo. Mise la foto nel libro e nascose la borsa nell'armadio, poi andò ad aprire e trovò due donne alla soglia di camera sua.
-Kyouka, Seyla, perché mi cercate?-
-Acnologia ci ha detto di preparare le valigie, si parte per Magnolia-
-Magnolia? Perché?-
Domandò curioso e Kyouka fece spallucce.
-Non lo sappiamo ancora, ma tu preparati-
Parlò Seyla e le due se ne andarono, Zeref chiuse la porta della camera e guardò il libro.
"Magnolia... tu sei lì, vero Natsu?"
Non aveva bisogno di conferme, sapeva già cosa avrebbe dovuto fare per Acnologia, ma questa volta non sarebbe andata secondo i suoi piani.
Finì di preparare la sua borsa e uscì dalla camera, andando poi all'ufficio di Acnologia.
-Quando si parte?-
Domandò subito Zeref e Acnologia sorrise per la sua voglia di dargli soddisfazioni.
-A momenti, Zeref. Sai chi abita a Magnolia?-
Zeref ingoiò un groppo di saliva senza smettere di guardare negli occhi l'uomo che aveva ammirato per anni.
-No, chi?-
-Il tuo caro fratellino, Natsu -
A parlare fu Mard Geer dietro le sue spalle con la sua valigia.
-Contento? Perché dovremmo trovarci un alloggio tutto nostro-
Zeref fece un ghigno rivolto verso l'amico e quello sorrise a sua volta.
-E io so già dove andrò-
*ANGOLO AUTRICE*
Genteeee! Ciao :D
Com'è andata Halloween? Io l'ho passato insieme a Netflix, è stato molto bello (Quando non si ha vita sociale). Chi era a Lucca? Io ho beccato l'unico giorno piovoso, va che sfiga. Poi la cosa peggiore per il mio cosplay è proprio il clima freddo... Dannazione ad Ace. Come se non bastasse per due giorni non sono neanche riuscita a camminare per colpa dei stivali che avevo. L'inferno... giuro. Comunque, finalmente ho dedicato del tempo anche per scrivere e la cosa mi mancava. So che sono una stronza, ma voi sapete che vi voglio bene, vero? Comunque ho scritto quasi 5000 parole e ho iniziato solo ieri. Datemi un biscotto! A no, non sto bene per i biscotti... sig... va beh, Buona scuola o lavoro a tutti!
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