GANGSTER
Prima di leggere vi devo dire una cosa che ho realizzato.
Ho fatto un grande bordello con le date e dovrò modificare una parte sia dello speciale di Gerard e Wenfy che quello di Gajeel e Levy, ovviamente è tutta colpa della scuola! Nel passato di Gajeel avevo scritto che avevano fatto l'ultimo anno delle elementari, ma in quello di Ger ho scritto che si sono incontrati alle medie, ma tutto ciò con ha senso con i sette anni di separazione tra i due fratelli: Natsu r Zeref. Metterò che dovevano fare il primo anno delle medie e le elementati erano collegate con la scuola, così non cambio nulla nel passato di Gerard e Wendy.
Ora posso augurarvi una buona lettura.
~•~•~•~
Quando i genitori di Gray lo videro cupo dirigersi verso camera sua, capirono che qualcosa era andato storto. Silver tranquillizzò Mika dicendogli che sarebbe andato lui a parlare con il figlio, però quando bussò alla porta il ragazzo non diede segno di vita, decidendo così di aprire senza il permesso.
-Gray, è successo qualcosa?-
-... papà, come fate a essere fieri di me?-
Silver si sorprese di quelle parole inaspettate, e capì che la situazione poteva essere grave di quanto immaginava.
Chiuse la porta e andò a sedersi di fianco al figlio, che stava sdraiato sul letto con la pancia sotto e la faccia rivolta verso il cucino.
-Centra Juvia?-
Il corvino annuì e il padre gli accarezzò la schiena per farlo tranquillizzare.
-Vuoi parlarne?-
Gray lo guardò scostando la testa dal cuscino, poi iniziò a raccontargli della scommessa che avevano fatto lui e i suoi amici.
Silver stette zitto tutto il tempo, dando la più completa attenzione alle sue parole, e quando finì il racconto pensò di aver avuto ragione, la situazione era davvero grave.
Sapeva benissimo quanto ci tenesse a Juvia, e credeva al fatto che quella scommessa l'avessero fatta per riuscire a smettere di fuggire davanti ai sentimenti che provavano per quelle ragazze.
-Tu sai di aver sbagliato, e questo è molto importante, però glie l'hai detto il motivo principale di questa scommessa?-
-Sì... Ho rovinato tutto, eh?-
Gray si mise a ridere, priva di felicità in essa, poi le risate si mischiarono a dei singhiozzi fino a che non restarono solo quelli.
-P... Papà... mi odia-
-Vedrai che riuscirai a risolvere tutto, Gray, quello che ti serve è riflettere-
-Riflettere su cosa? tanto non mi vorrà più vedere-
Silver guardò atterra e pensò a qualcosa, poi gli venne in mente qualcosa che avrebbe potuto a fargli schiarire le idee e pensare lucidamente.
-Che ne dici di andarcene da qui per qualche giorno?-
.-.-.-.-.-.-
Verso la mattina tarda del sabato, un gruppo di ragazzi girava per Magnolia e disturbava la quiete pubblica. I civili minacciavano di chiamare la polizia, ma il pilastro del gruppo, con spavalderia, diceva che potevano anche chiamare chi volevano.
-Che ne dite di mangiare qualcosa?-
Chiese uno del gruppo dai capelli lunghi e scuri legati in una coda.
-Buona idea, Mard Geer, che ne dite di qualcosa di dolce?-
Il capo del gruppo saltò sulla tettoia di una macchina e si girò verso i suoi amici con un sorriso lieve sorriso sulle labbra.
-Perché no, potremmo andare in quella pasticceria, anche se ha un nome disgustoso. Zeref, decidi tu-
A parlare fu una ragazza dai capelli verdi tirati all'indietro con al fianco un'altra ragazza dai capelli scuri.
-la pasticceria delle fate? La farei esplodere-
-Calma Jackal, potremmo sempre vedere la qualità del personale e dare un nostro parere-
Il corvino scese da sopra la macchina e insieme agli altri andarono verso la pasticceria.
-permesso!-
Zeref spalancò la porta con un calcio facendo spaventare tutti i clienti.
-questo posto fa schifo quanto il nome-
Jackal, un ragazzo dai capelli biondi r gli occhi che ricordavano quelli di un felino, si mise a ridere e prese un menù da un tavolo.
-potreste non disturbare?-
Una cameriera dai capelli castani guardò il gruppo con uno sguardo freddo e le braccia incrociate sotto al seno.
-Ci scusi, non era nostra intenzione, signorina. Piuttosto, avete qualcosa di buono?-
-certo, teppista, ma noi non diamo nulla a gente come voi-
Il capo del gruppo la guardò con un lieve sorriso e si avvicinò alla ragazza.
-è così che trattate i clienti?-
-no, ma per voi è un trattamento speciale -
-basta così, Zera-
Una ragazza dai capelli biondi e ondulati entrò nel salone e tutti i clienti sembrarono più tranquilli.
-Mavis, non ti avvicinare a gente del genere-
-va tutto bene, me li posso gestire-
Zeref si mise a ridere appena sentì la ragazzina parlare, e la bionda lo guardò un po confusa.
-una bambina? Davvero? Molto divertente-
-bambina? Ma quale bambina! Ho 26 anni!-
Mavis si scaldo e guardò in malo modo il corvino davanti a lei, che sembrava divertito quanto confuso.
-sembri una mocciosa, guarda come sei piatta-
-osi prenderti gioco di me dopo avermi rotto una porta e aver spaventato i miei clienti?-
Zeref si girò e guardò la porta notando di averla spaccata davvero, ma invece che dispiacersi gli venne da sorridere e Mard Geer spaccò una vetrata con un calcio.
-ops, mi sa che non è solo la porta-
Zeref e gli altri si misero a ridere mentre la bionda cercava di restare calma.
-capo, si allontani-
Wendy prese per una mano la bionda e quella cercò di rassicurala dicendole che avrebbe sistemato tutto, ma lei teneva lo sguardo fisso e impaurito di lei sul corvino senza prestare ascolto al suo capo.
-lo conosco, capo... La prego, chiami la polizia-
-polizia?-
Zeref guardò Wendy e si abbassò alla sua altezza.
-il tuo volto mi è familiare, mocciosa. Come ti chiami?-
La turchina indietreggiò di qualche passo e Mavis si mise davanti a lei per proteggerla.
-stai lontano, Gangster-
-non sono un Gangster, ragazzina-
-mi chiamo Mavis, non ragazzina! Allora, quando mi paghi la porta e la vetrina?-
I ragazzi si guardarono e si misero a ridere, poi Zeref prese un respiro profondo e guardò la ragazza.
-pagare? Questo è stato il nostro modo di esprimerci per il pessimo servizio, e la porta... Beh, per il pessimo gusto del nome per la pasticceria-
Un'altra risata echeggiò nel locale e la bionda sorrise con le labbra chiuse.
-hai capito male-
-come scusa?-
Chiese Zeref avvicinandosi a lei e quella sostenne il suo sguardo di sfida.
-Gangster, hai finito con le tue scorribande-
Un poliziotto gli ammanettò un polso e lo girò con violenza sul bancone del piccolo bar per ammanettare l'altro polso.
-cosa... Lasciami, sbirro! Ragazzi, aiutatemi-
-con chi parli, teppista?-
Il poliziotto lo sollevò e Zeref restò impassibile appena vide che non c'era più nessuno del suo gruppo.
-ma che bravi, sono scappati-
-l'importante è avere il capo del gruppo. Adesso cammina-
Zeref imprecò e avanzò fuori dal locale mentre veniva spintonato dal poliziotto.
-aspetti!-
Mavis uscì dal locale e fermò il poliziotto appena mise il ragazzo in macchina.
-mi dica, signorina-
-lui deve ripagare i danni-
-vedremo cosa possiede questo ragazzo e...-
-non ha capito, voglio che lavori gratis per me, fino a quando non avrà raggiunto la somma-
Il poliziotto guardò confuso Mavis e poi si girò verso il ragazzo, che stava guardando la bionda con la bocca aperta in stato confusionale.
-che cosa?-
Domandò Zeref pensando di aver capito male e Mavis aprì la portiera della polizia e si avvicinò al ragazzo con un lieve sorriso.
-ti salvo dal carcere, a patto che tu lavori per me-
Zeref non smise di guardarla e pensare quanto sia pazza, poi guardò il poliziotto che continuava a dire che non era sicuro, ma lei sembrava non ascoltarlo.
-allora?-
-lavorare in una pasticceria? Ti sembro il tipo?-
-chi lo sa, ma se non vuoi allora fai pure, sporcati il curriculum e stai in prigione fino a quando non verranno a pagare la cauzione-
Mavis si allontanò e andò verso la sua pasticceria.
Zeref pensò alle sue parole e si rese conto che nessuno avrebbe pagato la cauzione, anzi, Natsu avrebbe festeggiato se fosse venuto a sapere di lui dietro alle sbarre.
-aspetta!-
Esclamò Zeref prima che il poliziotto chiudesse la portiera.
Mavis sentì la sua voce e si affacciò dalla finestra rotta.
-accetto il lavoro-
Sentiva il suo onore calpestato, ma piuttosto che andare in prigione preferiva lavorare il tempo per ripagare quello che aveva combinato.
Mavis disse al poliziotto di portarlo da lei e tirargli via le manette, e appena fece quello che disse, l'uomo diede il suo numero alla ragazza dicendo che sarebbe venuto se solo avesse fatto qualcosa e gli raccomandò che tutte le mattine avrebbe fatto un salto per vederlo all'opera.
Per tutto il tempo Wendy non aveva smesso di fissarlo, e pensò alle possibili reazioni di Gerard se lo avesse visto. In tutti i suoi scenari era comunque un putiferio.
-Okay, Gangster, dimmi come ti chiami-
Chiese Mavis al ragazzo mentre cercava una paletta e una scopa.
-cosa te ne frega?-
-dovrò chiamarti tizio o gangster per almeno due mesi?-
-due?-
Il corvino aveva pensato di fare giusto un mese in quella pasticceria, ma non due.
-sì, due, però potrebbero benissimo diventare tre-
Bella sorridente, invitò il ragazzo a prendere paletta e secchiello mentre lui la guardava male.
-Zeref... E non osare neanche darmi un mese in più-
Strappò via dalle mani di lei le cose per pulire per terra, poi andò in salone e si mise a pulire.
-smetterla di guardare, cazzo!-
Sbottò il corvino appena si sentì osservato dalla clientela.
-regola numero uno. Non trattare male i clienti-
Zera guardò il corvino mentre teneva su un vassoio del te caldo e delle tazze apposta.
-non rompere, e poi proprio te parli?-
-voi non siete stati nostri ospiti-
La ragazza diede il te a una giovane coppia, poi prese delle ordinazioni e si allontanò dalla cucina.
Appena Zeref finì di mettere i cocci di vetro dentro un secchio, chiese alla ragazzina a luo familiare, Wendy, dove dovevano essere buttati, e quella cercò di non farsi vedere spaventata per rispondere con parole sensate.
-d... Dallo a me, ci penso io-
Mentre si allontanava a passo veloce il ragazzo ritornò dal suo nuovo capo, che stava in cucina a preparare dei fiori da mettere sopra i cupcake.
-finito?-
-sì, ho dato il secchio a una nana-
-rispetta chi è più basso di te. Adesso vieni qui, ti insegno come fare un fiore di crema-
Zeref la guardò con le sopracciglia inarcate e non si mosse da lì, facendo capire a Mavis che non si sarebbe mai messo a fare certe cose.
-okay, niente fiori, allora... Pulisci le stoviglie-
-meglio dei fiori-
Il ragazzo fece quello che disse, anche se trovava tutto ciò una vera rottura.
Dopo un po di tempo trovò abbastanza rilassante lavare i piatti e le pentole, e quando gli portavano altre cose non le guardava più con disprezzo, ma si sentiva un po sollevato a continuare quello che stava facendo.
-Zeref, abbiamo finito-
Le comunicò un'altra cameriera che le aveva portato un po di volte dei piatti da lavare.
-sì, okay-
Il ragazzo finì di pulire le ultime cose e si asciugò le mani, poi andò in salone e vide un ragazzo dai capelli turchini parlare con Mavis mentre accarezzava la testa a Wendy.
Non lo aveva riconosciuto subito, ma quando il turchino si girò verso di lui e lo vide ricordò quel simbolo rosso, e a sua volta ricordo anche chi fosse la ragazzina.
-cosa ci fai qui, Zeref?!-
-tu sei uno degli amici di mio fratello, vero? Mi ricordo di te-
-ti ho chiesto cosa ci fai qui!-
Gerard si avvicinò al corvino e lo prese per il colletto della maglietta.
Mavis cercò di intervenire, ma Wendy le disse di aspettare e si avvicinò ai due.
-Gerard, non qui-
Il turchino guardò sua sorella e poi rivolse lo sguardo verso Mavis e chiese scusa per il suo comportamento.
Lasciò il corvino e gli fece cenno di uscire con lui dal locale mentre
Mavis, Wendy e le cameriere si misero a guardare curiose la scena.
-allora?-
-non ho molto da dire, volevo trovare il mio fratellino-
-non prendermi in giro! Ti sei davvero presentato a casa sua?-
-non te l'ha detto? Posso capire, è così preso con la box-
Gerard non capì di cosa stesse parlando, e quando glie lo chiese il corvino gli disse solo che la sera prima glie era andata male con la sua ragazza, e io mattino era andato via con un borsone e dei guanti da box.
Il turchino pensò che fosse andato lì per cercare di sfogarsi, ma per sicurezza sarebbe andato da lui.
-Zeref, vattene via, sparisci dalla sua vita un'altra volta-
Il corvino stette zitto per qualche secondo, poi rise e gli diede le spalle.
-non sono affari tuoi-
-invece sì, Natsu è mio amico e gli voglio bene come se fosse mio fratello minore-
-non sono miei interessi. Capo tappa, a che ora devo venire?-
Zeref guardò la bionda alla finestra e quella lo guardò male.
-Mavis! Comunque alle sette-
-sette? Manco per andare a scuola facevo certi orari-
-il mondo del lavoro è magico-
Ribatté Mavis mentre chiudeva il locale facendo scendere la saracinesca.
Zeref sbuffò e borbottò un "va bene", poi girò i tacchi e se ne andò via.
Mentre camminava ripensò a quello che era successo nel corso della giornata e si rese conto di non aver toccato cibo. Lo stomaco brontolò e si maledì per non aver portato con se qualche spiccio per prendersi un panino, ma c'era semopre il piano B.
-Sono a casaaaa-
Zeref saltellò in casa di Natsu, la sua attuale residenza senza aver avuto alcun permesso, e andò in cucina, dove vide Natsu dormire con la testa contro il muro e la forchetta ancora in mano con un boccone di spaghetti attorcigliato ad essa.
Zeref si coprì la bocca con le mani per non scoppiare a ridere, poi notò il labbro rotto e qualche livido in faccia e capì che a box glie ne avevano date di santa ragione.
Vide il piatto di spaghetti ancora pieno, ma non se la sentì di prenderlo.
Fece bollire dell'acqua e si cucinò anche lui qualcosa, poi, vedendo che ancora non si era svegliato, pensò di fargli uno scherzo mettendogli il piatto ben sotto di lui e spiegargli la testa in avanti, in modo che andasse dentro il piatto.
Natsu si sveglio di colpo appena la sua faccia incontrò gli spaghetti, e iniziò a farsi domande su cosa fosse successo mentre si guardava intorno.
La risata di Zeref fece capire al rosato che era tutta opera sua, ma non aveva la forza di fare o dire qualcosa di offensivo se non un semplice "vaffanculo".
-scusa, mi sentivo in obbligo di farlo. Avresti dovuto vederti come dormivi-
Il corvino si mise a tavola e iniziò a mangiare mentre Natsu lo guardava male con la faccia assonnata e sfregiata.
-e come se dormivo?-
-hai ragine, avrei dovuto fare una foto. Com'è andata a Box?-
-non ti ho mai detto nulla-
Zeref lo guardò con un sopracciglio inarcato senza perdere il sorrisetto sulle labbra.
-cosa vai a fare con un borsone con dentro guantoni e asciugamani?-
Natsu sbuffò e si mise a mangiare.
-non credo proprio che ti racconterò i fatti miei-
-okay, va bene. Ho incontrato il tuo amichetto, Gerard-
Natsu scattò in piedi e prese per il colletto della maglietta suo fratello.
-cosa hai fatto?!-
-perchè dovete prendermi tutti per la maglietta? Comunque, nulla. Sa che ti stai allenando e sembrava scosso. Non pensavo praticassi la Box, fratellino-
Il minore lasciò il corvino e si risedette a mangiare.
Erano due anni che non praticava più la box, e si sentiva in colpa per non aver detto nulla hai ragazzi.
Zeref finì di mangiare e si lavò le sue cose, facendo sorprendere Natsu, poi li mise via e si allontanò dalla cucina.
-posso dormire con Happy?-
Chiese Zeref e Natsu subito esclamò un "no" secco.
-uffa... Io vado a dormire, domani mi devo svegliare alle sette-
"Chi di domenica si sveglia alle sette?"
Pensò Natsu mentre metteva nel lavandino il piatto, le posate e il bicchiere.
Non avendo la forza di alzare nuovamente un muscolo, si disse che avrebbe lavato domani e se ne andò a dormire con Happy, che lo aspettava sul letto già addormentato.
Si svestì, prese Happy e si mise nel letto, poi mise il gatto sopra il suo petto nudo e lo accarezzò, lasciandosi poi trasportare dalle braccia di morfeo.
Il giorno seguente Gerard era andato a trovare Natsu, poi si aggiunse anche Gajeel dopo una chiamata del rosato, ma non arrivò il quarto del gruppo.
Gray disse che sarebbe partito per il mare, solo per qualche giorno, giusto per pensare in tranquillità. Natsu gli disse che gli avrebbe fatto bene, e quando parlò del suo incontro di box il corvino si sentì in colpa per non essere lì.
-è domani, dopo la scuola. Ti farò sapere appena finirò-
Disse il rosato al suo amico corvino e quello giurò di fare il tifo per lui, anche se lontano.
Il lunedì fu difficile tornare a scuola, soprattutto quando gli occhi di Gajeel e Natsu incontravano quello delle ragazze, ricevendo solo disprezzo nei loro volti.
Lucy, all'ora di pranzo, volle stare sola per mangiare dicendo che aveva un po di male alla testa, ma in verità non aveva fame, e sapeva che le ragazze avrebbero insistito a farla mangiare, soprattutto Levy, che sapeva della sua colazione inesistente di prima mattina.
-Lucy-
La bionda alzò lo sguardo e vide Lisanna guardarla con serietà.
Di sicuro l'albina non era la prima persina che avrebbe voluto incontrare o con cui pranzare.
-che c'è, Lisanna?-
-avete litigato? Te e Natsu-
-se vuoi prenditelo pure, se è quello che vuoi fare-
La ragazza guarò Lucy un po confisa, poi si sedette davanti a lei e la guardò mentre si reggeva la esta con le mani e i gomiti sul tavolo.
-so che non ti confideresti mai con me, infondo io amo Natsu, te pure... Però vorrei sapere che ha fatto-
-e perché dovrei dirtelo?-
-boh, semplice curiosità-
Lucy la guardò poco convinta e poi distolse lo sgaurdo.
-pensavo mi amasse, tutto qui...-
-ma come, non ti ama? Eppure...-
-sta zitta! Non c'è nessun "eppure"! Tutte balle!-
la ragazza si allontanò e riuscì a non scoppiare a piangere davanti a lei.
Doveva smettere di stare male per uno come lui, non ne valeva la pensa. Questo era quello che si ripeteva ogni volta che nei suoi pensieri c'era lui.
Lisanna si alzò dal tavolo e andò verso il gruppo di Natsu, ovvero sul tetto.
Aprì la porta, camminò verso il ragazzo, che la guardava un po confuso, e gli tirò uno schiaffo in pieno volto.
Gerard e Gajeel restarono a bocca aperta e Natsu guardò l'albina con gli occhi sbarrati mentre si massaggiava la guancia.
-che cosa hai fatto, Natsu?-
-io...-
Natsu non riuscì a guardare in faccia la ragazza e quella scosse la testa con la delusione in faccia.
-Natsu... Qualunque cosa tu abbia fatto... Mi hai delusa, anzi, mi avete delusa-
L'albina se ne andò e il rosato imprecò.
La sua migliore amica era deluso di lui. Peggio di così non poteva andare.
Erza cercò Lucy per la scuola, trovandola in bagno con le lacrime agli occhi, seduta per terra.
La rossa si sedette anche lei al suo fianco e l'abbraccio, mettendole la testa suo petto mentre le accarezzava la testa.
-Erza... Fa male-
-lo so, tesoro. Lo so-
La bionda si strinse a lei e continuò a piangere, poi, appena si tranquillizzò, si lavò la faccia e ritornò vicino alla scarlatta.
-Erza, te come ti senti?-
-ecco... C'è una cosa che devo dirti. Io ho perdinato Gerard-
-... Cosa?-
Domandò Lucy incredula.
Perché lo aveva fatto? Avevano scommesso con i loro cuori, come si poteva perdonare?
-Gerard mi ama sul serio, e anche i ragazzi amano voi. Loro hanno scommesso per...-
-non voglio sentire nulla, Erza-
-Lucy, ti prego, ascolta-
-no! Non voglio saperne più nulla!-
La bionda si allontanò e andò da Levy, che la stava aspettando fuori dalla scuola per andare a casa.
Mentre se ne andava, Sting la guardava da lontano e pensò che tra non molto avrebbe potuto ridarle il sorriso. Doveva solo battere il motivo della sua tristezza.
-andiamo-
Disse a Rogue, Minerva e Yukino, che lo seguirono fuori dalla scuola per andare ad allenarsi.
Sulle gradinate intorno al ring era coperto di gente, per lo più ragazzi, che aspettavano l'arrivo dei due sfidanti che presto avrebbero dato spettacolo.
-pronto?-
Disse il coach a Natsu, che gli mise una mano sulla spalla mentre quello guardava avanti a se.
-sì-
Angolo Autrice
Eccomiii! Finalmente ci sono riuscirà!
Giuro che ho scritto in uno stato di coma TwT infatti sto morendo di sonno.
Vi do la buona notte!
Fate bei sogni.
Ps: scusate gli errori, è già tanto se sto schiacciando le lettere sulla tastiera.
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