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DRAGNEEL

-Noi abbandoniamo la nobiltà!-
In aula era calato il silenzio dopo aver sentito quella notizia scioccante.

Nessuno fino a quel giorno aveva preso una decisione così folle, eppure quell'uomo lo aveva appena fatto. Uno dei dieci uomini più influenti del paese si alzò dalla sedia e sbatté le mani sul tavolo.

-Ti rendi conto di quello che vuoi fare, Dragneel? Manderai a monte anni di fatiche per i tuoi desideri egoistici!-
-Per voi sarò anche egoista, ma lo faccio per i miei figli, signor Heartfilia. Voglio che crescano potendo decidere da soli il loro futuro, una cosa impossibile se resteranno tra i nobili-
-Lei è pazzo!-
-Calmatevi!-
Tuonò un uomo sulla trentina dai capelli biondo cenere.

I due che stavano urlando si guardarono e tornarono composti, desolati per quella scenata.

-Ci scusi, signor Lates-
-Non si deve scusare con me. Capisco i suoi motivi, in fondo anche io ho un figlio e pure lei, signor Heartfilia-
Jude strinse i pugni appoggiati sul tavolo e lanciò un'occhiataccia al collega dai capelli corvini e gli occhi verdi chiaro.

Si accorse della sua occhiata, ma non gli diede peso. Voleva solo andarsene da sua moglie e i suoi figli il prima possibile per vivere quella nuova vita che li avrebbe accolti in poche ore.

~●~●~●~●~

-Non mi prendi!-
Un bambino dai capelli rosa e ribelli correva nel maestoso giardino accompagnando i canti della natura con le sue risate.

Dietro di lui una bambina dai corti capelli biondi come spighe di grano correva senza staccare gli occhi dalla sua schiena esile.

-Non vale! Non riuscirò mai a prenderti con questo vestito!-
Ansimò la piccola fermandosi per riprendere fiato.

Due donne in lontananza guardavano i loro figli giocare con il sole caldo di giugno illuminarle il volto, sfoggiando dei lievi sorrisi materni.

-Tua figlia ha preso tutto da te. È un incanto-
La donna allargò il suo sorriso e guardò l'amica dagli occhi scuri.

-Peccato sia testarda come il padre-
Entrambe si misero a ridere e tornarono a guardare i due bambini giocare.

-Non me ne parlare, anche Natsu è della stessa pasta di suo padre. Un casinista-
La bambina cadde a terra e si guardò il ginocchio.

Le due donne stavano per intervenire, ma Natsu corse subito dalla giovane e si mise con le ginocchia a terra. La bambina lo guardò con gli occhi lucidi mentre lui le guardava la ferita. Quest'ultimo si alzò da terra e andò alla grande fontana inzuppando il suo fazzoletto ricamato. Le due madri si sorpresero entrambe nel vederlo avvolgere il fazzoletto fradicio intorno alla ferita della piccola, facendole addolcire.

-Però... ha la tua dolcezza, Rose. Sarà un ragazzo d'oro da grande-
Nel tono della bella donna dai capelli biondi c'era tristezza e l'amica se ne accorse, perdendo il suo sorriso.

-Mi dispiace per come siano andate le cose, Layla...-
-Non devi fartene una colpa, anzi. Ammiro il vostro gesto di lasciare questa vita dove vedo solo catene. Vorrei tanto assaporare un'altra volta il gusto della spensieratezza, come all'ora. Ricordi?-
E come poteva dimenticare il loro primo incontro.

Rose ritornò a sorridere al ricordo di quegli anni lontani, ma subito divenne triste.

-Continueremo a tenerci in contatto, vero?-
-Ovviamente! Ho già comprato un sacco di buste da spedirti. Però adesso non rendiamo questo giorno triste. Piuttosto, Zeref?-
-Sta facendo la sua ultima cavalcata...-
Layla vide che sul volto di Rose qualcosa la turbava, quindi decise di camminare insieme a lei a braccetto sul vialetto del giardino, ovviamente senza perdere di vista i due bambini.

-È successo qualcosa?-
Domandò Layla e la rosa si strinse di più al suo braccio.

-Ho paura che non gli vada bene questo cambiamento. Quando gli abbiamo detto che ce ne saremmo andati da Fiore e dalla Nobiltà ne è rimasto scosso-
-È normale, infondo è un cambiamento drastico ed è nell'età della ribellione. Ci siamo passati tutti-
-La tua fase di ribellione non credo sia paragonabile a quella di un adolescente qualunque-
Le ricordò Rose e Layla scoppiò a ridere tenendosi coperta la bocca con la mano.

-Anche tuo marito se è per questo-
-Siete stati due pazzi, se i miei figli facessero una cosa del genere rischierei un infarto-
Entrambe risero di gusto e a interromperle furono le porte dell'imponente edificio aprirsi, seguito da un urlo frustrato.

I bambini si voltarono e videro i loro pardi uscire. Nonostante la loro età, riuscirono a scorgere la tensione che c'era tra i due uomini.

-Quindi vuoi davvero andartene e buttare all'aria tutto?-
Insistette Jude facendo sbuffare l'uomo avanti a lui, seccato e sfinito per la discussione non ancora terminata.

-Sei insistente, Heartfilia. Ti ho detto che me ne andrò! Non puoi obbligarmi a restare facendomi venire i sensi di colpa. Mi dispiace solo per Layla e vostra figlia, ma so che te la caverai ugualmente-
-Papà...-
Lui sentì qualcosa avvolgergli le gambe, e quando abbassò lo sguardo e vide suo figlio Natsu non poté che sorridergli e mettergli una mano sulla testa.

-Adesso andiamo, okay?-
Natsu annuì piano e guardò verso la bella bambina dai capelli dorati che stava accanto a sua madre.

Accennò un sorriso e le porse la mano, facendola rimanere confusa.

-È stato bello conoscerti, magari un giorno ci incontreremo ancora. Vero, mamma?-
Rose si morse le labbra e annuì, cercando di non piangere davanti al figlio.

Sapeva della malattia che Layla stava affrontando giorno dopo giorno e sapeva anche che non le restava molto tempo. Inizialmente lei e suo marito volevano aspettare per stare accanto a Layla, ma fu proprio quest'ultima a obbligarli ad andarsene dicendo loro che non sarebbe riuscita a sopportare di essere i loro freni per una vita migliore.

-Certo, tesoro. Così potrai giocare ancora con Lucy-
-Se lo può scordare!-
-Jude!-
Esclamò Layla guardandolo con rimprovero.

-Non voglio che un Dragneel sia amico di mia figlia!-
-Sono solo bambini! Mio figlio non c'entra con questa storia!-
-È sempre il tuo sangue, Igneel! Adesso andiamo via, Layla-
Jide girò i tacchi e si allontanò verso l'uscita mentre Layla e Lucy restarono sul posto.

-Vedrò cosa riesco a fare per farlo ragionare. Scusatelo-
-Non dargli peso e pensa a te e a tua figlia, a quello ci sarà tempo-
Rose le prese le mani e la bionda annuì, grata ai suoi migliori amici.

Layla prese per mano la figlia e si allontanò da quella famiglia, consapevole che sarebbe quella sarebbe stata l'ultima conversazione con loro.

~○~○~○~○~○~

L'equino dal manto marrone scuro e la criniera mora venne portato dentro il suo box da colui che sarebbe stato poi il suo ex padrone. Zeref chiuse il box e accarezzò il cavallo sul muso, restandoci per qualche minuto.

-È un peccato che tu non possa portartelo con te-
Zeref si voltò vero il suo maestro di equitazione e fece un debole sorriso senza alcuna ombra di allegria.

-Non avremmo lo spazio dove tenerlo, da quello che mi ha detto mio padre-
Zeref si allontanò dal box del cavallo e andò dall'uomo dai corti capelli argenti.

Per tutta la cavalcata aveva solo visto tristezza nello sguardo del sedicenne, ma aveva deciso di non spiccare parola per quelle poche ore che gli rimanevano in compagnia del cavallo.

-Non sarà un addio, giovane Dragneel. Quando ne avrai la possibilità potrai venire qui e fare un'altra bella cavalcata, anche se io non ci sarò-
Zeref spalancò le palpebre e guardò scettico il suo insegnante.

-Cos'è questa storia? Perché te ne vai?-
-Qui non mi trattiene più nulla, ormai. Restare sarebbe solo una perdita di tempo-
Il clacson di una macchina attirò l'attenzione dei due e da essa uscì la famiglia di Zeref al completo.

Natsu, radioso, corse dal fratello e quello lo accolse a braccia aperte.

-Hey Natsu! Ti sei annoiato?-
Quello sollevò la testa tenendo Il mento appoggiato sul suo ventre.

-Per fortuna no, ma con te sarebbe stato tutto più divertente. Com'è andata a cavallo?-
Zeref non rispose, lasciando che sia il suo istruttore a parlare per lui.

-Sempre perfetto, ovviamente-
-Grazie per tutto quello che ha fatto per mio figlio, signor Acnologia-
Igneel gli tese la mano per una stretta, ma quello lo guardò con freddezza e si rivolse al piccolo Natsu.

-Avrei voluto avere anche tu come allievo, sicuramente saresti stato bravo come tuo fratello, se non di più-
Acnologia gli fece l'occhiolino e Natsu si mise a sorridere.

Natsu trovava lo sguardo dell'uomo molto duro, ma lo trovava simpatico e come aveva detto lui, Natsu avrebbe voluto cavalcare anche lui un cavallo insieme a suo fratello. Rose disse Zeref che era ora di andare e quindi Natsu prese la mano Zeref e andò con lui verso la macchina.

-Quindi è un arrivederci-
Disse Zeref voltandosi per l'ultima volta.

-Sì...-
Acnologia gli sorrise e annuì.

-Questo è un arrivederci-
Zeref fece a sua volta un sorriso triste e salì in macchina, pronto a fare le spalle a una parte del suo passato e della sua infanzia.

Quando si allontanarono, Acnologia fece una smorfia e perse quell'espressione che doveva indurre tristezza, lasciando spazio al disgusto.

-Schifosi Dragneel-

~○~○~○~○~○~

Finalmente Zeref chiuse l'ultimo scatolone insieme a Natsu e adesso poteva andare nell'ultimo posto pianificato prima della partenza.

-Posso venire?-
Chiese Natsu puntando i suoi occhioni verdi su quelli scuri del fratello.

Zerf odiava quando faceva così, non riusciva mai a dire di no.

-No, non farlo!-
-Dai, fratellone-
Zeref aveva cercato in tutti i modi di non guardarlo negli occhi, ma in quattro e quattr'otto era per strada con il fratellino per mano.

-Dove andiamo?-
Domandò Natsu evitando le mattonelle orizzontali e quindi saltellando su quelle verticali.

Zeref lo guardò con la fronte corrugata.

-Sei venuto con me senza sapere dove io stia andando?-
In tutta risposta, Natsu mostro i suoi dentini in un luminoso sorriso senza canini.

Zeref lasciò perdere e si voltò nuovamente verso la strada del marciapiede.

-Andiamo a scuola-

Natsu alzò la testa per vedere la cima della struttura dalla vernice gialla e le persiane in legno. Anche se non gli piaceva il colore della struttura, le dimensioni lo ammaliavano comunque. Zeref lo chiamò poco più avanti e subito seguì il fratello maggiore, riprendendolo per mano.

-Okay, Natsu. Aspettami qui in biblioteca e non fare rumore-
Lo raccomandò Zeref e il piccolo Natsu guardò l'enorme stanza pullulata da libri sulle grandi librerie in legno.

Era tutto troppo silenzioso per i suoi gusti.
Guardò Zeref contrariato e scosse la testa.

-Sembra noioso-
-Mi hai seguito? Adesso resti qui. E poi non ci metterò molto, promesso-
Natsu si sentì più tranquillo e senza fare ulteriori storie varcò la soglia della biblioteca.

Zeref guardò l'orario e vide che era l'ora del pranzo per gli alunni, quindi andò dal capo opposto della scuola fino ad arrivare al cortile sul retro. Erano lì, al terzo tavolo a destra dell'area pranzo che si gustavano i loro piatti raffinati.

-Ragazzi!-
Esclamò Zeref andando verso quel tavolo.

Quattro ragazzi si girarono appena riconobbero la voce, restando più che sbalorditi nel vederlo lì, ormai di fronte a loro che sorrideva.

-Zeref, che ci fai qui?-
Chiese l'unica ragazza del gruppo dai capelli biondi e corti.

-Sono passato di qui per salutarvi come si deve, infondo siete i miei migliori amici-
I quattro si guardarono e scoppiarono in una fragorosa risata.

Zeref non capì perché stessero ridendo, quindi restò ammutolito in attesa che uno dei quattro parlasse.

-Migliori amici... sul serio?-
Rise un ragazzo dai capelli neri alzati dal gel.

-Sì... ragazzi, che avete?-
-Vattene, Dragneel-
Tagliò corto la ragazza bionda.

Non poteva credere a cosa aveva appena udito.
Zeref li guardò scettico e confuso mentre qualcosa di doloroso stava per farsi sentire al petto.

-A... andarmene?-
Balbettò lui mentre i quattro lo guardavano con dei sorrisetti soddisfatti.

-Non sei più uno di noi, quindi puoi anche andartene con i poveri e fare finta che noi non ci siamo mai conosciuti-
-Invel... che cosa stai dicendo?-
Zeref passò li sguardo su ognuno di loro per cercare una risposta alle sue domande.

-Whal...-
-Non chiamarmi per nome, Dragneel!-
Zeref si allontanò di qualche passo per le parole del ragazzo dai capelli corvini e dei denti che ricordavano quelli di uno squalo.

Dopo di lui guardò in direzione della ragazza e il ragazzo dai capelli rivestiti di gel.

-Dimaria, Ajeel...-
-Cerca di capire, lo facciamo per la nostra reputazione-
Rise Ajeel e quel piccolo dolore che Zeref sentiva nel petto andò a crescere, costringendolo ad allontanarsi da quelli che un minuto prima li considerava i suoi migliori amici.

*ANGOLO AUTRICE*
Ci ho messo 20 giorni per queste 2000 parole. Non è da me scrivere così poco, lo so, ma ultimamente sto uno schifo e non riesco a stare concentrata a scrivere come vorrei. Poi sono anche occupata a cercare un lavoro, ma ho capito che qui nel mio paese non troverò un cavolo e quindi mi sposterò a Milano... o nei dintorni, basta che io ci possa arrivare con i mezzi.
Sono sicura che non riuscirò a pubblicare prima del Lucca comics, ma mai dire mai.
Anche voi andate a Lucca? Io ci andrò il 3 che sarà un venerdì. Sto sperando che non faccia brutto tempo, visto che devo portare Ace di one piece... capitemi.
Ci sentiamo gente! Ciao ciao! :3

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