Verità -pt 7
<<Salem?>>
Era notte fonda ed io ovviamente, a quest'ora vado a trovare mio fratello. Ovvio no? Sono 5 minuti che busso a questa dannata porta, se Gustav mi trova fuori dalla mia camera di farà pulire le stalle per una settimana, lo fa sempre quando i miei partono. Finalmente la porta si apre. <<Cleo! Che ci fai qui?>> <<Posso entrare?>> si sposta dalla porta e mi lascia passare.
<<Come mai qui?>> <<Ho letto uno dei libri. Quello dalla profezia.>> i suoi occhi emettono un bagliore cupo, pessima notizia. <<Non capisco. Dice: "Quando i due nemici un frutto dell'amore avranno, ad un'angelo rosso la vita daranno". Ma i fantasmi e le streghe non sono acerrimi nemici. Lo sono i lupi e i vampiri, gli angeli e i fantasmi. Che vuol dire Salem? So che lo sai.>> dico guardandolo negli occhi. <<Sai anche tu che vuol dire, solo che hai troppa paura di ammetterlo.>> evita il mio sguardo. Vedo le punte dei miei capelli rossastre, mi sta facendo innervosire. <<Salem. Guardami.>> lui dopo qualche secondo si gira. Ha il volto rigato dalle lacrime. <<Che cosa vuol dire?>> la mia voce è ferma, ma sento che sto per crollare.
Lui si avvicina, sempre di più. È davanti a me, la testa abbassata per guardarmi negli occhi. Ad un tratto mi sento piccola piccola, il mio cuore batte a mille. <<Vuol dire. Che non sei Cleo Steavens. Vuol dire che non sei figlia di coloro che ti hanno sempre detto di essere i tuoi genitori, vuol dire che non sei mia sorella.>> <<E allora chi sono?! Chi sono Salem, dimmelo!>> ormai piango anche io, sto urlando e non m'importa. <<Questa non è la tua vita, non è la tua era Cleopatra Tea Filopatore. Meglio nota come Cleopatra VII o Cleopatra d'Egitto.>>
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