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Quello che so -pt 1

Oggi 21 giugno, solstizio d'estate. Anche il mio compleanno. Oggi compio 16 anni. Apro gli occhi e ritorno nell'universo triste che a quanto dicono è la realtà. Una triste realtà, non so chi sono , cosa sarà il mio futuro e soprattutto cosa mi cela il passato. Scendo le scale a piedi nudi, il marmo freddo contro la pelle è una sensazione piacevole, come avrete capito sono strana. Appena arrivo alle scale mi siedo sulla ringhiera e scivolo per 2 piani, atterro nella posizione "gatto" e poi mi alzo pulendomi le mani con noncuranza. Salem si avvicina e mi guarda con i suoi occhi dorati, Salem è mio fratello maggiore, ha 19 anni e mi odia, ma nonostante questo è iperprotettivo.

Entriamo nella sala da pranzo e ci sediamo ai rispettivi posti aspettando la colazione. <<Sorellina dovresti essere un po' più femminile, oggi compi 16 anni sei una signorina ormai.>> mi dice scrutandomi da capo a piedi. Lo odio. <<Sai Salem, tu dovresti farti un po' i cavoli tuoi. E io non sono una signorina. Sono una guerriera proprio come te.>> un ghigno compare sul suo volto <<Cambierai idea quando mamma ti racconterà il tuo destino. E ricorda: lei non sbaglia mai.>> arriva la colazione.

Appena le cameriere vanno via osservo Salem, chissà cosa gli ha detto nostra madre il Giorno della Verità, al suo 16esimo compleanno. Da lì non siamo stati più amici. <<Tu cosa hai scoperto?>> alza gli occhi dorati su di me e con una mano si scompiglia i capelli neri perfettamente pettinati <<Non te lo posso dire.>> abbasso lo sguardo. Sono una stupida. Perchè me lo dovrebbe dire? Chi sono io per chiederglielo e aspettarmi una risposta? Nessuno. Sento qualcosa che mi alza la faccia e in un secondo mi ritrovo la faccia a pochi millimetri da quella di Salem, che mi sussurra <<Per ora.>> velocemente ritorna al suo posto proprio mentre nostro padre entra in stanza. Io e Salem ci alziamo, nostro padre ci fa un cenno con la testa e ci sediamo. Si schiarisce la voce e ci guarda uno ad uno, sento mia madre dietro di me, ma come cavolo ha fatto senza farsi sentire? Boh.
<<Oggi Cleo saprà la verità. Avvicinati figlia.>>
Sono come paralizzata. Con fatica mi alzo e vado verso mio padre, penso che mi voglia abbracciare o dirmi qualche parola d'incoraggiamento e invece si limita ad accarezzarmi la guancia. I suoi occhi grigi mi guardano con compassione, mi scanso bruscamente da lui e guardo Salem, i suoi occhi dorati sono fissi sul l'uovo che non ha ancora toccato, non mangia mai, o almeno io non lo vedo. Mia madre mi mette una mano sulla schiena e mi spinge fuori dalla sala da pranzo, saliamo le scale ed entriamo in camera mia.

Apre l'armadio di legno nero e ne tira fuori un abito. Un abito semplice, senza gonna ampia, ovviamente nero, con le maniche lunghe e stretto in vita. Lo indosso e mi siedo davanti alla toeletta, guardo il riflesso di mia madre che mi sistema i capelli. Il suo viso è tirato per la concentrazione, a parte qualche ruga vicino alle mani sembra davvero che non sia mai invecchiata. Solo le donne adulte possono portare i capelli sciolti, ma i suoi capelli color cioccolato sono legati strettamente in 2 trecce che le ricadono sulla schiena, i suoi occhi blu incontrano i miei nello specchio, mi sorride impercettibilmente e poi ritorna a lavorare. Finito il lavoro mi guardo allo specchio a figura intera del mio armadio e sorrido, i miei capelli neri sono legati in una coda con delle piccole treccine. Il vestito è aderente ma non stretto. <<Sei bellissima.>> le sua voce decisa è un sussurro, strano. <<Grazie.>> Mi giro verso di lei e inaspettatamente mi abbraccia, sono un po' rigida all'inizio ma poi ricambio l'abbraccio. Ha paura di non rivedermi, il mio precettore mi ha spiegato delle cose riguardo al Giorno della Scelta, ma per me rimane sempre un mistero. Ma non per molto.

Arriviamo all'ingresso quando Salem arriva a passo spedito verso di noi. <<Posso parlarle un attimo?>> non mi ha degnata di uno sguardo, i suoi occhi sono puntati su quelli di mia madre che annuisce. Mi fa cenno con la testa di seguirlo, entriamo nella stanza del personale. Mi siedo su una branda e lo guardo aspettando che mi parli. <<Buona fortuna Cleo. So già qual'è il tuo destino, l'ho capito da quando sei nata. Ti voglio bene Cleo.>> non mi ha mai detto di volermi bene, nemmeno da bambini.. Non so che dire, in casa mia ci si parla raramente, ci si tocca raramente e raramente ci si veste di colori diversi dal nero. <<Ehm grazie Salem.. Io..>> sorride e mi prende le mani <<Non c'è bisogno che tu me lo dica. Lo so.>> imbarazzata mi alzo e torno da mia madre.

L'aria è fredda per essere giugno, ma nel nostro settore non fa mai caldo. Ci sono 5 settori e il Giorno della Verità tutti i 16enni sanno a quale settore appartengono. Dopo l'età adulta si può lasciare il proprio settore e sposarsi con qualcun altro e andare a vivere in un altro settore, una volta lasciata la tua abitazione in un settore non puoi più tornarci. Ci sono 5 settori: fantasmi, vampiri, lupi mannari, angeli e streghe o stregoni. Io sinceramente non so cosa potrei essere, forse un vampiro.. Capelli neri, pelle bianca e bocca rossa sangue, o forse un lupo mannaro.. Orgogliosa, veloce, sensi sviluppati al massimo, una strega non credo proprio, avrei dovuto mostrare comportamenti anomali nell'ultimo periodo, forse un fantasma.. Ma non credo, un angelo è poco ma sicuro che non sono io. Loro sono buoni, gentili, coraggiosi, forti... Io non sono niente di tutto ciò.

Siamo arrivate davanti al Veritorum , un enorme palazzo quadrato nero dove è impossibile mentire. Vederlo dal vivo fa ancora più effetto. Mia madre mi stringe la mano e mi guarda <<Sei pronta?>> dopo 16 anni di menzogne direi proprio di sì! <<Si. Sono pronta>> E così entriamo nell'enorme palazzo nero

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