Capitolo 7- I Ribelli
Esmeralda non ci vede dalla rabbia e aggredisce Alessandro.
Lui, sembra tanto quanto lei, stupito ed impaurito dalla situazione.
Esmeralda prende il pugnale che nasconde nella cintura e glielo lancia in pieno petto.<< Tu avevi promesso che li avresti protetti e invece li hai.. li hai..>> le lacrime iniziano a scorrerle sulle guance.
Alessandro si sfila il pugnale con delicatezza e cerca di avvicinarsi, ma il suo tocco sembra bruciarle sulla pelle.
Esmeralda sente il proprio istinto che gli dice di far tanto male quanto gliene hanno procurato, molto male, ma non in quella stanza infernale che gli ha fatto provare tutto questo, bensì fuori all'aperto, dove non può ne vedere ne annusare tutto quel disgustoso sangue. Si stacca velocemente dal tocco di Alessandro, gli sfila il pugnale dalle mani e lo colpisce più volte ovunque e a caso. Lui ritrova la voce e le urla <<Smettila, non sono stato io!>> Esmeralda non gli crede e lo infilza sulla mano, lo prende per il collo e lo trascina di peso sulle mure di cinta.
Alessandro le tira un calcio violento allo stomaco e lei cade tenendosi la pancia, anche se il dolore che prova, per la morte dei suoi cari, la fa soffrire di più.
Si rialza come una furia per riattaccarlo e lui fugge nella boscaglia. Esmeralda lo insegue inarrestabile e non si rende conto che la stanno circondano. Due uomini le bloccano le braccia e altri due, dopo avere preso molti calci, riescono ad atterrarla per fermarla completamente.
<< Cosa succede capo? >> chiede una voce che riconosce come Frederik.
Alessandro si è completamente ricomposto. Non ha più le spaventose ferite e il suo viso benché tirato e sofferente, non da segni di violenza.
<< Qualcuno ha ucciso i suoi genitori e purtroppo quando li ho trovati è arrivata lei!>>
Indica Esmeralda, la quale si dibatte con tutte le forze.
<< Bugiardo! Tu li hai uccisi! Ti ho visto con il loro sangue addosso! >> Si rimette a piangere, ma gli uomini continuano a tenerla ferma, incapaci di avere compassione per la sua perdita.
<< Stavo controllando se tuo padre fosse ancora vivo, per questo sono ricoperto di sangue! Deve essere stata una trappola! Qualcuno inizia a sospettare che sono il capo dei Ribelli, credo che volevano incastrarti e me morto. Ti hanno fatto credere che ho ucciso i tuoi genitori, sanno bene che combatti per loro, sono a conoscenza del fatto che, chiunque avrebbe osato far del male ai tuoi cari sarebbe morto per mano tua! Inoltre se mi uccidevi, saresti stata colpevolizzata per omicidio nei confronti di un conte è a tua volta condannata a morte! In questo modo si sarebbero ripuliti le mani per la mia morte! Sono sicuro che è il piano del visconte e nessuno avrebbe potuto incolparlo di tale segugio!>>
Esmeralda resta incredula a fissarlo imtensamente, ma dopo scuote la testa.
<<Perché?>> Si mette a piangere più forte, e gli uomini la lasciano andare.
Alessandro le si avvicina e l' abbraccia.
<<Scopriremo chi ha progettato questo crimine>> le accarezza i capelli e la stringe a sé.
I Ribelli si allontanano, anche se continuano a tenerli d'occhio per la sicurezza del loro capo.
Quando i pianti finiscono, lui le prende il viso tra le mani.
<<Adesso non è il momento per parlartene ma ti devo confessare che sono veramente il capo dei Ribelli, come avrai ben capito. Ti lascio ai miei compagni e amici. Ti proteggeranno. Io devo tornare prima che mi prendano per morto, o che la mia copertura salti.>>
Le dona un bacio sulla fronte che la fa rabbrividire di piacere.
Alessandro, con un gesto, chiede ad uno dei suoi uomini di avvicinarsi. <<Lui è James, il mio migliore amico, ti accoglierà nel mio paese- fa un sospiro- prima però devo sapere se vuoi diventare come i Vittoriosi, ovvero uccidere le persone senza rancore.>>
Esmeralda teme su ciò che significhi questa scelta, anche se in cuor suo non ha alcun dubbio.
<<Io non voglio farlo. Posso continuare con gli animali se volete, ma negli ultimi tempi risento sempre più un istinto omicidi nei confronti delle persone che mi fa quasi paura.>>
Alessandro le sorride
<< Bene, allora ti permetterò di fare un' iniezione che ti consente di reprimere questo istinto e continuare a camminare sotto i raggi di sole. Neanche il re è a conoscenza di questa cura. Potrai continuare a essere così per un anno, poi dovrai rifartela somministrare.>>
Lei sospira e si allontana da lui, accorgendosi che fino a qualche minuto prima si era persa nei suoi occhi.
Alessandro torna a Feneis. Si straccia di più i vestiti da far sembrare che torna da una violenta lotta con un solo esito; e con un balzo risale sulle mura di cinta. Il sole sta per sorgere e deve sbrigarsi ad entrare.
Ignis lo vede da lontano e resta a bocca aperta, sorpresa che fosse tornato vivo. Dopo pochi secondi decide di venirgli incontro e abbracciarlo fingendo di essere veramente felice del suo ritorno.
<< Mi dispiace! Non sapevo che eri nella stanza con quegli umani! Se avevi fame potevi venirmelo a dire! Non si dica che i Feneis lascino a digiuno i conti!>>
Lui, arrabbiato, la allontana
<< Inutile che fai la finta tonta! Cosa ti frulla per la testa! Potevi uccidermi! Per fortuna sono più forte di lei e sono riuscito a staccargli la testa! >> le dice con rabbia. Di tutta risposta, da gatta morta, lo guarda con occhi dolci
<<Ma conte come potrei mai farti una cosa del genere? Io ti amo!>> e cerca di riabbracciarlo.
Ma lui è una furia e le urla contro
<< La tua gelosia spropositata nei confronti di un innocente mi ha quasi ucciso! Idiota!>>
Si dirige verso lo studio del visconte ed entra senza bussare.
L'uomo dietro la scrivania sgrana gli occhi
<<Cosa è successo? Un attacco? >> finge, veramente stupito che sia sopravvissuto a quella novizia, più arrabbiata di una Furia.
Ripensa a poco prima a quegli umani che gli erano veramente piaciuti come pasto e sperava che, con la morte del conte e di Esmeralda, si sarebbe tolto non poche grane.
<< Tua figlia ha fatto un casino per la sua stupida gelosia!>> esclama Alessandro e racconta cosa è successo.
Il visconte, profondamente deluso dal mal riuscito piano, decide di fingere di non essere a conoscenza di nulla di ciò che è successo.
<<Mia figlia verrà punita e mandata direttamente nella capitale per scontare la propria pena.>>
Più che altro la manda via per poter scatenare la sua gelosia su altri uomini. È stufo di ripercorrere gli ex di Ignis e tutte le marachelle che procura.
<< Ad ogni modo ricordati che se sei qui, sotto la mia protezione, è per una scelta dei tuoi genitori. Vogliono un uomo di ferro affianco a sé e ora sono sicuro che tu sia pronto per ritornare al tuo paese.>>
Alessandro stringe i pugni.
Quando era piccolo suo padre fu assassinato. È stato allora che decise di unirsi con i Ribelli e quello stesso anno il re lo costrinse ad andare ad allenarsi da uno dei suoi migliori uomini. Il visconte Feneis. Più tardi però questa posizione gli è stata comoda per poter pianificare un modo per poter rubare il libro e presto, avrebbe colto il momento giusto per riuscire nella propria impresa.
<< Vi ringrazio. Tornerò nel mio paese con i vostri insegnamenti lodevoli, e orgoglioso di averli appresi.>> Detto ciò ritorna nella propria camera.
Esmeralda viene condotta attraverso la boscaglia e raggiunge una specie di villaggio quando il sole è ormai sorto. Con sua grande sorpresa uomini normali e Vittoriosi vivono insieme, senza paura. Resta a bocca aperta e James, notando il suo stupore, si mette a ridere.
<<Sai se chiudi la bocca non ti entrano le mosche! >> le fa un occhiolino.
Esmeralda rimane pietrificata però, nel vedere degli uomini dagli occhi di ghiaccio che si avvicinano pericolosamente al villaggio, oltretutto di giorno. Guarda i bambini attorno e poi sposta lo sguardo su James preoccupata.
<< Tranquilla, loro non ci attaccano. Dopo capirai il perché. Lui non può esporsi al sole.>> senza specificare chi era lui.
Entrano in una casupola di legno e scesero delle scale a chiocciola che li conduce in una stanza enorme e verde.
Ci sono moltissimi scaffali con molte boccette piene di strani liquidi. Un uomo pelato, con i baffetti rossi, fa esplodere uno di essi dietro ad un tavolo mogano.
<< Erik! Abbiamo ospiti e te fai esplodere le cose? >> chiede scherzosamente James.
L'uomo alza gli occhi e guardando la nuova arrivata, le viene incontro e le stringe la mano.
<< Piacere! Io sono medico e scienziato pazzo dei Rifugiati!>> Esmeralda ride guardando il buffo uomo.
<< Esmeralda, quindi sei te che mi permetterai di restare al sole?>> chiede divertita.
Lui sgrana gli occhi e la guarda da capo a piedi.
<< Te sei la famosa bambina che ha conquistato il cuore di mio nipote?>>
Prima che lei possa elaborare ciò che ha sentito, una donna dagli occhi di ghiaccio si avvicina a loro e bacia calorosamente Erik sulle labbra.
Poi le rivolge un sorriso. Anche lei è pelata, ma si nota la ricrescita di alcuni capelli.
<<Ciao! Io sono Miele!>>
Esmeralda non crede ai propri occhi. Quella donna le ha parlato, ed è cosciente di ciò che accade.
<< Non mordo cara. Io sono guarita a differenza di molti miei simili e tutto questo grazie a questo favoloso uomo.>> e abbraccia Erik.
Lui di rimando la bacia e dice
<< Cara, questa bellissima ragazza è Esmeralda! Quella Esmeralda! >>
Anche Miele sgrana gli occhi
<< Uao, sei più bella di come ti descrive!>>
Esmeralda arrossisce violentemente. Non si aspetta di piacere ad Alessandro. Prima che la conversazione possa volgere verso ad argomenti poco appropriati, James schiarisce la voce.
<< Deve fare l'iniezione il più presto possibile! >>
Erik la fa sdraiare su una poltrona comoda e le inietta la cura.
Il composto le da un lieve bruciore, ma non è nulla rispetto al trattamento effettuato a Feneis.
Dopo un oretta Esmeralda si sente in piena forza.
<< Grazie di tutto!>> esulta felice.
Miele la prende sotto braccetto e l'accompagna verso l'esterno iniziando a raccontarle della storia del villaggio.
<< Questo villaggio è piccolo, ma tutte le specie vivono in pace grazie a Erik e Alessandro. Loro sono riusciti a copiare alcune pagine dei libri rossi e a modificare molte formule per ottenere questo.-indica intorno a sé- beh sono riusciti nell' impresa perché Erik è il fratello del re!>>
Esmeralda resta a bocca aperta.
Aspetta se Erik è fratello del re e Alessandro è il nipote di Erik..
<<Sai quando venne a morire il padre di Alessandro, è stato un brutto colpo per lui. Il re era troppo preso nei propri affari per accudirlo e non si fidava di Erik. Ma il mio uomo gli ha fatto conoscere anche i lati belli della vita a quel ragazzo! Quando ci ha raccontato di te, di quando eri ancora piccola, ci siamo messi a ridere, mentre in questi giorni che è venuto da noi, ha raccontato di come sei diventata grande e bella.>>
Esmeralda arrossisce nuovamente.
Si fermano davanti ad una casetta fatta tutta di legno, piccola ma graziosa.
<<Momentaneamente non abbiamo case libere e non ti permetterei di dormire a casa di altre persone, quindi ad Alessandro non dispiacerà se abiterai qui!>>
La conduce all'interno. L'entrata offre una cucina e una sala grande con molti giochi a lei sconosciuti. Sulla sua destra vi è una porta che conduce in un piccolo corridoio che porta alla stanza degli ospiti ed a quella di Alessandro e in un bagno. Esmeralda si innamora all'istante di quella casetta.
Ritornano sulla porta d'ingresso e Miele con un sorriso la saluta
<< Più tardi ti porto dei vestiti. Ti conviene riposare perché presto tutta la forza che senti, ti abbandonerà. Da domani sera starai molto meglio! Ah e benvenuta tra noi, Ribelle!>>
E con un occhiolino, torna da Erik.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro