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Capitolo 35- Nel mezzo del nulla

Alessandro e i Ribelli iniziano a camminare su quella infinita distesa di sabbia. Da tutte le direzioni non si vede altro che un mare giallo ed un cielo nero.
<<Come facciamo a sapere se andiamo verso la direzione giusta?>> chiede spazientito uno dei Ribelli al capo.
<<Tanto per iniziare perché disponiamo di una bussola, molto utilizzata sulle navi di una volta; e due perché se il sole sorge a est e tramonta ad ovest, sapremo sempre dove stiamo per andare.>>
Detto ciò tutti si zittiscono, ma il silenzio di quell' uomo li rende tesi e nervosi, sono abituati al continuo chiasso della città o al rumore degli animali del bosco, mentre quel luogo non emette alcun suono, se non quello dei passi dei novizi più giovani.
<<Dobbiamo rientrare nelle carrozze, sta per sorgere il sole!>>
I novizi proseguono la camminata e, finalmente, sotto quel sole cuocente, riescono a sentire la brezza di un venticello, che via via diventa sempre più forte, alzando la sabbia da terra.
<< Cosa sta succedendo?>>
Chiede dall'interno di una delle carrozze Alessandro.
Il più giovane dei novizi si copre la bocca con la mano e urla contro la carrozza.
<<Si sta alzando il vento ed è impossibile tenere gli occhi aperti!>>
Vito s'irrigidisce nel sentire quelle parole.
<<È una tempesta di sabbia!! Presto copritevi sotto i mantelli o verrete soffocati dalla sabbia!>>
Una maestosa nuvola di sabbia si avvicina sempre di più ai viaggiatori.
I novizi poggiano a terra le carrozze e si sdraiano comprendosi totalmente con i tessuti che hanno a disposizione.
Una carrozza, troppo leggera, si ribalta in lontananza e si fracassa in mille pezzi esponendo al sole due Ribelli.
I Rifugiati si contorgono dal dolore mentre mille bolle rosse gli ricoprono la pelle.
La sabbia taglia e scoppia le bolle, causando ancora più dolore agli uomini. Uno di loro, non sopportando quelle atroci sofferenze, si prende il coltello dalla cintura e si decapita con le ultime forze rimastegli.
Le urla raggiungono i novizi e le altre due carrozze. Vito prova a dare dei comandi ma non tutti gli danno ascolto.
<<Non muovetevi in soccorso degli altri dispersi o vi perderete! Queste tempeste disorientano!>>
Un giovane ribelle non gli dà ascolto e cerca gli uomini che erano nella carrozza scaraventata in lontananza.

Passano le ore e solo verso sera il vento si calma. Gli uomini scavano attraverso la sabbia per tornare in superficie, e tutti insieme tirano fuori le carrozze semi seppellite nel suolo.
Erik, appena fuoriesce dalla carrozza, corre verso la carrozza rotta e trova a terra un Ribelle completamente ricoperto di bolle, mentre quello affianco ormai è morto.
<<Non ti muovere. Il sole è l'unico che può lenirci. Ho portato alcune lozioni che possono cicatrizzare le bolle, ma muoverti da qui risulterà veramente doloroso. >>
Il giovane respira a fatica.
<<Va bene. Il sole brucia ma è bellissimo. Inoltre la sabbia mi ha in parte difeso dai raggi o non sarei sopravvissuto. Gaspare?>>
Erik scuote la testa e il ribelle chiude gli occhi dolorosamente.
<<Ribelli aiutatemi! Recuperate tutto ciò che è ancora utilizzabile! Proseguiamo!>>

Esmeralda si ritrova ai bordi della foresta verso l'ora di punta. In lontananza vede una nuvola alta tra il grigio e il giallognolo.
<<Non promette nulla di buono.>>
I novizi si affiancano a lei, mentre la nuvola si avvicina sempre di più.
<<Quali sono gli ordini signora?>>
La regina indietreggia.
<<Resteremo qui. Aspettiamo che la nuvola si svii.>>
Gli uomini indietreggiano con lei e si allontanano dai margini della foresta.
<<Mia regina ci sono delle orme!>>
Esmeralda non se lo fa ripetere e nota che quei passi si dirigono proprio nella loro stessa direzione.
<<Devono essere dei Ribelli! Sicuramente siamo sulla buona strada, ma quella nuvola li ha fermati. Ne sono certa.>>
Si siede all'ombra di un albero e inizia ad allattare David.
<<Marta prendi il libro!>>
La dama di compagnia esegue subito l'ordine e si siede affianco a lei. Esmeralda sente che l'iniezione che le hanno somministrato l'anno prima ha sempre meno effetto. Ogni giorno che passa, risente sempre di più il sangue che scorre nelle vene della dama e la troppa vicinanza gli dà alla testa.
Reprime quell' istinto e aiuta a sfogliare il diario nella pagina giusta.
<<In questo diario si parla di un villaggio al centro del deserto. Una volta raggiunto saremo a metà strada. Gli abitanti erano prevalentemente  uomini quando Sebastian è stato qui. Adesso non ho idea di cosa potremmo incontrare. Non so neanche se qui siano sopravvissuti degli uomini dagli occhi di ghiaccio.
Ci stiamo muovendo in un luogo inesplorato dopo la Grande Guerra Chimica inoltre, io ho sempre vissuto tra le quattro mura di Feneis.>>
Marta ferma il libro su un immagine. Una specie di labirinto.
<< Che cos'è?>
Esmeralda fa spallucce.
<< Non ne ho idea. Sempre l'interno di una specie di edificio. Sono sicura che Stephan sappia più cose di noi.>>
La dama di compagnia la fissa negli occhi.
<< Perché non gli avete detto del libro e del ciondolo?>>
<< Non mi fido di quell'uomo. Ha un fare sospetto e non dice molto di sé. Come se nascondesse qualcosa. Secondo il libro, il ciondolo apre una specie di porta o qualcosa di simile. Purtroppo il restante delle pagine sono state distrutte, strappate o bucate al centro. >>
Le due donne restano a sfogliare il diario fino al calar del sole.
Stephan si avvicina a loro.
<< Finalmente sono fuori da quella carcassa! Odio gli spazi chiusi e stretti! Come mai ci siamo fermati?>>
Esmeralda non lo calcola e si perde a guardare verso il deserto ormai silenzioso e tranquillo.
<< C'è stata una tempesta di sabbia. Alessandro deve essersi per forza fermato e credo ci saranno dei feriti. Li raggiungeremo al più presto.>>
L'uomo annuisce.
<< Non vengo qui da moltissimi anni>>
La regina si alza difronte a lui.
<< Conosci questi posti?>>
Lui fa una smorfia.<< Un tempo. La memoria ha cancellato quella brutta parte della mia vita.>>
<< Perché?>>
Stephan si volta e fa per andarsene.
<< Regina o meno non sono affari suoi!>>
Ad Esmeralda sale la rabbia, ma è consapevole che ordinare non servirebbe a nulla.
<< Preparatevi, andremo dritti al centro del deserto!>>

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