Capitolo 4
Stava per chiedere un'ultima cosa a Thuban, quando l'immagine del drago si dissolse per lasciar posto alle facce preoccupate dei suoi amici.
-Sofia- chiamò preoccupato Fabio -stai bene?
Sofia annuì,ancora stordita, alzandosi dal pavimento, dove, dal dolore, si era accasciata.
-Era Thuban- disse guardando negli occhi ad uno ad uno i suoi amici.
-Che ti ha detto?- le chiese Karl.
-Sedetevi-disse lei e, quando i suoi amici si furono sistemati, iniziò a raccontare.
Quando finì lo sconcerto era dipinto sui volti di tutti.
-Non può essere vero- disse Ewan -Insomma Thuban aveva detto che l'era dei draghi era finita, e adesso ci troviamo a dover distruggere il figlio di Nidhoggr!?!
-È un'assurdità- aggiunse Lidja scuotendo la testa.
-State dicendo che Thuban ci sta mentendo?- quasi urlò Sofia.
-Lo sai che ci fidiamo di Thuban- le rispose Lidja, iniziando a scaldarsi-Ma questa cosa è un'assurdità.
-Siamo tutti un po' scossi- disse Karl cercando di placare gli animi-Abbiamo tutti bisogno di un momento per riprenderci -disse guardando Lidja -e poi se non sbaglio qualcuno deve ancora dire la sua-aggiunse guardando Fabio e Chloe.
-È una cosa assurda- disse quest'ultima- ma credo in Thuban e anche negl'altri draghi e so che non ci direbbero mai una bugia.
-Fabio?-disse Karl
-Io sono dell' opinione -cominciò il ragazzo dai capelli ricci -che dovremmo approfondire la cosa, magari facendo delle ricerche -disse guardando Karl che annuì.
Karl era abilissimo nel navigare nella rete e non vedeva l'ora che si presentasse l'occasione per perdersi nel mare di Internet.
-Poi-continuò Fabio -dato che c'è di nuovo una viverna in circolazione che vuole farci la pelle, direi che è il caso di trovare un'altra gemma dell' albero del mondo in modo che si riattivi la barriera.
-Finalmente-disse Lidja sarcastica -per una volta hai detto una cosa intelligente.
Fabio le scoccò un'occhiataccia ma Lidja lo ignorò.
-Resta però il problema del dove trovarla- disse Karl.
-A questo ci penso io- disse una voce proveniente dalla porta.
I ragazzi si girarono e trovarono il professor Schlafen, che teneva una boccetta in mano.
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