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"TUTTO TORNA COME PRIMA"

Ciao a tutti!
Tutto ciò per me è una nuova avventura. Questa è una fanfiction dedicata al seguito della ragazza drago, ma si può leggere anche se non si conosce il libro.
Spero tanto che vi piaccia.
Che inizi la storia!

SOFIA

Mi svegliai nel bel mezzo della notte. Sentivo una strana sensazione di soffocamento.
Mi alzai, le ginocchia ancora molli e le palpebre pesanti.
La luna, imponente e leggiadra, aleggiava stanca sopra il lago di Albano. Non riuscivo a godermi completamente quello spettacolo. Non avevo avuto nessun incubo ma comunque ero scossa... sentivo che era successo qualcosa.
Come chiamarlo?
Sesto senso femminile? Comunque sentivo nell'aria che qualcosa fosse cambiato.

Mi misi i miei jeans preferiti e un maglione verde di quelli larghi e comodi.
Nonostante fosse notte fonda, avevo deciso di andare a fare una passeggiata nella villa per scaricare la tensione che si era formata e annidata nel basso ventre.

Erano passati solo sei mesi dalla battaglia finale e io mi ero ormai convinta che niente sarebbe tornato come prima: il prof non si sarebbe mai ricordato più niente, i nostri draghi sarebbero rimasti solo dei ricordi e noi comuni esseri umani.

Io, Lidja, Fabio, Karl, Chloe e Ewan continuavamo a stare insieme, nonostante tutto.
Oramai quasi tutte le notti rimanevano qua a dormire e fino a tardi e ricordavamo quello che avevamo passato, seduti sul divano a leggere nei nostri sguardi i racconti delle nostre avventure passate. Sempre andavamo a dormire con un po' di amaro in bocca.

Io e Fabio eravamo in una situazione di nebbia più totale, non stavamo insieme, o forse sì. Io mi ci sarei fidanzata all'istante perché mi piaceva ed ero consapevole del fatto che lui ricambiasse questo sentimento, me lo aveva pure detto.
Ci comportavamo da fidanzati, ma lui non mi aveva mai fatto l'importante "dichiarazione", che per me era essenziale.
Allora concludevo le mie paranoie/disagi/film mentali pensando che lo eravamo ma non ufficialmente.
Pensieri da povera illusa innamorata, mi dicevo a volte. Ma che mi scaldavano il cuore come nient'altro. Perché, effettivamente, Fabio era il pensiero più dolce che accompagnava le mie giornate.
Aspettavo con ansia quella dichiarazione che, però, tardava ad arrivare.
Alcune volte era scostante e scorbutico ma molte altre volte era dolce e sensibile.
Mi piaceva da matti, questo potevo ammetterlo senza ombra di dubbio.

Lidja ed Ewan erano quel tipo di coppia tutti baci e abbracci. Sempre e costantemente abbracciati.
Molte volte li avevamo colti  di sorpresa mentre si sbaciucchiavano. Erano molto carini, quasi quanto Karl e Chloe.
Quest'ultimi si davano sempre la mano e quando i loro sguardi si incrociavano mentre c'eravamo anche noi diventavano tutti rossi. Erano tenerissimi!!!

Il prof era quasi sempre fuori per lavoro ma non era più la stessa cosa... lui non sapeva.
E con questo non affermavo che non gli volessi più bene, anzi, era la persona a cui tenevo maggiormente, ma non potevo sfogarmi con lui. Lui non sapeva più, non ricordava il vero motivo per cui ci fossimo conosciuti e il motivo per cui conoscesse anche gli altri.
I suoi ricordi erano svaniti come fanno le tenebre all'innalzarsi del sole.

Andava tutto per il verso giusto, finalmente avevamo una vita normale: senza draghi, battaglie, nemici, frutti... ma tutto ciò mi mancava troppo.
La mia me era svanita con Thuban.
Quei ricordi sembravano bruciarmi nel petto e ardevano con vigore. Il fiato mi si spegneva, a volte, perché il dolore che provavo per la mancanza di una parte della mia anima era troppo pungente e assillante.

Uscii dalla porta e andai verso la biblioteca, il mio posto preferito.
Dopo il lago, ovviamente.
I libri erano la mia vita.
Erano il mio passatempo preferito e non avrei saputo cosa fare senza di loro.
Soprattutto  Lidja mi rimproverava sempre dicendo che mi stavo rintronando a leggere così tanto. Ma, tutte le volte, concludeva le frasi mettendosi a ridere e capivo che mi stava prendendo in giro.
Amavo anche la sua parte ironica nei miei confronti, oltre a tutto il resto. Avevo conosciuto più a fondo Chloe e avevo riscoperto una ragazza forte, simpatica, determinata e matura.
Insieme creavamo un trio perfetto.

Arrivai in biblioteca e mi misi seduta al tavolo dove un tempo c'era il pulsate per scendere al dungeon.
Mi mancava da matti il tepore della gemma sulla mia pelle.
Come il sole estivo che ti accarezza con delicatezza e ti rigenera così da farti sentire rinata, come un fiore a primavera.

Fissai il vuoto ancora avvolta in quei pensieri che si ostinavano a non lasciare mai la mia mente.
Sentii dei passi fuori dalla porta e mi infilai in una rientranza nascosta per metà da una libreria.

Era il prof.

<<Devo scendere al dungeon, sento che è successo qualcosa e devo andare a controllare immediatamente >>

Cosaaa!!! Il prof ricorda? Cosa va blaterando?

Cercò il tasto sotto il tavolo e premette con forza. Come per magia la porta del dungeon si aprì e il prof ci scomparve dentro.

Stavo sognando, stavo sognando, stavo sognando...

<<Devo avvisare gli altri!>> mi dissi con mani tremanti mentre la porta del dungeon si richiudeva davanti ai miei occhi stanchi.
Uscii dal mio nascondiglio ma non feci in tempo a fare un passo che un albero immenso e possente crebbe dal pavimento fino a perforare il soffitto riprendendo possesso del suo posto.
Il mio amico! Il mio vecchio amico!
Le sue fronde erano rigogliose e verdi smeraldo, rilucevano sotto la luce delicata della luna.

Sperai fortemente che mi fossero tornati i poteri.
Thuban?
Ci sei?
Mi senti?
Non ricevetti nessuna risposta.

Tornai in camera mia dicendomi che se fosse stato tutto vero, avrei potuto scoprirlo solo l'indomani mattina, quando sarei stata lucida di pensiero e riposata.

FABIO

Mi svegliai perché mi sentivo osservato. Non avevo dormito benissimo perché una sensazione strana mi aveva attanagliato lo stomaco.
La ragazza che mi guardava, dai piedi del letto, era Sofia:
<<Buongiorno!>> mi disse tutta esaltata.
<<Come mai sei così di buon umore questa mattina, rossa?>> mentre glielo chiedevo le feci cenno di sdraiarsi vicino a me. Lei si avvicinò e si mise sotto le coperte rifugiandosi nel mio abbraccio
<<Questa notte è successa una cosa incredibile>>
<<Mi hai sognato!?>> dissi mentre entrambi scoppiammo a ridere, divertiti dal mio eccessivo egocentrismo.
<<Forse sì, forse no>> mi disse
<<E poi ora non ha importanza te lo dico dopo. Sono venuta a svegliarti, perché devi fare presto! Vieni giù a fare colazione, veloce!>>
<<Calmati...>> le sussurrai avvicinandomi.

Il mio viso  stava sfiorando il suo, poi cominciai a baciarla.
Un bacio dolce.
Mi piaceva da impazzire: I suoi capelli, i suoi occhi, le sue labbra, le sue battute, le sue lacrime, i suoi sorrisi... non avrei saputo cosa fare senza di lei.

Probabilmente sarei morto...

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