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"TRA LE FIAMME"

ADELE

Corsi il più velocemente possibile, il cuore mi martellava nel petto a ritmo irregolare e il respiro si faceva affannoso ma la calma era glaciale, dovevo cercare di non farmi prendere dal panico.
"Il panico è una delle poche cose da evitare, può solo nuocerti" ricordai le parole di papà e quel pensiero mi diede la spinta per andare avanti e per continuare a cercare. Aprii tutte le porte che mi si pararono davanti. Non avevo vie di fuga. Il caldo si stava facendo soffocante e il fumo era talmente tanto che sembrava palpabile.

Mi sentivo persa e le gambe erano indolenzite. Il pavimento era regolarmente scosso da leggeri tremori.

Avevo i sensi affinati, e percepivo ogni suono, ogni spostamento d'aria, ogni odore che non fosse quello del fumo, ogni movimento che mi sembrava anomalo... ero pronta a scattare in qualsiasi momento.

Mi si accese una lampadina solo dopo dieci minuti... <<Le scale antincendio>> dissi da sola, come una pazza. Come avevo fatto a non pensarci prima? Mi chiesi, scioccata dalla mia stessa stupidità. Dovevo cercare una via più semplice delle scale che erano pericolanti.

Mi avvicinai alla grande porta che mi separava dalle scale di ferro fuori dall'edificio, toccai il maniglione rosso e fu il mio udito che non mi tradì. Balzai all'indietro prima di rimanere schiacciata sotto la porta bianca e pensante delle scale. Era stata buttata giù... forse non aveva retto al calore ed era ceduta. <<Ma caspita!? Perché tutto a me?>> esclamai tra il sorpreso e il furioso.

Ero accucciata a terra e guardavo il fuoco che scoppiettava dietro i resti della porta bianca. Il rosso e la danza delle fiamme mi incantava e terrorizzava allo stesso tempo.
Mi sembrò di sentire il dolore atroce delle fiamme che bruciavano un corpo come se ci fossi entrata. Rabbrividii e feci come scrollarmi questi pensieri di dosso.

Le fiamme dietro di essa scoppiettavano e io le guardavo incantata, rannicchiata a terra ancora frastornata. Il sudore scendeva freddo sul collo e mi imperlava la fronte. Come facevo adesso? Pensai.
Ero sola, non potevo contare su nessuno. Le scale distrutte, anche se avessi provato ero troppo debole per saltare il burrone che si era creato, il quale sarebbe stato più semplice da risalire che da discendere. Se mi fossi fatta male sarebbe stata veramente la fine. La scala antincendio era fuori uso, distrutta dal fuoco... e io? Dovevo aspettare che qualcuno mi venisse a recuperare. Non avevo modo per andarmene e non sarebbero riusciti a venire a soccorrermi, magari non si erano neanche accorti che non ci fossi. Tanto a chi importava ?

<<Merda, merda, merda...>> continuavo a sussurrare tra me e me. Le fiamme si avvicinavano assassine.
Mi rialzai in piedi, cercai di togliere la polvere dai pantaloni e peggiorai solo la situazione.
Il fumo aumentava, ma riuscivo a vedere ancora abbastanza bene.
Feci per andarmene a cercare un'altra via d'uscita, ma dal fuoco uscì qualcosa, anzi qualcuno.

Una sagoma indefinita. Uscì dalle fiamme e rimase a guardarmi.
Era una ragazza: lunghi capelli biondo platino e occhi neri come la pece, non si distingueva l'iride dalla pupilla. Era magra e alta, forse come me ma con quei mega-tacchi mi sovrastava di circa sette centimetri. La sua bellezza mi accecò e rimasi a guardarla fissa e a studiarla. Aveva dei pantaloni attillati di pelle come la giacca che portava sopra la canottiera rossa... rossa come il suo rossetto, come il fuoco, rossa come il sangue.

Mi sentii piccola sotto il suo sguardo.

Mi guardò per un attimo: la felpa mi circondava la vita, i jeans erano strappati in più punti scoprendo la pelle ancora leggermente abbronzata dall'estate, la camicia era strappata verticalmente sulla manica destra, i capelli pieni di polvere sfuggivano dalla coda di cavallo ricadendomi fastidiosamente sugli occhi. Non potevo competere con lei, non ci provai neanche.

<<Ciao... allora sei te? >> mi disse con una voce cristallina che nascondeva crudeltà e odio.
<<Sì, sono io. Cioè, io so chi sono, il problema è che non so chi sia tu.>> le dissi. Credevo fosse un miraggio o un'illusione... questa ragazza era passata tra le fiamme!
<<Mi sa che hai sbagliato persona perché io non ti conosco>> le risposi educata. Ma il sangue mi pompava nelle vene inarrestabile e il cuore tuonava nella cassa toracica. Lo poteva sentire? Nonostante ciò il mio viso rimase impassibile, non facendo trapelare le mille emozioni che mi scompigliavano i pensieri.

<<Io sono Edith, e sono una viverniana. E sono nata per uccidere te e i tuoi amichetti "speciali">> rispose con un'espressione disgustata.
<<Speciali? Amichetti?Viverniana?>> ma che stava dicendo questa?
<<Beh... non sai ancora niente. Allora sarà più facile ucciderti. Ma prima ti avviso, vallo a dire ai tuoi amici e simili, il mio Padrone sta tornando ed è più forte di prima, conquisterà questo squallore e governerà su qualsiasi cosa donando terrore e distruzione. E voi luridi draconiani non potrete fare niente per sconfiggerlo. >> ammise con un sorriso diabolico sulle labbra.

Rimasi bloccata sul posto, questa qui aveva detto che mi voleva uccidere! Adele scappa, scappa, scappa...
<<Io non so neanche di cosa tu stia parlando, perché mi dovresti uccidere?>> le chiesi per perdere un pò di tempo, mentre mi alzavo piano piano preparandomi a correre.
<<La mia missione non è ucciderti, devo portarti viva al mio Padrone, ma non ha accennato a nulla sul fatto di non poterti farti male. Quindi stai sicura che con me non morirai, ma soffrirai fisicamente e psicologicamente.>> mi rispose crudele

<<Ma cosa sono? Perché mi volete morta?>> chiesi ancora incredula... avevo solo quindici anni, e sarei morta così, non mi stava bene, per niente. Se dovevo morire, di certo non per mano sua! Era questione di principi.
<<Tu sei la settima draconiana, senza di te e senza il tuo drago i tuoi amici non avranno speranze di riuscire a vincere. Uccidendo te uccidiamo il tuo drago e quindi la battaglia sarà molto più breve. La nostra vittoria sarà lampante.>> rise sprezzante.
<<Il mio drago... ma io sono una persona normale, cosa vuoi da me!? Stammi lontana!>> urlai.

<<Adele , cara Adele... forse non hai ancora capito chi sono io. >> aveva la faccia infuriata, forse non amava prendere ordini. Le feci cenno di no come per rispondere alla sua domanda.

<<Io sono il tuo peggior incubo.>>

Iniziai a correre a perdifiato tra i corridoi che per me erano così familiari ma che ora non riuscivo ad identificare, sentivo la presenza di Edith dietro di me che mi seguiva come una furia. Ad un tratto una scossa violenta mi percorse l'avambraccio. Una fiammata nera mi aveva bruciata. Il dolore mi fece venire la pelle d'oca e iniziai a tremare involontariamente. Avevo sempre pensato di avere una soglia del dolore alta ma non ero mai stata abituata a questo tipo di male. Perché se no avrei detto il contrario, in quel momento mi sarei voluta staccare il braccio, era come se bruciasse e come se le fiamme mi scorressero nelle vene insieme al sangue e mi disintegrassero dall'interno.
Ma io non sarei morta e avrei sopportato tutto il male del mondo per non darle soddisfazione.

Con uno scatto fulmineo cambiai corridoio e mi infilai nella mia classe senza farmi vedere da Edith. Mi nascosi dietro la porta, l'unico posto da nascondermi intatto perché il resto era stato tutto distrutto, anche se era abbastanza ridicolo come nascondiglio.
La sentii che camminava silenziosa tra le mura del corridoio e che arricciava il naso, sentivo il leggero tremore del pavimento che veniva colpito regolarmente dai suoi tacchi. Entrò nella classe.

<<Mia piccola Adele ? Vieni qua che ti mangio...>> disse
Ormai non avevo più il controllo del mio corpo. Era come se si muovesse da solo, come se sapesse già cosa fare.

FABIO

Il prof ci si avvicinò con aria abbastanza grave. Mi misi all'erta. I muscoli tesi.
<<Ragazzi>> sospirò <<C'è stato un incidente nella scuola: è scoppiato un incendio dopo un terremoto potentissimo.>> ci guardò uno a uno negli occhi.
<<Sofia, Lidja... e Karl stanno bene?>> chiese Chloe, dando voce a tutti i nostri pensieri.
<<Loro stanno bene, Sofia dopo l'accaduto mi ha contattato immediatamente.>> rispose lui, ma notavo dalla sua ruga tra le sopracciglia che in realtà non ci aveva detto completamente tutto.
<<Prof>> ormai anch'io avevo preso l'abitudine di chiamarlo così <<cos'è che non ci hai ancora detto? Cosa c'è che non va?>> chiesi testardo.
<<Non tutti sono riusciti ad uscire dalla scuola.>> noi ex draconiani ci guardammo un po' perplessi.

<<Adele ...>> sussurrò Ewan.
<<Lei è rimasta intrappolata. Sono arrivati i soccorsi. La stanno andando a cercare.>> disse il prof in tono, quasi, e dico quasi, sollevato.
<<Io vado a farmi un giretto... se ci sono notizie contattatemi>> dissi con tonalità annoiata. Loro annuirono. Sentii solo il prof dire <<Ho bisogno di voi per un'altra commissione...>> poi uscii dalla stanza e corsi giù dalla rampa di scale.

La " ragazza delle scale", come l'avevo soprannominata, che riuscivo a vedere solo io, mi si piantò davanti e fece come per accarezzarmi il viso, mi sussurrò <<Stai attento>> la schivai e corsi via. Verso la scuola.

KARL

Erano ormai 20 minuti che stavamo aspettando, da 10 minuti i pompieri erano andati a cercarla. Ma non avevamo ancora nessuna notizia. Sapevamo solo che avevano avuto problemi a trovare il modo di salire al secondo piano.
Lo squadrone era uscito per studiare la struttura della scuola, ma stavano solo perdendo tempo.
Sentivo che c'era qualcosa di strano. Di anomalo. Non erano stati comuni terremoti e incendi... c'era qualcosa di malvagio sotto, qualcosa che parlava di Nidhoggr.

Sofia si mangiava le unghie, Lidja si acconciava i capelli in modo diverso ogni tre secondi, io tamburellavo nervoso le dita sul legno marcio della panchina su cui eravamo seduti.
Sofia si rigirava e rigirava una busta gialla tra le mani.
<<Che cos'è?>> chiesi incuriosito
<<E' di Adele ... quando le scale si sono separate, lei me l'ha lanciata.>> sospirò << Mi ha detto di proteggerla>> mi guardò negli occhi, nel mentre Lidja aveva optato per uno chignon.
<<Ma sento che c'è qualcosa che non va, ho paura che ci sia lo zampino di qualcun altro. E voi sapete perfettamente a chi mi sto riferendo>> ammise
<<Sento qualcosa anch'io, ma cosa potremmo fare se non abbiamo i poteri? Magari non è niente... lo spero tanto.>> disse Lidja, quasi affranta dall'impotenza.
<<Il prof ha suggerito di rimanere fuori e controllare da qua, fin'ora non si sa ancora niente, ma mi sembra abbastanza sveglia da riuscire a sopravvivere.>> dissi non troppo convinto, non del fatto che non fosse furba per uscire, ma del fatto che forse non sarebbe riuscita a sconfiggere un viverniano se le fosse comparso davanti.

L'arrivo di Fabio mi riscosse dai miei pensieri .
Si arrestò solo quando fu davanti a noi, il sudore gli scendeva piano sul collo, le guance arrossate per la corsa.
<<Hai corso dall'hotel a qua?>> chiese Sofia un po' preoccupata.
<<Certo>> rispose fiero lui.
<<Cosa sta succedendo?>>
<<Eravamo in classe. Durante la seconda ora, il pavimento ha iniziato a oscillare pericolosamente e così anche i banchi, la lavagna,, i mobili, qualsiasi cosa. Poi abbiamo sentito uno in corridoio che urlava al fuoco. Ci siamo messi in fila, la prof davanti e noi tutti dietro. Adele era la chiudi fila, doveva chiudere le finestre. Anche se non so cosa potesse servire. Noi come classe eravamo gli ultimi ad uscire. Abbiamo sceso la prima rampa di scale e solo a quel punto lei ci raggiunse... ma non ci riuscì perché ci fu un'altra enorme scossa e le scale tremarono fino a staccarsi non facendola passare. Ci ha urlato di andare e ha lanciato a Sofia la busta gialla... lei ha detto che troverà un'altra via d'uscita e di non preoccuparsi.>> dissi velocemente a Fabio.

<<Non è ancora uscita, vero?>> chiese lui, intanto stava recuperando il fiato.
Tutti e tre facemmo segno di no con la testa.
Lui si mise a correre verso la scuola, noi all'inizio siamo rimasti pietrificati. Mi alzai di scatto.
<<Voi due rimanete qua, se vedete qualcosa avvisate immediatamente il prof. Noi arriviamo.>>
Corsi anch'io verso la scuola bruciante.
Tra le fiamme.

#angoloautrice:Ciao a tutti ! Questo è il nuovo capitolo. La storia si sta facendo interessante. Adele riuscirà a sopravvivere? E cosa dovrà fare il prof con Ewan e Chloe? Potreste scoprirlo solo se continuerete a leggere. <3

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