Capitolo 5
Mi sveglio e guardo l'orologio.. Le nove. Sono in tempo per la colazione. Tony sarà già là quindi mi alzo e mi sciacquo velocemente il viso per poi mettermi il costume bianco. Mi guardo allo specchio e noto un leggero livido sulla coscia: è il punto dove ieri Tony mi ha colpita. Gli passo il dito sopra e brucia un po' così metto della crema sperando di calmarlo. Accendo il mio cellulare nuovo e noto che Tony ha messo come sfondo home una nostra foto: lui ha la sua solita divisa da maître mentre io indosso il mio costume rosso. Siamo malconciati ma la foto è bella lo stesso.
Mi chiedo perché a volte deve essere così violento. Quando non lo è stiamo così bene. Io davvero non riesco a sopportare gli schiaffi, i lividi.. Non lo reggo. Non siamo mica Christian Grey e Anastasia Steele. Noi siamo dei ragazzi normali.. Beh, forse no però almeno cose normali dovremmo farle. Io non la tollero la violenza e lui forse, finalmente, l'ha capito. Non ne sono davvero sicura, magari ieri non era davvero arrabbiato e quindi ha lasciato perdere. Ma non voglio che accada di nuovo come giovedì sera. Quella sera non potrò mai dimenticarla.
Erano le quattro del mattino e io avevo aspettato Tony. Stavamo andando nella stanza a dormire vista l'ora tarda. Era visibilmente teso anche se non capivo il motivo, e nemmeno mi azzardavo a chiederglielo. Entrammo in stanza e ci spogliammo.
-Non voglio che indossi più quella maglia- mi disse all'improvviso.
-Come scusa?- chiesi io irritata.
-Hai capito. È trasparente. Si vede tutto e non mi piace.- spiegò le sue ragioni.. Inesistenti.
-A me si- dissi facendo spallucce e indossando dei pantaloncini del pigiama e un top.
Mi diede uno schiaffo sul sedere e io mi girai accigliata.
-Non hai capito. Ho detto che non voglio vedertela più addosso. MAI PIÙ.- disse serio, gli occhi più scuri del solito.
-Non puoi dirmi cosa indossare o no- risposi io anche se iniziavo a tremare.
-Ora ti farò capire meglio- disse prima di prendermi con forza e gettarmi sul letto. Mi morse la pancia scoperta lasciando il segno dei denti: per poco non usciva il sangue. Mi tirò i capelli per farmi girare e inizio a sculacciarmi con forza. Sentivo le mie natiche arrossarsi e accaldarsi sotto le sue mani e anche le mie guance facevano lo stesso a causa del dolore. Lo pregai di smettere ma lui in risposta mi colpiva ancora più forte e con la stessa forza tirava i miei capelli.
Smise quando non mi sentì più urlare e pensò di avermi fatta svenire.
In realtà, desideravo con tutte le forze di svenire ma non ci riuscii.. Stavo solo incassando i colpi senza lamentarmi.
Quando mi vide in quelle condizioni smise e mi abbracciò chiedendomi perdono e promettendomi che non l'avrebbe mai fatto. Dopo un giorno lo perdonai.
Scuoto la testa, non voglio pensare ancora a quei momenti.
Mi avvicino al tavolo per prendere le chiavi e noto un biglietto con la sua calligrafia e accanto una rosa rossa.
"Scusa per ieri sera. Sono uno stupido. Ci vediamo a colazione, mia principessa."
Sorrido leggermente e odoro la rosa: sa bene che sono i miei preferiti.
Prendo un bicchiere e mettendogli dell'acqua vi poso dentro la rosa. Nel pomeriggio andrò a comprare un piccolo vasetto. Prendo la borsa, le chiavi e gli occhiali da sole ed esco dalla stanza diretta al ristorante.
-Buongiorno- dico dando un bacio sulla guancia ad Alessio che si trova davanti la porta del ristorante.
-Buongiorno bellissima- mi risponde sorridendomi e mi fa spazio per entrare.
Un finto tossicchiare mi fa voltare verso destra e lì noto Tony intento a guardarmi. Vado da lui dandogli un bacio sulla guancia e lui mette una mano sul mio fianco e la stringe leggermente.
-Va tutto bene?- chiede premuroso.
Lo guardo: i suoi piccoli occhi castani sono timorosi della risposta e un po' mi dispiace. Si sente in colpa.
-È tutto okay- dico prima di prendere un cornetto e sedermi al mio tavolo.
-Cosa farai di bello stamattina?- mi chiede seguendomi.
-Penso che andrò al mare- dico. In realtà non mi piace molto però oggi sono in vena di ascoltare il rumore delle onde che si infrange sugli scogli.
-Divertiti- mi dice prima di allontanarsi, poi fa un passo indietro.
-Grazie- mi sussurra all'orecchio prima di depositarmi un bacio sulla tempia.
Lo osservo allontanarsi. Come può un ragazzo che sembra così normale e tranquillo, essere in realtà molto violento? Sospetto che ci sia qualcosa nel suo passato che l'abbia fatto diventare così. Okay, ammetto di leggere molti libri e anche di vedere molti film polizieschi ma questo pensiero non è condizionato da essi. Lo penso davvero. Sospiro ed esco dal ristorante, avviandomi verso il mare.
***
Mi sento più rilassata dopo aver passato la mattinata al mare e sento il mio stomaco brontolare così mi avvio verso il ristorante.
Saluto con un sorriso Tony, che è intento a servire il tavolo del direttore, e mi accomodo al mio. Adoro il mio tavolo perché si trova in un angolo quindi le persone non sempre mi notano ma io, a differenza loro, noto tutti. Infatti osservo la solita coppietta di sposini che si scambiano occhiate fin troppo sdolcinate, a destra due anziani che dopo aver trascorso l'intera vita insieme non hanno più niente da dirsi e anche una coppia intenta a litigare per non so quale motivo. È perfetto.
-Posso sedermi?- mi chiede un ragazzo alto con una maglia blu dell'animazione.
Alzo lo sguardo e mi accorgo che è proprio il ragazzo misterioso. Mi sta sorridendo rivelando due meravigliose fossette. Scuoto la testa e lui si siede.
-Sono Gabriele- dice presentandosi.
-Lo so, ti ho visto ieri alla presentazione- dico la verità e mentre lui mi sorride di nuovo, lo osservo.
Ha due occhi marroni e intensi, sembra che riescano a leggere dentro i tuoi pensieri quando ti guarda, gli zigomi sono pronunciati, il naso all'insù e ha delle stupende labbra carnose tutte da baciare dalle quali posso vedere che porta l'apparecchio. Sembra troppo bello per essere reale e io mi sento incantata.. In tutti i sensi.
-Gli animatori dovrebbero avere un tavolo per loro- dico forse un po' acida.
-Abbiamo nuove disposizioni: dobbiamo sederci insieme agli ospiti.- mi spiega -Ma se vuoi posso spostarmi-
-Oh no..- mi affretto a dire, non voglio mandarlo via anzi...
-Hai degli occhi così... Verdi.- mi dice mentre mi scruta con quegli occhi magnificamente castani e scuri.
-Li ho presi da mia madre- dico pentendomene subito, non voglio parlare né tantomeno pensare a Denise.
-Ma i tuoi dove sono? Non penso che ti lascino venire in vacanza da sola- mi chiede ovvio e forse un po' troppo invadente. Sorrido e lo guardo.
-Non hai ancora capito chi sono?- gli chiedo con un ghigno.. Tutti mi conoscono e tutti sanno la mia storia. Non penso sia così stupido. Ma lui continua a guardarmi in modo interrogativo.
-Mi chiamo Miranda.- dico e lui spalanca gli occhi.
-Sei tu? Tu sei la famosa ragazza della stanza 257?- mi chiede incredulo e io annuisco.
-Non sapevo fossi tu, scusami. Mi hanno parlato di una ragazza abbandonata e bla bla bla ma non pensavo fossi tu. Davvero, se l'avessi saputo non ti avrei chiesto dei tuoi.- dice abbassando lo sguardo mortificato anche se non lo sembra molto.
-Non fingere con me- dico quello che penso e lui mi sorride.
-Scusa, solo che a volte sono un cretino.- dice ridendo e lo seguo anch'io.
Parliamo del più e del meno fino a quando non si alza.
-Io vado a riposarmi un po'.-
Mi sembra quasi un invito.. Che ci provi così spudoratamente con me?
-Vado anch'io- dico nel dubbio.
-Ci vediamo, Miranda- dice e il mio nome pronunciato dalle sue labbra mi provoca un brivido.
Mi da un bacio sulla guancia e si allontana. Sbatto gli occhi un paio di volte e vado anch'io verso l'uscita.
Qualcuno mi prende il polso e mi fa voltare.. Quel qualcuno è Tony.
-Hai qualcosa da dirmi?- mi chiede.
Io lo guardo e lui fa per parlare ma qualcuno lo interrompe chiamandolo.
-Antonio... Antonio!-
-Ci vediamo in camera Miranda- dice e prima di lasciarmi mi stringe più forte il polso.
Lo strofino mentre mi avvio in camera sperando di non essermi cacciata in qualche guaio.
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