Capitolo 24
Aprire gli occhi e ritrovarsi Gabriele che dorme avvinghiato a me, quasi soffocandomi, è una delle più belle sensazioni che abbia mai provato in diciassette anni di vita. Il viso rilassato, sereno, e i capelli scompigliati, gli danno un'aria da bambino, quasi angelica.
Quasi, perché angelico e Gabriele non possono stare nella stessa frase.
Gli scosto i capelli dal viso per osservarlo meglio e, giuro, è uno spettacolo. Mi chiedo come possa esistere sulla terra tale bellezza, e mi chiedo come possa essere che questa bellezza adesso sia nudo con me sotto il lenzuolo.
Quello che è successo ieri mi ha scossa parecchio ma non voglio pensarci, non mi va di intristirmi visto come è iniziata bene la giornata. Preferisco ripensare a ieri sera, a come mi sono sentita e a quello che ho provato. Mi spaventa un po' in effetti, ma non posso negare che mi riempie il cuore. Se si tratta di un regalo anticipato di compleanno, non potevo ricevere regalo migliore.
Sento il peso di Gabriele farsi via via più leggero fino a scomparire. Si è svegliato, purtroppo aggiungerei, e mi volto a guardarlo mentre sbadiglia e con una mano si sfrega l'occhio destro. Una visione alquanto adorabile.
-Buongiorno bellissima- biascica con la voce più roca del solito a causa del sonno. Gli sorrido perché sono incapace di parlare, troppo ammaliata da lui e dal suo essere se stesso. È questo l'effetto che ha su di me, mi sconvolge totalmente e mi rende incapace di intendere e di volere. Peggio delle droghe.
Si avvicina e mi lascia un dolce bacio sulle labbra, seguito da tanti altri, fino a quando non lo ritrovo su di me. -Che bel modo di svegliarsi la mattina- ammicca al mio essere completamente nuda sotto di lui e io abbasso lo sguardo, imbarazzata.
-Oggi ho un giorno libero, ti va di passarlo con me?- mi chiede cambiando argomento e spostandosi al mio fianco. Annuisco, sia perché lo voglio davvero e sia perché non saprei dove andare per evitare Antonio.
-Allora dobbiamo muoverci, per quanto mi piaccia stare qui con te, dobbiamo sbrigarci ad andare.- dice alzandosi e regalandomi una meravigliosa visione del suo culo. Questo ragazzo mi manderà all'inferno. Sorrido e mi alzo.
Indosso i vestiti della serata trascorsa, ma sarebbe meglio se mi cambiassi. Sono le dieci e mezza del mattino e Tony sarà sicuro a lavoro: potrei passare di sfuggita dalla camera per cambiarmi. Ne parlo con Gabriele che non mi ha fatto ancora domande sulle lacrime che ieri ho versato sulla sua maglietta.
-Se te la senti possiamo passarci, ma non abbiamo molto tempo- dice alzando le spalle mentre io sistemo il letto. Annuisco debolmente e non parlo più, troppo impegnata a combattere la guerra che sta avvenendo nella mia testa.
In totale silenzio usciamo dalla sua camera e dalla casa degli animatori, dove io non potrei entrare, e ci dirigiamo verso la mia stanza. Dovrei ancora considerarla mia? A dire il vero no, non posso sentire mio un letto dove è stata un'altra. Sento una lacrima rigarmi la guancia e mi affretto ad asciugarla prima che Gabriele se ne accorga. Lui sembra tranquillo mentre mi cammina a fianco e fuma una sigaretta.
Arriviamo davanti la camera e prima di aprire prendo un grosso respiro. Guardo Gabriele e cerco di comunicargli con lo sguardo che voglio che entri con me. Non mi delude mai e lo capisce al volo, accarezzandomi la schiena. Lo adoro.
Aprire quella porta è come rivivere un'altra volta quel momento, un brivido mi percorre la schiena e sento gli occhi inumidirsi mentre guardo il letto disfatto e sento il profumo troppo dolce che avevo sentito negli ultimi giorni. Profumo che non mi appartiene.
Chiudo la porta e Gabriele si accomoda sul letto, mentre io prendo dei pantaloncini e un top e mi cambio sotto il suo sguardo attento. Sento dentro di me un voragine, proprio sulla bocca dello stomaco. Un voragine che mi sta risucchiando. Troppe cose brutte mi sono successe in questo periodo e non so se posso superare tutto questo. Adesso, non ho davvero nessuno.
Sbatto forte il pugno contro il vetro, dopo l'ennesimo tentativo di mettere il mascara correttamente. Gabriele si affretta ad avvicinarsi, mi prende il mascara dalle mani e lo posa.
-Stai benissimo- mi sussurra, prendendo il mio viso tra le mani e lasciandomi un delicato bacio sulle labbra. Quel gesto, vale più di qualsiasi altro discorso.
Ci affrettiamo ad uscire dalla camera, mi chiudo la porta alle spalle, completamente. Ci dirigiamo al parcheggio in silenzio. Fortunatamente, durante il breve tragitto, non abbiamo incontrato nessuno. E con nessuno intendo Tony.
Mi sento spezzata in due, ritornare in quella camera e sentire come se non mi appartenesse più, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Tutti i suoi baci, le carezze, le urla e le promesse. Tutte sono volate via, scappate da quella stanza nel momento stesso in cui io ho aperto la porta. Non c'è più nulla, non c'è più quel noi a cui Tony ambiva, non c'è più quella consapevolezza di avere sempre qualcuno al mio fianco, che mi ami nel bene e nel male.
Senza rendermene conto siamo già in macchina. Senza rendermene conto scopro di provare per Tony cose che non immaginavo. E, senza rendermene conto, mi ritrovo a piangere non riuscendo a fermarmi.
Lacrime salate solcano il mio viso mentre con una mano mi copro la bocca cercando di soffocare i singhiozzi. Odio piangere, odio mostrare la mia debolezza alle persone. Mi hanno sempre detto che bisogna esternare i propri sentimenti, mia madre me lo diceva sempre.
Gabriele accosta l'auto e la spegne. I suoi occhi mi guardano mostrandomi tutta la compassione che prova nei miei confronti. E mi mostra quello che mai avrei voluto vedere: me in lacrime davanti a lui.
Mi abbraccia, e sentendo il suo profumo non posso fare a meno di sfogarmi. Liberarmi da tutte quelle emozioni che ho racchiuso dentro di me, perché nonostante il carattere forte ogni essere umano prima o poi cade, come una foglia in autunno.
E anch'io sono caduta. Dopo aver affrontato venti e tempeste, sono caduta. Altre crepe si aggiungono a quelle che già porto nel cuore e non so se riuscirò a tenere ben saldi i pezzi, senza perderne alcuno.
E per un attimo mi chiedo se proprio Gabriele possa essere la colla che li tiene uniti.
-Ti va di raccontarmi cosa è successo?- mi chiede Gabriele. La sua voce calda e roca mi accarezza e mi porge quella domanda con dolcezza. Questa domanda da cui sono scappata fin da subito, adesso era proprio quello di cui avevo bisogno.
Mi apro con lui, come ho già fatto in passato. Non so cosa mi spinge a farlo, ma gli racconto tutto. Gli parlo dello strano comportamento di Tony, del profumo e di quella sera. Che si mostra così lontana quando in realtà sto parlando della serata appena trascorsa.
Gabriele mi ascolta attentamente, senza pormi domande e senza interrompermi. Si limita a stringermi più forte quando incespico e la mia voce si affievolisce. Alla fine, lo guardo, in attesa della sua prossima mossa. Che sia una carezza, un abbraccio o un urlo non mi importa.
-Resta con me, e nessuno ti farà più soffrire- mi guarda negli occhi mentre dalla sua bocca escono quelle parole. Riesco a cogliere tutta la sincerità e la voglia di fare davvero ciò che ha detto. Non posso esserne più felice.
Lo bacio con passione, per trasmettergli tutta la felicità e la gratitudine che provo in questo momento. Anche lui fa lo stesso, e in questo bacio percepisco l'amore.
Il mio stomaco è completamente sotto sopra e la mia testa non è da meno: la confusione regna come una regina cattiva e temuta nella mia mente e tutto ciò che posso fare è inchinarmi ad essa.
Quando ripartiamo, mi tormento le unghie, incapace di non pensare e rimuginare.
-Fallo per me, smettila di tormentarti- mi dice Gabriele con dolcezza mentre sposta per un secondo lo sguardo su di me prima di riposarlo sulla strada.
-Non ci riesco! Cosa farò adesso? Come farò quando l'estate sarà finita? Siamo a metà agosto, domani è il mio compleanno e il primo settembre il villaggio chiude. Dove andrò? E con chi?- esplodo in una vortice di parole senza fermarmi nemmeno per respirare.
-Mir, starai con me ti ho detto. Andremo nella mia città, abiterai a casa mia e finirai la scuola. Ti ho promesso protezione e felicità, e lo farò.- Annuisco e interrompiamo, forse una volta per tutte, questa conversazione.
Passiamo il resto della mattinata in giro: Gabriele aveva davvero tante cose da fare e io mi sono limitata a seguirlo.
Decidiamo poi di andare al centro commerciale dove per prima cosa mangiamo. Il McDonald non mi delude mai: ricordo che l'ultima volta che ci sono stata era il mio compleanno. Ci ero andata con mia madre, una delle poche uscite che facevamo dopo la morte di papà, e fu quel giorno che mamma conobbe Michele.
Avrei di gran lunga preferito rimanere a casa quel giorno.
Il resto del pomeriggio lo passiamo a fare shopping e sembriamo davvero una coppia felice. Gabriele paga tutto ciò che vorrei comprare quindi mi limito a comprare poche cose, non voglio che spenda soldi per me.
Quando ritorniamo al villaggio è ormai sera. Gabriele mi porta nella casa degli animatori e nella sua camera, ma proprio davanti la porta troviamo Gigi a scrutarci. Per un attimo, ho paura di lui.
-Miranda.. Gabriele.. Avete qualcosa da dirmi?- chiede, un sopracciglio alzato e un mezzo sorrisetto sul volto.
-A dire il vero si. È una storia lunga ma vorrei solo chiederti ospitalità, qui nella casa degli animatori- dico, cercando di mantenere la voce stabile. Gabriele, capendo il mio disagio, mi appoggia una mano dietro la schiena e prende a massaggiarla.
-Oh certo, puoi stabilirti nella stanza di Gabriele- dice Gigi facendomi l'occhiolino e poi scoppiando in una forte risata. Ci saluta e si reca allo spettacolo che è già iniziato da un po'.
Ci affrettiamo a raggiungere la sua stanza. Mentre sistemo le mie cose cercando di occupare meno spazio possibile, due fianchi mi cingono la vita e mi voltano improvvisamente bloccandomi al muro.
Mi bacia con trasporto e passione e quando ci stacchiamo siamo entrambi senza fiato.
-Non sai da quanto tempo desideravo le tue labbra di nuovo sulle mie- dice, accarezzandomi la guancia e poggiando la fronte sulla mia.
-Perché non l'hai fatto?- quella domanda esce dalle mie labbra senza pensarci, e quasi me ne pento.
-Non sapevo se ti sarebbe piaciuto. Magari ti saresti infastidita o qualcosa del genere- sembra così timido in questo momento, mentre fa scontrare i nostri nasi in un bacio all'eschimese che mi fa sorridere.
Ci stacchiamo, e riprendiamo a fare quello che stavamo facendo. Gabriele si spoglia e si mette sul letto solo in boxer, io rimango con gli stessi vestiti che ho indossato in quella giornata, troppo imbarazzata per dormire in intimo.
Mi accoccolo al suo petto e lui mi stringe a se lasciandomi dei baci sui capelli.
-Potrei abituarmi a tutto questo- biascica poco prima di addormentarsi, e io non posso fare a meno di essere d'accordo.
***
Ciao a tutti e buona domenica!
Come va? Spero bene, io sto morendo di caldo -.-"
Comunque, questo è un capitolo di passaggio anche se è pieno dei pensieri di Miranda. Cosa ne pensate? Cosa succederà nel prossimo capitolo secondo voi?
Fatemi sapere, come sempre, con un commento e lasciate una stellina se vi è piaciuto il capitolo.
Un bacio,
-Marty
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