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Capitolo 11

Passo tutto il pranzo con la testa tra le nuvole e ho il presentimento che Antonio se ne sia accorto visto che mi guarda in ogni momento.
Non posso farci niente però. Quello che è successo è stato assurdo.
Ma non assurdo nel senso negativo.
È stato assurdo ma bellissimo, e giuro, lo rifarei.
Istintivamente stringo le gambe da sotto il tavolo, sentendo un familiare formicolio al basso ventre.

Finito il pranzo, mi avvicino verso Antonio per salutarlo.
Mi guarda serio e mi fa preoccupare.
-Vieni con me- dice prendendomi per il polso destro e trascinandomi in un luogo, ora più familiare che mai.
Ci troviamo nei bagni del personale.
Penso che Dio voglia giocare con me oggi.

Antonio mi spinge facendomi sbattere nel lavandino, per poi prendere a baciarmi con foga e a palparmi ovunque.
Non è questo quello che voglio; non voglio che il tocco di Gabriele svanisca dal mio corpo, non voglio che il suo sapore vada via dalle mie labbra.
Cerco di spingerlo via, ma non si muove e allora parlo.
-Per favore Tony, non qui- e proprio in quel momento, la terza porta delle cinque presenti, che per tutto il tempo è stata chiusa, si apre rivelando la persona che mai avrei pensato.

-Che succede qui?- chiede Gabriele, il tono duro e la mascella serrata.
-Fatti i cazzi tuoi- Antonio risponde a tono, infastidito dall'interruzione.
-Mi sembra che Miranda non fosse d'accordo- ribatte Gabriele.
Li osservo mentre si uccidono con lo sguardo. Le braccia tese lungo i fianchi, i respiri più veloci e brevi.
-Vai via- parlo ed entrambi si voltano a guardarmi, come per capire a chi mi riferissi. Ma la verità è che non lo so neanch'io. Prendo un respiro e mi sforzo di guardare Gabriele negli occhi, che dopo aver rivolto un'ultima occhiataccia ad Antonio, se ne va.
-Ha interrotto il momento- dice Antonio, constatando l'ovvio.
-Non ne avevo comunque voglia- gli rispondo seccata e i suoi occhi si addolciscono.
-Potevi dirlo- esclama alzando le spalle e baciandomi la fronte se ne va anche lui.

Sono senza parole.
Mi ha lasciata confusa e con mille domande in testa. Non posso credere che Gabriele ci abbia visti, non posso credere di aver rifiutato Antonio. D'altronde non lo facevo da tempo ormai.
Ma il pensiero di Gabriele che mi tocca e mi fa sua, è più forte di Antonio e dei suoi gesti. Sapevo sarebbe successo.
Sapevo che sarebbe cambiato tutto, ma testarda come sono ho continuato per la mia strada, non pensando alle conseguenze. Conseguenze che neanch'io volevo accettare.
Ed è proprio mentre rifletto su ciò e mi incammino in stanza, fumando la terza sigaretta della giornata, che qualcuno mi prende un polso bloccandomi.

-Possiamo parlare?- chiede, i suoi occhi castani sono più scuri del solito e so che vuole parlare di ciò che ha visto.
D'altronde, Gabriele non è un idiota, anzi il contrario.
Annuisco senza dire nulla e ci incamminiamo fianco a fianco. Non so dove andare a dire il vero, così mi dirigo verso la mia stanza e lui non fa altro che seguirmi.

-Ho delle domande da farti- dice.
Annuisco, pur sapendo che prima o poi dovrò parlare e lo invito a continuare.
-Perché Antonio è così protettivo nei tuoi confronti? Perché abitate insieme? Cosa significa quello che ho visto?- le domande escono dalla sua bocca velocemente, dubito che se ne sia reso conto quando parlava, ma a giudicare dal suo sguardo adesso l'ha capito.
Sospiro, e inizio a raccontargli tutto: gli racconto della morte di mio padre e dei problemi di mia madre, del suo nuovo compagno, della vacanza e della lettera con il quale mi abbandonarono. Gli racconto di come Antonio si fosse offerto di assumersi la mia responsabilità, di come si prende cura di me, tralasciando i dettagli.
Ma come ho detto prima, Gabriele non è stupido.

-Quindi siete fidanzati?- chiede.
Scuoto la testa negando e sperando di aver finito con le domande ma ovviamente non è così.
-Allora scopate e basta?-
E adesso? Se dico di si penserà che sono una poco di buono, se dico di no si insospettirà e non posso negare quello che ha visto lui stesso.
-Si- dico in un sussurro.
Sospira, e poggia indietro la testa, contro il muro vicino la mia camera.
Siamo fuori, il sole batte su di noi rendendo i suoi lineamenti ancora più perfetti. Ha gli occhi chiusi, e vorrei tanto sapere a cosa pensa.

Quando apre gli occhi, sono tornati del loro colore naturale. Quel bellissimo marrone brilla e va a finire dritto contro il verde dei miei occhi.
-Devo andare- dice ma lo blocco.
-Non dirlo a nessuno- dico, in preda al panico e alle sensazioni. Non era quello che volevo dire. Avrei voluto continuare a parlare, avrei voluto chiedere perché tutto questo interesse. Ma la mia bocca si è azionata prima del cervello, come spesso mi accade.
-So mantenere i segreti, solo ricorda che adesso non sei più soltanto sua- dice ammiccando a quello che abbiamo fatto e facendomi l'occhiolino va via.
Entro finalmente in stanza, sono confusa e stanca così mi sdraio sul letto e in pochi mi minuti, sono tra le braccia di Morfeo.

****

-Miranda, tesoro, svegliati- il tono dolce della voce di Antonio mi fa aprire gli occhi, vedendolo seduto sul letto con le gambe incrociate.
Indossa i pantaloni da lavoro ma è a torso nudo e continuo a chiedermi come possa essere così forte se, guardandolo, è abbastanza magro.
Mi allungo e poi mi siedo anch'io di fronte a lui.
-Dobbiamo parlare- dice. Il suo tono continua ad essere dolce, e non so se essere tranquilla o ancor più sospettosa per questo. Nel dubbio, rimango sulle mie.

-Domani parto- due parole che mi fanno sgranare gli occhi e sospirare contemporaneamente.
-Come?- chiedo, curiosa come sempre e anche un po' incredula.
-Domani parto. Vado a Roma per un concorso dove partecipano i cuochi e i maître più famosi. Sono stato chiamato anch'io e ho accettato.- spiega.
Non so cosa dire. Se lui va via, io cosa faccio? Andrò con lui? Rimarrò qui? Non vuole abbandonarmi.. Vero?
-Q..Quanto starai via?- balbetto.
-Una settimana, da venerdì a venerdì. Non puoi venire e e mi dispiace tanto, sai che ti voglio sempre con me ma sta volta non posso. Ci ho provato ma non me lo permettono. Non preoccuparti, tornerò- mi spiega e nello stesso momento mi riassicura, conoscendo le mie paure o forse, più semplicemente, leggendo i miei occhi.

-Stai tranquilla, okay?- mi sussurra mettendomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Mi limito ad annuire e Tony si avvicina e mi bacia.
Nel momento un cui le sue labbra toccano le mie, il ricordo delle labbra di Gabriele appare nella mia mente e non posso evitare di staccarmi. Fortunatamente Antonio non intuisce il mio allontanamento brusco, anzi mi sorride.
-Stasera finisco prima, così stiamo un po' insieme.- dice mentre si mette la maglietta gialla con la scritta 'maître' sul lato sinistro del petto.
Annuisco e mi alzo, chiudendomi in bagno. Mi sciacquo il viso, cercando di calmarmi e assimilare tutto, mentre sento Tony dirmi che va al lavoro e poi la porta chiudersi.

Esco dal bagno e mi stendo sul letto.
Una settimana senza di lui. Dovrebbe essere una cosa positiva no? Eppure ho paura. Paura che mi cacci nei guai, paura che anche lui mi abbandoni.
Ma in fondo lo so, che di lui non mi libererò così facilmente.

***
CIAO A TUTTE E TUTTI❤️
Non sono solita lasciare delle note autore ma questa volta devo proprio.

Vorrei ringraziarvi per tutte le visualizzazioni e per i voti, anche se mi farebbe piacere ricevere più commenti.

Accetto tutto, anche le critiche ovviamente, e mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate della storia e di come si sta svolgendo.

Tony partirà a breve e Miranda sarà una settimana da sola al villaggio. Cosa pensate succederà? Ci sarà Gabriele a farle compagnia? Fatemi sapere cosa ne pensate e cosa immaginate.

Ci tengo a ricordarvi che potrete scrivermi in qualsiasi momento e io sarò sempre pronta a rispondere alle vostre domande e ai vostri messaggi.

Domani o dopodomani avrete un capitolo tutto nuovo.

Tanti bacini,
-Marty

PS. Vorrei ringraziare in modo speciale la mia più cara lettrice IlariaZIzzi con cui ho avuto una conversazione davvero piacevole. ❤️

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