Capitolo 39
Tyler ✨
Stiamo quasi per baciarci e colmare la distanza che ci separa quando però lei si allontana di scatto e guardandomi con aria dispiaciuta corre via verso il centro della sala. Rimango fermo sotto shock per ciò che stavo per fare e capisco che ha assolutamente ragione ad essersi allontanata. In effetti noi ci odiamo a vicenda, battibecchiamo tutto il tempo, non riusciamo a stare più di due secondi di fila fermi senza azzannarci e sarebbe stato un bacio sprecato. Torno al mio posto mentre la curiosità di dove sia scappata mi divora. E se si mettesse in pericolo? No. Sa cavarsela da sola e poi non sono affari miei dove sia andata. Nel frattempo tutti rimangono in religioso silenzioso, confusi dalla serata di oggi e in effetti non è stata proprio la serata che ci aspettavamo ma evidentemente doveva andare così. Dopo vari minuti in cui tutti sussurrano a bassa voce fra di loro io mi avvicino al bancone e ordino un bicchiere di whisky. Sì lo so. Tecnicamente non dovrei berlo ma oggi credo proprio che posso fare una piccola eccezione visto che oggi abbiamo vinto una partita importante. Non bevo nemmeno mezzo bicchiere che il mio sguardo si sofferma su una figura particolare nella sala che balla tenendo un bicchiere in mano e ogni tanto lo sorseggia. La osservo lentamente e guardo il suo vestito che le calza a pennello lungo le sue forme perfette. Sono così concentrato su di lei che non mi accorgo nemmeno di un ragazzo che si è avvicinato a lei. Stringo il bicchiere fra le mie mani mentre ho la folle idea di spaccarlo contro la testa di quel ragazzo che le ha appena messo le mani addosso. Lo osservo con aria minacciosa e cerco di continuare a starmene qui per i fatti miei ma quando noto le sue mani scendere sotto la vita e lei che cerca di allontanarlo frustata, mando al diavolo tutti i miei buoni proposti. Mi addentro in mezzo alla folla anche se solo il pensiero di essere tra migliaia di persone mi fa quasi perdere del tutto la testa. Appena arrivo davanti a loro lo allontano subito da lei e lo faccio cadere a terra. Mi guarda furioso e si rialza subito pronto a lanciarsi contro di me ma non ha nemmeno il tempo di fare un passo avanti che l’ho già ributtato a terra.
“Non provare mai più ad avvicinarti a lei o giuro che ti rompo ogni osso del tuo corpo chiaro?” gli intimo con aria minacciosa e questa volta non mi affronta ma scappa via come un codardo.
“Chi ti ha detto che avevo bisogno di una mano? Sarei riuscita a cavarmela benissimo da sola” replica Alisia incrociando le braccia al petto.
“Senti principessa” mi avvicino a lei e le sussurro all’orecchio “La prossima volta potresti anche ringraziare e ammettere che non riesci a cavartela da sola no?”
“Prima di dover dire una cosa del genere sarò già morta da secoli ma grazie del consiglio” ribatte lei a mento alto.
Sbuffo esausto dai suoi capricci e dal suo stupido comportamento impertinente e cerco un modo di allontanarmi da tutta questa folla, ma prima ancora che io pensi a una soluzione Alisia mi tira la manica della camicia e mi sprona a girarmi verso di lei.
“Hai altro da dire principessa? Oppure posso andarmene?” le chiedo retoricamente.
“Lo so che non mi devi niente ma...potresti accompagnarmi all’hotel?” mi domanda incastrando i suoi occhi nei miei e creando un legame indissolubile. Dovrei dirle di no perché sono venuto qui per festeggiare la partita con i miei amici e svagarmi un po’ ma d’altro canto...
“Se non vuoi non fa nulla, davvero” afferma Alisia lasciando la presa sulla mia camicia e abbassando la testa mentre si rigira una collana tra le dita. Le alzo il mento per poter incrociare nuovamente i suoi occhi e le dico:
“Ti accompagnerò all’hotel ma non abbassare mai più lo sguardo quando parli con me, intesi?”
Annuisce ancora un po’ scossa e lascio andare la presa sul suo mento e senza aspettarla mi dirigo fuori sapendo già che lei mi sta seguendo. Arrivo fuori e dopo due secondi esce anche lei che si guarda attorno con circospezione come se da un momento all’altro potrebbe succedere l’impensabile. Prendo le chiavi della moto e ci salgo sopra mentre lei fa lo stesso. La accendo e quando sento le sue mani che circondano timidamente la mia vita le afferro per creare un contatto più approfondito per non farla cadere e sfreccio via da quel locale per andare all’hotel. Non avrei mai pensato che la serata si sarebbe conclusa così e non mi aspettavo neanche ciò che è successo nel frattempo ma... vabbè evidentemente doveva andare così. Osservo google maps e seguo le sue indicazioni perché ovviamente non sono riuscito a memorizzare tutte le strade di New York anche se però posso dire che le ho memorizzate in parte. Sfreccio lungo le strade di New York mentre osservo estasiato la bellezza di questo meraviglioso paesaggio e il contrasto di luci che risplendono nella città. Arriviamo finalmente a destinazione e parcheggio la moto in un angolo più appartato e più sicuro e penso a tutta la stranezza della giornata di oggi che da una giornata stupenda si è rivelata una giornata tenebrosa e assolutamente diversa da come me l’aspettavo. Scendiamo entrambi dalla moto e entriamo nell’hotel senza aspettare il consenso di nessuno e saliamo le scale lentamente. Quando arriviamo davanti alla sua stanza il silenzio diventa più insopportabile di prima.
“Ti ringrazio per avermi portata qui” mormora Alisia guardandomi negli occhi.
“Di nulla figurati” le dico di rimando mentre come due cretini rimaniamo davanti alla stanza. Segue un silenzio carico di tensione e non ne capisco nemmeno il motivo.
“Allora ci vediamo domani” borbotta lei avvicinandosi alla porta della stanza.
“Sì certo ci vediamo domani” affermo io facendo un passo indietro e girandomi per andare nella mia stanza. Non faccio più di due passi però che lei mi richiama:
“Tyler!”
“Sì?” le chiedo mentre mi fermo sul posto e inclino un po’ il viso per far collidere i nostri sguardi.
Mi raggiunge subito e senza che mi dia il tempo di capire cosa sta per succedere me la ritrovo davanti che mi dà un bacio delicato sulla guancia. Rimango interdetto a fissarla in cerca di una spiegazione che non tarda ad arrivare.
“Questo è per il bacio di prima che non ti ho dato” sussurra chinando lievemente il capo.
“Non devi sentirti in colpa per ciò che è successo stasera, e poi, noi due ci odiamo, perciò non avrebbe avuto senso baciarci solo per un gioco.”
Lo sguardo di Alisia si adombra come se avessi appena detto qualcosa di tremendamente sbagliato anche se però non riesco a capire cosa. Si allontana da me e stavolta non esita ad entrare nella stanza ed io rimasto solo nel corridoio vado nella mia mentre i pensieri mi sommergono ancora una volta e mi opprimono senza pietà.
E niente alla fine non si sono baciati... So che stavate aspettando tutti un loro bacio ma che ci posso fare, io sono così 🎀. A quanto pare dovrete aspettare un altro po' per questo fatidico momento ✨. Comunque ho deciso di aggiornare ora per lasciarvi il più possibile con il dubbio che adesso è appena stato svelato ✌️. Grazie mille a tutti e a tutte per tutto il vostro supporto 🫶. Mi raccomando fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate! A presto mie piccole lunette ci sentiamo sabato prossimo con un nuovo capitolo un po' particolare 👀.
Ps. Ovviamente le sorprese non sono ancora finite 🎀.
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