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Capitolo 21

Tyler ✨

Due ore prima.

Ero sempre stato un disastro, lo dicevano tutti. Ho sempre provato ad essere migliore ed essere il migliore ma forse dovevo impegnarmi di più. Oggi ho combinato una grossa cazzata ma il mio cervello non riusciva più a connettere, stava impazzendo, volevo stare da solo, rinchiuso nella mia stanza e poi è successo che lei ha mandato in frantumi quel poco di
autocontrollo che mi era rimasto. Per quello stupido errore James si è incazzato con me e se ne era andato via invece di trascorre la serata con me e i nostri amici come avevamo
programmato. Purtroppo però non posso farci nulla, sono così, niente e nessuno potrà mai cambiarlo, sono così e basta. Fin da quando ero piccolo mi sono sempre dovuto portare
dietro questo peso che giorno dopo giorno diventa sempre più difficile da sopportare. Vorrei solamente annegare e lasciare che il dolore mi opprima per il tempo necessario per poter tornare in superficie e poter dire di avercela fatta e che finalmente ero riuscito a essere qualcuno di apprezzabile. Solo che purtroppo non è andata così e devo conviverci ogni giorno che mi porta ad essere soltanto ancora più oppresso, sempre più stanco di dover lottare continuamente con i miei demoni, sempre più solo nella mia mente e nei miei pensieri, vorrei solamente che un bagliore di luce mi illuminasse e dicesse:
“Finalmente puoi ricominciare a vivere”.
Io ci ho provato, davvero non scherzo, ma non mi sento mai abbastanza, mai finalmente felice, mai non oppresso sempre dallo stesso dolore per...
Vabbè ho capito che molte cose non cambieranno mai anche se ci provi all’infinito non puoi cambiarle ma devi accettarle così per come sono...

Un’ora prima.

Vorrei ubriacarmi per anestetizzare tutto il dolore che sto provando in questo momento ma ovviamente non posso perché devo rimanere pulito per la partita di sabato prossimo...che
strazio. Sbuffo innervosito e distrutto bevo un bicchiere di coca visto che almeno questa posso berla mentre fingo di seguire il filo del discorso. Sono seduto in un locale con i miei
amici e osservo tutto con estrema indifferenza e fortunatamente nessuno si accorge di come sono ridotto anche se forse vorrei che qualcuno se ne accorgesse e mi chiedesse come sto veramente... Sospiro esausto dalla mia mente e continuo a ingurgitare la coca e quando la finisco non riesco nemmeno più ad alzarmi con tutta la stanchezza che mi porto dietro a causa dei miei pensieri. Sto per alzarmi a malincuore quando Jacks si alza dal tavolo e
chiede al barista una coca cola. Sono felice che ci sia andato ma... come ha fatto a capirlo? Eppure mi sembrava di averlo nascosto così bene...

“Tieni la tua bibita, questa volta pago io.” afferma Jacks sedendosi accanto a me invece del posto in cui era prima.

“Grazie” dico mentre ho già aperto la lattina e ne bevo un lungo sorso.

“A costo di sembrare ripetitivo” mormora Jacks “Sei sicuro di stare bene?”

“Ehm sì certo” rispondo perché forse dire la verità sarebbe troppo difficile da spiegare...

“Veramente? O mi stai mentendo di nuovo?” mi chiede.

Sbuffo perché ho già capito che non c’è modo di fuggire dal suo interrogatorio.

“No, non sto affatto bene, ma non voglio ancora parlane ok? replico.

“Va bene amico ma sappi che io ci sarò sempre per te perciò non esitare a...”

“.... a chiedere.” completo io la frase al posto suo “Sì lo so tranquillo e di questo te ne sono infinitamente grato.”

“Cmq cambiando discorso... come mai James non è venuto?”

“Niente abbiamo solo litigato, nulla di cui preoccuparsi” affermo mentre bevo un’altro sorso di coca cola.

“E perché mai avete litigato?” mi domanda estrerrefatto.

“Nulla di importante” minimizzo io.

“Ma che diamine è...”

“Adesso esco fuori a prendere un po’ d’aria torno fra cinque minuti” lo interrompo prima che possa fare altre domande ed esco fuori dal locale mentre il vento mi accarezza il viso.

Dieci minuti prima.

Forse non sono passati proprio cinque minuti da quando sono uscito dal locale ma... non voglio tornare dentro o perlomeno non ancora. Percorro la via come se non l’avessi già fatto
una miriade di volte mentre sempre gli stessi pensieri mi distruggono giorno dopo giorno. Sospiro e rifletto al caos che è la mia vita perché non credo ci sia un altro modo per
descriverlo. Cammino ancora e quando decido che è il momento di tornare indietro un urlo si propaga nell’aria:

“Lasciami andare! Subito!”

Non riconosco subito la voce ma mi precipito subito nel punto in cui sembrava venissero le urla.

“Aiuto! Aiutatemi vi preg....” continua a urlare e questa volta capisco all’istante chi è perciò
senza rendermene conto velocizzo il passo pronto a salvare Alisia.





Ed oggi abbiamo scoperto un bel po' di cose sul conto di Tyler non vi pare? Col tempo però molti altri aspetti di lui verranno a galla... Quindi vi consiglio di non perdervi i prossimi capitoli 👀. Però oggi scoprirete anche qualcos'altro non soltanto su Tyler ma anche su un'altra persona... Perciò adesso vi lascio al prossimo capitolo ✨.

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