Capitolo 19
Non voglio rincontrare i miei amici, almeno non per ora, adesso vorrei solamente restare da sola e sfogare il mio dolore in una stanza in cui poter distruggere tutto. Solitamente quando succede qualcosa di brutto o che mi rende triste la mia mente rivive ogni momento in cui il dolore mi ha oppresso così tanto da fare un male cane, rivive ogni singola sfaccettatura del dolore ricordandomela per un po' di ore e adesso vorrei solamente essere felice e non così. Quanto vorrei che fosse tutto più semplice invece che dover resistere ogni giorno e doverlo affrontare senza mai sapere cosa mi aspetterà. Oggi per esempio è stata una giornata disastrosa con mille problemi e mille novità, fra cui la nuova scuola, James, i problemi con i miei amici, la difficoltà di rimanere tranquilla davanti a quella cheerleader a cui avrei facilmente spezzato il collo per tutto ciò che mi ha fatto e infine quel maledetto di Tyler che odio a morte ma che almeno mi ha aiutata a non uccidere quella maledetta bionda. Sospiro esausta e anche se mal volentieri decido di accettare il mio destino e affrontare i miei amici che, ovviamente, mi stanno aspettando davanti l'ingresso della scuola. Vedendoli però decido di rimanere in silenzio perché quando sono troppo nervosa e stressata dico cose che non dovrei finendo solamente per peggiorare le cose. Buffo vero? Aspettiamo silenziosamente l'arrivo di un taxi e nel frattempo nessuno dei tre spiccica una sola parola e così decido di isolarmi dal resto del mondo e leggere un po'. Apro la cerniera dello zaino e afferro il libro più bello che io abbia mai letto, Come uccidono le brave ragazze. È uno dei gialli più belli in assoluto, ed è davvero favoloso il modo in cui Pip risolve tutti i casi e usa la sua astuzia per un bene comune aiutando tutti. Come lei, anch'io ho sempre voluto dare una mano, capire il problema di qualcuno e risolverlo così che abbia un peso in meno nel cuore, sapere di poter essere utile per qualcuno, sapere che a qualcuno importi davvero di me... Scuoto la testa e inizio a leggere sapendo che ormai il libro sta finendo e che prima o poi questa avventura finirà che mi piaccia o no e avrà una fine. Leggo e raramente osservo se passa un taxi e se i miei amici sono ancora fermi immobili a non fare nulla proprio come li ho trovati. Passa molto tempo e ho anche concluso il libro perciò decido che è ora di fare qualcosa invece di aspettare inutilmente qui. Sto per afferrare il telefono e chiamare al taxista che ci ha portati qui ma nemmeno il tempo di inserire il numero una voce in lontananza mi richiama.
"Ehi Alisia!"
"Ciao James" lo saluto mentre lui mi è già arrivato davanti.
"Come mai ancora qui?" mi chiede sinceramente incuriosito.
"Stavamo aspettando il nostro taxi privato ma... non è più arrivato" ammetto.
"Se ti serve un passaggio possiamo darvelo" replica lui.
"Grazie amico ci faresti un favore" afferma Joshy.
"Il passaggio è solo per lei" ribatte James duro.
"James..."
"No" mi interrompe lui "non si meritano la tua compassion..."
"Se non dai il passaggio anche a loro non vengo." replico.
"Non puoi dire veram..."
"James" lo richiamo "Va tutto bene, tranquillo."
Sospira e alla fine annuisce facendoci segno di seguirlo.
"Una domanda...tu hai la patente vero?" gli domando.
"Sì ma non sarò io a guidare visto che la macchina non è mia." risponde lui serenamente.
"Cosa?! E di chi è la macch..."
"Noto che ci rivediamo ancora una volta" dice Tyler dal sedile del guidatore.
"Oh mio Dio, ancora tu no!" sbotto esausta. Ci mancava solo lui in questo momento.
"Fino a prova contraria questa è la mia macchina e sei stata tu a invadere il mio territorio" afferma Tyler e vorrei tirargli una bella sberla!
"E fino a prova contraria sei tu quello che mi sta rivolgendo la parola" replico io con le braccia al petto.
Sta per dire qualcos'altro ma James ci interrompe:
"Basta! Tutti e due! Salite in macchina forza!" continua mentre indica me e i miei amici.
Accetto senza replicare e decido di non proferire più parola per il resto del viaggio quando però, James cerca di smorzare la tensione:
"Voi verrete alla festa di domani?" ci chiede.
"Quale festa?" domando.
"Come fate a non sapere che domani ci sarà una delle più grandi feste di sempre?!" esclama James e penso che tra poco esploderà dallo shock.
"Noi non siamo della città ci siamo trasferiti da poco" dico cercando di essere il più convincente possibile.
"Ahhh ora ha più senso. Da dove venite?"
"New Heaven" risponde Aurora al mio posto.
"Ci vado spesso ma non vi ho mai visti, strano." ribatte stranito.
"Ai nostri genitori piace molto viaggiare quindi è raro che stiamo sempre nello stesso posto" replica Joshy inventandosi la prima balla che gli è venuta in mente e per una volta è persino credibile!
"Capisco" risponde James infine e sembra non sospettare nulla, fortunatamente.
"Non per interrompere la vostra bellissima conversazione ma mi potreste almeno dire il nome dell'hotel? No perché girare gli hotel di tutta la città mi sembra un po' esagerato." interviene Tyler.
"Sarebbe la giusta punizione per te ma..." la macchina si ferma di botto e saltiamo tutti in aria.
"Scendete" dice Tyler in tono severo.
"Stai scherzando vero?" chiedo ridendo ironicamente.
"Sono serissimo invece" replica senza il minimo dubbio.
"Ma non puoi veramente..."
"Scendete.Tutti!" esclama Tyler a corto di pazienza.
"Vabbè ci conviene scendere, che con un pazzo come questo, non ci resto un secondo di più in questa macchina." affermo mentre scendo dall'auto e vengo seguita dai miei amici che si guardano fra loro sbalorditi.
"Alisia non c'è bisogno che..." cerca di dire James ma lo fermo.
"Va tutto bene tranquillo ci vediamo domani a scuola e alla festa ovviamente." concludo io mimando un bacio e allontanandomi da quel pazzo di Tyler che mi provoca ancora più problemi di quanti già non ne abbia.
E dopo questo capitolo in cui ci sono state molte sorprese ecco a voi, la tanto aspettata sorpresa di Halloween 👀👻.
Spoiler del prossimo capitolo:
Rimango scioccata e questo gioca a suo vantaggio perché mi stringe a lui mettendo il suo braccio attorno alla mia gola e inizia a stringere mentre mi trascina in una via stretta. Cerco di fare resistenza ma non ci riesco sono troppo debole cazzo. I poteri mi scorrono nelle vene ma è tutto così confuso che se solo li usassi potrei fare esplodere mezza città e non posso permetterlo. Continua a trascinarmi e inizio a cedere mentre le mie forze iniziano a diminuire e il respiro venire meno.
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