Lezioni private. Parte 1
Strani cigolii la destarono da quella lunga dormita. Non aveva mai riposato tanto in vita sua e così profondamente. Appena aveva chiuso gli occhi si era assopita, preda di un altro capogiro. Aprì gli occhi lentamente e ci mise un po' a ricordarsi dove fosse e specialmente con chi... decise di concentrarsi prima sul dolore. Si toccò la testa, lì dove, la sera precedente, aveva trovato una ferita. la benda era sporca ma secca, segno che la piccola emorragia si era fermata. Provò a mettersi seduta, ma qualche fitta all'addome le diede del filo da torcere. Quando ci riuscì, si alzò il maglioncino e la camicetta bianca della divisa e scorse i lividi bluastri su petto e pancia. Arricciò il naso per il dispiacere e si risistemò i vestiti. Tese le orecchie per sentire qualche rumore ma non udì niente e nessuno. Si voltò verso il salottino e appisolato in posizione elegante c'era Draco Malfoy.
Un sorriso le increspò le labbra.
Il ragazzo reggeva la testa con il braccio adagiato al bracciolo della poltrona a cui mancava un po' di imbottitura. Chissà quanti decenni aveva quella mobilia. Il biondo teneva le gambe accavallate come in perenne atteggiamento regale ed i lineamenti erano addolciti dal sonno. Aveva le labbra lievemente dischiuse, e Ginny ne udì il respiro pesante e quasi dolce. Sembrava un bambino... così sereno e allo stesso tempo affascinante. La ragazza si scosse appena notò di essere rimasta imbambolata a fissarlo, per di più con un espressione da tonta dipinta sul viso. Fortuna che lui dormiva.
-Buon giorno signorina!!!- trillò una vocina ai piedi del letto. Ginny si lasciò andare ad un gridolino di stupore e si portò una mano al cuore. Una piccola elfa la fissava con un paio di occhioni blu languidi mentre con una mano reggeva un vassoio colmo di manicaretti e bibite, e con l'altra si tormentava l'orlo del vestitino celeste.
-B-Buon giorno a te!- rispose stupita Ginny ma gentile. La piccola creatura si stupì della cordialità e quasi le si riempirono di lacrime i grandi occhi blu.
-Dov'è padroncino Malfoy? Padroncino Malfoy ha detto di portare colazione!!!- spiegò l'elfa trotterellando verso il comodino e adagiando il vassoio. Ginny sentì il profumo del tea caldo e dei biscotti alle mandorle e si levò un gorgoglio di fame dal suo stomaco.
-E' nella stanza accanto! Ti ha detto di portarle qui, per me?- domandò la rossa con i crampi di fame. La piccola elfa annuì vivacemente tanto che le orecchie a punta le sbatacchiarono sonoramente contro le guanciotte. Ginny sospirò ed afferrò un biscotto ficcandoselo tutto in bocca, masticando e sputacchiando qua e là piccole briciole. La creaturina la fissò curiosa. Aspettò che Ginny bevesse la sua tazza fumante di tea al mirtillo e poi sorrise soddisfatta.
-Grazie, piccola...?-
-Ignes!- si affrettò a rispondere l'elfa!
-Grazie Ignes! Ci voleva proprio: mi sento già meglio!- finì di ringraziarla la rossa. Ginny pensò a quanto Draco, nonostante quell'orrendo destino che aveva scelto, fosse lo stesso premuroso e gentile... almeno con lei. Lui probabilmente non se ne rendeva nemmeno conto ma medicarla, metterla a letto, farle portare la colazione a letto, erano piccole dolci attenzioni. Non erano attenzioni che un Malfoy fino a tre anni prima avrebbe mai riservato ad un Weasley. Non erano attenzioni che Draco Malfoy avrebbe mai riservato alla piccola stracciona di casa Weasley.
Un altro sorriso le increspò le labbra.
-Vuoi che svegli Draco?- l'elfa assunse un'espressione impaurita e Ginny rimase un attimo senza parole. –Perché hai paura?- poi le domandò dolcemente per tranquillizzare la creaturina.
-Ignes... Ignes non sa se Padroncino Malfoy... v-vuole essere svegliato!- balbettò spaventata l'elfa. Ginny scosse il capo ricordandosi di come le grandi famiglia nobili e ricche trattassero i piccoli elfi domestici e ricordandosi dello stato in cui versava Dobby, prima che Harry escogitasse il modo di liberarlo dalle grinfie di...Lucius Malfoy. Il solo pensare a quell'uomo le faceva venire i brividi di ribrezzo.
-Sta tranquilla! Gli dirò io che sei stata qui! E comunque piacere Ignes- e Ginny le porse la mano, -io sono...-
-NO!!!- Draco piombò nella stanza infuriato. –Zitta!- le intimò il biondo. Ignes aveva iniziato a blaterare complimenti al suo padrone e a fare una sfilza di inchini ossequiosi tanto da toccare con il naso adunco il pavimento.
-Ma che accidenti urli?!- lo rimproverò Ginny. Draco la fulminò con gli occhi in tempesta e poi si girò verso Ignes. –Così la terrorizzi!!- aggiunse con le orecchie in fiamme.
-Ig-Ignes non voleva fare arrabbiare il Padroncino... Ignes era... era s-solo v-venuta ad eseguire gli or-ordini!- balbettò preda di una crisi di panico, tanto era spaurita.
-IGNES PIANTALA CON QUESTO "PADRONCINO!" TI HO DETTO UN MILIONE DI VOLTE DI CHIAMARMI PADRONE!!!- le urlò livido di rabbia.
-PIANTALA DRACO! LA STAI SPAVENTANDO A MORTE!- urlò alle sue spalle Ginny, agitandosi sul letto. Ignes scoppiò a piangere. –Ringraziala per aver portato la colazione e dille di andare e basta!- continuò la rossa appena Draco si voltò a guardarla furioso di averlo attaccato davanti ad una dei suoi servi. Ma Ginny, senza timore, lo esortò con le braccia a fare quello che gli aveva appena detto. Draco fece una smorfia di disappunto e tornò a fissare Ignes che si soffiava il naso con sonore pernacchie, servendosi della gonna del suo stesso vestitino celeste.
-Gr...grazie Ignes... puoi andare ora! VAI!-
-Grazie ancora Ign...- PLOP –es!- terminò Ginny quando già l'elfa si fu smaterializzata.
-Sei più sciocca di quanto pensassi! Si vede proprio che sei la sorella di Lenticchia! Ma perché le stavi dicendo il tuo nome?- sciorinò arrabbiato mentre gesticolava per la stanza.
-Che vuoi dire?!- ringhiò Ginny cercando di alzarsi dal letto.
-Se i miei genitori dovessero domandarsi perché mi sono trattenuto più del dovuto ad Hogwarts... e notare che Ignes ha portato via del cibo, le chiederebbero con chi io mi sia trattenuto e dove! Ti rendi conto che se venisse fuori che ho maledetto Amycus per salvare la pelle ad una Weasley sarei un uomo morto?!- le spiegò quasi preda di un attacco isterico. Ginny si lascio andare ad una sonora ma amara risata. il biondo gemette avvilito, ancora una volta confuso dalla reazione della rossa.
-Sei e resterai sempre un bugiardo! Ed io che credevo di potermi fidare ancora... avevo quasi pensato di darti una seconda possibilità!!- lo accusò con astio e con gli occhi in fiamme.
-E perché, di grazia, sarei un bugiardo?! Cosa centra adesso?- ringhiò avvicinandosi a lei minacciosamente.
-Solo io e te, giusto?! Non dovevi più mentirmi, non dovevi più nascondermi nulla, giusto?! Già... perché adesso sono io la cosa da nascondere! Perciò cos'è cambiato? NULLA!- urlò quell'ultima parola. –Io e te non esiste! Perché ci sarà sempre qualcosa o qualcuno che ti impedirà di scegliere me!- Draco si paralizzò. Gli occhi di Ginny erano diventati lucidi, ma non piangeva. La cosa lo destabilizzò ancora di più, almeno si sarebbe sfogata. E invece lo guardava con quell'aria affranta, e cosa ancora più dolorosa, lo fissava con un'espressione delusa. Non riusciva a sopportarlo.
Lui voleva quella seconda possibilità. Lui era lì per lei.
-Dobbiamo solo aspettare...- commentò freddo.
-COSA?- il petto ansante di Ginny e la sua voce spezzata, indicavano quanto fosse scossa da quel discorso.
-che finisca la guerra... che tutto torni come prima!-
-Prima come? Prima che il tuo Signore tornasse in vita? O prima che fosse mandato all'altro mondo da un bambino... quando voi Mangiamorte uccidevate senza remore e senza nessuno che vi fermasse? VUOI ASPETTARE CHE HARRY MUOIA???- se non fossero stati nelle profondità del castello, nelle segrete, le urla di Ginny sarebbero echeggiate per tutta Hogwarts. Il biondo arricciò il naso da un lato arrabbiato per come lei osava rivolgergli la parola, con quelle urla così grossolane, dall'altro frustrato perché non sapeva cosa rispondere.
Non sapeva come smettere di farla soffrire.
-Non ho detto questo- sibilò a denti stretti. –So che è il tuo eroe... e so quanto odi me e quelli come me! Ma se davvero vuoi darci una seconda possibilità alla luce del sole... devi aspettare che la guerra finisca!- disse con tono amaro.
-La guerra finirà quando due fazioni si fronteggeranno... ed io e te... non saremo dalla stessa parte! Potresti dover uccidere me un giorno!- Draco sbuffò avvilito. –E' la verità!-
-Sai che non lo farei...- rispose atono.
-E se te lo ordinassero? O uccidi me o la tua famiglia! Dovresti farlo! Perché io e te non siamo dalla stessa parte!- calò il silenzio. Draco si poggiò allo stipite della porta immerso in chissà quale pensiero. Non la guardava più ed il suo respiro era irregolare. Sprigionava tensione e collera. Ginny invece era seduta su un lato del letto, affannata per le urla, visto che comunque era ancora debole. Lo guardava perché non voleva essere dura, non voleva farlo soffrire o urlargli contro. Ma era vero, ogni singola parola, dovevano affrontare la realtà per quanto orribile essa fosse.
-Sceglierei te...- fu un soffio. Si perse nell'aria nello stesso momento in cui uscì fuori dalle sue labbra rosee e sottili. Incontrò quegli occhi argento ora luminosi di una speranza che Ginny non sapeva ne poteva colmare. La ragazza scosse il capo.
-No, non è vero! Grazie per avermi salvata, grazie per avermi ospitata qui e per la colazione... ma ora devo andare!- lui non disse una parola ma quella luce nei suoi occhi si spense.
Lei non voleva farlo soffrire.
Luna il pomeriggio del giorno dopo non si era ancora svegliata. Madama Chips le aveva spiegato come avesse trovato un bel bernoccolo sulla sua testa, segno che durante la tortura doveva essere caduta e aver battuto la testa violentemente. La maginfermiera le aveva fatto anche il predicozzo e il terzo grado sullo stato in cui riversava anche Ginny. La rossa cercò di convincerla a non farle alcuna domanda e la rassicurò di star bene. Ma si lasciò medicare con bende e vere garze la ferita sulla testa e mettere un unguento sui lividi che le permisero di muoversi meglio, quasi immediatamente. Ad aspettarla in Sala Comune c'era un Neville agitato. Ginny si maledì per non aver escogitato una scusa da rifilargli e prese a mordicchiarsi il labbro inferiore quando lui le fu addosso.
-Accidenti a te Ginny! Ma dove sei stata???-
-Scusa Neville... ma mi sono dovuta nascondere...-
-Ma cosa è successo??? Quel tonto di Antony di Corvonero ha detto che Pansy ha fatto la spia ad Amycus!- Ginny non sapeva cosa dire e lo guardò con espressione stupida.
-Credo che sia stato richiamato da qualche Mangiamorte e mi ha solo dato qualche calcione... poi mi sono nascosta nei sotterranei sperando che si fosse dimenticato di me!- farfugliò la mega balla e attese di scoprire se le aveva creduto o meno. Ma il ragazzo storse il naso perplesso.
-Cioè... Amycus si è dimenticato di punirti dopo che hai schiantato sua sorella Alecto?!- le domandò confuso. Neville si grattò il capo e i suoi occhi divennero spaesati.
-...No... no, certo che no! È tornato a cercarmi ma mi ero nascosta! Di sicuro mi punirà appena riuscirà a beccarmi! Cercherò di stare lontano da lui!- si affrettò a riprendersi dalla gaffe, la rossa. Neville fece spallucce.
-L'importante è che stai bene! Purtroppo Luna ancora non si è svegliata ma sono sicura che si rimetterà... Madama Chips me lo ha assicurato!- Ginny gli sorrise e quando lui si voltò per raggiungere il caminetto, tirò un sospiro di sollievo. L'aveva fatta franca. Non voleva far sapere di Draco... non voleva parlarne e per di più Neville l'avrebbe trucidata se avesse saputo che aveva passato la notte con un Mangiamorte nella stanza accanto. Dopo Blaise, di sicuro la notizia di Draco avrebbe fatto prendere un infarto al Grifondoro. A poco a poco tutti i suoi compagni di casa le chiesero che cosa le fosse capitato e cercò di dare a tutti la stessa versione della mega balla, per evitare che qualcuno iniziasse a sospettare. Solo Lorie aveva un'espressione truce. Con quegli occhi blu ridotti a due fessure, la fissava furiosa, mentre raccontava le sue fandonie. Cercò di ignorarla e fu contenta quando le sue compagne di stanza si recarono a lezione di Incantesimi nel pomeriggio.
Saltò tutte le lezioni e restò nel dormitorio per riposare e cercare di liberare la mente. Si sentiva vuota... arida e stupida, e nemmeno sapeva il perché!
Harry...
Aveva voglia di urlare per quanto era confusa e delusa. Harry l'aveva abbandonata a se stessa, era questa la verità. L'aveva lasciata piena di dubbi ed incertezze, ed ogni giorno si chiedeva se fosse vivo. Si domandava cosa diamine stesse combinando e perché l'aveva esclusa a priori. E le mancava da togliere il fiato quando pensava ai suoi profondi occhi verdi come smeraldi. Alle sue mani sul suo corpo... al suo sorriso genuino e dolce.
Draco...
Non l'aveva fermata... ma aveva detto che avrebbe scelto lei. Però anche lui la stava in un certo senso escludendo. Cosa diavolo significava che erano solo lui e lei se poi dovevano nascondersi alla luce del giorno?! Non potevano darsi una possibilità se avrebbero dovuto combattere una guerra come avversari.
Li odiò entrambi, ed odiò se stessa per aver ceduto ancora all'amore. Si era ripromessa di non farsi più illudere, di non rendersi fragile e quindi non aprire il suo cuore affinché non le fosse stato più spezzato. Invece l'avevano delusa entrambi. Ed ora? Ora in realtà era sola.
Era inutile rigirarsi nel letto senza concludere nulla. Guardò l'ora sulla sveglia di Anna, ed era quasi l'orario di cena. Il brontolio nel suo stomaco non accennava a voler desistere perciò sbuffando si alzò. Si stupì nel constatare come non le facesse più male nulla. Si osservò allo specchio, appena sollevò la felpa, tre taglia più grande di lei. Dalla pelle nivea e lentigginosa erano scomparsi i lividi e i brutti ematomi. Sorrise, almeno su una cosa era stata fortunata. "Benedetta quella Maginfermiera!!!" pensò grata e scese per cenare. Quando entrò nella Sala Grande i suoi occhi vagarono per la tavolata Corvonero e poi la vide. Luna con i suoi occhioni blu genuini ed allegri, nonostante la pesante fasciatura al capo e il graffio sulla guancia. Chiacchierava allegra con Michael ed una ragazzina del secondo anno. Ginny sospirò felice, come se si fosse tolta un peso. La bionda la notò e corse ad abbracciarla.
-Sei un'amica speciale Ginny, una vera amica!!- le disse mentre con tocco leggero la avvolgeva tra le sue braccia esili.
-Avresti fatto lo stesso per me!-
-Certo Ginny! Sei mia amica!!- rispose con un sorriso radioso. Si udì il brontolio dello stomaco della rossa ed entrambe scoppiarono a ridere. –Buona cena!- le augurò Luna prima di andarsi a riaccomodare. Così Ginny si andò ad ingozzare di ogni cibo possibile, che si trovava sul tavolo dei Grifondoro. Il cibo riusciva a farla sentire un pizzico più felice. Ma si sa solo la felicità può durare un attimo, o anche meno.
TIN TIN TIN.
L'intera Sala Grande si voltò scoraggiata e timorosa verso la tavolata dei professori. Piton mancava di nuovo. Spesso il suo posto al centro del tavolo dei professori era vuoto. Ma a richiamare la loro attenzione era stata Alecto. Il suo viso rotondo e tozzo, li osservava. Mentre Amycus con i suoi occhietti neri e il sorriso sbilenco sghignazzava appagato.
-Devo fare un avviso a tutti gli studenti: entro due giorni sarà pronto un elenco di tutti gli studenti mezzosangue e figli di genitori babbani- la McGranitt, Vitious, Hagrid e qualche altro professore si voltarono verso la donna orripilati. –Così...- continuò soddisfatta della tensione e della paura che aveva generato in tutti, -sarete convocati nel mio ufficio per un piccolo colloquio... nulla di cui temere- ma la luce fanatica nei suoi occhi invece avrebbe intimorito il più temerario dei crociati. Gli studenti si guardarono spaventati, o almeno quelli che avevano qualcosa di cui temere. Ginny cercò subito gli occhi di Lorie. Non la trovò spaventata bensì rassegnata. Cercò di infonderle tutto il coraggio e l'affetto che aveva in corpo ma ottenne solo un sorriso triste da parte dell'amica.
PLOP.
La cena scomparì. Ginny guardò l'orologio: aveva ancora mezz'ora prima del coprifuoco. Si alzò di scatto e cercò di individuare il viso di Blaise al tavolo dei Serpeverde. Aveva pensato tanto a quello che aveva da dirgli, o meglio da chiedergli. E sperava tanto che lui non si fosse rifiutato. Purtroppo non lo trovò. Dopo quella notizia aveva ancora maggiore bisogno di sapere "quelle cose" e doveva trovarlo quella sera stessa. C'era poco tempo. Incurante delle domande dei suoi compagni corse fuori dalla Sala ed indecisa su dove cercarlo provò in Biblioteca, magari si era trattenuto a studiare e non aveva voluto perder tempo a cenare. E per una volta la fortuna le sorrise. Dall'uscio della Biblioteca lo trovò chino su un libro. C'era anche un gruppetto di ragazze Tassorosso del settimo anno qualche tavolo più in là perciò cercò di non fare rumore.
Buonasera Blaise!- il ragazzo alzò lentamente gli occhi dalla pagina e la osservò in silenzio. Ginny gli lanciò un sorriso frettoloso. –Ho bisogno che mi insegni le maledizioni senza perdono!- sciorinò sorridente a bassa voce.
-Smamma Ginevra... non ho tempo da perdere io, con queste sciocchezze!- e riposò lo sguardo sul suo libro. Ginny si accigliò offesa.
-Non sto scherzando!- precisò a denti stretti, cercando di mantenere la calma. Blaise sospirò e riprese a guardarla.
-Sai che sono illegali? Sai che dovresti imparare a impossessarti di una persona, torturarla o...ucciderla?!- tentò di marcare con il tono della voce quell'ultima parola per spaventarla e farla desistere.
-S-si Blaise, lo so...- rispose decisa.
-Io credo che tu non sappia cosa voglia, invece!- e di nuovo cercò di ignorarla posando gli occhi sul tomo sotto di lui. Ginny per un attimo pensò che non si tesse solo riferendo alle maledizioni... allontanò l'idea che lui sapesse tutto della discussione con Draco e batté entrambi le mani sul tavolo.
Shhh.
-Ehi voi due! È una biblioteca non il club dei duellanti! Niente zuffe tra Case!- li rimproverò Madama Pince, sbucando da dietro uno scaffale. Ginny allora sospirò e lo trascinò fuori dalla Biblioteca. Stranamente lui non oppose resistenza, anzi sembrava divertito.
-Mi stupisci sempre di più piccola Ginevra!- commentò quando si ritrovarono chiusi in uno dei bagni femminili.
-Per favore! Devi prendermi sul serio! Non voglio imparare da Carrow a lezione... lui vuole farci esercitare sulle persone! Voglio che mi spieghi cosa pensare, cosa dire... e magari un giorno potranno essermi utili questi... incantesimi!- lo supplicò. Lui restò in silenzio a pensarci un po' su.
-Se dico di si... lo faremo da soli, giusto? Nella Stanza delle Necessità?- si accertò Blaise. Ginny annuì allegra. Ma Blaise si prese ancora qualche attimo e cominciò a camminare avanti ed indietro per il bagno.
-Va bene! Ma niente piagnistei o remore, ok?!- la minacciò severo. E la rossa annuì ancora. Blaise le porse la mano. Le chiedeva di fare un altro accordo. La rossa stavolta non esitò e la strinse con ardore.
Il giorno dopo saltò Difesa contro le Arti Oscure, che a quanto le aveva poi raccontato Luna, nella pausa pranzo, era diventata Arti Oscure a tutti gli effetti. Dopodiché trascorse un'ora a sonnecchiare sul banco di Divinazione. Finito il pranzo raggiunse Lorie per sapere come stava dopo la notizia di Alecto sui figli dei babbani. E si stupì di come in un lampo quella situazione si capovolse a suo sfavore.
-Signorinella ora sputa il rospo?!- Ginny sospettava che Lorie stesse solo aspettando il momento giusto: un attimo in cui si fossero ritrovate da sole. Afflitta ma arresa a quello che stava per accadere si accomodò ai piedi del letto. La compagna stava con le braccia sui fianchi ed un piede tamburellante. Il sopracciglio alzato di Lorie non prometteva nulla di buono, visto l'angolo acuto che aveva assunto.
-Colpita ed affondata! Come diavolo fai a capire quando sto mentendo?- le domandò sbuffando.
-Spara! Forza... confessa!- la esortò. Ginny era pronta alla sfuriata dell'amica.
-Draco Malfoy!- avendo capito di non aver via di fuga con Lorie, decise di divertirsi a farla sobbalzare di stupore e tenerla sulle spine.
-COSA???- urlò fiondandosi su di lei. La rossa aspettò di vederla cuocere un altro po' nel suo fuoco restando in silenzio. Poi quando Lorie stava ancora per urlare decise di chiarire la faccenda una buona volta.
-Si hai capito bene! Draco Malfoy con tanto di cappuccio, maschera argento e tatuaggio sull'avambraccio... ha stregato con un imperius Amycus mandandolo a farsi un pisolino e poi mi ha nascosta in una specie di dormitorio abbandonato. Lorie aprì e richiuse la bocca un paio di volte, incapace di dire qualsiasi cosa. Tanto che Ginny le passò una mano davanti alla faccia. –Pronto ci sei? Terra chiama Lorie! Qui è Ginny che parla!- la bionda batté le ciglia concitatamente e poi prese a massaggiarsi con indice e pollice l'attaccatura del naso.
-Credevo che fosse finita! Che se ne fosse andato! Uscito dalla tua vita! Ti porterà al San Mungo reparto malattie mentali quello lì!! Dannato il suo fascino da bello e maledetto...- commentò frustrata l'amica. Ginny fece una smorfia. Ma perché doveva averle così poca fiducia.
-Non è successo nulla! Mi ha solo nascosta! La mattina abbiamo avuto una discussione accesa, anzi... e poi sono andata via! Abbiamo chiuso...-
-Si, e io sono la fata Turchina!- commentò cinica.
-DICO SUL SERIO, STUPIDA!- trillò Ginny infastidita dalla poca fiducia che le riserbava Lorie. Ma la bionda continuò a guardarla scettica. –Davvero... ho detto che siamo nemici... che combattiamo in due fazioni diverse questa guerra! Non c'è spazio per me e lui, lo so! E l'ho detto anche a lui!- ma Lorie non sembrò convincersi a quelle parole.
-Vorrei crederti e spero che tu stia facendo sul serio! Sai come la penso... lui è pericoloso!- Ginny roteò gli occhi al cielo. -Ricordati che Harry dopo la guerra ti ha detto che lui sarà pronto a ricominciare da dove vi siete lasciati... te lo ha promesso!- si raccomandò la bionda con sguardo preoccupato.
-Già... ma sei sicura che io lo stia aspettando?!- le chiese amaramente.
-Che vuoi dire?!- il tono di voce di Lorie si alzò di qualche nota per l'isteria. Ginny scosse il capo e si alzò dal letto.
-Lascia perdere, sono solo delusa che sia andato via senza di me...- rispose con indolenza. –Piuttosto ho in mente qualcosa! stasera dobbiamo organizzare una riunione, solo tu, io, Neville e Luna, ok?- cambiò discorso facendosi seria. Anche Lorie si incupì e Ginny comprese come evitava di pensarci. Per questo aveva intavolato il discorso di poco prima.
E così, quella stessa sera i galeoni di Neville, Luna e Lorie si surriscaldarono e mostrarono l'ora dell'incontro. Ginny si fece trovare già nella Stanza delle Necessità, accucciata sul divano. Le gambe abbracciate ed il mento posato sulle ginocchia. Sempre pensierosa, sempre infelice. Luna trotterellò davanti a lei e si chinò, piazzandole il suo faccino, pallido e sorridente, davanti.
-Ciao Ginny!!- cinguettò. Ginny si lasciò andare ad un sorriso e le fece spazio accanto a lei, nel divanetto. Neville si guardava attorno confuso.
-Avremmo potuto aspettare la fine della cena...- commentò massaggiandosi lo stomaco. Lorie era dietro di lui ed i suoi occhi erano molto tristi.
-Non c'è tempo di pensare al cibo Neville! Dobbiamo pensare ad un piano per proteggere Lorie e tutti i ragazzi...come lei...- rispose la rossa. Neville annuì ma i borbottii del suo stomaco non cessarono.
-Hanno chiamato Flora Hudson oggi pomeriggio... della casa di Tassorosso... ed è uscita di lì piangendo! Va raccontando in giro che l'hanno minacciata di confessare a chi ha rubato la bacchetta e dove si trovano i suoi genitori! Le hanno sequestrato la bacchetta e detto di non abituarsi troppo a restare qui...- raccontò Lorie con le lacrime agli occhi. –Ginny ho paura... paura per i miei genitori!- la sua voce era incrinata dall'imminente pianto. Luna si alzò e di slancio la avvolse in uno dei suoi dolci e delicati abbracci. Neville si era fatto serio e con gli occhi rimbalzava da Ginny alle due ragazze bionde.
-Ma che accidenti...?!- Neville si alzò di scatto dal bracciolo del divano e corse verso la parete dietro Ginny. La rossa si rizzò in piedi sul divano e cercò la sua bacchetta nella tasca del mantello. Ma quello che vide non era un nemico. Neville guardava una crepa che via via si faceva sempre più grossa sul muro. Pian piano iniziò a ramificarsi una cornice in bronzo e a distendersi una tela bianca. Luna e Lorie si staccarono e raggiunsero Neville che con espressione curiosa fissava il lavoro che si stava creando sul muro della Stanza. Anche Ginny li raggiunse ma con la bacchetta sguainata. In pochi attimi la cornice si era articolata con graziosi arabeschi e ghirigori, e la tela al suo interno aveva cominciato a raffigurare un paesaggio collinare. I ragazzi erano in religioso silenzio. In lontananza una figura sbucò dalle colline, prendendo a dirigersi verso di loro.
-Bacchette alla mano!- ruggì Neville. Lorie e Luna ubbidirono all'istante e si aggiunsero a Ginny nel puntarla contro il quadro che oramai si era costruito nel suo splendore. Gradualmente la figura si fece più nitida e davanti a loro una bella ragazza, alta e magra, dai lunghi capelli dorati e gli occhi di un azzurro familiare, si parò ai loro occhi. La figura portava un abito quasi medievale con un bustino bianco ed una larga gonna azzurra. Non parlò ma sorrise a tutti. Un sorriso dolce, molto simile a quello di Luna.
-Ciao! Come ti chiami??- fu proprio Luna ad abbassare la guardia per prima e ad avvicinarsi alla ragazza. Ma la figura del ritratto non rispose. Subito dopo fece loro cenno di seguirla. Così Neville incuriosito si avvicinò alla cornice tanto da toccarla con il naso e poi, tra lo stupore generale la scostò, mostrandone dietro una passaggio. Un tunnel buio ma con tanto di pareti levigate, pavimento in legno e piccole lanterne ad olio ai lati. Restarono impalati a fissare il lungo corridoio buio.
-Ma sarà sicuro seguirla?- chiese Lorie timorosa. Luna però, ingenua come sempre, entrò nel tunnel.
-Aspetta Luna! Se dobbiamo andare, lasciate che vada per primo! Dietro di me!- la bloccò Neville che cominciò a far strada. Ginny stava dietro Luna e Neville, tenendo la mano a Lorie, ancora scossa. Camminarono per un paio di minuti e poi si ritrovarono di fronte al retro di un'altra cornice, gemella di quella sbucata nella Stanza delle Necessità. Il moro poggiò l'orecchio per cercare di sentire un rumore o una voce. Nulla. Guardò le ragazze e fece spallucce.
-Che aspettiamo? Sono curiosa...- lo esortò Luna spingendolo avanti. Neville fu costretto ad aprire così l'altra cornice e uno dietro l'altro sbucarono in un salotto malandato e maleodorante. Ginny corse alla finestra.
-Siamo ad Hogsmead! Guardate lì c'è Zonko!- sussurrò Ginny entusiasta. Neville e Lorie guardarono le strade buie e desolate del paesino che non vedevano da mesi. Da quando i Carrow avevano vietato le uscite ed imposto agli abitanti stessi del luogo il coprifuoco delle 21. Le stradine erano cosparse di un debole nevischio di fine Novembre. Luna invece osservava curiosa la ragazza del dipinto che sorrideva guardandoli uno ad uno.
-Perchè non parli?- chiese triste la bionda Corvonero. Ma dal quadro non giunse nessun suono. Ginny e gli altri si avvicinarono al dipinto. Ma prima che potessero esaminarlo meglio, udirono dei passi pesanti provenire di sotto e farsi sempre più vicini.
-Nascondiamoci... lì...- ma fu troppo tardi ed inutile. Un uomo panciuto, alto e dalla lunga barba brizzolata sbucò dalla scalinata che portava al piano di sotto.
-CHI SIETE VOI? E CHE CI FATE NEL MIO SALOTTO?- abbaiò. I suoi occhi celesti erano identici a quelli della ragazza della tela che guardava bonariamente il mago al centro della stanza.
-Lei è il barista del bar La Testa di Porco!- trillò Luna avvicinandosi all'uomo.
-Ripeto che ci fate qui? Chi siete? Studenti di Hogwarts?- in effetti portavano tutti le divise perciò non era difficile capire chi fossero. –PARLATE!-
-Ci trovavamo al castello... quando quella ragazza è sbucata da un quadro e ci ha fatto segno di raggiungerla...- si giustificò paonazzo Neville. Ginny stringeva la sua bacchetta, ogni suo riflesso era teso e pronto. Lorie dietro di lei. Un altro borbottio dello stomaco di Neville fece scoppiare a ridere Luna.
-Avete fame?- chiese burbero il mago. Neville annuì e anche Luna affermò di avere un certo languorino. –Aspettate qui...- bofonchiò l'uomo che scese di sotto.
-Non mi fido, andiamocene!- subito disse Ginny, strattonando Neville per la manica.
-Ginny credo che il quadro sia spuntato perché stavo morendo di fame ed imploravo di aver un pezzo di pagnotta...-
-COSA? Ma... ma...- Ginny era sbalordita dall'assurdità della situazione. Ma risbucò il barista e fece cenno a tutti di servirsi. Solo Ginny restò impalata, ancora indecisa, mentre gli altri sgranocchiavano alcune cibarie dal vassoio.
-Non hai fame rossa?- Ginny fece di no col capo.
-Chi è lei? Ha un aria familiare!- domandò Ginny riducendo gli occhi a due fessure, per scrutarlo meglio.
-Tu chi sei mia cara insolente?-
-Ginny Weasley!-
-Aberforth... Silente!- si presentò il mago. A Neville cadde il panino dalle mani. Lorie strabuzzò gli occhi mentre Luna continuò a sorseggiare il suo idromele.
-Lei è...-
-Si, sono il fratello del vostro exPreside Albus Silente!- la anticipò il barista. –E questa è mia sorella Ariana che ha voluto portarvi qui, affamati com'erano i tuoi amici!- continuò con una punta di fastidio nel tono di voce. Si rivolse a guardare Ariana che gli sorrise dolcemente. –Se non ti dispiace, ora posa quella bacchetta e se vuoi favorire, accomodati!- concluse Aberforth adocchiando la bacchetta di Ginny. La rossa imbarazzata la intascò nel mantello ma restò immobile.
-Signor Silente?- richiamò il mago
-Si?- brontolò lui.
-le devo chiedere due favori!- Aberforth si accigliò ma si voltò a guardarla per ascoltarla con più attenzione. Neville corse verso Ginny avendo intuito cosa le balenasse in testa, visto che prima dello spuntare del quadro di Ariana, stavano parlando proprio di quello. –Lei sa cos'è l'Ordine della fenice?- domandò la rossa. Il mago sbuffò ed annuì.
-Io ne sono membro da ancora prima che tu nascessi, saputella!- Ginny si trattenne dal rispondere e fece una pausa per calmarsi. Avevano bisogno di lui e di quel passaggio.
-Bene... allora saprà anche cosa sta succedendo ad Hogwarts?- il mago annuì ancora. –Può avvisare l'Ordine che occorre un aiuto ad Hogwarts?- calò il silenzio. Aberforth estrasse la bacchetta dalla tasca ed agitandolo ne fece sbucare un patronus. Una piccola capretta dalle lunghe corna zampettò fuori dalla finestra. Ginny sorrise soddisfatta.
-Che avete in mente? Siete degli sconsiderati se avete intenzione di mettervi contro Piton e quei due idioti mentecatti dei gemelli Carrow!- grugnì.
-La prego Signor Silente... lasci che diamo un po' di speranza ai nostri compagni! Lorie ha bisogno di aiuto, e anche altri come lei!- stavolta intervenne Neville. Aberforth brontolò qualche imprecazione.
PLOP.
-LUPIN!!- urlarono in coro i ragazzi. L'uomo era sciupato ma un largo sorrise si dipinse sul suo volto.
-Neville, Ginny, Luna... state bene!!!- corse ad abbracciarli. –Ma che ci fate alla Testa di Porco? Come avete fatto ad uscire dal castello a quest'ora? Ancora usate i passaggi segreti?-
-No, i Carrow li hanno chiusi tutti, all'inizio dell'anno! Ma nella Stanza delle Necessità si è formato questo passaggio stasera!- spiegò Neville.
-Perché Neville aveva fame!- precisò Luna. Tutti si misero a ridere tranne Aberforth che fissava tutti con aria severa.
-E perché mi avete mandato a chiamare?- chiese Lupin preoccupato.
-Dobbiamo far fuggire degli studenti! Le cose si stanno mettendo male ad Hogwarts Lupin... vogliono levare le bacchette a tutti i figli di babbani e mezzosangue e crediamo che poi si vogliano servire di loro per trovare i loro parenti!- i due uomini si fecero seri.
-Buona sera Lupin!- lo salutò astioso Aberforth come infastidito per non averlo degnato di uno sguardo fino ad allora!
-'sera 'Ab! Mi dispiace dell'ora e dell'imprevisto!- poi tornò a guardare Neville e Ginny accanto a lui. –Quanto tempo abbiamo? Dovrò organizzare delle squadre...-
-Un paio di giorni...- si intromise Lorie –oggi a Flora hanno detto che quando l'elenco sarà pronto dovremmo seguirli fuori dal Castello per essere interrogati al Ministero, con la nostra famiglia! È questione di ore...- spiegò con la voce rotta. Ginny le strinse la mano nella sua per darle coraggio. Lupin annuì e tornò a fissare Aberforth.
-Ab dovrai lasciarci smaterializzare! Inizieremo dopodomani... quattro persone per volta Neville... manderò Fred, George, Bill ed io in persona li scorterò in un posto sicuro... ma siate cauti! Non dovete dare nell'occhio!-
-Utilizziamo i galeoni dell'ES...- suggerì Luna che duplicò il suo e passò il nuovo galeone a Lupin. Il mago lo fissò confuso rigirandoselo nella mano.
-Potrai farci sapere l'orario di ogni spostamento, scrivendocelo sul galeone!- spiegò in fretta Ginny.
-D'accordo! Ottima idea... chi l'ha avuta?- i ragazzi si guardarono con nostalgia.
-Hermione!- cinguettò Luna. Lupin sorrise a tutti e lanciò un'occhiata d'intesa a Ginny.
-Stanno bene! Sono sicuro che stanno bene!- la tranquillizzò. Ginny sorrise a fatica e poi Lupin si smaterializzò.
-Che ne dite di andare a dormire adesso?- abbaiò Aberforth spezzando quel momento pieno di ricordi e malinconia. Si destarono tutti scuotendo il capo e si avviarono verso il Castello.
-Grazie di tutto!- disse Luna.
-Si grazie!- commentò Neville con un sorriso impacciato, visto lo sguardo severo dell'uomo.
-A presto!- precisò Ginny, per punzecchiarlo. Giunti più allegri di come erano partiti, al Castello, Neville si affrettò a chiamare i membri dell'ES. attesero con trepidazione l'arrivo. Era già passata da qualche minuto la mezzanotte e ancora le ronde erano di pattuglia. Pian piano però la stanza si riempì, ed ironia della sorte, i primi a giungere furono proprio i diretti interessati.
Dean...
Ginny si era dimenticata che anche lui era in grave pericolo. Aveva un occhio nero. Corse subito verso di lui, mentre Neville intimava a tutti di far silenzio e accomodarsi.
-Dean! Che ti è successo?-
-Oh solo un colloquio... ma non ero molto d'accordo a dar loro la mia bacchetta e Amycus ha deciso di prendersela con la forza!- rispose rammaricato il ragazzo. Ginny sorrise tristemente.
-Allora ti piacerà quello che abbiamo da dire stasera!-
-Non siamo qui per allenarci...? Per togliere quel sorriso dal brutto muso dei Carrow?- chiese agguerrito.
-Fidati: questa cosa li manderà su tutte le furie!- gli strizzò l'occhio e raggiunse Neville e Luna.
Alla fine del discorso di Neville, un boato esuberante si sprigionò dai visi festanti e soddisfatti di tutti gli studenti. Ma non c'era tempo da perdere, perciò Ginny si affrettò a comporre i gruppetti e si raccomandò di stare uniti per tutto l'indomani e di fare attenzione al loro galeone. Non era di certo un caso che quasi tutti, se non tutti, i figli di babbani e i mezzosangue erano membri dell'ES. Proprio perché discriminati da sempre e ora più che mai, sotto il regime dei Carrow, avevano voluto essere reclutati.
-Non c'è il tuo amico-serpe...- commentò Neville quando ebbero finito di organizzare i gruppi. Ginny sorrise ironica e lo fulminò con gli occhi. Non l'avrebbe mai visto di buon occhio, era sicuro. Si guardò in giro e in effetti non aveva risposto al messaggio. Quando già i Tassorosso e i Corvonero avevano lasciato la stanza, la porta si aprì e comparve Blaise.
-Che mi sono perso? Ero di ronda!- Ginny inviò un'occhiata intensa a Neville come a dire "visto?! E tu che dubitavi che non gli interessasse!" e poi spiegò ogni cosa al Serpeverde.
-Davvero avventati voi Grifondoro... ma devo ammetterlo anche geniali... quando volete...- commentò una volta che rimasero soli. –Certo sempre a fare gli eroi da strapazzo ma almeno adesso è per un buon motivo!- si affrettò ad aggiungere velenoso.
-Piantala! Se dovessi parlare così davanti a Neville ti schianterebbe!- rispose Ginny dandogli una gomitata.
-Si e poi lo andreste a trovare ricoverato al San Mungo!- la rossa lo ignorò ed estrasse la bacchetta.
-Cominciamo allora?- Blaise fece spallucce e si avvicinò ad un baule che era apparso quando erano rimasti soli nella stanza delle necessità. Lo stesso che aveva racchiuso un molliccio quando, con Harry, si esercitavano a invocare il Patronus.
-Cominciamo!- sbuffò Blaise e il baule si aprì con uno scatto metallico.
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