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Combattere per Hogwarts. Parte 2


Non si stupì quando alla stazione non c'erano ragazzini del primo anno. Non si stupì neanche quando i colori predominanti erano il verde e l'argento. Non si stupì nemmeno quando senza bisogno di fare attenzione o contare, capì che non sarebbero stati molti quell'anno ad Hogwarts. Probabilmente alcuni genitori avevano avuto la meglio sui figli, riuscendo a tenerli sotto la loro ala protettrice. O probabilmente molti studenti non avevano abbastanza fegato da tornare per via di Piton. Non le importava. A passo spedito, seguita dai suoi genitori e Lupin a seguito come scorta, si avviò verso una delle entrate dell'Espresso.

-Ti prego Ginny, so che è inutile dirtelo, ma non cacciarti nei guai, ti prego, ti prego...- ripeteva Molly in preda ad un attacco isterico e con gli occhi lacrimosi.
-Mamma stai tranquilla! Farò la brava! Mi terrò lontana dai guai!- rispose abbracciandola e lasciandosi baciare subito dopo. Poi Arthur, a sua volta, la baciò sulla fronte.
-So che invece farai proprio come i gemelli... farai un sacco di casini!- si sbilanciò rassegnato suo padre. Molly lo schiaffeggiò sul braccio. Il marito fece spallucce e poi aiutò Ginny a caricare il baule sul treno. Quando fu sopra il treno trascinò con difficoltà il baule. "Merlino ma ci ha messo tutto l'armadio, mamma!" si maledì per non averci pensato lei stessa. "Stupidi libri, più voluminosi del solito..." Aprì tutti gli scompartimenti dell'espresso senza successo quando si diresse verso i vagoni pubblici e finalmente lì trovò i suoi amici.

-LUNA! NEVILLE!- trillò correndo verso di loro come una furia. I suoi due amici si alzarono di scatto per andare ad abbracciarla. Stava soffocando ma non le importava, ne aveva proprio bisogno. Sentì la mano di Luna stringere la sua per poi accompagnarla a sedersi accanto a lei nel sedile. Mentre Neville farfugliò Wingardium Leviosa e ficcò il baule di Ginny tra quello suo e quello della Corvonero.
Parlarono di tutto... fecero progetti, piani... presero decisioni... si incoraggiarono vicendevolmente e si lasciarono andare a smancerie che nemmeno Ginny pensava di poter dedicare. Ma gli erano davvero mancati e si sentiva bene ora che poteva rivederli e parlare con loro tutti i giorni.

Quando erano quasi giunti al Castello il treno cominciò a rallentare fino ad arrestarsi del tutto. I tre ragazzi si scambiarono occhiate nervose, come il resto dei passeggeri del treno. Del resto l'ultima volta che era capitato a bordo erano saliti i Dissenatori per cercare Sirius Black. Ginny ebbe un'illuminazione...che stessero cercando Harry?
Poco dopo un gruppetto di visi poco rassicuranti fecero il loro ingresso nel vagone.
Mangiamorte.

-Mio padre lo verrà a sapere!- ruggì Cormac in loro direzione. Il più alto dei tre grugnì qualcosa mentre la sua combriccola iniziò a sghignazzare. Tra gli studenti si creò un silenzio nervoso. Quando i Mangiamorte si avvicinarono a Ginny, lei non si accorse che Neville era già balzato in piedi.

-Ehi perdenti! Non è qui!- ruggì con orgoglio e determinazione. Luna lo afferrò per il polso spaventata.
-A cuccia spilungone!- gracchiò il più grassoccio dei Mangiamorte. Gli mise una mano sulla spalla e con ferocia lo abbassò fino a farlo sedere realmente. Luna gli strinse il polso così forte da convincerlo a desistere e tapparsi la bocca. Così il gruppo di seguaci di Voldemort avanzò verso altri vagoni.

-QUI! FORZA DATEVI UNA MOSSA, QUIII!- una voce sgradevole e rude incitava gli studenti ad avvicinarsi e raggrupparsi attorno a lui, quando finalmente arrivarono al Castello.. Ginny sentì il sangue gelare. L'uomo in piedi, alto, magro e dall'aspetto ripugnante, era lo stesso che voleva cruciarla la notte che Silente era morto. Sentì l'impulso di andargli a dare un pugno in faccia o di schiantarlo. Neville dovette accorgersene perché le afferrò il polso impedendole di muoversi. Quando incrociò i suoi occhi castani capì che anche lui la aveva riconosciuto, del resto avevano combattuto quasi a fianco quella notte. Strinse i denti per reprimere la rabbia.
-E' Amycus Carrow... un Mangiamorte...- bisbigliò tranquilla Luna, come se gli stesse indicando un cucciolo di pony. Poco dopo dietro di lui sbucò una donna bassa, tarchiata e molto somigliante all'uomo. Doveva essere sua sorella. –E quella è Alecto Carrow...- aggiunse Luna. "Appunto!" pensò subito Ginny squadrando la nuova arrivata con gli occhi ridotti a due fessure impercettibili.

-ALLORA NON FATEVELO RIPETERE DUE VOLTE! APRITE LE ORECCHIE: SEGUITEMI ALLE CARROZZE FINO AL CASTELLO! IL PRESIDE PITON VI DARA' IL BENVENUTO- disse con voce melliflua,- CENATE E POI NELLE VOSTRE CASE, NON UNA PAROLA, NON UNO SCHIAMAZZO! FORZA IN FILA!- continuò ad urlare. Purtroppo un ragazzino di Tassorosso inciampò e per non finire con la faccia a terra, senza rendersene conto si aggrappò al mantello di Amycus. L'uomo con il volto deformato dalla rabbia lo prese per i capelli e gli puntò la bacchetta alla gola. Neville non fu abbastanza veloce stavolta e Ginny si scagliò contro il Mangiamorte. Amycus si ritrovò la bacchetta di Ginny puntata alla tempia.
-Lascialo subito!- sibilò a denti stretti! Un sorriso sghembo si dipinse sul volto rugoso e olivastro di Amycus. L'uomo lasciò andare il ragazzino che indietreggiò spaventato andando a sbattere conto Zabini che gli ringhiò qualcosa che Ginny non riuscì a sentire perché ancora concentrata sull'uomo. Quest'ultimo abbassò lentamente la bacchetta mantenendo il contatto visivo con la Grifondoro. La tensione tra gli studenti e l'elettricità del momento era palpabile. Ginny non muoveva un muscolo, era rigida e fredda come un iceberg, pronta a reagire. L'uomo intascò nel mantello la sua bacchetta sbilenca e nerastra per poi voltarsi sotto lo sguardo sbalordito della sorella. Ginny si corrucciò. Non era sicura se quella reazione era un buon segno o meno. "Assurdo... me l'ha data vinta...?- pensava ma fu un errore abbassare la guardia perché Amycus ne approfittò per portarle il braccio armato di Ginny dietro la schiena della stessa e l'altro sopra quello. Così immobilizzata era vulnerabile. Vide Neville farsi spazio tra la folla ma quando stava per aiutarla Alecto sguainò la bacchetta e la puntò su di lui che si fermò. Amycus teneva il mento poggiato sulla spalla di Ginny e nel frattempo le annusava i capelli. Il suo alito puzzolente la investì quando cominciò a parlarle.
-Mmmh che buon odore bellezza... peccato che tu sia così sciocca! Cosa credevi di fare? Weasley, vero? Iniziamo con il piede sbagliato io e te!-
-Stavi attaccando un ragazzino di dodici anni...- ringhiò acida.
-Non sono affari tuoi carina! La prossima volta che avrai qualche altra brillante idea sarai punita, davanti a tutti, come si deve, intesi?- Ginny non rispose, -INTESI?!- le urlò nell'orecchio. La ragazza mugugnò di dolore e poi fu scaraventata tra le braccia di Neville che prontamente la avvolse, tenendola al sicuro. Alecto sghignazzò divertita e sguaiatamente.
-SEGUITEMI BIFOLCHI!- ordinò la donna. Ginny si sistemò la divisa e affiancata da Neville e Luna raggiunse una delle carrozze. Aveva salvato da tortura ed umiliazione certa quel ragazzino ma adesso tutti la fissavano e sussurravano chissà che fra loro.
"Bene... avevo promesso di non cacciarmi nei guai... direi che oramai la frittata è fatta! Perciò... fatti sotto Hogwarts!"

Caro D.
Non ho più notizie da giorni ormai... Ho bisogno di sapere che stai bene... per favore, se puoi, rispondi alle mie lettere... Io sto tornando a Londra. Partiremo domattina, dopo che stasera avremmo discusso, spero per l'ultima volta con i mezzogiganti della foresta di Isgoria. Sono certo che ieri siamo riusciti a persuaderli ad unirsi alla causa del Signore Oscuro! Nella sera quindi giungerò a Malfoy Manor per i miei omaggi al Lord, ma vorrei sapere se ti troverò lì, o se hai un'altra dimora come si vocifera tra i Mangiamorte che stanno partecipando alla mia spedizione... o se... come si vocifera ancora, tu sia... scomparso...
Ho detto al mio Gufo di cercarti anche al di là del Manor, spero che riuscirà a trovarti!
Sono fiero di te: non hai ceduto! Non hai obbedito.
Ci vuole più coraggio a disobbedire agli ordini che a portarli a termine... spero tu possa capirlo un giorno e  non definirti un vigliacco, come credo tu pensi di essere! Ti ammiro e ti invidio per questo. Anch'io avrei dovuto ribellarmi e fuggire. Ma oramai è troppo tardi, spero di dimenticare, un giorno, le torture che abbiamo inflitto e le maledizioni che abbiamo lanciato... lo spero con tutto il cuore!
So che i nostri genitori sono stati fatti evadere da Azkaban, ne sono lieto ma allo stesso tempo spaventato... non so se sia meglio averli intorno o no... alla fine con i Dissenatori fuori da Azkaban non avevano di che temere lì dentro... invece qui fuori ormai... beh è una carneficina!
A domani D. (spero)

Non c'era nulla da fare: Harry era in quelle mura lastricate di pietra, nel tessuto dei divani scarlatti, nel pavimento di dura pietra grigia, tra le lenzuola del suo letto. Si aspettava continuamente di girarsi e vederlo spuntare da dietro l'angolo. Le sembrava, spesso, di sentire la sua voce e cercava i suoi splendidi occhi smeraldo tra gli studenti. Finiva le lezioni e quasi dimenticava che non ci sarebbe stato lui ad aspettarla in Sala Comune o nell'atrio per una passeggiata al tramonto e vicino al Lago. Si sedeva nella tavolata Grifondoro in Sala Grande e cercava il suo volto per poi sospirare nel rendersi conto che lui non ci sarebbe stato. Per cinque lunghi anni Harry, consapevolmente e non, era stato il centro della sua vita. Tutto ad Hogwarts ruotava intorno a lui e il fatto che lui non fosse lì la destabilizzava. Era quasi assente i primi giorni al Castello. Era lo spettro di se stessa e mangiava poco. L'aria era cupa anche se lei non fosse stata così giù di corda. Hogwarts era divenuta una sorte di collegio. I Carrow avevano ripristinato tutto il regolamento che con la sospensione dell'incarico della Umbridge era stato abolito. Vigeva un regime di soppressione e di aggressività. Non c'erano ne prefetti ne caposcuola. In compenso era stata ricostituita la squadra d'inquisizione per mantenere l'ordine. Così la Parkinson, Zabini, Tiger, Goyle, Warrigton e la Bulstrode avevano cominciato a fare nuovamente i prepotenti. Sottraevano punti senza alcun motivo e specialmente ai Grifondoro. Erano aggressivi ed offensivi, particolarmente con le matricole. E tutto questo con l'approvazione dei Carrow che dal canto loro erano ancora più spietati e sadici degli studenti Serpeverde. Se non fosse stato per Luna e Neville probabilmente avrebbe fatto il baule e sarebbe andata via dopo due giorni. Ma tra le lezioni ed i pomeriggi con i suoi amici, era riuscita a resistere un mese. Ogni volta che incrociava Pansy e combriccola voltava i tacchi e si allontanava il più possibile. Quando i Carrow tenevano lezione di babbanologia Alecto e Difesa contro le Arti Oscure Amycus, serrava i denti o si mordeva la lingua per starsene al suo posto e non aggredirli a pugni o con qualche schiantesimo. Non era più il suo posto quello e spesso e volentieri le veniva da piangere per quanto le mancava Harry. Quando poi pensava ai mesi con i gemelli si pentiva di non aver continuato a vivere da loro. Sarebbe stata tranquilla, senza pensieri e lontana dalle ingiustizie ed i soprusi di quelle dannate serpi e di quei due Mangiamorte sadici. Era una grifona codarda?

-Gin?- Neville la riscosse dal turbine infinito di pensieri.
-Mmh?- grugnì in risposta, era sempre di malumore e quel giorno non faceva eccezione. Neville increspò le labbra in un'espressione di disapprovazione. Già nei giorni precedenti Neville aveva tentato di iniziare un discorsetto ma lei si ritirava sempre nel dormitorio appena lui apriva bocca, lamentandosi di essere troppo stanca per parlare.
-Hai intenzione di torturare ancora quel budino o lo mangi?- Ginny non si era neanche accorta di aver tamburellato con il cucchiaino sul suo piatto riducendo ad una poltiglia informe la sua colazione. La rossa sbuffò e allontanò da se il piattino.
-Cosa abbiamo adesso?- domandò a Lorie
-Fue ore fi Fozioni...- rispose a bocca piena la bionda, sputacchiando qualche briciola di toast alla marmellata.
-Gin per favore possiamo parlare?- si intromise Neville.
-A pranzo! Ti prego non ho voglia di parlare di prima mattina... mi bastano due ore di Lumacorno...- brontolò la rossa legandosi i capelli in una coda di cavallo. Era molto magra in quei giorni, e due timide occhiaie dovute ai sogni disturbati, facevano capolino sulla sua pelle candida.
-Ok! Ma non hai scampo, intesi? Rivoglio la mia Ginny... quella sorridente e caparbia! Quella che sul treno ha promesso di combattere!- Ginny abbozzò un sorriso sbilenco, poi seguita da Lorie, aggiustò la tracolla di pelle marrone sulla spalla, e si avviò nei sotterranei. Per tutto il tragitto dal suo posto a tavola sino all'uscita della Sala Grande si sentì osservata. Prima di svoltare l'angolo verso la scalinata che conduceva ai sotterranei, si voltò di scatto e giurò di aver visto una figura alta nascondersi dietro una delle colonne per non esser vista. Assottigliò gli occhi per cercare di vedere meglio ma non riuscì nell'intento. Fece spallucce e raggiunse Lorie che non si era accorta che lei si fosse fermata per una distrazione.
Quelle due ore trascorsero troppo lentamente per Ginny, assonnata aveva cercato difatti di riuscire a far bollire correttamente il distillato di morte vivente, ma alla fine della lezione la sua pozione era forse quella venuta peggio. Lumacorno aveva un'espressione delusa quando si accostò al suo calderone, del resto lei era un membro del suo Lumaclub e aveva fatto scintille l'anno precedente nella sua materia.

-Suvvià Signorina Weasley l'anno è appena cominciato... sono certo che deve solo riprendere il ritmo!- la incoraggiò vedendo il viso pallido e stanco di Ginny. Anche in quel momento la ragazza rispose con un sorriso sbilenco e molto più finto di quello riserbato a colazione a Neville. Quando anche la seconda ora scoccò, sancendo la fine delle due ore di Pozioni, Lorie la prese in disparte, bloccandola al muro, appena prima dell'uscita dell'aula. La bionda si guardò attorno, sperando che tutti fossero già usciti e quando se ne fu accertata, si voltò di scatto verso la rossa.

-Ho sentito quell'idiota di una serpe di Gilbert ridacchiare con Hooney che sono stati avvistati due Mangiamorte questa notte da due piccioncini di Corvonero che avevano violato il coprifuoco...- le spiegò concitata e nervosa, parlando come un treno in corsa, pronto a deragliare.
-Dobbiamo avvisare Neville e Luna, Lorie. Non bastavano i Carrow e Piton, adesso anche le visite di cortesia ci fanno...- le rispose mentre uscivano dall'aula e sussurrando. Ancora quella sensazione di essere osservata la investì non appena cominciò a percorrere il corridoio in pietra e tetro dei sotterranei. Si guardò intorno sospetta tanto che Lorie la imitò anche se non ne sapeva il motivo.

-Ehi, che succede?- le domandò la bionda, strattonandole la manica della camicetta bianca.
-C'era qualcuno lì... ne sono certa, ci stava spiando!- rispose sottovoce e indicando con un cenno del capo una porticina. Fece un passo in direzione della porta in legno scuro, ma Lorie le afferrò il polso.
-Andiamo Gin... ricordati che dobbiamo parlare con gli altri...- la rossa si fermò, per la seconda volta quella mattina fece spallucce e seguì Lorie, più confusa che mai.
Quando, dopo altre due ore di Incantesimi, un'altra tra le materie che Ginny aveva scelto per il sesto anno, a pranzo richiamò l'attenzione di Neville e quella di Luna. La bionda si alzò dal tavolo dei Corvonero e si sedette vicino a Ginny, tra Lorie e Neville. Ginny li informò dei Mangiamorte e dell'avvistamento.

-Seguitemi!- Neville aveva assunto un aria autoritaria e non si capì bene perché le ragazze gli furono dietro sino all'atrio interno del Castello. La brezza fresca di Ottobre li investì. Si radunarono vicino alla statua di un gargoyle e poi il ragazzo riprese la parola. –E' un po' che ci penso oramai e credo sia giunto il momento: dobbiamo ricostituire l'ES! La Stanza delle Necessità mi si è mostrata l'altro giorno e... possiamo usare le monete e farne di nuove per ricompattare il gruppo e cercare nuovi membri! Che ne dite?- lo ascoltarono in silenzio con aria pensierosa. Nessuno fiatò per minuti. Neville sapeva che le avrebbe scosse un po' perciò attese muto e giocherellando con le mani nervosamente.
-Sono d'accordo...- sentenziò Luna, -loro sono già in tre e sottomettono i professori con ogni abuso di potere... e ne stanno arrivando altri se già non sono infiltrati nel castello! Noi da soli non possiamo nulla se dovessero invadere il castello!- tutti la guardavano senza contraddirla neanche con lo sguardo. Il discorso non faceva una grinza ma Ginny sentiva che qualcosa scricchiolava in tutto ciò.
-Ha ragione Luna! Io ci sto Neville!- Lorie fu la seconda a cedere. Si vedeva che era spaventata ma si allargò in un sorriso segno che non avrebbe cambiato idea. Si voltarono tutti verso Ginny, poggiata al muro indolente e con lo sguardo nel vuoto.
-Gin?- fu Neville a svegliarla dai suoi pensieri.
-Cosa possiamo fare? Se venissero i Mangiamorte e ci catturassero? Chi siamo noi per vincere questa guerra?- la rossa più che domandarlo ai suoi amici, interrogava se stessa.
-Gin! Che ne hai fatto della ragazza spavalda, coraggiosa e testarda che eri un tempo?- non voleva essere cattivo ma doveva fare qualcosa per lei. –Sul treno hai detto a me e a Luna di voler essere utile, di voler combattere e non restare a casa sotto la gonna di mammina... e ora ti nascondi? Perché?- parlò con tono frustrato.
Ginny sentì le lacrime pungere gli occhi. Non aveva delle risposte, o forse si, ma era troppo codarda per ammettere cosa sentiva scricchiolare di quel piano ideato.
-Ginny non è un crimine avere paura! Anch'io ne ho! Ma lì fuori c'è chi sta rischiando molto più di noi!- intervenne con voce delicata e dolce Luna. Ginny si specchiò in quegli occhi blu oceano. Erano luminosi e infondevano tanta calma. Ebbe voglia di abbracciarla. Restò a guardare i suoi amici, ma in silenzio.
-Sei più brava di chiunque altro in questa scuola a duellare, sei sempre stata coraggiosa e impetuosa! Cos'è che ti sta facendo chiudere a riccio così? E non dirmi che è paura...- riprese Neville a punzecchiarla. Non c'era astio nelle sue parole, voleva solo scuoterla. Farla esplodere.
-Non ho paura...- sibilò infastidita.
-E non credo neanche che ti manchino mamma e papà... o Harry... così tanto da deprimerti...- Neville probabilmente stava esagerando ma al sentir il nome di Harry, dopo tanto tempo, Ginny si sentì avvampare.
-Che ne sai tu se mi manca fino a questo punto?- aveva fatto centro. Il vulcano Ginny, quello che tutti conoscevano, era esploso. –Mi manca a tal punto da sentirmi vuota ed incapace! Neville... io non credo che l'ES possa essere ricostruito senza di lui, ecco!- il ragazzo non si scompose a quelle parole. Le si avvicinò duro e ed inflessibile.
-Harry non è l'ES, noi tutti siamo l'ES! Senza di noi non sarebbe mai esistito!- il tono era pacato ma allo stesso tempo deciso. Ginny si specchiò negli occhi nocciola del ragazzo: non c'era paura, né incertezza né odio. Le strinse le mani e le sorrise. –Rivoglio indietro la mia Ginny: quella che ha ustionato la Parkinson, quella che ha affatturato Malfoy... quella che ha strattonato Harry Potter pur di accompagnarlo al Ministero per proteggere Sirius Black!- disse ogni frase con estrema dolcezza che Ginny non poté che ricambiare quel sorriso. Si morse il labbro inferiore, ancora incerta di essere ancora capace di combattere.
-Non dobbiamo vincere la guerra, ma solo questa battaglia... la battaglia qui ad Hogwarts!- la voce dolce di Luna giunse da dietro le spalle di Neville. Dicevano delle grandi verità ma con una infinita dolcezza che Ginny si sentì a casa. Avvolta da un affetto smisurato.
-Io...- deglutì e ricacciò dentro le lacrime, -va bene! Quella Ginny c'è sempre, c'è sempre stata ci sarà! Ve lo prometto...- strinse le mani di Neville ancora di più, trasmettendogli la sua audacia e decisione. –Andiamo a tirar fuori quelle monete!-

Nei due giorni che seguirono Neville si occupò di riattivare l'incantesimo che Hermione aveva fatto sulla sua moneta, come su quella di tutti gli altri. Fece la prova e quando Neville mandò un messaggio a Ginny, lei lo ricevette. E come la rossa anche tutti gli altri exmembri. La Stanza delle Necessità al loro arrivo, si tramutò in un vasto dormitorio, accessoriato di cucine e angoli per l'allenamento. Hogwarts come al solito era venuta in aiuto dei suoi studenti, come al solito rispondeva per una buona causa. Il giorno seguente decisero di non fare elenco di firme. C'era lealtà tra i vecchi membri e non sembrò necessario a nessuno. Per di più c'era meno pericolo di essere scoperti. Restava un unico problema alla fine del secondo giorno: come reclutare nuovi membri.
-Persino gli elfi sembrano di malumore in questi giorni!!- biascicò Ginny sputando sul piatto un boccone poltiglioso di torta alla pera e ciccolato. Lorie scoppiò a ridere ed annuì, concorde con l'amica. Betty invece mangiava di gusto nonostante il cibo fosse veramente più scadente da quando Piton era Preside ad Hogwarts e circolavano i Carrow.
-Pss... guardate: eccone un altro!- bisbigliò Anna indicando l'entrata della Sala Grande. Un uomo alto, slanciato con passo fiero ed elegante, marciava verso il grande tavolo dei professori. Il mantello nero da Mangiamorte svolazzava brusco, per la fretta con cui si apprestava a raggiungere Amycus. Non ne videro il volto, perché coperto dalla maschera nero-argento da Mangiamorte.
-Mi danno il voltastomaco...- commentò Ginny imitando un conato di vomito, tirando fuori la lingua e ficcandosi due dita in bocca. L'uomo discusse animatamente con Amycus ma non si riuscì a sentire nulla, visto il rumore di posate e il vociare degli studenti a cena. Quando ebbero finito il volto di Amycus era adirato mentre il Mangiamorte se ne andò con la stessa fretta con cui era entrato. Ginny credette di averlo visto rallentare quando passò vicino al tavolo dei Grifondoro, all'altezza del posto dove lei e Neville erano seduti. Scosse la testa e cercò di farsi piacere almeno il creme caramel. Quando con uno schiocco di dita Alecto fece scomparire tutti i piatti, avvisò tutti gli studenti che era ora di filare nei dormitori. Erano le nove e dopo quell'ora solo la squadra d'inquisizione poteva circolare liberamente. Quasi marciando, come soldati e in silenzio, raggiunsero la torre est. Per tutto il tempo Ginny si sentì osservata e non mascherava nemmeno più come cercasse di capire chi fosse a farla sentire così. Ma c'erano solo Grifondoro e qualche membro della squadra d'Inquisizione con loro. Eppure non si sbagliava: c'era qualcuno che da un mese oramai la stava studiando.
-Muoviti pivello!- Pansy, la più prepotente e viscida tra le serpi, spingeva le matricole verso il ritratto della Signora Grassa.
-Calma Ginny...- bisbigliò Neville... vedendola fare uno scatto in direzione della Serpeverde. La rossa strinse i denti e si rimise in riga. Dopo qualche secondo tutti furono dentro alla Sala Comune.

-Muffliato!- Neville insonorizzò la stanza e tutti si voltarono verso di lui. –Mi rivolgo a tutti quelli che non conoscevano e ancora non conosco l'ES: è un esercito, costituito a nome di Silente e per conto di Harry Potter e soprattutto contro Voi-sapete-chi!- nessuno era distratto, ogni studente femmina o maschio, piccolo o grande, pendeva dalle sue labbra.
-Se qualcuno tra di voi, che già non ne faccia parte, vuole unirsi alla nostra causa ed unirsi nella notta ai soprusi dei Carrow... e chissà forse un giorno combattere contro l'esercito di Voi-sapete-chi, basta un giuramento e vi sarà data una moneta che vi avviserà delle riunioni che ci saranno!- affiancò Neville, la voce fiera di Ginny.
-La moneta si riscalderà e mostrerà voi un messaggio con data e orario dell'incontro!- precisò Neville vedendo qualche ragazzino bisbigliare confuso con un altri ragazzini.
-Io ci sto!- fu una Grifondoro del terzo anno a rispondere per prima. Ma nel giro di minuti reclutarono tutti i Grifondoro venuti ad Hogwarts quell'anno, tranne qualche matricola impaurita. Né Ginny né Neville dissero nulla: non avrebbero mai costretto dei ragazzini o delle ragazzine a rischiare, contro la proprio volontà, la vita. Perché di quello si trattava: rischiare la vita! Alla fine della serata erano una ventina i membri dell'ES. Ginny e Neville attesero che pian piano la Sala Comune si svuotasse per parlare.
-Con i Grifondoro è stato facile... ma come faremo con i Tassorosso ed i Corvonero?- chiese la rossa mentre entrambi erano seduti a riscaldarsi al fuoco del caminetto. Neville alzò le sopracciglia pensieroso. Si grattò il capo facendosi cupo. Ginny tornò a fissare il fuoco scoppiettante. Quel novembre ad Hogwarts era il più freddo che aveva trascorso. I primi giorni al Castello si strofinava sempre le mani sulla divisa per riscaldarsi e malediceva tutti non riuscendo a capire perché i corridoi fossero così gelidi. Poi ebbe la risposta: Dissenatori. Volavano perlustrando il Castello, giusto proprio ai confini. Erano numerosissimi e più sadici che mai, ora che erano passati dalla parte dell'esercito di Voldemort. Il gelo e lo sconforto stava prendendo il sopravvento su tutti, al castello.
-Magari potremmo chiedere a Corner...- Ginny storse il naso. Non si erano più rivolti la parola da quando si erano mollati, anzi Michael si era tenuto a debita distanza e dopo essersi mollato anche con Cho, stava con una ragazza di Corvonero più piccola di lui ma super possessiva, e lo si vedeva in giro poco e niente, sempre appiccicati com'erano. Dal canto suo Ginny non aveva avuto voglia ne motivo di riallacciare un rapporto, seppur di mera e semplice amicizia. Dopo una pausa di silenzio, fece spallucce ed annuì. –Puoi parlarci tu? Pensavo di fermarmi a colazione con Susan Bones di Tassorosso per parlarle... ha dato il suo assenso a rifar parte dell'ES e credo accetti di far un discorsetto nella sua sala comune domani!- spiegò il moro, speranzoso che Ginny non avesse nulla in contrario nel parlare al suo ex del progetto.
-No... figurati! Spero che la sua ragazza non mi schianti, ma lo farò! Dobbiamo essere chiari però Neville: devono essere discreti perché se dovesse trapelare qualcosa o qualcuno dovesse spifferarlo alla squadra d'Inquisizione o peggio... ai Carrow, saremmo in guai serissimi!- il ragazzo annuì ad ogni parola, segno che avrebbe messo "i puntini sulle i" con Susan. –Bene!- allora concluse Ginny.
-Ce la faremo Gin! Dobbiamo avere pazienza e tenere duro... i Carrow tentano di provocarci ma fin quando non sapremo di essere abbastanza numerosi e forti da poterli tenere a bada, non dobbiamo cedere alle loro ingiurie!- la incoraggiò a tenere duro il ragazzo alzandosi e dandole una mano per invitarla a fare lo stesso. –E' notte Gin, meglio andare a letto... domani sarà un'altra lunga giornata!-
-'notte Neville!- gli lasciò una bacio sulla guancia e con un sorriso caldo ed amichevole lo congedò per chiudersi nel suo dormitorio. Dopo un lungo bagno bollente, per cercare di riscaldare e rilassare i muscoli, ed allontanare cattivi pensieri, andò a letto. Avrebbe detto una bugia se avesse affermato che prima di addormentarsi non pensava ad Harry e si augurava che fosse ancora vivo, ma lo faceva più di rado, tentando di essere forte per sé e per i suoi amici. Perciò anche quella notte cadde sfinita in un sonno senza sogni.

Quella mattina si svegliò con il malumore peggiore degli ultimi tempi. Motivo? Doveva riuscire a parlare con Michael senza che lui la riempisse di insulti, dopo il modo con cui si erano lasciati. Messa la divisa, raggiunse le tre compagne di stanza nella Sala Grande. Sempre in ritardo, le trovò già sazie di pancake, perciò si rimpinzò velocemente di frittelle fredde e gommose per poi congedare le amiche, alla ricerca di Michael. Mentre usciva dalla Sala Grande e saliva le scale verso l'aula di Incantesimi, sentì un fruscio alle sue spalle e si voltò immediatamente per scoprire chi fosse la figura che la stava seguendo. Nulla. Oramai erano settimane che aveva quella sensazione di essere seguita e spiata, stava divenendo paranoica ed isterica. Sbuffò sonoramente e continuò verso l'aula. Vide il gruppetto del settimo anno di Corvonero chiacchierare in attesa dell'arrivo del professor Vitious.

-Michael?- chiese con voce imbarazzata. Cadde il silenzio e la classe si voltò a fissarla. Persino il gruppetto di Tassorosso. La rossa fece una smorfia di disapprovazione e fissò il ragazzo. Dal canto suo Michael si era girato esterrefatto. –Puoi uscire un momento?- oramai era diventata rossa come un peperone ma il ragazzo si alzò, anche se con un'espressione stupefatta, e la raggiunse fuori nei corridoi. Ginny chiuse la porta, nonostante non si dovesse fare fino all'arrivo dei professori. Michael era pallido e stava muto come un pesce fissandola proprio come un merluzzo lesso. Ginny sbuffò. –Seguimi!- infine gli disse e lui non se lo fece ripetere due volte. La raggiunse fino ad un bagno femminile. –Colloportus!- si assicurò che nessuno potesse entrare e poi tornò a guardare il Corvonero.
-Ma che sta succedendo?- chiese Michael fissando prima la porta e poi gli occhi seri e impenetrabili di Ginny.
-Calma! Siediti per favore...- Michael si poggiò ad uno dei lavabi mentre Ginny si accertava, aprendo ad una ad una le porte dei gabinetti, che non ci fosse nessuno. Era orario di lezione e di sicuro era vuoto, ma la prudenza non era mai troppa quell'anno ad Hogwarts. Quando fu certa che erano solo loro due si rivolse ancora a lui.
-Puoi spiegarmi adesso? Mi sembra di riavere la ragazza strana e sfuggente di due anni fa...- Michael si stava innervosendo.
-Hai visto di recente la tua moneta dell'ES, Michael?- il ragazzo si accigliò perplesso e poi scosse la testa.
-L'ho nascosta nel dormitorio, dopo che ci hanno scoperti... non l'ho più tirata fuori da allora...- rispose confuso. –Perché?- si sporse verso di lei, oramai del tutto rapito dalla conversazione.
-I Grifondoro hanno tirato fuori le loro monete: stiamo ricostruendo l'esercito, Michael! Sarai dei nostri?- Michael boccheggiò spaesato. –So che pensavamo che la Umbridge fosse il diavolo e che ora i Carrow invece sono ciò che di peggio poteva arrivare ad Hogwarts... ma proprio perché dobbiamo proteggere i più piccoli e noi stessi, dobbiamo ricostituire l'ES!- allora intervenne nuovamente la rossa per farlo riflettere. Michael si passò una mano tra la folta chioma corvina che ricadde morbida sul collo. Prese ad andare avanti ed indietro. Sospirò e poi si voltò verso la Grifondoro. Il volto di Ginny era severo e fiero. I tratti, di solito morbidi, erano contratti, in attesa.
-Non so come ci riesci... ma saresti in grado di convincere un troll a farsi un bagno con oli profumati! È pericoloso...- Ginny sbuffò divertita e si avvicinò a lui.
-Tira fuori la moneta dell'ES e stasera accertarti che la vostra Sala Comune sia insonorizzata! Poi parla ai tuoi compagni di casa: devi reclutarne il più possibile e farti giurare la loro fedeltà!- chiara e coincisa, spiegò anche tutto il resto. Nel frattempo sperava che anche Neville fosse riuscito a convincere Susan ad esporsi al rischio. Michael annuì e le posò una mano sulla spalla.
-Ginny? Devi stare attenta, tu e i tuoi amici state rischiando grosso e molte persone si fideranno di voi e conteranno su di voi in caso di bisogno... non farti uccidere da quegli idioti dei Carrow solo perché sei così coraggiosa e testarda, come sempre...- c'era affetto e preoccupazione nelle parole del ragazzo e Ginny non poté che sorridergli grata.
-Farò in modo di non deludere nessuno allora, e resterò viva! Ma ho bisogno del tuo aiuto!- Michael annuì ancora a quelle parole, ma strinse ancora di più la presa sulla spalla di Ginny. La ragazza portò la sua mano sopra quella del ragazzo e ricambiò la stretta. –Te lo prometto!-.

-Allora com'è andata?- domandò quella sera Luna ad entrambi, mentre si erano appartati nella Stanza delle Necessità.
-Michael ha accettato e stasera parlerà ai Corvonero! Mi ha promesso che alla prossima riunione ci sarà e che con lui porterà altri membri!-
-Anche Susan non si è tirata indietro! Anzi mi ha detto che non vedeva l'ora che qualcuno prendesse le redini e cominciasse a salvare questo posto...- rispose Neville. Luna si aprì in un mega sorriso, ed i suoi occhioni blu luccicarono di felicità.
-A me non avrebbero mai dato retta... ma credo che a Michael daranno ascolto!- disse la bionda, accoccolandosi sul divanetto che la Stanza delle Necessità aveva fornito loro. Neville e Ginny oramai abituati alla dolce franchezza di Luna, nel definirsi strana da sola, risero di gusto all'uscita poco felice della bionda.
-Guardate che ora!? Luna ti accompagniamo alla Torre Ovest, forza...- fu Neville ad interrompere quella serata tranquilla.
-Che ne dite di rimanere qui stanotte?- mentre Ginny poneva quella domanda, una serie di lettini comparvero in un angelo dell'enorme stanzone. Luna si portò una mano alla bocca stupefatta. Neville invece si avvicinò e ne tastò uno.
-Abbastanza comodo!- le ragazze scoppiarono a ridere e si precipitarono addosso al moro, riempiendolo si solletico e pizzicotti. Risero e chiacchierarono fino a notte fonda, come non facevano da secoli.
-Credete che la faremo franca?- alla fine chiese Luna quando il sonno stava prendendo il sopravvento.
-Certo... siamo Paciock, Lovegood e Weasley!- rispose con voce impastata dal sonno, il ragazzo. Ginny sorrise silenziosamente, con la testa poggiata sul cuscino.
-Già...- fu l'ultimo commento della bionda Corvonero, prima che Morfeo li avvolgesse tutti in un caldo abbraccio.
La mattina successiva, dopo le lezioni, mentre camminava per i corridoi, come di solito le capitava, guardò al di là di una delle vetrate a mosaico. Sul portico, proprio all'entrata dell'ala est del Castello, c'era un gruppo di incappucciati.

-Mangiamorte...- sibilò a denti stretti. –Maledetti...- per un attimo pensò di fare una sceneggiata e andarli a schiantare tutti, sarebbe morta nel farlo, ma almeno si sarebbe tolta uno sfizio. Rinunciò all'idea quando alle sue spalle sentì il solito fruscio di mantello. –Chi c'è? Fatti vedere!- gli studenti erano tutti a pranzo, c'era solo lei nel corridoio del secondo piano, tanto che la sua voce fece eco. Eppure ne era certa, non era poi così sola. Si guardò intorno, mentre con la mano estrasse, dalla tasca della gonna a scacchi, la bacchetta. –Mostrati!- incitò la presenza ancora una volta. Ma non accade nulla. Sospirò e si decise ad andare a pranzo anche lei.

-Pss...- proprio alla fine del pasto, mentre scendeva verso i sotterranei per la lezione di Pozioni, Michael attirò la sua attenzione da dietro una delle colonne. Le fece cenno con la mano di avvicinarsi. La rossa senza dare nell'occhio, lentamente lo raggiunse, nascondendosi insieme a lui, subito dopo.
-Venti tra ragazzi e ragazze!- annunciò fiero.
-Sei riuscito a reclutare tutta questa gente?- chiese incredula.
-Avevi dei dubbi? Temevi che me la facessi sotto? Non sono più il ragazzino viziato che conoscevi piccola Weasley!-
-Io... no, no assolutamente! Beh complimenti, Susan solo dieci persone tra i Tassorosso ha reclutato!-
-Perciò venti noi, dieci loro e...-
-...venti Grifondoro!- aggiunse Ginny.
-Fanno cinquanta soldati!- concluse il conteggio il moro con un sorriso. –E brava la piccola Weasley e il tonto Paciock! Beh aspettiamo la prossima riunione allora!- commentò divertito Michael.
-Monete in vista! Al più presto ci sarà un esercitazione! Dobbiamo addestrare i novelli e sgranchire un po' le bacchette noi veterani!-
-EHII! Voi due che fate lì dietro???- la voce viscida ed acuta di Alecto li fece sussultare dallo spavento. La donna olivastra e tarchiata si avvicinò come una furia alla colonna. Il primo a sbucare fuori fu Michael, poi subito dopo anche Ginny si mostrò agli occhi della Mangiamorte. –Bene bene... Weasley, sapevo che saresti stata solo una rottura di scatole... e Corner, vero? Che stavate confabulando eh? Fate gli eroi da strapazzo?- Ginny serrò la mascella e si trattenne dallo schiantarla. Alla "professoressa" non sfuggì il suo atteggiamento e non le tolse gli occhi di dosso nemmeno per un istante. Le vene dei polsi di Ginny sembravano star per esplodere dalla rabbia, tanto le pulsavano.
-Volevo solo chiederle un appuntamento...- mentì Michael, lanciando un'occhiata di sottecchi alla rossa.
-Oh... che abbiamo qui?! Una coppia di innamorati??- disse Alecto melensa, ma poi sputò a terra disgustata e tornò a fissarla. –Sapete quali sono le regole: decreto 12, niente effusioni in pubblico. Corner cinquanta punti in meno a Corvonero. Weasley...- fece una pausa e la guardò con uno strano luccichio negli occhi, -il "professor" Carrow voleva farti un discorsetto riguardo il vostro primo incontro alla stazione! Visto che continui a trasgredire le regole, credo sia meglio che tu vada nel suo ufficio!- concluse sadica la strega. Ginny strabuzzò gli occhi e per la prima volta non seppe cosa rispondere. Michael guardava le due donne incapace di reagire.
-Ma... professoressa non ha fatto niente Ginny, è colpa mia!- la sola idea di Ginny chiusa in una stanza con quell'essere lo terrorizzava.
-Altri dieci punti in meno... Corner fila in classe!- disse acida Alecto e poi tirò per un braccio Ginny facendole risalire la scala per uscire fuori dai sotterranei. Camminavano così veloci che Ginny perse l'equilibrio più volte. Accecata dalla rabbia non riuscì a tenere a freno la lingua.

-La pagherete brutti servi e lecchini di un mezzosangue!- Alecto la gettò a terra improvvisamente, tanto che Ginny cadde rovinosamente a terra sbucciandosi il ginocchio, i gomiti e spaccandosi la fronte.
-Crucio!- Biascicò Alecto. Ginny urlò disperatamente. Sentì la carne avvampare e le ossa spezzarsi. La vista le si appannò subito, a seguito del dolore e non capì come e quando cessò quella tortura.

-Non voglio che lei torturi gli studenti Miss.Carrow! Preferisco che vengano usate le punizioni con i minorenni!- una voce familiare con tono piatto e biascicante fu la prima cosa che sentì la rossa. –Parkinson avverti Madama Chips che occorre un ricovero per una maledizione senza perdono. Zabini occupati della Weasley: alzala e scortala sino all'Infermeria!- riconobbe pian piano che a dare le direttive era Piton. Quando Blaise Zabini la sollevò dalle spalle sentì le ossa sbriciolarsi per il dolore. Gemette senza contegno e poi svenne.
Quando finalmente si risvegliò era notte fonda. Sul comodino riuscì a notare con la coda dell'occhio un vaso pieno di fiori, i preferiti di Luna, che spesso teneva dietro una delle orecchie. Una scatola di cioccorane e un bigliettino. Si fece forza trattenne il respiro cercando di vincere il dolore alla schiena e alle braccia per sporgersi ed afferrarlo. Mentre gli occhi scorrevano in quelle poche righe si sentì meglio.

Ginny non farci mai più una cosa del genere! Come ti è saltato in mente di provocare quella baffuta di Alecto? Per poco non ci veniva un infarto quando la Parkinson lo gridava ai quattro venti tutta divertita e soddisfatta. Se non fosse passato di lì Piton probabilmente saresti morta sotto il suo cruciatus! Dannata Grifondoro coraggiosa e sprezzante del pericolo! Madama Chips ci ha cacciati dicendoci di tornatecene a dormire ma domattina vogliamo trovarti sveglia! Un bacio da Neville e Luna.
Ps:Lorie ha detto che se stanotte non ci lasci le penne, domani ti uccide lei!

Ginny si lasciò sfuggire una risata ma il movimento le fece venire un doloroso spasmo allo stomaco e al petto perciò fu costretta a poggiarsi al cuscino per riprendere fiato a sentirsi meglio. Ma perché non era riuscita a tenere la lingua fra i denti? Probabilmente Amycus era comunque soddisfatto della fine che aveva fatto. Per lo meno la punizione di sicuro l'aveva scontata. Ma riflettendoci meglio non ne era poi così sicura. Sicuramente Amycus voleva la sua vendetta personale e un pezzetto della sua vita. Stranamente però non riusciva ad avere paura. Stava morendo di dolore ma di sicuro avrebbe ceduto ancora e ancora alle loro provocazioni pur di togliersi lo sfizio di rispondere sprezzante a quei due tirapiedi di Voldemort.
Per giorni fu costretta a restare in infermeria per farsi medicare e per seguire le cure di Madama Chips, che prevedevano di bere un infuso curativo, adatto agli spasmi causati da un cruciatus. Neville, Luna, Lorie, Betty ed Anna, persino Dean e Seamus, la andavano a trovare continuamente e pregò loro di non dire nulla ai suoi genitori, per non spaventarli. Dopo una settimana riuscì a stare in piedi e pian piano anche a camminare così fu dimessa e riprese a seguire le lezioni.
-E' giunto il momento!- esclamò Neville improvvisamente, mentre erano in Biblioteca, sbattendo un pugno sul tavolo deciso.
-Che succede?- chiese con aria non curante Luna, strofinando la piuma con cui stava prendendo appunti da un libro di Incantesimi, sul naso. Ginny sussultò a quel botto e fissò, insieme a Lorie, un Neville che ostentava un'aria seria. –Stasera faremo sapere a tutti che l'Esercito di Silente è tornato, che non è morto insieme a lui!-
-Come? Che intenzioni hai?- domandò allarmata Lorie.
-Lo scriveremo a caratteri cubitali, stanotte, nel corridoio del secondo piano! Proprio davanti all'ufficio di quei due Mangiamorte!- rispose fiero il moro. Ginny si aprì in un sorriso ed annuì con enfasi.
L'indomani un chiacchiericcio caotico faceva da sottofondo, proprio nella parete di pietra di fronte l'ufficio dei Carrow. Si sentì la porta aprirsi con un impeto ed una furia da fare spavento. Tanto che il gruppetto numeroso di studenti, imbambolati a guardare quell'"avviso", balzò indietro e lasciò passare Amycus.

-RAZZA DI BIFOLCHI POPPANTI CHE AVETE DA PARLARE! PERCHE' NON SIETE IN CLASSE???- sbraitò il professore. Nessuno rispose a parole ma gli occhi di tutti erano puntati su quella scritta:

Esercito di Silente, i reclutamenti sono ancora aperti

Per poco Amycus non diventò viola dalla rabbia. Gli occhi sembravano volergli uscire fuori dalle orbite e le vene del collo pulsavano pericolosamente. Neville, Luna e Ginny, nascosti dietro ad una delle armature di metallo, se la ridevano di gusto. Ovviamente il Mangiamorte cacciò tutti gli studenti con la minaccia che avrebbe scoperto il colpevole e gliel'avrebbe fatta pagare cara. E poi a pranzo Piton fece il predicozzo a tutti su quanto sciocco, imprudente e stupido fosse mettere su, specialmente con lui come Preside, una società segreta contro il Signore Oscuro. Ma i tre non potevano far altro che mascherare i loro sorrisetti trionfi. Avevano mosso il primo pedone, ma la partita era appena cominciata.

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