Avada Kedavra. Parte 2
-Avada Kedavra!!- disse Draco e con un tonfo il corpo privo di vita di Amycus Carrow, si riversò a terra. Aveva ucciso un uomo. Un Mangiamorte! Era divenuto un assassino.
Un assassino per lei.
Ginny si voltò verso il corpo di Amycus, terrorizzata e poi in direzione di colui o colei che l'aveva salvata. Quando le iridi ambra spaventate e piene di lacrime della ragazza incontrarono quelle fredde, vacue ed argento di Draco scoppiò a piangere. Lui riacquistò il controllo di se e le andò incontro. Si rannicchiò sul corpo di Ginny e la abbracciò. Lei in risposta gli gettò le braccia al collo e sfogò tutte le sue lacrime nell'incavo del collo del biondo. Anche lui stava piangendo. Lo avrebbe ucciso altre mille volte proprio perché stava per togliere la vita ad una tra le persone più importanti della sua vita, ma era pur sempre divenuto un assassino e si sentiva sporco. Sporco di sangue.
-Grazie!! Grazie Draco... stai bene? Sei ferito?- chiese preoccupata Ginny tastandolo freneticamente. Draco scosse il capo e la aiutò a rialzarsi. Entrambi fissarono il corpo di Amycus, ormai spento e freddo, con astio per poi ripararsi sotto un albero dell'atrio e mettersi al sicuro.
-Ginevra perché sei qui? Perché non ti metti al sicuro!? Io devo andare a cercare i miei... devo uscire dal Castello, ma non posso se so che tu sei qui a combattere!-
-Draco ti prego... non anche tu... so che stava per uccidermi ma non ce la faccio ad andarmene... la mia famiglia, tu e... Harry... siete tutti qui! Non posso tirarmene fuori! Voglio combattere!- Draco la guardò con sguardo duro ma dopo qualche istante di silenzio annuì.
-Raggiungi la tua famiglia! Combatti vicino a loro! Non stare da sola, sei una preda più facile! Io tornerò presto, intesi?- Ginny sorrise e lo abbracciò. quando si staccarono si fissarono negli occhi e poi lei lo baciò
Un bacio veloce, sporco di polvere e sangue, salato di lacrime. Poi corse via, lasciandolo confuso e disorientato.
Si, sarebbe tornato, ma adesso doveva sapere se sua madre e suo padre stavano bene.
Fece come Draco gli aveva detto. Aveva visto suo padre e sua madre combattere vicino Remus qualche attimo prima di lanciarsi all'inseguimento di Amycus, in Sala Grande. Li raggiunse di corsa ma nello stesso istante, nell'angolo opposto da dove lei era entrata, Percy portava sulle spalle un corpo privo di vita. Una testa rossa sbucava dalla sua spalla. Percy era gonfio e lucido in viso, sembrava distrutto. Ginny deglutì e sentì il sangue gelarsi nelle vene.
Alzò lo sguardo e vide Arthur andare incontro a Percy, George spingere con un calcio il corpo morto e riverso sul pavimento di un Mangiamorte, per farsi spazio e Bill portarsi le mani nei capelli, disperato. Quando vide sua madre, Molly stava urlando di dolore. Ginny cadde a terra. La stanza si rimpicciolì, le urla ed i boati si dissolsero nel nulla. Non sentì più neanche il suo corpo stesso. Tutto aveva perso senso, tutto era stato distrutto: Fred era morto!
Le lacrime iniziarono a scivolare calde e salate sul suo viso. Si tirò i capelli ed urlò. Urlò fino a finir la voce. Non poteva essere vero. No, non Fred. Lei era la sua tigre, lui era tutto per lei. Non poteva essere morto. Sentì delle mani sollevarla dolcemente e si sentì trascinata, poiché non fu capace di camminare da sola per lo shock, fino al corpo del fratello. Fu Bill a scortarla dai suoi genitori. Tutti piangevano. Non si stava combattendo più. Sentiva solo lacrime. Le sue e quelle dei suoi fratelli. Era come se il tempo si fosse fermato. Molly urlava ancora accasciata sul petto di Fred. George era inginocchiato e teneva il capo del fratello tra le mani, bagnandolo delle sue lacrime. Suo padre carezzava i capelli di Molly e aveva il viso sfigurato dal trauma della perdita. Si trascinò a gattoni fino al corpo del fratello e si rannicchiò a fissarlo. Pianse mille e più lacrime per quel fratello ormai perduto per sempre. Poi altre braccia la raggiunsero. Alzò il capo ed era Hermione che la abbracciava anche lei preda di un pianto silenzioso. Con lei c'era Ron e fissava pietrificato Fred. Poi vide Harry e ne seguì lo sguardo. Un'altra lama squarciò il cuore freddo e spaventato di Ginny: Lupin e Tonks giacevano l'uno accanto all'altro morti.
Fu scossa dai singhiozzi di un nuovo pianto e il pensiero corse al piccolo Teddy. Rivisse le immagini del matrimonio, di lei che piroettava ballando con Fred, di Remus che correva a festeggiare con loro la nascita del piccolo Lupin e poi l'arrivo di Tonks nella stanza delle necessità qualche ora prima. Non voleva più soffrire né piangere. Voleva che quella tortura finisse presto, mentre si lasciava cullare dall'abbraccio di Hermione. La voce di Voldemort, come un'ora prima, entrò nelle loro orecchie, ragguardandoli di avere un'ora per riserbare i corpi dei morti e guarire quelli dei feriti, mentre lui avrebbe atteso Potter, poi se quest'ultimo non fosse giunto, lui avrebbe riattaccato il Castello ed ucciso tutti di persona. I suoi occhi cercarono quelli verdi di Harry ma lui era sparito. Anche Hermione si alzò per cercarlo, insieme a Ron, ma di lui nessuna traccia.
Fecero, non di certo perché l'avesse detto Voldemort, quello che diceva il messaggio: ovvero aiutare i feriti e mettere a riparo dalle macerie i corpi morti dei loro amici e compagni. Molly restò a vegliare sul corpo di Fred mentre tutti gli altri, compresa Ginny, trovarono la forza di aiutare i sopravvissuti della battaglia. La rossa sentì una ragazzina piangere e si avvicinò a lei.
-Stai bene?-
-Voglio tornare a casa...- quella piagnucolò
-Si certo... ma lascia che Madama Chips medichi quella brutta ferita alla spalla... vieni!- la consolò Ginny prendendola per mano. Quella annuì e Ginny l'accompagnò dove, in fila, stavano seduti ad aspettare tutti gli altri feriti. Non riusciva a guardare più Fred... doveva tenersi occupata, doveva aspettare che tutto finisse. Solo allora sarebbe riuscita a dire addio a suo fratello. Così aiutò Madama Chips con le medicazioni. Non si accorse di certo, che passò un'ora, poiché fu concentrata a non far altro male e causare dolore ai suoi compagni feriti, mentre li medicava.
-FUORI! VENITE FUORI SUDICI TRADITORI!- urlò una voce che Ginny riconobbe all'istante: Bellatrix. Come una mandria feroce tutti si diressero dalla Sala Grande verso i prati dell'entrata del Castello. Fu la McGranitt ad uscire dal portone per prima ed un urlo di dolore squarciò l'aria. Ginny allora corse più in fretta ed altre grida si levarono, prima che lei potesse farsi spazio tra la folla e poi infine lo vide. Morto, tra le braccia di Hagrid, giaceva Harry.
Strillò di dolore e tutte le briciole di speranza e di amore che le erano rimaste furono spazzate via. Non c'era più alcun motivo di combattere. Non c'era più speranza, né amore. Solo morte.
-HARRY POTTER E' MORTO!!!- urlò compiaciuto Voldemort e starnazzi e risate esplosero dalla folla di Mangiamorte dietro di lui. Ginny li guardò ad uno ad uno e vide i volti glaciali, bianchi e contratti di Lucius e Narcissa Malfoy, non sembravano felici. –Adesso è il momento di dichiararvi...- aggiunse Voldemort e fece una pausa guardando speranzoso i volti distrutti, sporchi e feriti della fazione nemica, disposta scompostamente per tutta l'entrata del Castello. –Unitevi a me o morirete!- li minacciò infine. Il silenzio si fece totale. In sottofondo il vento di quel freddo mattino ed il fruscio delle fronde del Platone Picchiatore più in là. Il cielo sopra di loro era plumbeo ed il fumo delle esplosioni si addensava minaccioso. Quell'aria lugubre rifletteva gli animi dei sopravvissuti.
-Draco... Draco...- una voce rauca e stanca spezzo quella quiete apparente. Ginny sussultò e si guardò intorno. Qualche metro più indietro di lei, c'era in piedi Draco Malfoy. Era tornato! Era tornato a cercarla. Era nella sua fazione. Trattenne il respiro: cosa voleva Lucius da lui? Poi comprese e tremò come una foglia.
-Draco vieni... ora!- udì la voce ferma e materna di Narcissa e si voltò di nuovo verso i genitori del biondo. Con le ultime forze che aveva in corpo pregò che lui non si muovesse di lì, pregò che restasse lì, tra i suoi amici e con lei. Se dovevano combattere fino all'ultimo sangue, sperava che avesse combattuto al suo fianco.
-Draco...?- un'ultima volta lo chiamò suo padre. Poi si voltò verso il rumore dei suoi passi e con quella visione morì per sempre la speranza che lei aveva riposto in loro due, nel loro amore, nel loro futuro.
Dentro la sua testa udì come un vaso di cristallo cadere e frantumarsi in mille pezzi ed abbassò il capo delusa. Aveva scelto loro, ancora una volta. Ancora un volta si era schierato contro quello per cui lei invece lottava. Contro quello per cui lei aveva perso Fred, Harry, Tonks e Lupin... le voci si fecero ovattate, e non capì più cosa accadesse intorno a lei. La testa prese a girarle e riuscì solo a vedere il sorriso dolce di Fred. Si ritrovò persa nei ricordi: la cioccolata, la fioccata di neve nel terrazzo, Fred che la prendeva in braccio e le dava il bacio della buona notte. Si riscaldò al torpore dei ricordi.
-GINNY CORRI!- suo padre l'afferrò per una mano e fu riportata alla realtà. Vide la testa di Nagini qualche metro più in là del corpo del serpente, ormai esanime. Dietro di lei Grop e Centauri falciavano i corpi in fuga dei Mangiamorte. Davanti a lei gli Elfi Domestici con trincianti e mannaie correvano furiosi verso i Mangiamorte ancora in piedi a combattere. Sopra di lei invece i Thestral, Fiorebecco e Fanny planavano per cavare gli occhi ai Troll e Orchi di Voldemort. Sguainò la bacchetta confusa. La guerra era esplosa nuovamente nel Castello. Suo padre la fece nascondere sotto un tavolo e poi corse via. Ginny non restò di certo lì e quando vide la chioma bionda di Luna agitarsi più in là la raggiunse. Stava combattendo insieme ad Hermione con Bellatrix.
-Crucio!!!- urlò la strega verso Luna.
-Protego!!- intervenne Ginny e la Mangiamorte si accorse di lei. Bellatrix ghignò di soddisfazione appena la riconobbe e sbottò in una fragorosa risata fanatica.
-Avada Kedavra!!- biascicò atona Bellatrix facendosi tutt'ad un tratto seria, in sua direzione e Ginny si lanciò alla sua sinistra, schivando il getto verde di un soffio.
-LASCIA STARE MIA FIGLIA, CAGNA!!- urlò Molly. Ginny fu trattenuta da Bill e dovette assistere allo scontro tra sua madre e quella orribile donna. Sapeva che Bill era lì, e se fosse servito, sarebbe intervenuto. Bellatrix voleva divertirsi un po' con la sua preda e tra un fascio di luce e l'altro schernì Molly con immonda perfidia sul fatto che prima avrebbe ucciso lei e poi tutti i suoi pezzenti figli.
-Cr...- stava per urlare compiaciuta Bellatrix ma nello stesso istante Molly la spinse con un braccio e quella cadde a terra.
-Avada Kedavra!- urlò sua madre ed il sorriso malefico di Bellatrix si spense. Si spense per sempre.
-NOOO!- urlò Voldemort ed un getto d'aria, emanato dal suo corpo in Collera, scaraventò tutti quelli presenti nella Sala Grande. Era disperato: la sua più fedele serva era morta. Ma Ginny non ebbe il tempo di dire o fare nulla che una immagine impossibile, le si parò davanti. Harry era in piedi davanti a loro, a fronteggiare Voldemort.
Harry era vivo? Si, Harry era vivo!
Una nuova gioia la invase e si sentì rigenerata.
-Statene fuori! Tutti!! Adesso siamo solo io e te Tom, non esiste più alcun Horcrux!-
-Come osi chiamarmi in quel modo? Sebbene non esistano più i miei Horcrux io ho sempre la bacchetta di Sambuco... sono invincibile Potter!- rispose Voldemort puntando contro Harry la sua arma e sorridendo. I suoi occhi rossi vibrarono di rabbia ed orgoglio.
-La bacchetta non è tua! Non ha importanza che tu l'abbia rubata dalla tomba di Silente o ucciso Piton... quella bacchetta apparteneva a Draco Malfoy che ha disarmato Silente su quella Torre, quella notte! Ed io ho disarmato Draco qualche giorno fa al Manor: la bacchetta di Sambuco è mia!- rivelò Harry mentre il sorriso di Voldemort si trasformava in un ghigno preoccupato. Passarono secondi di silenzio mentre i due si fronteggiavano. Poi per primo attaccò Voldemort.
-Avada Kedavra!-
-Expelliarmus!!- rispose Harry. Il getto di luce verde rimbalzò da Harry al corpo di Voldemort che cadde a terra all'indietro, anche lui spento per sempre.
Cori, urla, schiamazzi di gioia. Il Castello esplose in una festa caotica e tutti, anche Ginny, corsero ad abbracciare Harry. Lo portarono in trionfo al centro della Sala Grande, riempiendolo di complimenti e congratulazioni. Tutti volevano un assaggio di Harry, perciò Ginny si allontanò insieme ai membri della sua famiglia e raggiunse l'angolo dove il corpo di Fred era stato preservato. Si sedette vicino sua madre e si accucciò con la testa sulla sua spalla, carezzandole la schiena e vegliando sul corpo del fratello perduto.
Era finita. Finalmente era finita. La guerra si era portata via suo fratello Fred ma ce l'avrebbero fatta. Avrebbero superato anche quello i Weasley. Insieme, come sempre. Si guardò intorno per bearsi della gioia dei sopravvissuti. E infine lo vide: Draco stava seduto su una delle panche della tavolata Serpeverde con i suoi genitori che lo abbracciavano da ambi i lati e parlavano con lui.
Si erano mischiati a loro, alla fine. Perché? Perché quella gente era tra i buoni...? Senza dare nell'occhio, disgustata da quella scena, si alzò per prendere una boccata d'aria e raggiunse il chiostro dove ancora, morto, giaceva il corpo di Amycus. Lo fissò con lo stesso disgusto con cui prima aveva osservato la famiglia Malfoy. Infine si sedette sulla panca in pietra. Prese un profondo respiro. L'aria apparve più fresca come se con la morte di Voldemort il fumo delle esplosioni e il polverizzo delle frane si fossero dissolti.
-Ginevra!- la chiamò con voce allarmata Draco. Ora in piedi all'entrata del chiostro. La veste da Mangiamorte strappata, il viso graffiato e gli occhi terribilmente amareggiati.
-Sparisci!- disse tagliente senza voltarsi a guardarlo.
-Non capisci... non farti strane idee... dovevo, altrimenti...-
-Non mi importa nulla! Ho detto sparisci!- lo interruppe secca chiudendo gli occhi con ferocia.
-Ti ho salvato la vita... ho aspettato per te... ho combattuto contro i Mangiamorte... sono tornato a cercarti!!!- disse spaesato. –Se non mi fossi unito apparentemente alla causa avrebbe ucciso me e i miei genitori! Lo sai!- tentò di farla ragionare.
-Ho perso mio fratello stanotte per combattere... eppure non ne sono pentita, perché migliaia di vite sono state risparmiate grazie a quelli come me e a quelli come mio fratello, che non si uniti alla causa, come dici tu... nemmeno "apparentemente"!- lo scimmiottò aspra.
-Io... io... hai ragione! Ma la mia famiglia è l'unica cosa che ho... se tu...-
-Se io cosa? Se io non avessi scelto te? IO AVREI SCELTO TE!- gli urlò alzandosi di scatto dalla panca e balzando in piedi. Ansante per l'urlo cacciato, restò immobile, al centro del chiostro a fissarlo. Gli occhi grigi e spenti di Draco la oltrepassarono.
-Ti prego Ginevra...- la supplicò. Ginny fece cenno di no con il capo.
-E' finita! Tornatene nel tuo mondo... fatto di doppiogiochisti, sotterfugi e veleno! Addio!- a grandi falcate lo superò e lui non tentò di fermarla.
-Se ora te ne vai, non ci sarà un'altra possibilità! Sarà finita davvero!- la minacciò con voce bassa. Ma la sentì sospirare e poi andar via. Inerme, sconfitto, privato del respiro, restò fermo nel chiostro. Deluso ed umiliato la lasciò uscire dalla sua vita.
Si trovava sul portico della tana, distesa sul prato. L'erba verde fresca ed odorosa, era come un toccasana per il suo corpo stanco e fragile. Inspirò il profumo dei campi e dei gelsomini che impetuosi si arrampicavano sul parapetto della casa. Il sole stava quasi tramontando e le voci dei suoi fratelli, dentro casa, erano più alte per via dei preparativi della cena. Giocherellò ancora con il gambo della piccola margherita che aveva raccolto, fissando davanti a se il panorama, ma senza vedere nulla realmente. Quella lunga settimana, piena di funerali e commemorazioni l'avevano sfinita. Non aveva più lacrime ne parole. Le mancava Fred tremendamente, ma tutti, per Molly, si facevano forza. Nessuno si era dimostrato debole. Tutti dovevano essere forti per quella madre sconvolta. Nel buio e nella notte qualche lacrima rigava i visi lentigginosi dei Weasley, ma erano pianti silenziosi. Alla luce, dovevano sorridere.
-Posso?- la voce calda e gentile di Harry la riportò al prato di casa Weasley, la riportò alla Tana. Lei annuì senza rispondere alcunché e lui si distese di fianco a lei. –Come stai?- le chiese dolcemente.
-Meglio... finalmente è finito tutto... non vedo l'ora di tornare alla normalità, se di normalità possiamo parlare senza Fred...- rispose atona.
-Ginny lui è vivo nel tuo cuore, ricordarlo sempre questo! Come lui lo stesso vale per Tonks e Lupin!-
-Già...- disse solamente. Sentì le dita calde e morbide di Harry intrecciarsi alle sue. Ginny non lo allontanò e strinse la mano del ragazzo che le trasmise sicurezza.
-Ginny... ho aspettato ma ora è il momento di parlare...- cominciò Harry. Ginny si mise seduta senza lasciare la sua mano e lo guardò negli occhi. Il verde smeraldo brillò colpito dai raggi dorati del sole. La ragazza annuì e deglutì. Doveva, anzi voleva essere sincera.
-Harry prima devi sapere una cosa...- iniziò impaurita,
-La so! So tutto Ginny... o almeno l'ho immaginato e non mi va di aver raccontato né il motivo né i dettagli... soprattutto i dettagli...- la interruppe. Ginny boccheggiò e lo fissò confusa.
-Ti basti sapere questo: la Mappa del Malandrino!- Ginny sussultò e spalancò la bocca. -Non hai nulla di cui farti perdonare... io ti avevo lasciata! E sono sparito per mesi!- disse. –Controllavo ogni giorno quella Mappa che in qualche modo mi teneva legato a te, mi faceva credere che ti ero vicino, e potevo sapere che eri viva!- dopo aver assimilato la notizia, la ragazza si morse con violenza il labbro.
-Sono stata in collera con te Harry per non avermi portato con te! E non voglio che pensi che sia stata una punizione! Io sarei voluta venire con te! Mi sono sentita abbandonata!- confessò la ragazza.
-Volevo proteggerti e ci sono riuscito! E poi Neville e Luna hanno avuto bisogno di te, me l'hanno raccontato!- Ginny sorrise ripensando a quei momenti. Gli mancavano tanto Neville e Luna, che aveva potuto vedere solo durante i funerali. Aveva inviato delle lettere a Lorie e Blaise ed era stata felice di sapere che entrambi stavano bene. Passarono alcuni minuti di silenzio, nei quali entrambi si persero nei ricordi.
-Ok... ma sarei stata capace! Invece ti sei fidato di Ron e di Hermione! Ma di me no...-
-Io mi fido di te! Ma sei la cosa più bella che mi sia capitata e se dovevo scegliere chi proteggere più della mia stessa vita, quella eri tu!- rispose irremovibile. Ginny si sentì così importante per qualcuno che la rabbia iniziò a scemare. -Mettiamo una pietra sul passato, riconciamo!- infine disse Harry mettendosi seduto e attendendo una risposta da quella ragazza dagli occhi ambra. Ginny sorrise e poi lui la baciò con infinita dolcezza. In quel bacio sfogarono le loro ansie, paure, debolezze e ritrovarono tenerezza e speranza. Forse potevano dimenticare tutto l'orrore, la morte, il sangue. Forse potevano davvero ricominciare.
Continua...
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