Capitolo 7
Il tempo si è fermato in questo istante.
Si è fermato non appena ho incontrato i suoi occhi che sono ancora più intensi di quanto ricordassi.
Ho cosi tante cose da chiedergli, cosi tante cose da dirgli.
Ma non riesco a pronunciare neanche una parola.
Mi sono persa nei suoi occhi maledizione, e non ho scampo.
Mi hanno catturata e incatenata a loro.
E cado di nuovo in uno stato di trans, come mi era già successo in passato.
Ed eccola di nuovo, quella sensazione, quella vulnerabilità, quella paura che potesse scrutarmi dentro.
Ed in un attimo vengo catapultata indietro nel tempo, a quella dannata festa dove il nostro legame si è spezzato per sempre.
E torno al presente.
Il tempo ricomincia a scorrere, ed io finalmente riesco a distogliere lo sguardo da lui.
<<Ma come....? Quando sei...?>> dice ad un tratto senza riuscire a completare la frase.
Se non fossi scossa da questa situazione potrei anche mettermi a ridere.
Matt Taylor per la prima volta rimane senza parole.
Si schiarisce la gola, si gratta dietro la nuca ed io capisco subito che è nervoso.
È bello sapere che è rimasto quello di
un tempo.
È bello sapere che malgrado tutto, riesco ancora a decifrare i suoi gesti.
"È rimasto quello di un tempo? Ma sei scema o cieca? Io direi entrambe le cose. Ma non vedi il Dio greco che hai davanti?" dice la mia voce interiore.
E mi rifiuto di darle ragione.
Anche se...ecco....
Faccio scorrere lo sguardo lungo il suo corpo...e oh.mio. Dio.
Mi strozzo con la mia stessa saliva.
I capelli corvini che un tempo teneva lunghi ora sono leggermente rasati ai lati e più folti al centro con qualche filo che ricadono disordinatamente sulla fronte.
Lineamenti del viso ben definiti ma allo stesso tempo delicati.
Carnagione leggermente abbronzata, fisico scolpito e si nota dalla maglietta nera aderente che lo fascia come una seconda pelle.
Spalle larghe, e braccia muscolose coperte dai tatuaggi.
Avete presente Damon Salvatore?
Ecco, dimenticatelo, Matt Taylor era cento volte più bello.
"Ora non esagerare, eh!"
Volevo solo rendere l'idea di quanto sia diventato bello!
Ed ammetterlo è un duro colpo per me.
Ma perché ho dato retta alla mia vocina?
Non potevo ignorarla come al solito?
Ma è sempre stato cosi bello? Mi sento come se lo vedessi per la prima volta, forse perché al suo aspetto fisico non ci ho mai fatto caso...
"Non mentire, che ti cresce il naso. Pinocchio!"
Mi schiarisco la gola e mi alzo lentamente da terra sotto il suo sguardo indagatore.
Mi ha guardata per tutto questo tempo?
Quindi si sarà sicuramente accorto che lo stavo fissando.
"Stavi fissando? No Madeline. Tu stavi sbavando. E poi certo che se ne è accorto, con tutta quella bava era impossibile che non se ne accorga. "
Grandioso!
Alzo lo sguardo verso di lui e commetto lo sbaglio più grosso della mia vita nel farlo.
Perché lo sorprendo a sorridere in quel modo.
Quel sorriso dalla dentatura perfetta.
Quel sorriso che gli arriva fino agli occhi.
Quel sorriso dove fa apparire quelle odiose fossette che un tempo amavo.
"L'hai detto! Hai davvero detto quella parola!"
Accidenti a me, accidenti a me cazzo!
Divento rossa come un pomodoro.
Cerco di riparare il danno ormai fatto raccogliendo il mio zaino da terra in un micro secondo, lo apro e ci nascondo la faccia dentro con il pretesto di cercare il mio maledetto cellulare che guarda caso, ora ritrovo.
Non potevo trovarlo subito?
Assolutamente no, finché non mi complico la vita non sono contenta.
Sblocco lo schermo del cellulare e guardo la chiamata persa da mia madre.
<<Scusa io devo....io devo andare>> Dico infine con voce spezzettata. Non so davvero come ho trovato il coraggio di parlare.
L'unica cosa che so è che me ne devo andare via da qui, al più presto.
Ne vale della mia sanità mentale.
Sto per varcare la soglia dell'uscita quando mi sento afferrare per un braccio.
<<No Mads, questa volta non mi sfuggirai >> dice con tono deciso facendo vibrare ogni muscolo del mio corpo.
Mi attira a se e mi stringe in un forte abbraccio mentre io mi dimentico come si fa a respirare.
<<Sai quanto ho aspettato questo momento Madeline? Sai quanto aspettavo il momento giusto
Per spiegarti ogni cosa? Ma puntualmente questo momento non arrivava mai>> Mi spiega appoggiando la testa nell'incavo del mio collo.
E rimaniamo cosi,con lui che mi circonda la vita con entrambe le braccia e con me che è rimasta letteralmente paralizzata.
Non muovo un muscolo, non sbatto nemmeno le palpebre.
Sto con le braccia lungo il corpo cercando di ricacciare indietro di lacrime.
In questo momento provo emozioni contrastanti.
Una parte di me vorrebbe fermare il tempo in questo instante e rimanere abbracciata a lui per sempre.
Mentre l'altra parte di me vorrebbe solamente allontanarlo e mandarlo al diavolo.
<<Non riesco a crederci che tu sia qui. Ti prego Mads lascia che ti spieghi come sono andate veramente le cose. Quella sera io....>>
E proprio in quel istante il suo cellulare comincia a squillare.
Impreca sotto voce e senza staccarsi da me e lo tira fuori dalla tasca senza allentare la presa.
<<Pronto?>>
<<Si mamma ci sarò questa sera>>
<<Si l'ho vista, è qui con me!>>
<<Okay, arriviamo>>. E chiude la chiamata.
<<Dobbiamo andare a casa>> dice infine rivolgendosi a me.
Mi prende per mano e mi trascina fuori dal college mentre tutti gli occhi sono puntati su di noi.
Più sulle nostre mani intrecciate a dire il vero.
Ci dirigiamo verso il parcheggio e ci fermiamo davanti ad una Bmw Nera.
<<Allora? Hai preso il borsone?>> Dice un ragazzo dai capelli biondi e dagli occhi azzurri rivolgendosi a Matt.
<<Lo prenderò un'altra volta, puoi portaci direttamente a casa dei miei genitori?>> Chiede Matt abbassandosi verso il finestrino del conducente.
Sto per staccare la mano dalla sua, quando lui per tutta risposta la stringe ancora più forte.
Come se non volesse perdere quel contatto.
<<Si certo, salite!>> Risponde questo facendo rimbalzare lo sguardo da me a lui.
<<Comunque lei è Madeline.
Madeline lui è Evan. Già vi conoscete>> Dice Matt, facendo le presentazioni. Ed io sono più confusa di prima.
Lo conoscevo?
<<Aspetta quella Madeline? La tua Madeline?>> risponde stupito.
La sua Madeline? Ho sentito bene?
Poi focalizzo meglio il suo viso e finalmente me ne rendo conto.
<<Aspetta, ma tu sei Evan? Quel Evan? Evan Turner?>> Chiedo stupita quanto lui.
Senza quell'occhio nero non l'avevo riconosciuto.
A parte gli scherzi, era davvero cambiato in questi anni.
Non aveva più l'apparecchio ne gli occhiali.
<<In carne e ossa bellezza>> Risponde facendomi l'occhiolino.
Lo stesso Evan che si beccò un occhio nero da Matt, solo per aver detto che ci eravamo baciati, ora stava parlando con lui come se niente fosse.
Ricordo bene il giorno in Matt mi disse che non lo sopportava proprio, lo considerava uno snob del cazzo.
Ed ora scopro persino che sono amici.
Assurdo!
Quante cose mi sono persa in questi due anni?
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