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Capitolo 39

Vengo svegliata da un raggio di sole che filtra dalla finestra.
Apro gli occhi lentamente e mi riparo dalla luce che quasi mi acceca.
Eppure ricordo di aver chiuso la finestra ieri sera.

"Ricordi male! Non sarebbe la prima volta che succede."
Non è vero.

"Ah no? E che mi dici di quella volta in Italia dove hai scambiato il bidè per un secondo wc? Eppure tua madre ti aveva spiegato a cosa servisse!"
In America non ci sono i bidè non potevo saperlo!

"E quella volta in cui hai scambiato quell'anziana signora per una commessa? Eppure non era la prima volta che andavi in quel supermercato!"
Ehi, stava cambiando i prezzi e aggiungendo sconti da un prodotto all'altro, neanche li potevo saperlo!

Fortunatamente la sveglia comincia a squillare interrompendo così i battibecchi con la mia fastidiosissima vocina.
Allungo la mano verso il comodino, 
come mi è solito fare ogni mattina, ma invece di toccare la sveglia, tocco una cosa che sembra una spalla.

Mi giro lentamente e vedo la schiena nuda di Matt.
Trattengo il fiato e mi sollevo sui gomiti facendo attenzione a non svegliarlo.
La mia immaginazione mi sta facendo brutti scherzi?
O è tutto reale?

Allungo una mano verso di lui, come per accertarmi che fosse vero, e traccio una linea immaginaria lungo la sua spina dorsale.
Il contatto con la sua pelle mi provoca subito un brivido che percorre tutto il mio corpo.
Rimango incantata ad osservare la sua schiena dritta, ampia e muscolosa.
Le spalle larghe ed i capelli arruffati.

Può una persona essere bella pure girata di schiena?

Il pensiero di noi due, nello stesso letto mi fa subito arrossire.
Come ho fatto a non sentire la sua presenza?

"Perché sei caduta in coma, ecco perché."

Distolgo lo sguardo da lui e lo rivolgo fuori dalla finestra.
Oggi il tempo è particolarmente bello.
Il sole è un enorme bagliore giallo.
L'aria è umida e leggermente fredda.
Le foglie ormai poche si reggono timidamente ai rami secchi degli alberi.
Siamo in pieno autunno.
Il tempo è volato senza nemmeno che me ne accorgessi. E a breve arriverà l'inverno.

Sento il letto muoversi sotto di me, e quando giro nuovamente la testa verso di lui, è voltato in modo che io ne possa osservare il volto.
Con quella piccola smorfia che fa solitamente quando dorme facendolo assomigliare ad un bambino imbronciato.

Il lenzuolo lo compre solo attorno alla vita, lasciandogli scoperte le gambe e l'addome.
Mi sdraio accanto a lui e gli accarezzo i capelli.

<<Sei cosi bello che quasi fa male vederti>> Gli sussurrò giocherellando con i suoi capelli.
<<So di essere stata egoista nei tuoi confronti, ma sono molto fiera di te, te lo giuro. Ti aspetterò per tutto il tempo che vorrai perché io..Matt ti a...>>

<<Madeline tesoro, siamo arrivati! Sei a casa?>> urla ad un tratto una voce che assomiglia a quella di mia madre.
No, fermi. Non può essere lei dovevano tornare tra due giorni!
Scendo dal letto rischiando di inciampare nel lenzuolo e mi affaccio alla finestra.

Vedo non solo mia madre e mio padre sommersi dai bagagli, ma anche il signor e la signora Taylor.

<<Oh cazzo!>> Esclamo ad alta voce.
Mi precipito nuovamente verso il letto e questa volta riesco a inciampare cadendo di faccia sul pavimento.
Fortunatamente il tappeto mi attenua la caduta e riesco a non sbattere la testa.

Mi rialzo da terra appoggiandomi al letto e quando sollevo la testa vedo Matt ridere tra le lacrime tenendosi la pancia con una mano.

<<Ti sei fatta male?>> Mi chiede tra una risata e l'altra.

<<No, ma conosco qualcuno che presto se ne farà>> Rispondo fulminandolo con lo sguardo.

Matt's pov

<<Eri sveglio per tutto questo tempo?>> Mi chiede furiosa.

<<Uhm...fammici pensare... diciamo che sono sveglio da quando mi hai detto che sono bello da far male.>> Ammetto con nonchalance.

<<Sei uno stronzo Matt. Potevi dirmelo invece di far finta di dormire!>> Si siede sul pavimento fingendo di essersi offesa e incrocia le gambe dandomi la schiena.

<<E perdermi tutte le belle cose che mi hai detto? Non sono mica stupido.>> La sollevo da terra e la faccio sdraiare sotto di me. Comincio a baciarle delicatamente il collo mentre lei mi guarda intensamente negli occhi, come se volesse esprimere qualcosa che non riesce a pronunciare.

Quando sto per baciarla, il campanello della porta comincia a suonare.
Lo ignoro e torno a concentrarmi sulle sue labbra che non vedo l'ora di assaggiare.
Ma quando sono ad un centimetro dal farlo, quel maledetto campanello ricomincia a suonare interrottamente.

<<Ma si può sapere chi diavolo è a quest'ora?>> Chiedo frustrato passandomi una mano fra i capelli.

<<CAZZO!>> Esclama lei invece balzando fuori dal letto. <<Mi sono completamente dimenticata dei nostri genitori. Sono qua fuori!>>

<<Seriamente?>>

<<Si, accidenti! Ed è solamente colpa tua se me lo sono dimenticata!>> Dice agitata camminando avanti e indietro per la stanza.

<<E qual'è il problema? Vai ad aprire.>>

<<Qual'è il problema dici? Sei mezzo nudo nella mia stanza! Penseranno chissà che cosa!>>

<< Ma sanno che stiamo insieme Mads! E poi cosa potranno mai pensare  di male>>

<<P-penseranno che abbiamo fatto...>> Comincia ad arrossire e a balbettare.

<<Che cosa Mads?>> La stuzzico avvicinandomi a lei. Sono uno stronzo lo so, ma amo prenderla in giro. È cosi bella quando s'intimidisce che non riesco a resistere.

<<Si ecco...penseranno che abbiamo fatto...insomma vestiti per favore okay? Io vado ad aprire.>> Ed esce fuori dalla stanza chiudendosi la porta dietro.
Mi infilo solamente un paio di jeans e la raggiungo di sotto.

Quando sta per aprire la porta l'afferro dalla vita, l'attiro contro il mio petto, la guardo negli occhi e la bacio.
Mentre i nostri genitori proprio in quel momento spalancano la porta assistendo alla scena.

<<Scusa, ma non ho potuto resistere>> le sussurro all'orecchio sentendomi addosso lo sguardo omicida del padre.

<<Ora capisco perché ci hanno messo così tanto ad aprire!>> Dice mio padre mettendosi a ridere.
Mentre le nostre madri sospirano all'unisono.

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