Capitolo 12
Ed ecco arrivare il giorno più odiato dell'anno.
Il giorno delle venti candeline
Il giorno del mio compleanno.
Non mi sento diversa, sono sempre la stessa, con la sola differenza che ho un anno in più.
Il mondo degli adulti è sempre più vicino e la cosa mi spaventa assai.
Non voglio crescere ma la cosa è inevitabile giusto?
"Tranquilla che non sei cresciuta per niente. Sei ancora una spocchiosa"
Ti ringrazio cara vocina, questo è il primo complimento che mi fai in vent'anni di vita!
"Ma non era affatto un complimento anzi, vedi di crescere!"
Ad ogni modo se ve lo state chiedendo, no, non festeggerò, per me è un giorno come tanti e poi non sono in vena di festeggiamenti.
Passerò la giornata ad ingrassare davanti a qualche serie tv, visto che non ho lezioni.
Cosa posso volere di più dalla vita?
Accendo il pc e mi butto sul letto circondata da schifezze varie e do inizio alla mia maratona di The Walking Dead.
Le ore passano senza che me ne accorga e fuori si fa già buio.
Spengo il pc e mi sgranchisco le ossa.
Guardo l'orologio appeso alla parete, e segna già le nove.
Hanno ragione quando dicono che il tempo passa in fretta quando ci si diverte!
Ed io ho ufficialmente vent'anni.
<<Tanti Auguri a me. Tanti Auguri a me. Tanti Auguri a Madeline, tanti Auguri a me!>> Comincio a canticchiare saltellando sul letto.
Mi sento un'idiota però mi sto veramente divertendo.
Sto per scendere al piano di sotto, quando all'improvviso un rumore proveniente da fuori mi fa sobbalzare.
Che siano i ladri?
Sento la finestra alzarsi di colpo e mi nascondo sotto il letto afferrando una scarpa col tacco.
"Una scarpa col tacco? Davvero Madeline? Non hai trovato di meglio?"
Scusa tanto se non sono riuscita a trovare la lucille di Negan!
Vedo l'intruso camminare avanti e indietro per la stanza e rimango immobile senza fare rumore.
All'improvviso si ferma, appoggia qualcosa a terra e si siede sul letto.
Ora le cose sono due:
Lo afferro per le gambe cercando di buttarlo a terra poi mi butto dalla finestra e cerco aiuto?
O esco dal mio nascondiglio super sicuro e lo affronto prendendolo a tacchettate in testa?
"Okay, ho già capito che moriremo qui. Posso solo sperare di reincarnarmi in una coscienza di un dottore e non di un'altra idiota come questa"
Grazie per la fiducia che hai in me insomma!
Faccio un bel respiro, rotolo fuori dal letto, mi alzo subito in piedi e colpisco l'intruso.
Sto per buttarmi dalla finestra, e meno male che è situata al piano terra, quando sento afferrarmi per un braccio.
Sto per colpire il nemico con un pugno ma questo me lo blocca come se niente fosse.
<< Ma sei diventata Matta? >> Dice infine l'aggressore accendendo la luce.
<<Matt?>> Esclamo sorpresa.
<<No, Babbo natale!>> Risponde sarcastico massaggiandosi la testa. <<Si può sapere perché mi hai colpito?>>.
<<M-ma io pensavo fossi un ladro!>> Mi giustifico imbarazzata.
<<Attacchi il ladro con una scarpa? E poi maledizione sono l'unico che entra da questa dannatissima finestra!>>.
<<Non pensavo fossi tu! E a proposito che cosa ci fai qui?>> Domando cambiando argomento.
<<Ecco... io...>> Dice grattandosi la nuca. <<Volevo farti gli Auguri!>>
Non se lo è dimenticato allora.
"E come potrebbe? Evan lo ha ricordato a tutti"
In effetti...ma comunque non era tenuto a farlo.
Però malgrado questo lui è qui.
Proprio come quella volta.
Sorrido a quel ricordo e lui se ne accorge.
<<Pensavi che me lo fossi dimenticato
Proprio come quella volta?>> Dice avvicinandosi pericolosamente.
<<No, io non...>>. Rispondo imbarazzata abbassando lo sguardo sulle mie scarpe.
<<Madeline, guardami.>> Mi ordina.
Alzo lo sguardo su di lui e lo trovo a pochi centimetri dalla mia faccia. Deglutisco a fatica e mi perdo nei suoi occhi, come ogni volta che lo guardo.
<<Potrei dimenticarmi del mondo intero, ma mai di te. >> Ripete proprio come quella volta.
Questa volta però con voce bassa e roca sussurrandomela all'orecchio. Ed io mi sento sciogliere come un gelato sotto al sole.
Il cuore comincia a martellarmi nel petto ed il fiato mi si accorcia.
Mi sentivo come se fossi sul punto di svenire.
Perché la sua vicinanza mi faceva questo effetto?
<<Ad ogni modo ho un regalo per te>> Dice allentandosi verso il letto, ed io torno finalmente a respirare.
Si siede sul letto e prende l'oggetto che aveva posato prima a terra.
Solo ora mi accorgo che è una chitarra.
Un momento, vuole regalarmi una chitarra?
Non so nemmeno suonare il flauto figuriamoci una chitarra!
<<Matt, non dovevi farmi un regalo, poi io non so nemmeno suonare quindi...>> Mi affretto a dire.
<<Non è questo il regalo Mads>> Dice ridacchiando ed io mi faccio piccola piccola.
"Splendida, come sempre!"
<<Ma allora cosa...?>>.
<<Solo ascolta, okay?>> Risponde impugnando la chitarra.
Da quando sapeva suonare la chitarra?
Ma sopratutto voleva davvero suonarmi qualcosa?
"No Madeline, sta solamente abbracciando la chitarra perché si sente sola! Ma io dico, che razza di domande fai?"
Sono ancora persa nei miei pensieri quando all'improvviso sento pizzicare le corde.
Le mani si muovono lentamente sulle corde della chitarra e poco dopo comincia a cantare sorprendendomi piacevolmente.
" Ogni preghiera è una promessa a Dio
che non ho mai dimenticato
ogni preghiera non raggiunse poi
o almeno ancora la strada che avrei sperato
perdonare presuppone odiarti
e se dicessi che non so il perché dovrei mentirti
e tu lo sai che io con le bugie...
mi manchi veramente troppo troppo troppo
ancora "
E rimango senza parole.
" Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
tanto lo so che con nessuno
avrai più riso e pianto come con me
e lo so io ma anche te. "
E mentre canta questo verso mi guarda con una tale intensità da farmi togliere il respiro.
E cazzo, aveva ragione.
Queste parole descrivevano perfettamente quello che sentivo.
" Ridigli in faccia al tempo quando passa
per favore ricordiamoglielo al mondo chi eravamo e che potremmo ritornare"
"E che potremmo ritornare"
Quanto lo vorrei Matt.
Tu non immagini nemmeno quanto lo vorrei.
Quanto vorrei dimenticare tutto, ma non posso...
" Ho passato tutto il giorno a ricordarti
nella canzone che però non ascoltasti
tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
lo so io ma anche te "
E mentre ripete il ritornello una lacrima silenziosa mi scorre lungo la guancia.
La melodia, no anzi, la sua voce, il suo timbro di voce mi arriva dritto al cuore, facendomelo vibrare proprio come le corde della sua chitarra.
Ha sempre saputo cantare in questo modo? Perché non ne ero a conoscenza?
" Ridi in faccia al tempo quando passa
per favore ricordiamoglielo al mondo
chi eravamo e che potremmo ritornare "
Finito la canzone, alza lo sguardo verso di me ed i nostri occhi si scontrano di nuovo.
Ma questa volta c'è qualcosa di diverso.
Questa volta oltre al cuore che mi rimbomba nella cassa toracica sento le farfalle nello stomaco.
Si alza dal letto e mi viene incontro senza mai smettere di distogliere lo sguardo, si inchina lentamente verso il mio viso e mi posa un bacio leggero sulla guancia.
<<Buon compleanno Madeline>> Mi sussurra uscendo piano dalla finestra.
Ed io rimango ancora in piedi, nello stesso punto dove mi ha lasciata con le farfalle ancora che mi svolazzano nello stomaco e con un sorriso da ebete stampato in faccia.
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SPAZIO AUTRICE:
Ed eccoci al dodicesimo capitolo.
Cosa pensate della sorpresa di Matt?
Lo so che la canzone è stata un po' azzardata ma secondo me ci calzava a pennello.
Come al solito mi scuso per gli errori nel testo.
E ringrazio chiunque legga il capitolo.
Baci!
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