Capitolo 10
<<Okay, cosa mi sono persa? >> Dice Sophie alle mie spalle.
<<Che cosa intendi?>> Rispondo confusa.
<<Non dirmi che non te ne sei accorta!>> Esclama sorpresa.
<<Non ti sto capendo Sophie, spiegati meglio!>>.
<<Non hai notato i bisbigli e le occhiate che ti lanciano ogni volta che passi?>>
<<Ma di cosa stai parlando?>> Chiedo confusa guardandomi attorno, ed effettivamente aveva ragione. Ho tutti gli occhi puntati addosso e non so nemmeno che diavolo sta succedendo.
"Davvero non lo sai Madeline?"
Beh forse non mi sono lavata bene la faccia stamattina?
"Ho sempre saputo che sei un caso perso, solo non immaginavo che lo fossi cosi tanto! Mi vergogno ad essere la tua coscienza."
<<Non ha nulla a che fare con il capitano della squadra di basket che sta guardando proprio in questa direzione vero?>> Chiede Sophie dandomi gomitate nel fianco.
<<Non so nemmeno chi è il capitano della squadra di Basket >> Ammetto con nonchalance continuando a sistemare le cose nel mio armadietto.
<<CHE COSA??>> Urla attirando l'attenzione di un gruppo di persone che ci guardano come se fossimo matte.
<<Ma sei diventata matta? Che hai da urlare?>>
<<Oddio Mad sei un caso perso!>>
"Vedi che ho ragione?"
<<Scusa tanto se non ho la più pallida idea di chi sia>> Dico Sarcastica
<< Guarda dietro di te e lo scoprirai>> .
Alzo gli occhi al cielo e mi giro lentamente proprio come mi ha detto e per poco non mi cade la mandibola.
Il capitano della squadra da basket era Matt.
Indossava una divisa nera e rossa con sopra il nome del college.
La maglia col numero 11 gli lasciava scoperte le braccia tatuate.
I capelli arruffati gli davano un'aria aggressiva ma allo stesso tempo attraente.
Era maledettamente bello.
Ed a quanto pare tutte le ragazze la pensavano come me perché in meno di un secondo erano tutte a fissarlo come se fosse in via d'estinzione.
<<Sei rimasta senza parole eh? E come darti torto Matt Taylor è qualcosa di indescrivibile. Ma è bello quanto stronzo. >> Aggiunge Sophie sottovoce.
<<Tu come fai a sapere tutte queste cose?>>
<< Anche tu le sapresti se facessi attenzione a quello che ti circonda! Comunque ho sentito che sta uscendo con Hellen!>>
Hellen? Che brutto nome.
Sembra un nome da vecchia.
Persino mia nonna ha un nome più decente!
"Gelosia portami via"
<<La cosa non mi interessa! >> Dico sbattendo l'armadietto con un po troppa forza.
"Non ti riguarda eh? Bugiarda."
<<Sbrighiamoci ad andare in mensa, ho fame!>>.
Appena mettiamo piede in mensa veniamo catapultate in un mondo parallelo dove il cibo vola, le prostitute sono ammesse e tavoli e sedie sono capovolte.
Per fortuna troviamo un tavolo vuoto lontano da quel macello.
<<Ma queste ragazze come diavolo si conciano per venire a scuola? Hanno in mostra praticamente tutto!>> Dico scandalizzata.
<<Si vestono cosi per attirare l'attenzione dei giocatori di Basket! E direi che funziona alla grande>> Risponde Sophie accennando verso il loro tavolo stra colmo di ragazze.
<<Non capisco il bisogno di attirare l'attenzioni di questi ragazzi. Voglio dire, non hanno nulla di speciale.>>
<<Sarà! Ma sono belli di mozzare il fiato. E parlando di belli da mozzare il fiato, guarda chi sta entrando!>>
Non c'era il bisogno di alzare gli occhi per sapere a chi si riferiva.
Sentivo già la sua presenza.
Sentivo già i suoi occhi scrutarmi.
In più i gridolini di queste oche giulive annunciavano comunque la sua presenza.
Ergo, non alzo nemmeno lo sguardo dal mio piatto continuo ad ingozzarmi di patatine fritte come se non mangiassi da anni.
<<Madeline!>> Sento una voce chiamarmi.
Alzo lo sguardo dal mio piatto e vedo quel deficiente di Evan agitare le braccia per attirare la mia attenzione.
Faccio finta di non averlo sentito e mi nascondo la faccia dietro i capelli che oggi tenevo sciolti, per fortuna!
<<Hai sentito anche tu qualcuno che ti chiamava?>> Dice Sophie guardandosi intorno.
<<No, avrai sentito male! >> Mento.
Ma ecco che in men che non si dica quell'imbecille spunta dietro Sophie.
<< Guarda che è maleducazione non rispondere alle persone che ti chiamano!>>
<<Che vuoi Evan?>> Dico scocciata. E per poco Sophie non casca dalla sedia.
<<Niente, ci chiedevamo se potevamo sederci a mangiare qui con voi, non vi dispiace vero?>> E prende posto accanto a Sophie senza nemmeno aspettare una risposta.
Sophie intanto era paralizzata sulla sedia senza muovere un muscolo.
<<Evan Turner, sta mangiando vicino a me!>> Esclama infine ad alta voce facendo girare tutta la mensa verso di noi.
Posso ucciderla?
L'idea di andare in prigione mi alletta parecchio.
<<Eh già, sei molto fortunata bellezza>> Risponde questo facendole l'occhiolino.
<<Hai per caso un tic all'occhio Evan? Ho notato che lo muovi un po' troppo spesso >> ribatto facendo ridacchiare Sophie.
<<Basta flirtare con me bellezza altrimenti Matt..>>
<<Ti fa un altro occhio nero?>> lo interrompo pentendomi subito di averlo detto.
<<Ehi! Avevamo solo dodici anni, ero ancora..>>
<<Un povero sfigato!>> gli completo di nuovo la frase.
Ammetto che prenderlo in giro mi diverte parecchio.
Sophie assiste al nostro scambio di battute lanciandomi strane occhiate, come se non capisse quello che sta succedendo.
<<Poi mi devi spiegare cosa sta succedendo! >> Mi mima con le labbra.
Parliamo del più e del meno quando
all'improvviso sento la sedia vicino a me spostarsi.
<<Ehi Amico, Finalmente! Perché ho l'impressione che questa volta Hellen ti ha prosciugato anche l'anima?>> Dice Evan ridendo.
<<Falla finita idiota>> Risponde emettendo una piccola risata.
E sento una fitta al cuore.
Io e Sophie non diciamo una parola.
Lei perché è troppo sorpresa.
Io perché non vedo l'ora di andarmene da qui.
<<Allora Madeline, un uccellino mi ha detto che domani è il tuo compleanno!>> Esclama Evan spezzando la tensione che si era creata.
<<COSA? E non mi hai detto niente!>> Si aggiunge anche Sophie.
<<Tipico da lei>> Commenta infine anche Matt e tutti si zittiscono.
Sospiro rumorosamente e mi arrotolo una ciocca di capelli sul dito.
<<Okay, è da un po' che vi osservo e voglio assolutamente saperlo!
Ma voi vi conoscete già?>> Chiede Sophie sporgendosi sul tavolo.
<<No.>>
<< Si. >>
Rispondiamo insieme.
<<Si o no?>> Domanda confusa alzando un sopracciglio.
<<No.>> Ripeto ancora.
<< Si.>>
Gli do un calcio sotto al tavolo e lo ammonisco con lo sguardo.
<<Okay, può essere che lui ti conosce mentre tu no?>> Chiede ancora più confusa di prima.
<<Si! >>
<< No.>>
Ripetiamo ancora insieme.
Okay basta mi arrendo.
Non ne usciremo mai.
Sbuffo rassegnata e svuoto il sacco.
<<Ci conosciamo fin da piccoli. È il mio vicino di casa.>> Dico solamente.
<<Già. Solo vicini di casa>> Aggiunge anche lui alzandosi bruscamente dal tavolo.
Mentre finalmente la campanella si decide a suonare.
<<Cioè tu hai come vicino di casa il ragazzo più sexy, più bello e più ambito di tutta la scuola e non mi dici niente? Sono shoccata!>>.
<<Ti prego Sophie, non ne parliamo più. Voglio finire queste due ultime lezioni e andarmene a casa.>>
<<Okay per questa volta passi. Ma devi raccontarmi tutto chiaro? A me non sembra proprio solo un semplice vicino di casa!>> Dichiara puntandomi un dito contro.
<<E sia. Possiamo andare ora?>>
<<Certo che si. Ma ancora non riesco a credere che tu mi hai nascosto una cosa cosi important.....>>
Quanto vorrei un'apocalisse Zombie!
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