Divieti e misteri
Mio padre ci vietò di andare in mare appena imparammo a camminare.
Per me e per mio fratello gemello Danny quel divieto era un mistero.
Non capivamo perché papà non ci permettesse di nuotare o anche solo rinfrescarci un po' i piedi.
Insomma,era assurdo!
Abitavamo in un paesino sulla costa,e non sapevamo neppure come fosse immergersi nell'acqua salata!
E la cosa ancora più assurda era che potevamo,ad esempio,andare in piscina,o rilassarci nella vasca da bagno:mio padre aveva dei problemi solamente con il mare!
Quando ci recavamo in spiaggia lui se ne stava seduto sulla sabbia,ad osservare la grande distesa d'acqua.
Ed io osservavo lui:guardava davanti a sé con rabbia.
Oppure era nostalgia?
Ma di che cosa?O di chi?
Magari un amico o un parente che il mare si era portato via?
Non avrei saputo dirlo,papà non ne voleva parlare e né io né Danny avevamo il coraggio di chiedergli spiegazioni.
Un altro dubbio che mi assillava era:e mia madre?
Dov'era finita?
Quando io e mio fratello ponevamo la domanda a papà lui mugugnava qualcosa sul fatto che non poteva stare con noi.
Non poteva?
E perché?
Io non l'avevo mai vista,nemmeno in foto.
Magari aveva tradito papà,e ora aveva un'altra bella famigliola.
Magari si era scordata di noi.
Magari non avrei mai visto mia madre.
Nonostante tutti questi "magari" io non volevo credere fino in fondo che ci avesse abbandonati,che avesse abbandonato papà.
Vedevo che ogni volta che accennavamo a mamma papà diventava triste,con gli occhi lucidi,cercando di trattenere le lacrime.
A volte pensavo perfino che fosse morta.
Ma poi mi convincevo che,se veramente fosse stato così,mio padre l'avrebbe detto,non ci avrebbe lasciato la speranza di poterla un giorno vedere e abbracciare.
Ma allora dov'era?
Ci avevo riflettuto a lungo,ma non riuscivo a darmi una risposta.
Per quanto mi scervellassi,giorno e notte,tutti questi misteri non trovavano soluzione.
Fino a quando arrivò il giorno del nostro quattordicesimo compleanno.
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