Ricordi del passato
Giovanni Pov's
A fatica riesco ad aprire gli occhi. Sotto di me non sento la fredda e dura superficie del pavimento ma una più morbida e tiepida.
Apro gli occhi di scatto e mi ritrovo a fissare il soffitto bianco della mia stanza.
Faccio per alzarmi ma una presenza sulla mia gamba mi impedisce di muovermi: Andrea ha la testa appoggiata alla mia gamba, gli occhi sono chiusi e la bocca è leggermente aperta.
Involontariamente sorrido perché, cazzo, adorabile mentre dorme!
Allungo la mano per accarezzargli i capelli biondi.
Questo contatto lo fa ridestare dal suo sonno.
Peccato, avrei potuto guardarlo dormire per ore.
Aspe ma che diavolo sto pensando?!
Si strofinó gli occhi con il dorso della mano e appena posò i suoi occhi su di me sorrise.Il.Suo.Fottuto.Sorriso.
«Ti sei svegliato finalmente.» Disse.
«Come mi hai trovato?» Chiesi perplesso.
«Ringrazia Stefano.» Rispose indicando il fiorentino appoggiato al muro. Non lo avevo proprio visto.
Sorrisi e feci un cenno con la testa.
Stefano ricambió il cenno e uscì dalla stanza.
Rimanemmo da soli, il silenzio era tremendamente imbarazzante.
«Bhe è meglio che vada, devi riposare.»Disse alzandosi mentre si dirigeva verso la porta.
Avevo tante cose da dire.
«Samantha?» E tra tutte questa era la più sbagliata che potessi scegliere.
Andrea mi dava le spalle e lo vidi irrigidirsi.
Si voltò e fece spallucce come a dire "E io che ne so" per poi uscire.
Diavolo, ora si che mi sentivo male davvero!
Giorgio Pov's
Se mai mi avessero detto che un giorno avrei dovuto trovare un modo per far tornare la memoria a Pietro perché non si ricordava di me probabilmente avrei riso in faccia al mio interlocutore.
Eppure ora che mi trovo in questa precisa situazione non ci trovo proprio nulla da ridere.
Hanno dimesso Pietro dall'infermeria poco fa e Matteo, che era con me, ha suggerito di fargli fare un giro per Alcatraz.
So benissimo perché l'ha fatto e non credo che lo ringrazierò mai abbastanza per questo.
Da quando abbiamo cominciato il giro Pietro si è limitato ad ascoltare la valanga di informazioni che gli ho sottoposto limitandosi ad annuire ogni tanto.
Gli sto raccontando aneddoti di quando eravamo piccoli, della sua famiglia, del suo canale, degli altri membri della crew, alcuni raduni con i fan e dei nuovi amici che ci siamo fatti qui.
Pietro sembra capire, dopo un po comincia a confermare qualche aneddoto aggiungendo qualche particolare che avevo trascurato.
I ricordi c'erano ancora ma erano offuscati nella sua memoria.
Sapeva della nostra esistenza, delle azioni che aveva compiuto ma faticava a ricordarle.
«E ti ricordi quella volta in cui siamo tornati a casa mia ubriachi dopo la festa per il milione di Fede?» chiesi speranzoso.
Lui sembrò pensarci su per un attimo ma poi i suoi occhi si illuminarono «Si ricordo!» ridacchió « Tuo padre ci ha urlato contro per quasi un'ora.»
Mi unì alla sua risata, era bello sentirlo ridere di nuovo.
«E poi ti ricordi quella volta da piccoli quando non riuscivo a scendere dall'albero sul quale ti eri voluto arrampicare a tutti i costi costringendomi a seguirti?» Domandai.
Lui scoppiò a ridere. L'ho già detto che ha una risata fantastica.
«Cazzo ridi! Mi hai abbandonato lì appeso.» lo rimproverai scherzando.
«Si ma sono tornato a riprenderti.» Disse con un sorriso a trentadue denti.
Si ricordava.
Sentì il peso che mi schiacciava il cuore e lo stomaco volatilizzarsi.
«Adesso ricordi?» Chiesi prudente.
Sorrise «Ogni cosa. Ricordo anche...» si bloccò.
Abbassò lo sguardo «No nulla.»
Vidi le sue guance arrossire leggermente ma pensai che fosse solo una mia impressione.
Giuseppe Pov's
«Hunter lascialo subito!» sentì gridare Sal mentre si portava le mani alla bocca.
Il rosso mi tirò un pugno sullo zigomo.
La vista del sangue che colava dal naso di Salvatore fece scattare qualcosa in me.
Colpì Hunter sul naso e sentì quasi con piacere l'osso che si rompeva.
Lui barcolló all'indietro per poi correre via seguito da Evan e Jacob.
Sal mi corse in contro, gli occhi erano pieni di lacrime.
Odiavo vederlo piangere.
Gli asciugai le guance con i polpastrelli.
Sentivo le farfalle svolazzare impazzite nel mio stomaco.
Allora feci ciò che più desideravo: lo baciai.
Gli accarezzai le guance tenendolo vicino a me.
Sal, inizialmente, rimase immobile ma dopo poco ricambió il bacio portando le mani dietro al mio collo.
Rimanemmo lì a baciarci per diversi minuti fino a quando la mancanza di ossigeno non ci costrinse a staccarci per riprendere fiato.
Lo guardai ed era adorabile: un ciuffo di capelli neri gli copriva la fronte, gli occhi erano ancora un po lucidi e la bocca era leggermente aperta.
Gli spostai la ciocca di capelli dalla fronte e lo baciai a stampo.
«Era da tanto che volevo farlo.» sussurrai sulle sue labbra.
Stavolta fu lui ad attirarmi a se baciandomi.
Sentimmo degli applausi: Sascha e Lorenzo applaudivano guardandoci con un sorrisetto compiaciuto.
«Visto, avevo ragione! Sgancia bello!» disse trionfante Lorenzo mentre Sascha, sbuffando prendeva dieci euro dalla tasca dei jeans e glieli schiaffava in mano.
«Avevate scommesso?» gridai imbarazzato mentre le mie e le guance di Salvatore si infiammavano.
I due risero annuendo soddisfatti.
Sorrisi guardando prima loro e poi Salvo. Con le guance rosse era ancora più dolce.
Lo baciai a stampo spettinandogli i capelli neri.
Lo amavo, forse troppo.
❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤
Ciao pesciolini😊
Lo so, lo so è da tanto che non aggiorno ma mi mancavano idee e voglia😧
Vi prometto che d'ora in poi cercherò di aggiornare più spesso e regolarmente😇
Bhe direi che per oggi da Gaia...
Vitty: Da Vittoria...
Andre: Da Andrea...
Ele: E da Elena...
È tutto! Noi ci vediamo...DoveQuandoCome?
Tutti: Come?
Ma in un prossimo capitolo😊
ASGANAWAY😘😘😘😘
BALU BULA😍😍😍😍
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