5. Tregua
Corinne
Una settimana dopo l'ultimo incontro con quell'idiota di Jackson, mi preparo per la mega festa di Sarah, mia cugina.
A quanto pare la sua conoscenza di Lexie, della confraternita ΣΤ, le ha fruttato un'ottima possibilità, e cioè poter festeggiare il suo compleanno in quell'edificio.
Metto su un abito nero a maniche lunghe con la schiena totalmente scoperta. Mi veste alla perfezione ed è molto corto e sexy.
Indosso dei tacchi non troppo alti e mi spennello le labbra col lipstick waterproof regalatomi da Holly.
Appena finito, mi giro, rimirandomi allo specchio, e mi sento soddisfatta di me.
Non sono mai stata una di quelle ragazze che vuole far colpo a tutti i costi, una di quelle che si mette in ghingheri esclusivamente per provocare.
No, io mi sono sempre fatta bella per me e per me soltanto.
Il giorno in cui mi impegnerò al massimo per un trucco perfetto solo per far colpo su un ragazzo carino, vorrà proprio dire che avrò perso la testa.
Holly e Annabelle escono insieme dal bagno, vestite di tutto punto, e insieme abbandoniamo la nostra stanza per recarci alla festa.
Prendo un cappottino e la borsa e chiudo la porta a chiave, mentre le mie amiche sono già fuori a ridacchiare tra loro.
Arriviamo al parcheggio e mi viene in mente che ho dimenticato il regalo per Sarah.
«Merda! Ho dimenticato il regalo di sopra. Avviatevi, ci vediamo lì» dico alle mie amiche, tornando indietro.
«Sicura?» mi rispondono loro in coro e io urlo un "Sì".
Ritorno in camera, dopo una corsa su per i piani, e apro la porta. Prendo al volo il pacchetto e torno giù.
La strada dal nostro edificio a quello della confraternita non è molta, ma con questi tacchi mi sembra di macinare chilometri.
Quando arrivo lì, dal lato opposto, una macchina si ferma, parcheggiando. Quando il guidatore apre la portiera mi trovo davanti l'ultima persona che avrei mai pensato di vedere a questa festa.
Thomas, che era accanto a lui sul sedile del passeggero, esce di corsa, con un pacchetto in mano, e si fionda nell'edificio, lasciando Jackson a chiudere l'auto.
«A quanto pare ti trovo sempre sul mio cammino!» esordisco avvicinandomi alla sua auto.
«Corinne. Ciao. Potrei fingere e dire "anche tu qui!", ma era ovvio che ci fossi dato che Sarah è tua cugina» dice mettendo le chiavi in tasca e avanzando, superandomi.
Lo seguo e continuo a parlare.
«E tu come mai sei venuto?»
«Sai com'è Thomas. Ti rompe le palle fino allo sfinimento. Se non gli dici di sì è capace di tartassarti per giorni, peggio dei bambini. Inoltre aveva bisogno di un passaggio perché ha l'auto dal meccanico, per cui...» risponde divertito, varcando l'ingresso dell'edificio.
Lo faccio anch'io e mi guardo intorno, sperando di scorgere le mie amiche e mia cugina.
«La strada non è molta, avrebbe potuto venire anche a piedi» faccio con ironia, ma risulto acida.
«Beh, chiedilo a lui, allora. Io vado a fare un giro, ci vediamo» dice sicuro e se ne va lasciandomi lì.
Cerco il guardaroba e lascio il cappottino, quando sento l'inconfondibile risata di Annabelle.
Mi giro e la vedo avvinghiata a Pedro, tanto per cambiare.
«Ehi, Anna. Hai visto Sarah?» chiedo salutando Pedro con un cenno del capo.
«Sì, è lì in fondo, accanto a quel tavolo» risponde la mia amica, indicandomelo. Saluto entrambi e vado via, per salutare mia cugina, farle gli auguri e darle il mio regalo.
La vedo che ridacchia con Thomas, attaccata al suo corpo. Lui le sfiora un fianco e lei sembra arrossire. È completamente partita!
«Cuginetta, Buon Compleanno!» dico avvicinandomi e lei mi viene incontro abbracciandomi.
«Grazie Cori. Ventun anni. Perché mi sento già vecchia?» chiede ridendo.
«Perché sei scema, ecco perché!» dico prendendola in giro, e le do una piccola spinta, fingendo di arrabbiarmi.
«Questo è per te!»
Le porgo il mio regalo e le brillano gli occhi. Apre il pacco con cautela e quando tira fuori gli orecchini a forma di stella, lancia un piccolo strilletto.
È praticamente fissata con le stelle. Qualsiasi cosa sia a forma di stella, deve averla!
«Sono meravigliosi, Cori, grazie!» mi ringrazia, abbracciandomi e io sorrido a Thomas che sembra felice di vederla così entusiasta.
Ci distacchiamo e una voce ci fa girare.
«Buon compleanno, Sarah. Perdonami l'intrusione ma... il tuo Thomas ha deciso di portarmi a tutte le feste del campus!» fa un po' in imbarazzo.
«Figurati, Jackson, mi fa piacere rivederti» risponde Sarah sorridendogli e quando guarda verso l'ingresso fa:
«Scusatemi, sono arrivate due amiche. Ci vediamo dopo.»
Trascina via con sé Thomas e io mi chiedo se sono diventati una coppia a tutti gli effetti o si frequentano e basta.
Rimango ancora una volta e mio malgrado, da sola con Jackson. Vedo che mi fissa e distolgo lo sguardo, fingendo di guardarmi attorno nella ricerca delle mie amiche.
Gli do per un attimo le spalle e sento subito la sua voce, che non riesce a trattenersi.
«Bel vestito!»
Mi giro un po' in imbarazzo e biascico un flebile "Grazie".
«Allora... ce l'hai ancora con me o possiamo provare a parlare come due persone civili?» chiede con una punta di ironia e io mi chiedo a che gioco sta giocando. Lui mi tratta di merda e chiede a me se ce l'ho con lui?
«Quando la smetterai di trattarmi peggio di un cane randagio magari sì!» ribatto antipatica e lui alza un sopracciglio.
«Quando ti avrei trattato in quel modo?»
«Me lo stai davvero chiedendo? Hai forse dimenticato tutte le "belle" parole che hai speso su di me con Thomas?»
Mi sto di nuovo innervosendo e la cosa che mi fa innervosire ancora di più è il non capire perché questo ragazzo ha questa innata capacità di farmi salire il sangue al cervello.
«Ti ho già chiesto scusa per quello. Quante volte devo farlo per farmi perdonare da te?» domanda e si passa una mano tra i capelli.
Per non parlare poi di quando mi ha umiliata vicino quell'albero, flirtando col corpo e facendomi credere che tra noi... no, ma questo non posso dirglielo!
«Senti, so che non ti sono granché simpatico ma... non sono mai stato un tipo litigioso e di sicuro non m piace litigare con le ragazze, per cui... tregua?» domanda, allungandomi una mano in segno di pace.
Gliela fisso, incapace di decidermi se accettare o no. Rimango lì a fissarla, persa nei miei pensieri per non so quanto tempo, finché lui ritira la mano e fa:
«È perché non ti ho baciata?»
«Come?» rispondo sgranando gli occhi.
«Sì, è per questo che non accetti le mie scuse né la tregua che ti ho gentilmente offerto?» sibila con ironia e io mi inizio a incazzare, di nuovo.
«Perché avresti dovuto baciarmi? E, soprattutto, cosa ti fa credere che io avrei accettato? Anzi, no: cosa ti fa credere che sia arrabbiata con te perché non mi hai baciata? Ti sei bevuto il cervello per caso?» ringhio con rabbia.
«Beh... l'ultima volta, fuori dall'edificio della mia facoltà, quando abbiamo... "chiarito", mi sembrava proprio che ti aspettassi un bacio, e sì!» dice provocatorio.
Divento rossa come un peperone, non so più se per la rabbia o l'imbarazzo.
«Beh, ti sembrava male. Non sei il mio tipo, Jackson, mi dispiace tanto per te.»
«Beh, nemmeno tu sei il mio, ragazzina, per cui... tregua?» chiede, di nuovo, allungando la sua mano e io sono obbligata a stringergliela.
«Tregua. Non farmi più incazzare, Jackson!» dico decisa, stringendogliela forte.
«Nemmeno tu, ragazzina!» dice sottolineando la parola "ragazzina" e io non so se detestarlo perché mi chiama in quel modo o adorarlo perché in fondo è un modo tutto suo di chiamarmi e mi fa sentire come... speciale?
Ok, no, speciale è troppo, sto svalvolando!
Rimaniamo ancora a stringerci la mano come due idioti, finché lui non mi guarda dritto negli occhi, accorgendosi che anche io lo sto guardando.
Toglie di scatto la mano e io faccio lo stesso.
«Ehm... io vado a cercare le mie amiche. Ci si becca in giro, Jax» mi esce, con naturalezza, ma poi mi rendo conto della gaffe.
«Posso chiamarti Jax?» chiedo timorosa e lui ride. Ha una dentatura perfetta, anche se non la mostra quasi mai, visto che il 90% del tempo è imbronciato.
«Puoi chiamarmi come vuoi, ragazzina!»
«D'accordo. Allora ci vediamo. Ciao» biascico un po' imbarazzata e quando mi volto per andare via non faccio che pochi passi, perché sento la sua voce raggiungermi.
«Ciao, Cori.»
Mi volto a guardarlo un'ultima volta e gli lancio un debole sorriso.
Non so cosa stia succedendo tra me e questo ragazzo, ma è meglio per entrambi se mi allontano.
La festa volge al termine e io mi sono divertita un sacco tra le chiacchiere con Holly, Annabelle e Pedro e la conoscenza di Henry, il nuovo spasimante di Holly. La mia amica gli ha concesso una prima uscita e spero per lei che le cose vadano bene, visto che è un bravissimo ragazzo.
Quanto a Sarah, sono stata poco in sua compagnia, visto che era la festeggiata e doveva girare un po' ovunque per stare un con tutti.
Ho rivisto Jackson da lontano e, di tanto in tanto, l'ho beccato a fissarmi, soprattutto mentre ballavo con Holly e Anna.
Mi chiedo cosa voglia da me e, soprattutto, cosa voglio io da lui.
Mi piace, d'accordo, è inutile negarlo. Il modo in cui mi stuzzica, il modo infantile in cui flirtiamo... mi piace ogni cosa, ma quanto durerà? Non siamo fatti l'uno per l'altra, siamo troppo diversi, non potrebbe mai funzionare.
Eppure dopo quel mancato bacio mi chiedo che sapore abbiano le sue labbra o se sia un abile baciatore. Mi chiedo come sarebbe lasciarsi andare con lui e vivermi per una cazzo di volta i miei vent'anni.
Rientro in camera con le mie amiche e mi butto per prima sotto la doccia, crogiolandomi più del dovuto.
Penso ancora a Jackson e uno strano fremito mi parte in mezzo alle gambe. Respiro forte, appoggiandomi alla parete.
Datti una calmata, Corinne. Sei troppo incasinata per una relazione, soprattutto con uno come Jackson!
Dimenticalo. È la cosa giusta da fare!
Buondì 😃 ormai la mia sveglia suona presto!
Che ne pensate di questo capitolo? Vi sta piacendo il modo in cui si sta evolvendo la storia tra Jackson e Corinne?
Fatemi sempre sapere un vostro parere nei commenti 😍❤️
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