Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

4. Odiarsi

Jackson

Mi sveglio presto e vado a correre nel verde del campus, con la musica nelle orecchie e ai piedi le Nike huarache, ultimo regalo di mia madre.

I Kaleo risuonano e io ripenso al mio passato, alla mia città, a tutto ciò che ho lasciato, a tutto ciò che ho perso.

Mi chiedo se accetterò mai tutto questo, mi chiedo se mai potrò tornare a casa mia, dai miei affetti. Mi chiedo cosa ho fatto per meritare questa merda.

Vorrei poter chiudere gli occhi e scoprire che è stato solo un brutto sogno, scoprire che sono ancora a casa mia, insieme ai miei amici, alla mia famiglia.

Faccio circa 10 km e quando sono stanco, ritorno nel mio alloggio.

Arrivo lì spossato e sudato come una spugna. Mi scolo in pochi secondi una bottiglina d'acqua frizzante e mi tolgo i vestiti per farmi una bella doccia.

Entro in bagno e apro l'acqua, fiondandomici sotto in un istante.

Mi lavo i capelli, strofinando bene, e quando apro gli occhi per prendere il balsamo, i fiori lilla della stupida tendina che copre il vano doccia, mi fanno inevitabilmente pensare a lei.

Con quel vestito lilla troppo corto e quel viso poco truccato, i capelli corvini che le ricadevano lunghi sulla schiena e quell'aria da impunita, da sfrontata, che me la fa apparire diversa da tutte le altre che ho incontrato sul mio cammino.

Ripenso a quando ci siamo salutati e a quanto io sia stato scortese con lei.

Ripenso a quando si è avvicinata e mi ha sfiorato il viso col suo, e io ho veramente creduto, per un momento, che volesse baciarmi.

Ricordo nitidamente la sensazione: il cuore mi è balzato in petto un istante e quel suo profumo leggero mi è arrivato dritto alle narici. Ho guardato quelle sue labbra carnose e ho davvero desiderato, per un istante, che lei avesse voluto baciarmi.

Sento la mia parte intima ingrossarsi e capisco che devo davvero darmi una calmata.

Non sono qui per fare stronzate o combinare casini, sono qui per studiare, per costruirmi un cazzo di futuro. Le ragazze non sono contemplate, devo tenerle alla larga, non importa quanto siano carine o attraenti. Devo stare lontano anni luce dalle ragazze e soprattutto da quella ragazzina arrabbiata col mondo, che riesce ad essere sexy anche con l'aria imbronciata.

Finisco di lavarmi e provo a non pensare a lei, altrimenti davvero il mio amico qui sotto avrà bisogno d'aiuto per tornare al suo posto.

Penso a qualcosa di brutto, di triste, di orrendo, e tutto torna come prima.

Esco dalla doccia e prendo un telo per asciugarmi. Mi strofino bene e poi torno in camera per vestirmi.

Quando sono pronto esco dalla mia stanza e chiudo a chiave, recandomi al piano di sotto per la prima lezione della giornata.

Sono in largo anticipo, ma mi metterò a leggere qualcosa nell'attesa che il prof arrivi.

Faccio per entrare nell'aula D, quando un braccio mi ferma.

«Ehi, amico, che fine hai fatto ieri?»

Mi volto e incontro lo sguardo divertito di Thomas.

Non ho propria voglia di parlare con lui né di perdere tempo, ma siccome non sono scortese rispondo.

«Mi stavo annoiando, così sono andato via prima» ribatto veloce come un fulmine, ma quando faccio per entrare ancora in aula, lui mi ferma.

«E con Corinne come è andata?» chiede ammiccando.

«Scusa?»

«Sì, dai, battibeccavate come una coppia fidanzata da secoli. Come l'hai conosciuta?» domanda curioso e io sbuffo.

«Storia lunga. Ora scusami, ma vorrei entrare.»

Non faccio che un passo, perché Thomas mi blocca di nuovo.

«E dai, mancano venti minuti alla lezione! Non vuoi raccontarmi di quello che è successo tra voi?»

Thomas ammicca divertito e io mi rendo conto che si è fatto un'idea del tutto sbagliata.

«Ascolta, non c'è niente tra me e quella ragazza, ok? L'ho solo riaccompagnata al campus per cortesia, ma non c'è stato nulla e non ci sarà mai. Corinne è una rompicoglioni, se proprio vuoi saperlo...»

«Ehm, Jackson...»

«Anzi è la numero uno delle rompicoglioni. E poi, se proprio un giorno dovessi essere così folle da decidere di scoparmi una ragazza del campus, lei sarebbe l'ultima che mi farei sull'intero pianeta.»

«Jack...»

«E sai perché? Perché è insopportabile. Anzi, la odio, letteralmente. E poi non è nemmeno granché, ci sono un milione di ragazze più attraenti di lei. Perciò no, mio caro, non è successo niente tra noi e non succederà mai!» concludo, quasi a liberarmi di un peso, consapevole di aver detto una marea di stronzate, mentendo più a me stesso che a lui.

Un applauso mi fa girare e quando incontro i suoi occhi mi rendo conto di aver appena fatto la figura di merda più grande della mia vita.

«Un monologo davvero bello, Jackson, complimenti. Perché non lo proponi al corso di teatro?» fa lei ironica e Thomas la saluta imbarazzato.

«Corinne.»

Lo fulmino con lo sguardo perché avrebbe potuto avvertirmi in qualche modo, prima di farmi fare una colossale figura di merda.

«Non sapevo studiassi ingegneria» dico ironico, sorpreso di trovarla lì.

«Non studio ingegneria, ma infermieristica. Sono qui perché mia cugina ha un messaggio per Thomas e mi ha gentilmente chiesto di consegnarglielo» ribatte acida e poi si rivolge a lui. «Ieri sera tardi, quando è rientrata, non ha trovato più il suo cellulare nella borsa, forse qualcuno gliel'avrà sfilato via alla festa. Ad ogni modo non sapeva come contattarti e mi ha dato questo» dice porgendogli un bigliettino.

«Oh, ti ringrazio» replica imbarazzato Thomas, prendendo dalle sue mani il bigliettino.

«Io vado. Buona giornata!» ringhia un po' troppo chiaramente. Ce l'ha con me e non posso biasimarla.

Si allontana a passo svelto e io sbotto con Thomas.

«Maledizione Tom, potevi dirmi che era proprio dietro di me mentre io sparavo tutte quelle merdate su di lei, no?»

«Guarda che ho provato a fermarti, ma tu sei andato avanti come un disco rotto, non ti stoppavi più. E ora non fare il coglione e va da lei a chiederle scusa!» replica duro.

Rimango lì impalato, passandomi nervosamente una mano tra i capelli.

«Vai!» insiste, dandomi una spintarella.

Gli do retta e avanzo a grandi falcate per raggiungere l'esterno dell'edificio e beccarla.

Faccio pochi passi e la vedo, così inizio a correre.

«Corinne. Corinne, aspetta!» urlo per farmi sentire e lei si ferma.

La raggiungo e mi paro davanti a lei che se ne sta ferma con l'aria arrabbiata e le braccia incrociate sul petto.

«Ascolta, per prima...» provo a dire ma la sua voce mi sovrasta.

«Guarda che non ti devi giustificare. Tranquillo, l'odio è reciproco, se ci tieni a saperlo. Anzi, credo che quello che provo io nei tuoi confronti è di gran lunga superiore a quello che tu provi per me!» assicura, più aspra di un limone.

«Volevo solo togliermi dalle scatole Thomas e le sue assurde domande. Dai, lo sai come è in questi casi. Thomas mi avrebbe sicuramente tartassato di domande e rotto le palle fino alla morte perché avrei dovuto provarci con te, funziona così tra ragazzi!» mi giustifico e lei scuote la testa fintamente divertita.

«Ma davvero? E non potevi semplicemente dirgli la verità: cioè che mi hai solo riaccompagnata e non è successo nulla e basta? C'era bisogno di sottolineare quanto ti sto sul cazzo e quanto sia una rompicoglioni? Per non parlare del tuo bullismo sul mio aspetto esteriore. Mi fai veramente pena, Jackson!» ringhia tra i denti e prova ad andare via, ma io la fermo.

«Aspetta un momento. Bullismo? Non stai esagerando? Ti ho detto che non sono cose che penso, ma che ho solo detto per evitare altre assurde domande da parte di Thomas. E poi perché dovrei criticare il tuo aspetto esteriore? Non hai nulla che non va, Cori, e scommetto che un mucchio di ragazzi si prenderebbero a pugni per conquistare una come te» ammetto con candore, pentendomi un secondo dopo per essere stato così onesto.

«Cori? Noi non siamo amici, Jackson, non abbiamo mai mangiato nello stesso piatto. Perciò, d'ora in avanti, il mio nome è Corinne. Anzi, non ci sarà un "d'ora in avanti" perché io non voglio mai più avere a che fare con te. Se dovessi rincontrarti sul mio cammino farò finta di non averti mai conosciuto e gradirei che lo stesso facessi tu!» sputa, ancora nera per il casino che si è venuto a creare.

Decido di prendere le redini della situazione in mano e porre fine a questo stupido e insensato litigio.

Le metto una mano sulla spalla e provo ad essere gentile.

«Ti ho chiesto scusa, ragazzina, puoi accettare le scuse e la finiamo qui?» chiedo, ma il mio tono, forse, risulta un po' troppo insolente.

Corinne si scansa e cammina, avvicinandosi a un albero.

«Non chiamarmi ragazzina e no... non accetto le tue scuse. Se pensi di fare il doppio gioco venendo qui a fare l'amico e umiliandomi non appena ti volto le spalle hai sbagliato persona, mio caro.»

«Non è da me umiliare nessuno, tantomeno le ragazze, tantomeno te» dico piano, sottolineando la parola te.

Mi avvicino di più a lei che si appoggia all'albero. Poggio una mano sul tronco, accanto al suo viso e lei la guarda, respirando forte.

Poi posa i suoi occhi sui miei e io sento una strana cosa che mi prende alla bocca dello stomaco.

«Beh, questo lo vedremo!» biascica e prova ad allontanarsi, ma io appoggio l'altra mano sul tronco, chiudendola lì. Potrebbe abbassarsi e passare da sotto, fuggire... ma non lo fa. Si limita a respirare a fatica e a guardarmi. L'aria da sfacciata, l'aria di sfida che aveva impressa in volto è sparita. Sembra solo nervosa e... eccitata.

Mi sto eccitando anch'io, perché che lo voglia o no, questo gioco tra noi mi piace, mi piace da morire.

«Non sono lo stronzo che credi, ragazzina» sibilo a pochissima distanza dal suo viso. Sottolineo volutamente la parola ragazzina. Voglio farla incazzare, o solo eccitare di più.

«Vedremo anche questo!» ribatte veloce, ma mi fissa le labbra e so che sta morendo dalla voglia di baciarmi.

Lo voglio anch'io. È assurdo, ma lo voglio.

Questa ragazza è insopportabile, rompicoglioni, petulante e scommetto che io e lei non potremmo andare d'accordo nemmeno se fossimo gli ultimi due esseri umani rimasti sulla Terra, ma c'è qualcosa in lei che mi attrae, qualcosa che mi rende la sua vicinanza, come dire... insopportabilmente piacevole.

«Quando vuoi!» dico più vicino al suo viso. Lei continua a fissarmi e a respirare piano.

Sono a un palmo dalle sue labbra, sento che si lascia andare. Chiude gli occhi e apre leggermente la bocca, come per invitarmi a proseguire, ma non lo faccio. Non stavolta!

La lascerò con l'amaro in bocca e la farò andare via frustrata, con ancora più desiderio di baciarmi, con ancora più voglia di me.

«Bene, direi che ci siamo detti tutto!» esclamo, distaccandomi. Ho la faccia da stronzo divertito e lei riapre gli occhi guardandomi sconvolta.

«Io ti ho chiesto scusa, tu hai replicato rompendo le palle come sempre, io ho insistito perché sono un signore e tu... tu continuerai a tenere il broncio come ogni volta perché è l'unica cosa che ti riesce bene» dico provocatorio e lei mi fulmina con lo sguardo.

«Sei uno stronzo!»

«Davvero? E perché?»

«Io ti detesto, ti odio, ti...» respira forte, portandosi i capelli all'indietro e quel gesto mi fa accapponare la pelle.

Che cazzo mi stai facendo, ragazzina?

«A mai più rivederci, Jackson. Buona giornata» tuona e se ne va, lasciandomi lì a ridere perché ho ottenuto esattamente l'effetto sperato.

Corinne d'ora in avanti non farà altro che pensare a me. E non come lo stronzo che vorrebbe tanto prendere a pugni, no. Ma come lo stronzo che vorrebbe tanto portarsi a letto.

Sorrido ancora, soddisfatto, ma poi penso a ciò che mi sono ripromesso e che questo stupido gioco con lei mi sta portando fuori pista. Ho forse dimenticato tutte le cose che mi sono detto mentalmente, stamattina, sotto la doccia?

Tra me e lei non potrà mai esserci niente, mai!

Se voglio raggiungere i miei obiettivi devo starle lontano d'ora in avanti. Perché sento che con lei, potrei perdermi. Perché sento che con lei potrei cedere. Perché sento che se mi lascio andare a lei, la mia vita non sarebbe più la stessa. E io non posso permetterlo!

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro