Chapter 8 (pt. 1)
Neanche il tempo di vedere tutta la casa che...
Santiago mi afferra e mi bacia,un bacio lento ma anche dolce,uno di quelli che ti tolgono il fiato all'improvviso,un bacio di necessità;
Ricambio stringendo le mie gambe alla sua vita, infila la lingua chiedendomi il consenso che gli concedo subito,sale le scale facendo attenzione,portandomi poi di sopra:
Con un calcio apre la porta,
facendomi-senza perdere il contatto visivo-sdraiare delicatamente sul suo letto,continua a baciarmi e a mordere le mie labbra più volte,fino a che ci stacchiamo riprendendo fiato.
Le nostri fronti si toccano...alzo lo sguardo notando nei suoi occhi un lampo di desiderio,simile al mio,mi mordo le labbra nervosamente incapace di parlare...
Con un gesto meccanico mi sposta una ciocca di capelli portandoli dietro all'orecchio,continuiamo a fissarci:
"Signor Pérez..."pronuncio,ma vengo zittita dalle sue dita che si poggiano delicatamente sulle mie labbra.
"shh...non rovini questo momento"dice riprendendomi a baciare.
Ricambio mordendogli il labbro inferiore,geme.
Con un gesto veloce mi leva la camicetta gettandola poi da qualche parte nella stanza,lo stesso fa con il mio reggiseno;
con la mano destra prende uno dei miei seni e staccandosi dalle mie labbra inizia a mordicchiare il capezzolo già indurito.
Gemo.
Continua a torturare il mio seno fino a scendere sopra al mio ombellico e poi risalire baciandomi con foga.
Decido di capovolgere la situazione,
mettendomi a cavalcioni sopra di lui:gli sfilo la maglietta buttandola sul pavimento,avvolgo le mie braccia sul suo collo e lo bacio.
Mi stacco iniziando a cerchiare forme indefinite sul suo addome scolpito,
scendendo sempre più giù,arrivo davanti ai suoi jeans cercando di sbottonarli quando,con un gesto rapido mi blocca la mano,
capovolgendomi così sul letto;
Sorride tenendomi bloccata:
"che fai piccola ti va di giocare?"
Pronuncia con uno strano ghigno avvicinandosi lentamente al mio viso.
"ti avverto,sono pronto."sussurra al mio orecchio,provocandomi un leggero brivido lungo la schiena.
È assurdo come ogni fibra del mio corpo rimanga immobile ad ogni suo gesto...
Con la mano libera si slaccia la cintura legandomi ben stretta i polsi,si sfila i jeans gettandoli a terra rimanendo così con solo i boxer.
Dio quanto è sexy...
Mi toglie la gonna ormai inutile,facendo lo stesso con le mie mutande,rimanendo completamente nuda ai suoi occhi.
Mi mordo le labbra ormai rossastre e gonfie arrossendo.
"mi piaci quando diventi rossa per me"dice dandomi un bacio selvaggio ma pur sempre dolce.
Inizia a baciarmi il collo spostandosi poi sulla clavicola,lasciando man mano che scende piccoli e umidi baci sul resto del corpo.
Un gemito di piacere scappa dalle mie labbra...
Sorride arrivando al mio ombelico per poi risalire sulle mie labbra rubandomi un bacio.
Scende nuovamente giù,arrivando alla mia intimità,apre delicatamente le mie gambe baciandomi l'interno coscia per poi passare la sua calda lingua dentro di me.
Inarco la schiena ansimando.
Se questa è una tortura io mi trovo in paradiso!
Lo sento muoversi lentamente,prima su e poi giù,provocandomi un piacere mai provato.
Stringo più che posso la cintura,
mordendomi le labbra incessantemente.
"sei così buona..."pronuncia staccandosi e leccandosi le labbra.
Con un dito entra dentro la mia vagina muovendosi velocemente.
"Piccola..."pronuncia sensualmente aumentando la velocità."vieni per me."continua infilando un altro dito.
Il respiro si fa irregolare...
"S...sto...p-per... Ve-venire..."
dico impreda agli spasmi.
In quel momento Santiago leva le dita,facendomi imprecare mentalmente.
Disgraziato, lo ha fatto apposta.
"spero ti sia piaciuta la mia dolce vendetta"dice gustandosi le dita.
"sei uno stronzo"dico riprendendo fiato."ma devo ammetterlo è stato fantastico!"continuo sorridendogli.
"ora che siamo pari...liberami"dico indicando ancora le mie mani legati.
"chi ha mai detto che siamo pari"ghigna alzandosi dal letto.
"non penserai mica di lasciarmi così?" dico fissandolo in attesa di una sua risposta.
"in realtà o un'altra cosa in serbo per te."dice aprendo poi uno dei cassetti e tirando fuori un preservativo.
"sarebbe?"chiedo spazientita.
"lo scoprirai"dice sedendosi su una poltroncina di pelle nera.
Ad un tratto bussano alla porta.
"avanti"dice fissandomi con uno strano sorrisetto.
Che cosa avrà in mente?
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