Pensieri svuotanti
Il sole illuminava a spiragli la colorata stanzetta, rimbombava un silenzio assordante tant'è che si potevano udire persino i piccoli rumori naturali emessi dal legno.
Sul tappeto bianco peloso giaceva Betty, aveva i suoi lunghi capelli albini paragonabili allo zucchero filato, sciolti liberi sulle spalle.
Aveva vinto ad un suo video gioco e si era persa a contemplare la stanza, muoveva lo sguardo a destra e sinistra per la stanza quando però la porta scricchiolò alle sue spalle...
-A che stai pensando?-
Una voce dolce e placata aveva interrotto quel lungo attimo di silenzio, Betty si girò confusa trovandosi davanti la sua madre adottiva.
-Uh? Oh... nulla di importante...-
-Hey- la madre fece per avvicinarsi e con la mano tracciò strada libera tra i suoi capelli, -Ti conosco fin troppo bene, so quando mia figlia ha qualcosa che non va-
Betty non disse niente, si lasciava accarezzare dal dolce tocco di sua madre, cercava di non crollarle lì davanti, odiava risultare debole e vulnerabile agli occhi esterni
-Tu pensi che nessuno mai mi vorrà?-
Quella frase spiazzò la dolce e cauta donna, la quale sorriso svanì pian piano...
-Io... io so che chiunque ti vorrà avrà fatto sicuramente centro nella sua vita-
-Io quando farò centro nella mia?-
-Betty. Io comprendo il tuo dolore, so che ti piaceva ma purtroppo non tutti dimenticano e non tutti possono soddisfare i nostri ideali-
-Perché è così difficile, odio... odio questa sensazione di debolezza-
-Candy non sarebbe potuta stare con te, devi accettarlo poiché il destino avrà in serbo qualcuno che per te non fa da sole ciecante ma bensì da barriera contro lo scottare troppo forte-
La ragazza con una mano si spostò i capelli dall'altro lato del collo, prese la mano di sua madre e vi ci appoggiò il viso lasciando libera via alle lacrime.
-Grazie.-
La madre sorrise dandole un bacio sulla tempia sinistra per poi aiutarla ad alzarsi.
-Perché non vai a passeggiare? So che fa freddo ma con una giacca pesante non dovresti avere problemi!-
-Non so se ne sento la forza-
-Fallo per il tuo bene tesoro mio, prendi la mia giacca e vai là dove trovi di solito pace-
Betty indossò la giacca uscendo dal portone. Faceva molto freddo fuori ma era ormai abituata a sentire quella brezza tagliente.
Alzò lo sguardo in su e cominciò ad incamminarsi senza meta, ad intuito si lascio trasportare dai suoi passi, persi e senza via anche loro.
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