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'Looking for The Lost Angel' di simona_mohammad

Titolo: Looking for The Lost Angel

Autore: simona_mohammad

Genere: Paranormale

Tipologia: Racconto

Stato: Completata – parte di una trilogia

Rating: Direi verde, se non per alcune scene che comunque non vanno sul giallo, quindi credo sia più un verde limone

Avvertimenti: I principali avvertimenti li trovate alla fine della trama, ma comunque ci tengo ad avvisarvi del fatto che i miei aggiornamenti sono molto lenti e non consiglio la lettura a coloro che non amano particolarmente le storie drammatiche.

Trama:

Non c'è un vero inizio, né una fine concreta, si può soltanto dire che tutto parte da uno scontro non proprio fortuito.

Nel collegio Live School si presenta un nuovo ragazzo dal fascino misterioso e dallo sguardo di ghiaccio che subito suscita scalpore tra le studentesse, ammaliate dal suo bell'aspetto, ma dietro quella facciata tanto perfetta anch'egli nasconde un segreto e pare che l'unica ad averlo notato sia la figura solitaria che se ne sta sempre in disparte con quel suo diario, non per timidezza, bensì per acidità. Ciò mette in subbuglio i piani del nuovo arrivato che si ritrova con un problema che porta la facciata dell'unica persona che in quel collegio gli riesca a tenere testa. Ma lui non è l'unico ad avere dei segreti, i fatti portano a sospettare che anche quella ragazza solitaria celi dei segreti a partire da quel diario che porta sempre con sé.

Due destini apparentemente lontani e differenti che si ritroveranno ad avere un punto d'incontro, poiché da sempre uniti da un legame indissolubile, ma fino a quando cammineranno lungo lo stesso sentiero?

Copyright © simona_mohammad, tutti i diritti riservati

Il prodotto contenuto potrebbe suscitare ansia, forte curiosità e vene assassine riguardo la scrittrice; tenere lontano dalla portata delle persone che sono deboli di curiosità che potrebbero morirne e dalle persone troppe ansiose, ma soprattutto da quelle che volentieri commetterebbero un omicidio/suicidio. Vi apprestate a leggere questa storia a vostro rischio e piacere, non sono tenuta a curare gli effetti indesiderati. ^^

Come tutto è iniziato:

Come c'è scritto anche a fine libro, questo racconto io l'ho scritto a ritroso, poiché la prima scena che mi si era presentato nella mente, era la scena finale. Era il secondo giorno delle vacanze di Carnevale e stavo leggendo un libro paranormale, mentre ero nel bel mezzo di una scena cruciale, mi addormento e i miei sogni sono immersi da incubi i quali svaniscono dopo il mio risveglio, lasciandomi tra i pensieri soltanto quella che sarà la scena finale del libro.

Curiosità sulla storia:

I primi lettori che hanno letto il libro non sanno che ho in mente di fare una trilogia di questa storia, ma ho deciso soltanto ora di rivelarlo, poiché è ormai in corso il secondo racconto di questo libro.

La storia inizialmente si prospetta semplice e non molto elaborata, ma posso affermare che con il passare dei capitoli essa cresce, pertanto chiedo di non soffermarsi al primo impatto che dà il racconto.

Il racconto ha duplice punto di vista, appartenenti ai due protagonisti.

Ahimè! Purtroppo sono una perenne indecisa, è l'aspetto indefinito della protagonista ne è una prova, ma fortunatamente non riguardo l'andatura della storia che mi è ben chiara, al massimo nella stesura dei capitoli aggiungo qualcosa in più; comunque ritornando alla mia perenne indecisione, io mi riferisco riguardo trama e titolo del libro, ci misi una vita a decidere il titolo del primo libro, quelli che avevo in mente erano troppo lunghi o non suonavano bene, ma fortunatamente mi cadde una manna dal cielo, quando finì con la testa contro il mio diario scolastico per a disperazione dei troppi compiti e così per grazia divina della tortura scolastica (non credevo l'avrei mai detto) mi è venuto in mente un titolo temporaneo per la storia che di certo non poteva andare avanti per sempre senza essere denominato.

Ebbene sì come ho accennato poco fa, il titolo del primo libro è temporaneo, in seguito lo cambierò con qualcosa di più serio e definito come tipo: Sono una Luna (?)

Uno dei pochi personaggi che non avevo in mente di creare è Honey. Il riferimento al miele non è casuale, anche perché il personaggio risulta essere delicata e dolce come la sostanza che rappresenta. Comunque la nascita di questo personaggio è dovuto al fatto che una mattina mentre stavo per prendere il mio latte giornaliero mi accorsi del fatto che il miele era stato del tutto consumato. Adesso immaginate la mia disperazione (nonostante non sia comune bere il latte con il miele), avrei dovuto nutrirmi di quella candida bevanda insapore senza la mia dose di zucchero che serviva anche a togliere un pò (giusto un pizzico) della mia acidità di prima mattina, avrei dovuto torturare la mia lingua con quel latte che appena fosse passato attraverso la mia lingua, sarebbe stato come uno dei peggiori veleno. Sta di fatto che anche questa volta la disperazione del momento mi ha portato alla mente un'idea per il mio racconto, che appunto sarebbe Honey. La ragazza è un personaggio secondario che apparenetemente non fa alcuna apparizione, di lei si sa soltanto il nome e il luogo dove alloggia, il resto sono solo supposizioni.

Per quanto riguarda il personaggio di Susan, anch'esso secondario, non mi ha mai sfiorato l'idea di darle qualche ruolo di una certa consistenza, tant'è vero che lei non esisteva inizialmente, l'ho creata quando vidi che la mia ricetta mancava di sale, era troppo ispida con il carattere acido della Luna; così riscrissi alcuni capitoli iniziali, dove vidi la necessità della presenza di Susan. Alla fine ella diviene un vero e proprio ponte di collegamento per avvenimenti importanti nel corso della storia, sopratutto per certe rivelazioni.

Il personaggio la cui creazione mi ha più divertita, è stato quello della protagonista che era rimasta a lungo senza un nome, però quando mi cimento nella scrittura, trovo più semplice scrivere riguardo il protagonista maschile che riguardo quello femminile.

Credo di aver blaterato anche abbastanza, lascio la parola ai miei personaggi.

Luna

Andate tutti al diavolo.

Beh! Vorrei potervi dire che non è sempre così, ma vi ingannerei, oppure no?

Manuel

*fischietta, ignorando la platea*

Forse è meglio che faccia così, non so fino a che punto potete fidarvi di lui. Probabilmente se avesse parlato, avrebbe solo detto baggianate.

Edgar White

Sono il preside del prestigioso istituto qual è la Live School, dove non si insegna soltanto l'educazione, ma anche la vita. Vi invito a visitare questo collegio e magari pensare ad iscriverv...

Meglio che lo faccia tacere, prima che vi trascini tutti in uno dei suoi lunghi monologhi.

Honey

...

Parla, tesoro.

*Si rintana in camera*

Tanto neanche comparirà durante la storia.

Susan

Perdonate il comportamento dei miei compari, non è colpa loro se sono così. *Silenzio*

Dovresti dire altro.

Non so cosa dire.

Inventati qualcosa.

Scusami. *Se ne va*

Almeno quest'ultima si è scusata. Beh! Non mi resta altro che presentarvi un estratto del libro.

Estratto, dal capitolo 32:

Appena sento la musica valzer risuonare nella sala, inizio a ballare, volteggiando tra quelle note che aleggiano invisibili nell'aria come se una tessitrice li stesse tessendo al momento senza il minimo errore, senza dover mai tornare indietro per ricucire ciò che è fuoriuscito imperfetto, poiché in questo momento tanto magico sembra che l'imperfezione sia proibito. Vedo che attorno si sono unite altre coppiette per ballare sulle dolci noti della soave musica e noto con piacere che finora non si è presentato alcun problema. I minuti scorrono come granelli di sabbia in una clessidra, mentre io mi lascio trasportare nella quiete illusione della calma, ma nessuna pace dura per sempre, soprattutto quella fittizia.

A un certo punto noto che verso di noi si sta avvicinando la persona più indesiderata di tutta la sala: Lucius, che spero, cambi direzione, ma purtroppo nonostante quest'oggi sia il mio compleanno, sembra che comunque la fortuna non voglia essere dalla mia parte.

Lui si rivolge ad Edgar come dichiara il bon ton e pronuncia le ultime parole che avrei mai voluto udire a questo mondo in questo momento.

"Vorreste concedermi il piacere di un ballo con la vostra dama."

Edgar con piacere lascia le mie mani e si allontana, lasciandomi in preda di quell'essere che vorrei soltanto strozzare. Lucius mi porge la sua mano che purtroppo non posso rifiutare, poiché quest'oggi sono costretta ad apparire dolce e carina, in modo tale che questa bolla illusoria non scoppi finché sia necessaria la sua presenza; pertanto afferro la sua mano con palese riluttanza, non nascondendo il ribrezzo, l'odio e l'antipatia che provo nei suoi confronti come anche lui non cela il suo sorriso compiaciuto per la mia reazione.

"Vedo quanto ti fa piacere questo ballo con me." afferma il ragazzo con evidente sarcasmo, accrescendo la mia irritazione che si è presentato fin dalla sua prima comparsa.

"Perché hai voluto ballare con me?"

Non credo che neanche a lui faccia piacere danzare con me, pertanto vorrà sicuramente ottenere un qualcosa da questa sua azione.

"Non mi è permesso ballare con la festeggiata?" chiede lui con finta innocenza, facendomi venir voglia di tirargli un ceffone.

"No, se si tratta di te." sputo tali parole come se fossero veleno.

Questa mia affermazione non fa altro che alimentare ancor di più il fastidioso sorriso sul volto di Lucius che si avvicina al mio orecchio, provocandomi brividi involontari quando il suo respiro entra in contatto con la mia pelle scoperta.

"Comunque noto con piacere che l'abito che ti ho donato, ti sta d'incanto." Sussurra per poi ritirarsi così da potermi guardare nuovamente in viso. Il suo commento con mia sorpresa è privo di sarcasmo.

Così la nostra breve conversazione cade e noi ci concentriamo soltanto nel volteggiare sulle note delicate che riempiono la sala. Anche se avessi voluto continuare a parlare non avrei potuto, poiché non avrei saputo che altro dire: lui non mi aveva, prima di adesso, mai fatto un vero complimento senza lo scopo di ottenere qualcosa o senza un filo di sarcasmo.

Visto da fuori tutto sarebbe apparso perfetto agli occhi di una qualunque persona: l'atmosfera dolce e pacata con la musica leggiadra che avvolge il tutto con quella sua melodia tanto delicata da apparire un filo di seta d'argento a cui basterebbe un nulla affinché venga spezzato; le persone che si muovono in sintonia nella pista da ballo come bambole mosse dalla musica di un carillon e pensare che basterebbe un passo falso, una nota stonata affinché questa bolla scoppi e il tutto svanisca nel nulla.

Però in quest'illusoria atmosfera solo una cosa sembra essere la più perfetta di tutte e con mio grande rammarico devo ammettere che ciò che appare privo di imperfezioni, è la figura mia e di Lucius al centro della pista da ballo: io col mio candido abito decorato da qualche scintilla argentea, con il corpetto a cuore e la lunga gonna che sembra avvolgermi a ogni mio passo, insieme ai capelli che la accompagnano senza mai scomporsi e poi lui in contrasto rispetto a me assieme al suo elegante smoking nero che mette ancor più in risalto i gelidi pezzi di iceberg immersi in un mare in tempesta che si ritrova come occhi; pare quasi che con il nostro volteggiare, il bianco e il nero si fondano tra di loro senza mai perdere le loro caratteristiche di colori puri, due opposti che giocano a rincorrersi, abbracciandosi e allontanandosi a passo di danza, come due pestifere lucciole in una notte di stelle, due punti luminosi che si muovono più velocemente rispetto agli astri sopra di loro.

Dopo tutti questi anni sento di essere libera e credo sia finalmente giunto il momento di fare una cosa che ho rimandato per anni.

Se vi è piaciuto la presentazione del mio libro, andateci a dare un'occhiata e se non vi è piaciuto, andateci lo stesso. *Detto sempre con rispettosa ironia*

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