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'Dark plume ' di Lia Avaleri

Titolo: Dark plume

Autore: Lia Avaleri

Genere: Paranormale-romantico

Tipologia: Romanzo

Stato: In corso

Rating: Verde

Avvenimenti: Violenza, lotta

Trama:

Conoscete tutti la leggenda cinese del filo rosso del destino? Si narra che ci sia un filo rosso legato al mignolo di ognuno e che questo ci tenga uniti alla persona che amiamo, anzi che ameremo! Si, perché questo filo indistruttibile è legato al nostro dito sin da quando veniamo al mondo e qualunque cosa accada, ci porterà ad incontrare la nostra anima gemella. Ma cosa accadrebbe, se questa non fosse una leggenda, se questo filo invisibile ed indistruttibile per l'uomo, potesse essere tagliato da qualche essere superiore? Incontreremmo comunque l'amore della nostra vita? E se invece lo avessimo già incontrato, ci ricorderemmo di lui?

Bianca non immagina nemmeno dell'esistenza di questa leggenda, vive la sua vita ignara di cosa le riserva il futuro e di chi è nascosto nel suo passato. Ricorda nitidamente ogni momento della sua vita, ma un unico pensiero la turba ed è legato ad un marchio. Non ricorda come si sia procurata quel segno, ma l'unica cosa che sa, è che dietro alla sua nuca c'è impressa sulla pelle una piuma nera! Chi sarà legato dall'altra parte del suo filo?

Copyright ©Lia Avaleri, tutti i diritti riservati

Ciao a tutti, innanzitutto mi presento, mi chiamo LiAvaleri e sono una sognatrice di professione!

Detto così sembrerebbe che durante le mie giornate io stia sempre con la testa per aria, bé non è propriamente così!

La mia testa e con lei, le restanti parti del mio corpo vivono le giornate nel mondo reale, ho un lavoro sapete? XD

Ma la mia mente, la mia fantasia non possono fare a meno di viaggiare.

Si estraniano da me quasi come se rifiutassero la realtà troppo ripetitiva, rispetto a ciò che si può nascondere nella fantasia... E poi che male c'è, se per due o tre ore al giorno, ci si allontana dalla realtà, per entrare in un mondo nuovo, diverso e inesistente, come quello dell'immaginazione propria o altrui!?

Se vi state chiedendo se ho rotto tutti gli armadi a casa, nel tentativo di trovare la porta per "Narnia", si, ci siete vicini, ma ho smesso cinque anni fa e da allora non ho più un guardaroba! XD

Ovviamente scherzo, ma sono sicura che i sognatori come me hanno capito perfettamente cosa intendo!

Detto questo vi lascio alla mia storia con dei capitoli speciali, scritti per l'occasione e mi fiondo sulle vostre, perché c'è una cosa che mi piace più di scrivere... E questa è leggere!

Lucifero (LUCE)

-Come avete potuto voltarmi le spalle!?-

Ringhiò il portatore di luce ai suoi fratelli.

-Luce, la superbia che alberga nel tuo animo, ha sporcato la tua anima, l'oscurità si è infiltrata lentamente dentro di te ed ora non riesci più ad essere lo stesso! Nemmeno io posso guarire queste ferite dell'anima! -

Raffaele guardava il fratello con pietà, sarebbe stato bandito dai cieli e sarebbe diventato oscuro, una creatura sola. Dio avrebbe tagliato il suo filo rosso del destino ed ogni legame con lui sarebbe stato sciolto, le tenebre lo avrebbero inghiottito!

-Luce, fratello mi dispiace -

Dalla bocca di Michele uscirono quelle parole sincere, ma inappropriate.

-No Michele, come puoi farmi questo? Siamo compagni da sempre, fratello io e te siamo nati insieme, siamo gli angeli gemelli!-

Luce voleva la possibilità di redimersi, voleva continuare a portare la luce divina in cielo e in terra.

Mi-Ka-El, nella mano di Michele, spingeva verso l'oscurità,estranea in paradiso. L'ordine del padre di purificare la sua casa, le dava così tanta forza, da farle quasi avere vita propria.

Gli occhi dell'arcangelo Michele si riempirono di perle trasparenti, era la prima volta che un angelo piangeva, ed era l'ultima volta che Luce provava tristezza per la separazione dal fratello.

Mi-Ka-El fendette l'aria vicino alla mano sinistra di Lucifero ed immediatamente un fascio di luce rossa avvolse l'arcangelo peccatore, celandolo alla vista di tutti.

Il filo rosso legato al suo mignolo era stato reciso, non avrebbe più avuto un cammino prestabilito, non avrebbe più incontrato la sua sposa.

Era la prima volta che succedeva una cosa simile, mai un essere celeste si era sporcato, mai un angelo era diventato oscuro. Sarebbe impazzito? Nessuno immaginava che quello sarebbe stato l'inizio e non la fine. La nascita di un nuovo essere e non la morte di un angelo.

Il male, il diavolo, l'oscuro, il mangiatore di anime, il primo anemone!

Bianca

-Roberto fai il bravo con tua sorella o non avrai il tè!-

Disse la bimba paffutella, prima di dare un buffetto al bambolotto seduto di fronte a lei.

Tre tazze di plastica sul piccolo tavolo rotondo imitavano pregiate porcellane giapponesi. La bimba dai lunghi capelli scuri allungò le piccole mani verso la teiera, era molto seria, mentre cercava di imitare la mamma con i suoi ospiti di plastica.

-Oh lo so Rebecca, questi maschi sono cattivi! Si, non dovremmo giocare più con lui!-

La piccola lanciò un'occhiataccia al povero Roberto, che ovviamente non replicò, ma come se avesse preso vita e le avesse parlato, la bimba continuò a dialogare con lui.

-Se chiedi scusa ti perdoneremo, vero Rebecca? E forse avrai il tuo tè!-

-Bianca, cosa stai facendo qui da sola?-

Disse la donna amorevolmente.

-Ma mamma non sono sola, ci sono i miei ospiti!-

Replicò la bambina offesa dalla poca delicatezza della madre.

-Scusami tesoro, hai ragione ci sono Roberto e Rebecca!-

Rispose la donna e la bimba sorrise soddisfatta.

-Che ne dici tesoro, se entriamo in casa ed offriamo un enorme fetta di torta ai tuoi ospiti?-

La bimbetta scattò in piedi ed afferrò per le braccia di gomma i suoi amici.

-Si mamma, ma devono essere davvero grandi!-

"Avevo avuto una vita piena... Un susseguirsi di ricordi splendidi e colmi di amore... Poche persone possono dire di avere così tanti ricordi felici!"

Michele

" Anche l'aria del paradiso ha un odore diverso, è inquinata, sporca...

Il mondo sta cedendo sempre più spesso all'oscurità.

Gli uomini peccano più spesso di un tempo...

Sembrano collezionare i vizi capitali come se fosse una moda... Quattro in particolare... Quelli di cui noi angeli non possiamo macchiarci!

Lussuria per prima ha quasi estinto l'amore vero, riducendo l'essere umano in un mendicante d'affetto.

Avarizia che ha portato molti popoli a morire di fame e la sua controparte gola, che porta la gente a morire per aver ingerito troppo cibo negli anni.

E la superbia, quella che ha portato mio fratello alla perdizione e alla follia, quella che ha iniziato questa faida... L'origine di tutto!

Una follia di base sta portando l'uomo all'autodistruzione... In questo secolo l'oscurità è davvero forte... Devo trovare Ezechiele, devo trovare la comunicante!"

Estratto:

Le braccia mi caddero penzoloni lungo i fianchi, potevo sentire il ruvido asfalto sotto di me, graffiarmi i palmi oramai quasi immobili. Non avevo più la forza di lottare, anzi non volevo...

Quasi non sentivo il suo delicato tocco sulle mie labbra, fresco e dolce come il vento primaverile...

Un senso di pace e di benessere percorreva il mio corpo, come se dopo tanto lottare, avessi finalmente trovato la pace dei sensi.

Percepivo l'energia fluire fuori dal mio corpo a quel inebriante contatto, che anestetizzava i miei arti oramai gelidi... Perché sentivo tutto questo freddo? E' così che ci si sente quando si sta per morire?

***********

Dovevo percorrere solo un altro isolato e sarei arrivata al parcheggio dove avevo lasciato la mia auto, ma già prima di vedere la mia panda blu, frugai nella borsa in cerca delle chiavi. Non so di cosa avessi paura, sapevo che il parcheggio del personale era videosorvegliato, ma quella sera ero inquieta, sentivo ancora addosso gli occhi di quell'uomo, intensi ed espressivi, sembravano frugare fra i miei pensieri in cerca di qualcosa.

Un forte boato sopra la mia testa mi fece bloccare nel punto in cui ero. Terrorizzata non riuscivo a muovere un passo. Avevo portato istintivamente le mani alle orecchie e prima che me ne accorgessi, premevo contro di loro così forte da farmi male, ma almeno il rumore era ovattato ed i miei muscoli si rilassarono. Che orribile coincidenza, lavorare in un bar in aeroporto ed avere paura di volare, anzi aver paura di ogni cosa che riguardasse staccare i piedi dal suolo, anche del rumore di un aereo che decolla. Il velivolo oramai alto, non faceva percepire più la sua presenza ed io ripresi finalmente a camminare. Potevo vedere la mia auto ora, così premetti il pulsante di apertura sul telecomando e subito le quattro luci presero a lampeggiare contemporaneamente. Ero arrivata, ora potevo anche smettere di avere paura!

- Bianca?- Disse una voce alle mie spalle. Mi voltai e lo vidi. Ora che lo guardavo da vicino aveva qualcosa di familiare, occhi scuri come la pece, due sfere nere nelle quali si fondevano le iridi con le pupille e capelli corvini che ricadevano spettinati sul pallido viso.

-Ci conosciamo?- Chiesi d'impulso, come se non me lo fossi ricordato un viso come quello!

-Si... Ma non ti facevi chiamare così- Rispose senza staccare i suoi occhi dai miei. In un lampo mi fu vicino e mi strinse fra le sue braccia, - Non avere paura, finirà presto!- Mi sussurrò prima di poggiare delicatamente le sue labbra sulle mie. La mia vista divenne vacua, poi man mano le luci vennero risucchiate dalle tenebre e non riuscii a vedere più nulla.

Un lancinante dolore al mignolo fece contorcere il mio corpo, quasi fossi in preda a violente convulsioni . Provai a ribellarmi, volevo dimenarmi ed urlare, ma non uscì neanche un sibilo dalle mie labbra, come un topo che sta per essere stritolato da un serpente, ero immobile. Come un pupazzo ero inerme ed indifesa , i miei muscoli non rispondevano ai comandi, li sentivo sempre più deboli, non riuscivo più a muovermi e mi lasciai cadere tra le sue braccia, sentivo sempre più freddo...

"Sono stati loro a cominciare tutto questo!"

Sentii quelle gelide parole nella mia mente, come se i nostri pensieri fossero connessi e forse lo erano, la mia energia vitale mi abbandonava lentamente, la sentivo fluire fuori dal mio corpo ed unirsi al suo animo oscuro.

Mi ero arresa al mio destino, pensavo che tutto sarebbe finito in quel momento, poi qualcuno urlò e le sue labbra si staccarono dalle mie.

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