'Cronache di Atreia' di Selhene Brahms
Titolo: Cronache di Atreia
Autore: Selhene Brahms
Beta: Cerco
Genere: Fanfiction - Fantasy
Tipologia: Romanzo
Stato: Completa
Rating: Giallo, lieve presenza di tematiche sessuali o violenza, ma niente di troppo descrittivo.
Avvertimenti: Scene di guerra, scontri e violenza
Disclaimer: Tutti i personaggi dell'universo Aion, ma soprattutto le ambientazioni, sono di proprietà della Ncsoft corporation e di tutti coloro che sono stati autorizzati a usarli, inclusa la Gameforge 4D GMBH. Non si intende violare nessun copyright.
Trama:
"Avrei voluto odiarli, come facevano tutti. Avrei voluto provar gioia nell'uccidere un elisiano, ma così non era..."
Anni di guerra, territorio conteso e fazioni eternamente in lotta nella terra del dio Aion. Com'è possibile per Selhen nutrire odio verso qualcuno che l'ha risparmiata? Com'è possibile odiare senza conoscere veramente il volto della guerra?
Com'è possibile parlare con un nemico e trovarlo così normale e uguale a se stessi?
Tenevo ad aggiungere che la storia è liberamente ispirata al gioco Aion online, ma è comprensibile da chiunque visto che, in un mondo fantastico come Atreia, non potrebbe esserci nulla di lontano dal fantasy.
Copyright © Selhene Brahms, tutti i diritti riservati.
Ho cominciato a scrivere "Cronache di Atreia" in un periodo in cui passavo molto tempo sul gioco della NCSoft, Aion.
Con la mia Kaharen (alias Selhen nella storia), ho vissuto molteplici avventure.
Vivevo questa storia giorno per giorno. La scrivevo giorno dopo giorno, traendo ispirazione da cose che realmente mi accadevano sul gioco.
A partire dal capitolo 20 noterete la comparsa di un nuovo personaggio che stravolge la storia. Beh, visto che, come dicevo prima, scrivevo questa storia giorno dopo giorno... quel personaggio era effettivamente comparso per me all'improvviso ed aveva stravolto la mia vita :) in bene ovviamente!
Da allora continua a stravolgermela, ogni giorno, e continua a spronarmi a fare sempre di meglio incitandomi a coltivare questo mio sogno: la scrittura.
Credo di essere molto come Selhen, anzi no, credo che in Selhen ci sia molto di me. Era qualcosa di personale, questa storia, ma alla fine ho deciso di condividerla con tutti voi.
Ho amato Atreia, e spero che possiate iniziare ad amarla anche voi, sebbene ad oggi io non ci trascorra più molto tempo.
Vi chiedo solo una cosa: commentate, in bene o in male, ma fatelo! È questo che mi sprona a fare sempre di meglio. Se poi riuscissi a trovare un Beta sarebbe la fine del mondo! Ho proprio bisogno di una tirata d'orecchie ogni tanto! A volte, quando sei giù, basta veramente poco per farti ritornare la voglia di scrivere.
Un abbraccio, la vostra autrice.
-Sele
Dal capitolo 11:
"Allora asmodiana, mi aspettavo che fossi almeno un po' contenta di incontrarmi sano e salvo".
Lo guardai male. "Dovrei?"
Lui stirò un sorriso. "Ovviamente...", disse scompigliandosi i capelli, "non si incontra tutti i giorni un giovane di razza elisiana come il sottoscritto".
Cercavo di reprimere in me quell'assurda sensazione di felicità che la sua vista mi causava e non riuscivo, nonosante tutto, a sforzarmi di non sorridere. Quell'elisiano mi stava troppo simpatico. E quel troppo aveva un'accezione chiaramente negativa.
"Stavi a Sarpan per guadagnare qualche Kahrun?", mi chiese lui dopo averci riflettuto.
Annuii poco convinta.
Sul suo viso si disegnò uno di quei sorrisi bellissimi e tentatori. "Sai una cosa? Stavo andando anch'io a sbrigare una faccenda Kahrun. Vuoi una mano?"
Mi accigliai senza capire. Avevo sentito bene? Un elisiano che si offriva di darmi una mano?
"Stai scherzando vero?"
Lui rise sghembo. "Mai stato così serio, asmodiana. Finchè a Sarpan vige il coprifuoco sei al sicuro."
Che fossi al sicuro lo sapevo già. Se Velkam avesse voluto uccidermi avrebbe potuto farlo più di una volta, di certo non gli erano mancate le occasioni. Però suonava tremendamente strano sentire che si stava offrendo di aiutarmi per una missione.
"Mi correggo...", aveva ripreso lui come se mi avesse letto nel pensiero, "non mi sto offrendo di aiutarti, ma solo di... tenerti compagnia fino al deserto di Kamar", scrollò le spalle sorridendo.
Grugnii poco convinta. "Come preferisci"
Mi ero avviata a passo lento oltre la statua del teletrasporto e avevo sceso le scale voltandomi solo alla fine dell'ampia scalinata per verificare che Velkam mi fosse dietro. In effetti c'era davvero, e lo sorpresi a studiarmi con lo sguardo.
"A che pensi?", gli chiesi a bruciapelo in un momento di silenzio.
Non rispose subito. Parve dover trovare le parole giuste prima di concedermi la risposta.
"Stavo pensando a quanto sia strano eppure semplice, qui a Sarpan, camminare fianco a fianco a un'asmodiana."
Mi voltai a guardarlo e puntai i miei occhi sui suoi. "C'è qualcosa che ti ha fatto cambiare idea sul nostro conto?", domandai.
Lui si fissò gli stivali per qualche secondo. "Tu..."
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