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*Dal punto di vista di Loan*

Mi stavo letteralmente scervellando per ricordarmi chi fosse quella ragazza. Ma niente. Eppure mi sarei dovuto ricordare di una guardiana così... Bella. I suoi lunghi capelli rossi. I suoi occhi così verdi. E completamente diversa da noi, eppure ha detto di essere una guardiana. Ma proprio non ne aveva l'aspetto. Dovevo saperne di più e se c'era qualcuno che poteva darmi delle risposte, quello era di sicuro Daniel. Il saggio del villaggio. Pensate che ha più di cinquantamila anni. E in tutta la sua vita, avrà visto di sicuro un caso simile a quello della Rossa.….Per adesso l'avrei chiamata così, visto che non sapevo il suo nome.  Ma tanto prima o poi sarei riuscito a ricordarmi chi fosse.

Senza perdere tempo andai dal saggio del villaggio. Appena entrai, il ragazzo con gli occhi azzurri, quasi elettrici. Mi guardò con uno sguardo confuso. In effetti non andavo mai da lui, ameno che non c'era un emergenza in combattimento o su qualche preghiera da parte degli umani. Però questa volta è diverso.... Ero li  per conoscere meglio una ragazza. Se me lo avrebbero detto qualche anno fa, gli avrei dati per pazzi. Visto che non sono il tipo da interessarmi a queste cose... Non fraintendetemi, il fatto e che non e semplice mantenere l'equilibrio della natura. Ma vi immaginate che ogni pianta sulla faccia della terra dipendesse da te? Fidatevi c'era da impazzire. Per fortuna non ero il solito a svolgere questo compito.

Tornando alla realtà, avanzai verso il biondino che mi fece accomodare davanti alla sua scrivania di quercia. Il saggio per chi non lo conoscesse, a prima vista poteva sembrare un ragazzino strampalato e leggermente inquietante. Per via dei suoi capelli biondo platino e quegli occhi così azzurri da metterti in soggezione. Ma in realtà era un uomo.... O un vecchio visto la sua età.. Molto saggio ed affidabile. Anche se è veramente strano. Molto?!?

Daniel mi guardò incuriosito, poggiando il mento sui suoi palmi. E dopo un po' che mi fissava con un sorriso da idiota mi chiese come una scolaretta eccitata :

-"Chi è lei?"

Non avevo proprio il tempo di mettermi a litigare con lui. Ora ricordavo il motivo per cui evitavo di venire qui. Perché è un completo idiota, ecco perché?!?! Forse per via dell'età gli ha logorato il cervello o forse dev'essere caduto da piccolo dal seggiolone, sennò non si spiega. Così andando dritto al punto chiesi :

-"Hai mai visto o sentito dire di un Guardiano che è nato con capelli rossi ed occhi verdi?"

A quella domanda si pietrificò. Rimase a fissarmi con due occhi sgranati. Quindi intuivo che qualcosa sapeva. Ma dopo svariati minuti ancora non si decideva a parlare. Così di colpo divenne serio, limitandosi a fissarmi con un espressione che non saprei decifrare. Ed ormai al limite sbottai dicendo :

-"Allora?!?!"

-"Ecco...." Daniel fece una breve pausa, come se incerto nel raccontarmi tutto. Ma poi prosegui dicendo :

-"Personalmente non ne ho mai visto uno. Però ne ho sentito parlare duemila anni fa più ho meno!"

Allora esistevano davvero. Se così fosse lei non sarebbe l'unica e non ci sarebbe motivo di esiliarla. Forse potevo autarla. Quando ho visto il suo sguardo mentre pronunciava la parola" abominio "   mi si strinse il cuore. Capì immediatamente che stava soffrendo, passare l'eternità da soli.... Deve logorarti dentro. Ormai non c'è la facevo più, dovevo sapere...

-"PARLA CAZZO?!?! SEI O NON SEI UN SAGGIO."  urlai completamente furioso.

Daniel mi guardò con occhi sgranati. Non era abituato a vedermi così arrabbiato. Di solito sono più pacato. Però... L'immagine di quella povera ragazza, esiliata soltanto perché era... Diversa. Mi faceva salire una rabbia incontrollata. Noi dovremmo essere spiriti caricatevoli pronti ad aiutare il prossimo. Invece l'avevano cacciata. Come se fosse immondizia, non potevo lasciar perdere, almeno io non avevo dimenticato i miei principi morali.

-"Sai Loan"  Daniel pronunciò  il mio nome con un espressione seria dipinta in volto. Per poi proseguire dicendo :

-"Come ti ho detto, non gli ho mai visti di persona. E so che questi Guardiani ne nascono uno su un miglione, e ne può esistere solo uno per volta. Ora come ben quelli come noi.... I biondi se ci vogliamo definire così, manteniamo l'equilibrio di tutto ciò che è puro ed onesto in questo mondo. Come nel nostro caso, ad esempio controlliamo i cicli vitali di ogni pianta sul pianeta, e ne stabiliamo le future nascite. E se non fosse per noi, la terra sarebbe scossa da continui terremoti. Noi abbiamo uno scopo. Ma anche quelli come loro lo anno.... Ripeto lo sentito dire soltanto come una leggenda e non so se ha fondamenta.... " fece un grosso respiro e prosegui dicendo.....

******

*Terra*

Ero nella mia forma di pantera, a correre per il bosco, schivando con agilità ogni albero che mi si poneva davanti. Nel mio campo visivo in questo momento c'ero solo io e la mia preda. Un gustosissimo cerbiatto. Normalmente una comune pantera si sarebbe già stancata. Ma non so perché, almeno io, di notte non sentivo la fatica, era come se la dolce e calda luna mi riggenerasse con i suoi raggi. Molti mi direbbero che sono pazza, perché la luna non emette calore. Però il mio corpo lo percepiva come tale. Al contrario di quando era giorno.... Che mi sentivo sempre stanca ed assonnata. Per questo ormai dormivo di giorno e cacciavo di  notte. Come un mostro, che si faceva strada fra l'oscurità, ormai sua alleata.

Ormai stanca di correre dietro la mia preda, balzai in avanti. Affondo le mie zanne nel suo collo. E con la forza che vi impiegai morì sul colpo. Non mi piaceva far soffrire un povero esse vivente. E come tutte le volte, prima di mangiare ringraziai l'animale, per la vita che mi aveva dato. Mi sentivo in dovere di ringraziare, aveva dato la sua vita per permettere a me di continuare a vivere. un mostro come me... Anche se ero immortale ed il mio corpo non invecchiava, infatti potevo morire come chi un chiunque altro. Certo ero più resistente del normale, ma non indistruttibile.

Siccome erano soltanto le dieci di sera e per l'alba mancava ancora parecchio tempo, decisi di fare un salto al mio posto preferito. Il mio piccolo rifugio segreto. Quando fui esiliata, fu proprio li che passai la mia infanzia.

Appena arrivai, mi ritrovai sempre il solito paesaggio mozzafiato. Un lago enorme dove la luna ci si rispecchiava. Circondato da una multitudine di fiori e di piante. Il cielo stellato incorniciava il tutto. Così luminose e graziose... Mi facevano sentire in pace con me stessa, placando la tempesta che avevo nel cuore. Ogni volta che venivo qui, mi dimenticavo di tutto. Di coloro che mi tradirono. Di chi mi ha insultata ed umiliata. Di coloro che mi giudicavano ancor prima di conoscermi. La mia mente si svuotava osservando il mio piccolo paradiso personale.

Per anni ho cercato una persona speciale... Una persona che guardandomi non avesse ne paura, ne pregiudizio. E finalmente che l'ho trovata, mi veniva spontanea chiedermi.... Me lo merito? Un mostro come me può veramente essere accettata, anche se da una sola persona?

Nota autore :

Lo so.... Lo so sono stata stronza a non dirvi qual'era la leggenda di cui parlava Daniel... Tutto a tempo debito... Tutto a tempo debito.

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