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15

Io e Loan correvamo a perdifiato per raggiungere io più presto possibile la tribù della natura. Avevo come la strana sensazione di essere seguita o pedinata ed dalla mia precedente esperienza capi che dovevo dar ascolto più spesso al mio istinto. Loan non sapeva la motivazione del mio strano cambio d'umore, ma come sempre credeva in me nella maniera più assoluta, adoravo questo suo lato perché qualsiasi cosa avrei fatto lui sarebbe stato dalla mia parte a priscindere.

-"Spiegami soltanto del perché corriamo a perdifuato!" Mi chiese Loan ansimando per vua della corsa.

-"Loan non lo so con certezza, ma sento che devo andarmene al più presto!"

Dopo di ciò non mi chiese più niente si limitò a seguirmi senza protestare ed una volta raggiumto ol villaggio della natura, io corsi a fare le valige mentre lui andò a spiegare velocemente la situazione al saggio. Inn valigia presi alcuni cambi e vi riposi anche le carte di identità che trovai nelle borse dei cadaveri dei due ragazzi, gli duedi una spulciata veloce per capire dove dovevamo andare con precisione, perché solo l'istinto in questi casi non era di gran che aiuto. Nella prima c'era raffigurata l'immagine del ragazzo con i capelli neri e occhi castani: si chiamava Denny Moro ed aveva diciannove anni quando morì, viveva a Milano e non saràstato semplice trovarlo visto che come città è immensa. Mentre nella seconda c'era raffigurato l'immagine del ragazzo con gli occhi verdi e capelli castano scuro, lo ricomobbi subito, lui è il ragazzo narcolettico, ma sulla sua carta di identità c'era un dettaglio che catturò maggiormente la mia attenzione... il suo nome. Il ragazzo si chiamava Jeremy Moro, avevano lo stesso cognome e vivevano entrambi a Milano, non potevano che essere fratelli, mi si strinse subito il cuore, non era quella la fine che meritavano, e queato mi fece anche rifrelettere su un punto a cui non avevo dato molta importanza, se io dovevo guidare tutte le anime perdute, il mio opposto, il guardiano del giorno doveva guidare tutti gli esseri viventi in difficoltà, giusto? Quindi la loro morte e anche un po' colpa sua, perché ciò significa che non adempieva al suo compito. Mi faceva arrabbiare questa cosa, perché io non lo fatto per il semplice motivo che non sapevo nemmeno chi ero, quindi figuriamoci il mio equilibrio da controllare, ma lui.... No non aveva scuse, perché sapeva tutto fin da principio chi era e cosa doveva fare però non ha svolto ugualmente il suo compito, ma appena farò ritorno se la dovrà vedere con la sottoscritta. Una volta preparato tutto corsi fuori dai ragazzi ed appena li raggiumsi mi accorsi che stavano litigando.

-"Io vado con Terra?!?" Ringhiò Loan.

-"Loan te lo detto già mille volte che non puoi, solo i saggi anno tanta forza da poter uscire dalla tribù ed adempiere lo stesso hai propri compiti!" Rispose Daniel con tono autoritario.

Ovviamente provò a controbbattere ma non ci fu verso di fargli cambiare idea, sinceramente anchio avrei voluto che venisse con noi anche perché mi ero talmente abbituata alla presenza di Loan che girare senza di egli era come se vagassi senza indumenti... insomma mi sembrava, stano molto strano.Finalmente dopo aver smesso di bisticciare, si accorsero della mia presenza Daniel mi salutò a mo di bambino, agitando la mano in aria come un ossesso, Loan infastidito dal suo comportamento gli diede uno schiaffo dietro la nuca, dicendogli chiaramente infastidito:

-"Cerca di fare il serio per una volta, già sono in ansia che deve viaggiare con un demente come te, per favore non darmi ulteriori pensieri!" Lui fece spallucce, e con un aria da innocente rispose:

-"Io e Terra, nella città più romantica del mondo, mmm... quanto ci divertiremo!" Loan lo colpi di nuovo dietro la nuca rispondendogli furibondo:

-"Quella e Parigi ritardato?!?" Lui fissò l'amico come se avesse appena spiegato ad un bambino da dove nascono i figli, e rispose :

-"Ah... davvero? Eppure pensavo fosse Milano... ne sei proprio sicuro?"

-"Certo che ne sono sicuro?!? Che razza di saggio sei, se non sai un dubo!??" Rispose più nervoso di prima.

Tanto ormai dopo avergli negato di venire con noi Loan era così nervoso che se la sarebbe presa per ogni cosa, però visto dal mio punto di vista posso affermare con certezza che era una scenetta al quanto divertente, loro due in sieme non so perché mi ricordavano quel vecchissimo programma, che se non erro si chiamava staglio e oglio, e soffocando una risata dissi prendendo a braccietto Daniel:

-"Allora mio Re e pronto oer volare fino a Milano?" Egli stando al gioco, disse facendo un leggero inchino con il capo:

-" Mia Regina, con lei volerei fin in capo al mondo?!?"

Loan ormai completamente furibondo prese l'amico per un'orecchio trascinando a calci lontano da me, ovviamente mentre Daniel se la rideva di gusto Loan gli imprecava comtro, dicendogliele di tutti i colori in cuor mio soeravo che fosse geloso... ASPETTA PERCHÉ OENSO A QUESTE COSE?!? E poi Loan mi comsidera soltanto come una amica niente di più e niente di meno, e scacciando quei pensieri dalla mia testa presi mi trascinai a forza Daniel, per poi scappare di corsa verso la foresta.

Per fare prima mi trasformai in una pantera, facendo accomodare Daniel sulla mia groppa, ma non era semplice sopportare quel bambinone, mi dava dei delicati calci lungo i fianchi urlando a sguarcia gola " ANDALE ?!? ANDALE?!?" Almeno uno dei due si stava divertendo perché f8datevi se vi dico che la voglia di disarcionatlo ed azzannarlo era veramente forte, potevo sorvolare se me lo faceva una volta e poi basta. Ma sono cinque ore cazzo?!? Cinque ore a darmi calci lungo i fianchi mon sono un cavallo... ed ormai all'imite della sopportazione umana emisi un rugito di avvertimento per farlo desistere e caso strano sembrò funzionare. Bhe meglio per lui.

Arrivati al aereoporto, c'era un caos inimmaginabile, alcuni si strattonavano, aktei che né approfittavano del caos per rubbacchiare dai poveri ignari. Ci metemmo subito in fila oer fare i biglietti, e dopo ore a stare inpiedi ad aspettare il nostro turno finalmente Daniel riuscì a comprarli e dopo un altra mezzora ad aspettare finalmente ci imbarcammo, anche perché stavo esaurendo la pazienza. Mi sedetti affianco al finestrino dopo un un intenso litigio tra me e quel saggio da due soldi, perché entrambi volevamo veder laereo mentre decollava, dovete sapere che per noi volare e come se stessimo trasgredendo, perché essendo abbituati a dover monitorare di continuo l'equilibrio della terra era bello, anche per una volta, uscire dalla solita routin.

-"Terra, Terra guarda ci stiamo muovendo... guarda, guarda" mi disse Daniel strattonandomi come un pazzo.

Lo guardai malamente, eh che cavoli?!? sul aereo si sentiva soltanto lui!?!? Ed ovviamente gli altri passegieri iniziavano a guardarci male, con tutto il trambusto che stava facendo. Ma lui, nonostante ciò non la smetteva di urlare, elencantomi tutte le cose che io stessa riuscivo a vedere benissimo... capisco il suo entusiasmo e lo sono anch'io, però e che diamine! Non ha cinque anni, un po' di contegno per la miseria. E mentre cercavo di nascondermi fra i sedili, senti involontariamente la conversazione delle sognore sedute di fronte a me:

-" davvero cosa diavolo sta succedendo.. giorno, notte ormai non si capisce più niente."

-"gli scenziati dicono che la terra abbia smesso di girare su se stessa ed è per questo fenomeno la causa di ciò, ma sarà vero?" Disse la seconda donna.

-"Ma sono solo sciocchezze... ti pare che la terra smetta di girare così dall'oggi al domani?!?" Rispose la prima donna scettica.

Io e Daniel ci guardammo sconvolti. Per loro potevano essere teorie campate in aria, ma per noi no... e sapevamo che la ragione di tale catastrofe era solo ed unicamente mia, se solo l'avessi saputo prima o se avessi dato ascolto al mio istinto tutto questo non sarebbe mai accaduto. Ma come dicevo sempre... con i se e con i ma non si risolve niente, il danno ormai era stato fatto, ed adesso bisognava pensare ad una soluzione.

Arrivati a Milano, io e Daniel ci incamminammo verso lindirizzo che trovai su passaporti, li stringevo con grande cura nel mio palmo, non vi nascondo che ero nervosa, perché ad essere onesti, non è di certo da tutti i giorni che una sconosciuta piomba a casa tua dicendo " Ehi sai i vistri figli, quelli che sperate di rivedere sani e salvi? Bhe in realtà sono morti...." Non era affatto semplice, sopratutto per una madre che aspettava pazientemente il loro ritorno, quindi se non volessero credermi avevo portato i passaporti come garanzia. Ma al solo pensiero di dover dare una tale notizia hai loro cari, mi si spezzava il cuore perché se Noah avesse svolto il suo compito e gli avrebbe guidati come era giusto che sia a quest'ora sarebbero ancora vivi, Daniel noranto il mio stato d'animo, mi posò una mano sulla spalla incoraggiandomi:

-"Ci sono io cucciola, non sei da sola... non più"

Alle volte Daniel mi trattava anch'egli come se avessi cinque anni, però non potevo lamentarmi perché anche se un po' ritardato è un ragazzo dal cuore d'oro, gli sorrisi dolcemente e vidi che divenne leggermente rosso o forse era una mia impressione? Non ci persi teoppo tempo a rifletterci su anche perché avevo ben altro a cui pensare. trovare la via non fu semplice anche perché Milano e immensa, ed essendo abituata ad orrientarmi nella giungla, mi sentivo spaesata, soprattutto per tutte quelle vie... e poi che motivo ha, dare un nome ad una sdrada? E come se io chiamassi ma mia grotta Gustavo, non ha senso?!?! Ma dopo mille fatiche e delle indicazioni da parte di umani molto cordiali trovammo la famosissima via Torino. Ma la via e lunga e temo che non sarà facile la nostra ricerca.

-" Terra siamo fottuti, non li troveremo mai!" Disse gesticolando con fare esasperato.

Daniel e il auo ottimismo, così si che mi incoraggiava e per fortuna che disse che potevo contare su di lui... ma lasciamo perdere tanto con la mia testardagine sono sicura che otterremo ottimi risultati, e poi abbiamo tre giorni di tempo per trovarli, e poi anch'io ero stanca, ma non era una motivazione per perdersi d'animo, però. .. non so il perché, ma avevo una brutta sensazione che non prometteva nulla di buono.

********

*Nel frattempo nella foresta pluviale*

Nel vilaggio della natura scoppiò una battaglia, per l'arrivo inaspettato di Noah, egli stava cercando il suo opposto e l'odore della ragazza lo aveva portato fin la. Loan con la spada sguainata assieme ad altri guerrieri si erano messi in posizione d'attacco, all'inizio ciò che vedevano era un comune leone ma quando prese sembianze umane, si scoprì l'identità del ragazzo, Loan lo riconobbe immediatamente perché come Terra anche Noah poteva trasformarsi in un felino, anche se le sue dimensioni era quelle di un comune leone. A differenza dei suoi compagni non indietreggiò, rimase con il suo spadone in posizione di attacco.

-"Tu hai addosso l'odore della mia donna, dai un solo motivo valido per non ucciderti all'istante." Ringhiò all'improvviso Noah con fare minaccioso.

Noah non aveva di certo un bel carattere, da secoli ormai venne etichettato come il guardiano impuro e Loan sentendo quella frase non la prese molto bene, si lanciò verso di lui con la spada a mezzaria, ma con l'esperienza di Noah fermò l'attacco con molta facilità, afferrando la lama con una mano sola, gli rivolse uno sguardo di sfida e diasse per catturare la sua attenzione:
.
-"Credi veramente di poter compere con me? Stolto tu non sai la verità sulle vere origini di noi guardiani! E su chi hai di fronte"

Loan rimase scettico dall'affermazione di Noah, non sapeva se fidarsi o meno , anche perché il suo aspetto non era molto rassicurante, Noah infatti come Terra anch'egli era diverso dai comuni guardiani: ha i capelli neri, con gli occhi bicromatici il sinistro e di colore verde con forti sfumature marroni, mentre il destro di colore azzurro, de terra sembrava bizzara come guardiana della notte, lui come guardiano del giorno era ancora più strano, soprattutto per tutti quei pircing sul volto.

-"Piccolo moccioso ti svelerò un segreto. Al tempo esistevano soltanto due guardiani io e Kalya, insieme governavamo l'intero equilibrio del pianeta terra ed eravamo venerati come dei. Ma gli umani quelli che voi conoscete come il popolo Azteco, impauriti del nostro immenso potere, con un inganno catturano Kalya e la uccisero. Loro dei comuni mortali si sono permessi di mettersi contro noi dei... tutti gli umani faranno la loro stessa fine" sul volto di Noah apparve un ghigno malefico e prosegui silabbando con enfasi ogni singola lettera:-" M-O-R-I-R-A-N-N-O"

Loan si stupì di tale freddezza, e di come degli umani avessero potuto uccidere cosi facilmente un entità superiore come un guardiano, c'era qualcosa che gli nascondeva ne era certo, ma non si sarebbe di messo a far domande proproo in questo momento, e non ha lui, perché sentiva di non potersi fidare, e di conseguenza quanto possa essere veritiero il suo acconto. Così parti nuovamente all'attacco, ma Noah come la prima volta lo fermò nuovamente, fissandolo negli occhi con una strana espressione:

-"Sai ragazzino sono sicuro che grazie al tuo aiuto finalmente riuscirò ad incontrare la mia dolce metà!" Disse Noah con un sorriso aghiacciante, mentre gli faceva perdere i sensi.

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Nota autore:

Lo avevo già preaentato una volta, ma per chi non se lo ricordasse lui è Noah il guardiano del giorno.
Spero che anche questo capitolo vi sia piaciuto un bacione.

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