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15. -pt.2-

Luca torno' indietro, deciso a parlare con Miguel.
Lo trovò intento a conversare al telefono, in francese. L'uomo lo notò, e gli fece cenno di attendere. Luca si appoggiò con la schiena alla balaustra di legno ed incrociò le gambe, mani in tasca. Attese qualche minuto prima che l'uomo chiudesse la comunicazione; da che ricordava, Miguel era sempre stato una persona molto impegnata col lavoro.
L'uomo sollevo' lo sguardo sul ragazzo. Nulla, nel suo viso, faceva intuire che poco prima avesse vissuto un piccolo dramma familiare.
-Allora, come procedono gli studi?- Esordì Miguel, mettendo a sua volta le mani in tasca.
-Bene. Mike... senti... volevo chiederti una cosa-
-Se riguarda Jo, ti prego di non chiedermela adesso, per favore. È già abbastanza difficile così- mise le mani avanti lui.
Luca annuì.
-Riguardava Jo- constato' l'uomo.
Luca annuì di nuovo:
-Ok, non fa niente. Ne parleremo in un'altra occasione-
Miguel sospiro', come a cercare le parole adatte.
-E' una situazione complicata, Luca-
-La risolverete. Non preoccuparti- lo rassicurò, facendo per andarsene.
-Luca... grazie. Sei un bravo ragazzo- gli disse Miguel, mentre il suo cellulare suonava di nuovo.

Jo si era calmata, ed era estremamente grata a Louis che aveva capito il suo bisogno di distrarsi. E lo stava facendo scandalizzandola coi suoi discorsi irriguardosi.
L'argomento era una precisa parte anatomica di un ignaro Harry, il quale in quel momento era in spiaggia e tentava di trascorrere qualche ora all'aperto, immerso in un libro.
-Lou! Smettila!- Borbottò con le guance rosse Jo, coprendosi le orecchie mentre lui rideva.
-Davvero, Jo, pare che tu non abbia mai fatto sesso in vita tua- la prese in giro.
-Ma io non vado in giro a raccontare i dettagli!- Protestò lei, suo malgrado divertita e scandalizzata allo stesso tempo.
-Ma sei la mia migliore amica, a te posso raccontare tutto! E poi insomma, abbiamo gli stessi gusti!- Ragionò lui.
-Ok, ma io certe cose non voglio saperle!-
Luca entrò in quel momento, e la sua preoccupazione si allevio' vedendola.
-Cosa non vuoi sapere?-
Jo rise e diede di gomito a Louis:
-Giusto, Lou, racconta a lui quello che mi stavi dicendo-
-Lui ha gusti diversi, non può capire- disse lui con un sorrisetto, guadagnandosi una pacca scherzosa sul braccio da parte della ragazza.
Luca si sedette, felice di vederla più serena, e sentendosi anche un po' geloso della loro confidenza.
-Senti, passerotto, io vado in spiaggia. Ci vediamo li'- tagliò corto Louis, alzandosi.
Jo sollevò gli occhi chiari su Luca,  che si sentì tremare dentro al petto. Aveva una espressione divertita, nonostante il recente pianto.
-Lui ti rasserena- constatò.
-Louis? Sì. Mi fa stare bene- convenne lei, con un sorriso.
-Senti, cambiando discorso. Stasera c'è una festa in spiaggia, qui al villaggio. Che ne dici?-
-Dico che è un'idea splendida. Lou sarà sicuramente d'accordo. Ma ricordo che a te non son mai piaciute le feste...-
Luca fece un sorrisetto imbarazzato.
-Grazie, Luca. Sei un vero amico-

Dopo cena, Jo si ritrovò a truccarsi davanti allo specchio in contemporanea a Louis che voleva sistemarsi i capelli.
-Smettila di spingermi! Mi fai sbavare la matita!-
-Fidati, non ti serve truccarti per scopare. Basta aprire le gambe- fu la laconica risposta del ragazzo, che spostò qualche ciuffo, le mani velate di gel.
-Sei squallido. Non tutti pensano a scopare!-
-No, le monache di clausura in effetti no-
Jo lo fulminò con lo sguardo, scostandosi ed incrociando le braccia.
Louis finì di sistemarsi in tutta calma, poi le fece un sorrisetto strafottente e le lasciò finalmente spazio.
-Con calma, eh!- Borbottò la ragazza.
-Sciogliti i capelli-
-Mi fanno caldo-
-Fidati- rispose il ragazzo, cercando un paio di scarpe in valigia.
Jo, inaspettatamente, lo ascoltò. I suoi capelli, castani e lisci, le sfioravano quasi la vita. Il vestito bianco, dalla scollatura casta, le accarezzava le ginocchia e risaltava in contrasto con la carnagione dorata.
Louis alzò gli occhi su di lei, mentre sedeva sul letto per infilarsi le scarpe, rigorosamente senza calzini. La ragazza allargò le braccia:
-Beh? Che dici?-
-Mmm. Passabile-
-Grazie, eh!-
Louis si alzò facendo a sua volta un giro su se stesso per farsi ammirare.
-Sei come al solito un gran figo, rompipalle e vanitoso- sbottò lei, recuperando una pochette dall'armadio. Louis nascose un sorriso. Adorava punzecchiarla.
-Prendi su una maglia, magari c'è vento- la consigliò, precedendola in corridoio.

Si ritrovarono tutti e quattro sotto al portico. Louis era felice di quel diversivo: la monotona quiete rilassata della vacanza stava cominciando ad annoiarlo, e poi lui adorava le feste. Fossero anche festicciole per famiglie organizzate in un villaggio turistico.
Harry uscì per ultimo, bello come sempre, con indosso una delle sue improbabili camicie sbottonate fino al petto ed un sorriso tutto fossette. Louis aggrottò la fronte e disse:
-Forza, andiamo- con un tono che attirò l'attenzione di Jo, distogliendola dall'ammirare di nascosto un Luca mozzafiato in jeans neri e camicia.
Scesero le scalette chiacchierando allegramente, e Jo si tolse subito i sandali per poter camminare scalza sulla sabbia.
In venti minuti arrivarono alla spiaggia del villaggio; Luca li precedette ed andò a presentare loro il team dell'animazione, che era ormai da qualche anno presente d'estate.
-Stasera ci sarà un po' più gente del solito, perché alcuni insegnanti di ballo stanno per fare un'esibizione, e stasera si entra liberamente in villaggio- spiegò Niall, un animatore biondo e dal sorriso contagioso. Jo sentì quel familiare senso di aspettativa, voglia di lasciarsi andare e divertirsi mista al piacere che riceveva dalla carezza della brezza sulla pelle della schiena e delle braccia, e ricambio' il sorriso. Luca ebbe un guizzo della mascella, come se avesse stretto i denti, e subito prese Jo per un gomito per guidarla al chiosco bar.
-Vuoi bere qualcosa?- Le chiese, godendo della vicinanza dell'amica, che in quella mise era strepitosa.
Il barista si intromise:
-Luca, quanto tempo! Sei in dolce compagnia?-
-Ciao, Liam. Lei è Jo, una mia cara amica-
-Piacere, Jo! Cosa posso prepararti? Offre la casa- le disse il barman, un ragazzo moro dall'aria gentile.
-Mmm... cosa mi consigli?- Chiese lei a Luca.
-La sangria è buonissima- affermo' lui, e Jo accettò il consiglio.

Poco distante, Louis fumava una sigaretta. Non lo sapeva, ma Harry trovava molto sexy il modo che aveva di stringere gli occhi mentre aspirava dal filtro. I due erano silenziosamente assorti a contemplarsi, neanche tanto velatamente.
Louis finì e si guardò intorno per cercare un posacenere; Harry lo precedette, porgendoglielo. Louis lo ringraziò con un accenno di sorriso.
-Harry! Ma tu cosa ci fai, qui?!- Lo apostrofò qualcuno, facendoli girare all'unisono. Un ragazzo dai tratti mediorientali si stava avvicinando con un gran sorriso; Harry evidentemente lo riconobbe, perché i due si salutarono calorosamente con pacche sulle spalle ed una energica stretta di mano.
-Ma guarda un po' te, dove ci si ritrova! Cosa ci fai, qui?- Gli chiese Harry sorridendo.
-Lavoro estivo. Mi pago gli studi- spiegò l'altro indicando verso la consolle ed il pianobar.
Harry si rese conto di non aver presentato Louis al suo amico, perciò si scostò e fece cenno:
-Zayn, lui è Louis. Stiamo trascorrendo le vacanze insieme a dei nostri amici in comune. Louis, lui è Zayn-
I due si strinsero la mano, mentre a Louis precipitava il cuore sotto ai tacchi. Quel ragazzo era dannatamente bello, e sorrideva in maniera sfacciata ad Harry.
Sentendosi il terzo incomodo, Louis si scusò e raggiunse Jo e Luca, che erano seduti al bancone e sorseggiavano qualcosa chiacchierando col barman. Louis si lasciò cadere di peso di fianco alla ragazza, rubandole un sorso di sangria dalla cannuccia. Jo lo guardo' da sopra alla spalla:
-Che hai, Lou?-
-Nulla. Ehi, scusami, ne prepari una anche a me?- Chiese al barista indicando la sangria. Il ragazzo annuì e si girò per preparare l'ordinazione. Louis si soffermò a valutarne il sedere, che sembrava degno di nota, e poi borbottò all'amica:
-Harry ha incontrato uno che conosce-
-Ed allora? Qual'e' il problema?- Gli chiese Jo, mentre Luca faceva capolino da dietro di lei ed ascoltava a sua volta.
-E' un galletto altezzoso e molto figo-
Jo sollevò un sopracciglio.
-Lou...sei geloso?-
-Chi, io? Figurati!- fece il ragazzo, voltandosi verso la folla che iniziava a radunarsi alle loro spalle. Individuo' Harry e Zayn, ridevano e bevevano una birra.
Jo seguì il suo sguardo.
-Effettivamente, è un gran bel ragazzo- commentò.
-Mi sei di grande aiuto, grazie Jo- replicò sarcastico.
-Ma scusa, non avevi detto che per te era solo uno sfizio? Non puoi fare il geloso, Louis- gli disse lei, mangiando qualche pezzetto di frutta con lo stecchino di legno.
-Infatti non sono geloso. Assolutamente. Quando inizia lo spettacolo?- Fece, ansioso di cambiare discorso. Luca gli diede retta:
-Tra pochi minuti. Ci spostiamo vicino al palco?-
Sulla spiaggia era stata allestita una pista in legno, ed un piccolo palco sopraelevato, contornato da riflettori e casse. C'era già molta gente, e musica. I tre si avvicinarono più che potevano, portandosi i bicchieri in mano. Jo sentiva già la testa un po' leggera.
Poco dopo la musica si interruppe e l'animatore di prima, Niall, presento' un piccolo corpo di ballo. Louis riconobbe Zayn dietro alla consolle, ed infatti con la coda dell'occhio vide raggiungerli Harry, con dei bicchieri di sangria tra le mani.
Louis fece cenno al suo bicchiere ancora mezzo pieno; Luca e Jo ne accettarono un altro volentieri.
Subito l'aria fu riempita da musiche caraibiche, ed i ballerini iniziarono l'esibizione, che Louis non si godette appieno, dandosi dello stupido. Ad un certo punto sentì una mano di Harry agganciarsi alla tasca dei suoi jeans, ed il gesto lo calmò un po'.

L'esibizione fu presto seguita da balli di gruppo e da latino-americani.
-Balli?- Chiese Louis a Jo. Aveva insegnato lui stesso alla ragazza qualche passo, tra innumerevoli risate, durante le serate di svago tra colleghi, a Freetown. Voleva dare ad Harry qualcosa da guardare.
-Mi gira un po' la testa, Lou...- replicò la ragazza, ma l'amico, ignorando gli altri due, la prese per mano e la trascinò, camminando all'indietro a suon di musica, verso la pista. Jo fece a tempo a mollare il bicchiere ormai vuoto in mano a Luca, ridendo, e si ritrovò a seguire l'amico, molto più bravo di lei, nel ballo.
Louis la fece ridere fino alle lacrime, divertendosi un mondo e nello stesso tempo creando inconsapevolmente un piccolo spazio attorno a loro: la scioltezza di Louis compensava l'inesperienza di Jo, dando complessivamente l'idea di essere bravi.
Si fermarono perché Jo era esausta. Si avvicinò a Luca sorridendo, senza fiato e scarmigliata, e questi le porse un bicchiere. Era birra fresca, e Jo la sorseggiò volentieri, assetata com'era. Louis la redargui', accendendosi una sigaretta:
-Occhio. Già prima ti girava la testa-
-Si papà- scherzò lei, voltandosi poi verso Luca e raccogliendosi i capelli sulla nuca.
-Uffa, che caldo... e non ho neanche un elastico- si lamentò.
-Ho una bandana, tieni- fece Harry, sciogliendo il pezzo di stoffa dal suo polso.
Jo gli sorrise, grata, liberandosi con piacere il collo e la schiena dai capelli in una coda alta.
-Balli bene- le disse Luca.
-Non è vero; Lou è bravo, io mi limito a seguirlo. Ora però andiamo tutti in pista- decise lei prendendoli per mano e tirandoli, senza smuoverli di un centimetro.
-Oh, no, no. Io sono una frana- la avvertì Harry.
-Dai! Cosa te ne frega, è per divertirci! Lou, aiutami!- Rise lei.
Louis fece un sorrisetto:
-Inutile protestare: se ha deciso una cosa, impossibile farle cambiare idea-
-Ma davvero non sono capace!- Replicò Harry. Luca taceva, mordendosi un labbro.
-Ti insegno io. Vieni- decise Louis prendendolo per l'altra mano e spegnendo la sigaretta. Jo tirò più forte il braccio di Luca, divertita dalla sua espressione imbarazzata. Si misero a cerchio, guardando Louis muovere qualche passo. Nessuno li guardava, per cui Harry si arrischio' a tentare di imitare le movenze del ragazzo, con sommo spasso di Louis. Jo prese le mani di Luca, tentando di coinvolgerlo. Il ragazzo era serio.
-Non ti diverti? Dai, Luca, non fare il noioso...- lo spronò lei. Luca sospiro' e la sorprese inziando a tenere il passo. Se non aveva la scioltezza di Louis, aveva comunque un po' di tecnica, e Jo rimase meravigliata.
-Beh?! Da quando...?-
Luca fece una smorfia che Jo trovò adorabile, facendole fare un giro su sé stessa che le provocò una risatina.
-Ho le mie risorse- rispose lui.
Ballarono diversi pezzi, sudando profusamente e divertendosi. Ad un certo punto furono raggiunti da Niall ed altri due animatori, che portarono chiasso ed allegria.
Ad un certo punto Jo si allontanò per andare a bere. Sedette al bancone, sorseggiando un cocktail preparatole da Liam, e guardava il gruppetto in pista. Si sentiva felice: erano tutti sorridenti e si stavano divertendo, senza bisticci e litigi.
-Cosa c'è qui dentro?- Chiese al barman.
-Menta, lime, zucchero di canna, rum e fragole- snocciolo' lui.
-E' fortissimo, ma è buonissimo! L'hai inventato tu?-
-E' un Mojito con le fragole...vacci piano, è bello carico- la avverti' lui, allontanandosi per servire altri avventori.
-Ciao. Sei un'amica di Harry?- Le chiese di punto in bianco un ragazzo. Nonostante la mente vagamente annebbiata dall'alcool, Jo riconobbe l'amico di Harry, quello di cui Louis era geloso.
-Diciamo di sì; lo conosco da pochissimo. E tu sei..?-
Il ragazzo le porse la mano:
-Zayn. Piacere di conoscerti-
-Jo-
-Non sei italiana, vero?-
-Per metà sì; perché lo dici?-
-Hai un accento perfettamente inglese- spiegò lui, facendo cenno a Liam di preparargli qualcosa.
-Ti offro qualcosa. Cosa preferisci?-
-Non so se è il caso... mi gira già la testa- replicò Jo, ma l'altro insistette:
-Qualcosa di analcolico allora! Dai, fammi compagnia. Sto lavorando, ho bisogno di una pausa-
-Ok; prenderò una Coca-cola- capitolò Jo.

Quello che lei bevve per Coca-Cola era, per errore, un Cuba Libre; distratta dal ghiaccio, dalla situazione e dal fatto che Zayn la stesse facendo ridere di cuore, non se ne rese conto. Dieci minuti dopo, raggiunse gli amici in pista.
Si sentiva leggera ed euforica; allacciò le braccia attorno al collo di Luca, sorprendendolo, ed iniziò a ballare in modo molto più sensuale di prima. L'alcool le aveva tolto tutte le inibizioni. Louis, alticcio a sua volta, ma con ancora il controllo su di sé, se ne rese conto.
-Passerotto, sei ubriaca?-
-Forse!- Rise lei, voltandosi verso di lui ed iniziando a ballare appiccicata al suo corpo.
-Ehi, ehi, calma- la rabboni' Louis.
-Cos'hai bevuto?-
-Coca-cola, giuro!- Brontolo' lei, sciogliendosi i capelli ed allacciandosi la bandana al polso.
-Ok...ti tengo d'occhio- replico' Louis, tenendole una mano sulla schiena e ballando con lei.
-Sei davvero sexy, Lou. Se tu non fossi gay ti bacerei- sproloquio' lei, appoggiandosi contro il suo petto.
-Ok. Sei andata. Ma quanto hai bevuto?! Ti serve del caffè- ragionò lui, staccandosela di dosso e spingendola con le spalle contro il torace di Luca:
-Tienila d'occhio. Vado a prenderle del caffè-
Jo si appoggiò contro il petto di Luca, mentre questi la prendeva per le spalle e la faceva girare:
-Che ti succede?-
-Nulla...la Coca-Cola mi ha ubriacata- rise lei, scostandosi i capelli dal viso. Senza pensarci Luca le passo' una mano tra i capelli, aiutandola a liberarsi la fronte, e Jo appoggiò la guancia alla sua mano, sollevando poi gli occhi su di lui. Luca si perse in quegli occhi, magnetici e profondi, e stava quasi per chinarsi verso di lei per baciarla sulla fronte, o sulla guancia, quando Jo cambiò espressione, mordendosi il labbro e lasciando che gli occhi le si riempissero di lacrime:
-Mio padre aveva un'altra donna-
Luca rimase interdetto:
-Come dici?-
-Mia madre l'ha scoperto. Stava andando via dopo che l'aveva scoperto  quando ha fatto l'incidente- continuò lei, il viso accartocciato in una espressione affranta ed indifesa.
-Jo... ma è vero?- Chiese lui, pietrificato.
-Si', ma non dovevo dirlo. Mi dispiace. Tu ti stavi avvicinando per baciarmi ed io ho avuto paura ed ho detto la prima cosa che mi è passata per la testa...ops, non dovevo dirti neanche questo- farfuglio' lei, mettendosi entrambe le mani sulla bocca.
-Jo... non posso crederci- mormorò Luca, sconvolto dalla rivelazione.
-Si'... e non si merita niente. È colpa sua, se mia madre è morta. Io lo odio... ma non dovrei, sono una cattiva figlia...- blatero' Jo, sempre più confusa e rattristata.
Harry, che si teneva in disparte, accolse con sollievo l"arrivo di Louis con il caffè.
-Ecco qua. Doppio, e zuccherato. Bevi- le disse, porgendole una tazza. Mentre Jo sorbiva la bevanda calda, Louis colse l'espressione di Luca:
-Che succede? Cos'ha combinato?-
-Lei niente- intervenne Harry.
-E' mio padre, che è un puttaniere- asserì convinta Jo, lasciandolo, per una volta, senza parole.
Quello, decisamente l'amica non glielo aveva mai detto.

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